Due Tre Quattro cruscotti

05 marzo, 2021 | 39 comments

Sono tanti, tantissimi i problemi sollevati dal moderno culto de «i dati».[1] Qui affronto solo il più superficiale eppur già paradossale, che cioè la frequenza con cui li si invoca a suffragio dei propri argomenti tende a crescere in ragione inversa della loro conoscenza e/o del rigore con cui li si considera. Che chi li sbandiera a ogni pie' sospinto è spesso il primo a pulircisi, diciamo, il naso. Il fenomeno è ultimamente così puntuale da far sorgere il sospetto, almeno in chi scrive, che non si tratti solo di un malcostume dialettico, ma piuttosto di una conferma tombale delle distorsioni cognitive accennate in nota.

Siccome anch'io sono moderno me invito, per non cadere in questa fallacia ho predisposto uno strumento di rappresentazione de «i dati» a mio uso. Si tratta di due cruscotti o dashboard che elaborano in tempo quasi reale altrettante serie numeriche sulla malattia che sta appassionando il mondo. Nel primo propongo alcune estrazioni dal database del progetto Our World in Data (OWID) dell'Università di Oxford, nel secondo da quello diffuso dal nostro Istituto Superiore di Sanità (ISS), nel terzo effettuo alcuni confronti internazionali sul tema specifico delle vaccinazioni, nel quarto sovrappongo i dati epidemiologici nel 2020 e 2021 per saggiare l'effetto delle campagne vaccinali nel frattempo avviate.

  1. Ad es. cognitivi (fino a che punto si può estendere la quantità di un'informazione appiattendone la complessità, senza invalidarla?), empirici (può un'informazione collettiva precedere e condizionare l'esperienza individuale?); epistemici (quanto vale un'informazione che non si può verificare?); politici (chi decide i dati che «decideranno» al posto dei decisori?); psicologici (quanto è sano riflettersi su fenomeni che non si possono controllare?); etici e civili (la fissazione su riferimenti spersonalizzati e remoti lede il rispetto delle persone a sé prossime?) ecc.


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Fiorenzo Lipoli 07 aprile, 2021 11:47

Scrivo un altro post prima di rientrare nell'oblio sperando di non stancare e partirò dai vaccini per poi arrivare a come vedo la scienza ai giorni nostri. Premetto subito che non faccio parte di coloro che prestano il proprio lavoro in ambito sanitario e il mio bacino culturale (chiamiamolo cosi') non afferisce nemmeno a quel contesto. In quanto semplice persona che ignora, dunque ignorante, la complessita' del mondo della medicina ho l'ardire di proferire parola in merito a questo argomento, benche' per alcuni acclarati uomini di cultura sia opportuno che si esprimano solo i competenti (a titolo di esempio https://www.repubblica.it/le-storie/2019/01/05/news/umberto_eco_i_social_gli_imbecilli_e_cosa_disse_veramente_quel_giorno-215761508/).

Dunque vaccini si' o vaccini no. Meglio forse dire "vaccini solamente". Gia', perche' e' questo che io odo in maniera cacofonica e continua dai media mainstream quale unica via d'uscita da questa epidemia di SarsCov2. Cio' mi ha portato a pensare che ci troviamo di fronte ad una sorta di fenomeno di riduzionismo: metodi e concetti della medicina ridotti ad una misura minima necessaria e (supposta) sufficiente per risolvere i problemi di salute dovuti a questo nuovo agente patogeno. Che fine ha fatto la cura, soprattutto quella domiciliare? Quello che percepisco e' costituito dai seguenti concetti:

- c'e' un virus che puo' essere mortale

- non esiste cura

- si deve rimanere a casa in "vigile attesa" (https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2020&codLeg=77456&parte=1 &serie=null)

- non rimane altro da fare che attenedere un vaccino per uscire da questo impasse

Sul primo punto non mi dilungo, tutti possono trarre le proprie conclusioni guardando quello che pubblica l'Istat o l'Istituto Superiore di Sanità. Gli altri due punti successivi meritano invece un inciso: esistono delle realta' associative di specialisti in ambito sanitario che hanno predisposto delle cure domiciliari, le quali trovano la ragion d'essere, oltre che nel riscontro della loro efficacia, nel fatto che la "vigile attesa" e' stata messa in discussione dal punto di vista giuridico (https://www.affaritaliani.it/coronavirus/covid-il-tar-sconfessa-aifa-a-casa-non-basta-la-vigile-attesa-sentenza-726899.html).

L'ultimo punto è quello più interessante, ha un non-so-che di messianico: tutti in attesa del salvatore, in questo caso con le sembianze di una siringa; la scienza sta diventando fideistica e i ragionamenti che vengono proposti sono esclusivamente di tipo deduttivo. I concetti che hanno che fare con il significato associato al vocabolo "vaccino", secondo un'accezione ovviamente positiva, sono stati convertiti in tautologie e dunque le inferenze che ne conseguono vengono agitate come clave nei confronti anche solo di chi osa formulare un tenue dubbio. Parremmo essere nell'ambito della matematica dove dagli assiomi (tautologie) ricaviamo teoremi, cioè altre verità, mediante procedimenti automatico-sintattici. Purtroppo l'assioma deve risultare vero per ogni intepretazione in qualunque contesto e ciò giocoforza collide con il mondo reale, i vaccini perdono la loro accezione totalmente positiva in virtù del fatto che è possibile possano provocare degli effetti collaterali degni di considerazione. Non lo dico io, lo scrive lo Stato: dl. 7/2017 n.73, artt. 5-bis, 5-ter e 5-quater.

A questo punto mi pongo dei quesiti di tipo insiemistico e cioè:

- qual è la cardinalità dell'insieme K, corrispondente alla popolazione su cui vengono somministrati i farmaci vaccinali?

- qual è il sottoinsieme Y di K costituito dai soggetti che probabilmente rischierebbero il decesso se colpiti dal patogeno?

- qual è la cardinalità dell'insieme N, corrispondente al numero delle reazioni avverse?

- qual è il sottoinsieme Z di N, quantificabile con il numero dei decessi o dei danni permanenti?

Dunque se #Z fosse "molto minore di" #Y allora il vaccino risulterebbe conveniente, ragionando in maniera probabilmente troppo semplificata. Sarebbe interessante determinare N, Z, K e Y; partendo dai bugiardini dei farmaci, studiando la documentazione sulla rete ed avendo una cultura di medicina, chimica, farmacologia e affini (che io non possiedo) si potrebbe presumibilmente azzardare una risposta. Quello che è certo è che chi ha quantificato gli insiemi precedenti non può aver fatto altro che essersi posto nelle condizioni di un osservatore che studia un fenomeno di tipo scientifico, alla stregua di un fisico, magari utilizzando strumenti del ragionamento di tipo induttivo. La medicina tuttavia non può essere sovrapposta in maniera pedissequa alla fisica in virtù del fatto che le risposte sperimentali richiedono una "certa elasticità" inferenziale per consentire di costruire una teoria.

Supponiamo di realizzare un esperimento scientifico per avvalorare una certa idea. Esiste una regola per cui "se si palesa A allora si ottiene B"; è accaduto A, allora non può che conseguentemente verificarsi B (ragionamento per modus ponens). Nell'ambito della matematica, come già evidenziato, si parte dagli assiomi e dunque A è una tautologia, da cui segue che non si possono avere dubbi sulla consequenzialità di B. In un contesto sperimentale A non è una verità assoluta bensì una teoria che, per quanto buona, può essere confutata. Dunque il punto di partenza è l'osservazione dell'evento B; se le premesse (condizioni sperimentali) A risultano corrette e B si è palesato allora la teoria risulta confermata.

E se dato A non si verifica B? Uno scienziato scrupoloso non si affretta a concludere che il sistema di conoscenze è errato, ripete l'esperimento un certo numero di volte fino trovare il proprio errore oppure oppure fino a consolidare un controesempio ripetibile per dimostrare il fallimento della dottrina. In questo caso, poiché basta un solo controesempio per invalidare una teoria, si deve ripartire con la ricerca. Nella medicina, così come nell'economia, se si applicassero i processi di inferenza attinenti al mondo della fisica probabilmente si avrebbe a disposizione un insieme di conoscenze esiguo, in virtù del problema del controesempio, tuttavia così non è, le due discipline citate infatti non sono propriamente scientifiche.

Siamo vicini alle conclusioni di questo lungo post, prima di chiudere mi scuso con gli esperti di logica e di filosofia della scienza per le imprecisioni sicuramente presenti nello scritto. Mi auguro tuttavia di avere riportato "sulla terra" le discipline sanitarie scrostando l'aura fideistica, mediante personale argomentazione (da non confondere con una dimostrazione), assegnata loro dai padroni del discorso.

Grazie per l'attenzione

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Fiorenzo Lipoli 02 aprile, 2021 22:26

Gentile Il Pedante provo a scrivere qualcosa pure io, sperando che la mia capacità espressiva sia al livello di questo blog, che reputo una fonte di Cultura (C maiuscola) inestimabile.

Lasciando stare i vaccini vorrei dissertare di percezione.Siamo nel 1957 e l'Italia è stata investita da una consistente ondata influenzale (https://www.epic entro.iss.it/passi/storiePandemia) che ha portato ad avere un numero di vittime considerevole (https://www.archivioluce.com/2020/03/06/lasiatica-del-1957/). Erano tempi in cui vigeva una sorta di socialità e di mutuo soccorso che ai tempi odierni abbiamo perso; chissà, forse il fatto che il 1945, anno in cui terminò il secondo conflitto mondiale, non fosse lontano faceva dudurre che le avversità si affrontano meglio non da soli. Il medico a quei tempi visitava a domicilio!

Nel link precedente sono dichiarati più di 20000 decessi, soprattutto tra gli anziani e i più fragili (http://www.attidellaaccademialancisiana.it/233/19/articolo/Prolusione-100-anni-di-epidemie-influenzali-dalla-Spagnola-ad-oggi-e-domani), un po' come ai tempi odierni, il tutto a fronte di una popolazione compresa tra i 48 e i 49 milioni di anime (https://www.worldometers.info/world-population/italy-population/). "Più di 20000" decessi erano tanti per i tempi? Forse si' o forse no, tuttavia non ho trovato riscontri in merito alla necessità di porre in essere strumenti di contenimento dell'epidemia influenzale coercitivi come quelli attuali. Ai tempi la percentuale di persoe sopra i 65 anni era molto più contenuta rispetto ad oggi e la speranza di vita era 60 anni o poco più (https://datacommons.org/place/country/ITA?hl=it) dunque la percezione della morte era diversa a mio avviso. Vedere defungere un anziano, per i tempi, di 65 o più anni probabilmente era nell'ordine delle cose. Oggi è diverso.

Le persone con piu' di 65 anni nel 2020 corrispondono a circa il 23% del totale (http://dati.istat.it/Index.aspx?QueryId=42869#), a fronte di un 9,2% del 1957 (https://www.populationpyramid.net/it/italia/1957/). Proviamo ad effettuare un confronto piu' preciso: i deceduti per Sars-Cov2 hanno un'eta' media di 81 anni (fonte al 30 marzo: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Report-COVID-2019_30_marzo_2021.pdf), la cui popolazione di riferimento e' composta da 3878815 anime (dato estrapolato dall'Istat). Quanti erano gli ultraottantenni nel 1957 ? Un calcolo mi ha portato ad ottenere un 1,2% della popolazione del tempo, corrispondente a circa 586229 persone, corrispondente a ad rapporto minore di 1/6 rispetto ai giorni nostri.

Dove voglio arrivare? Semplicemente ad evidenziare come lo scorrere del tempo fino ad arrivare ai giorni nostri ha fatto percepire questa epidemia di SarsCov2 in maniera diversa e piu' marcata rispetto all'influenza asiatica del 1957, dove con "piu' di 2000 morti", soprattutto tra gli anziani (ai tempi numericamente esigui)

e i piu' deboli non si e' deciso di chiudere un intero paese.

Sono conscio che i calcoli ed i confronti non sono scevri da critiche, tuttavia spero che quanto qui esposto possa essere di stimolo per critiche e/o discussioni.

Saluti a tutti

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Fiorella 23 aprile, 2021 12:10

Gentile @Fiorenzo Lipoli, nel 1957 avevo 3 anni e mio padre si ammalò di questa influenza. Anni dopo mi raccontò che era stato così male da aver avuto un collasso. All'epoca come dice lei, i medici andavano a casa dei pazienti per curare i propri assistiti, non avevano orario e semplicemente facevano il proprio dovere. Certo si veniva da una guerra sanguinosa e non sarebbe stato possibile chiudere le persone a casa per un evento come un'influenza anche se consistente. La differenza rispetto all'oggi consiste però, da una percezione diversa della morte, la morte quella generazione l'aveva vista in faccia, dava valore alla vita proprio perché era vissuta a fianco della morte. Oggi ci illudiamo che la morte non esista e che rinchiudendoci abbiamo salva la vita. Il problema è tutto quì. Abbiamo perso il contatto con il significato profondo della nostra esistenza, abbiamo abbandonato il divino affidandoci alla scienza come un nuovo dogma, abbiamo terrore della nostra paura. Ci rifiutiamo di vedere la realtà affidandoci a chi la realtà la sta stravolgendo e non siamo più in grado di usare la logica che poi è davanti ai nostri occhi. Quale sarebbe la cosa più ovvia da mettere in campo? Semplicemente curare le persone a casa dai medici di famiglia, ma siamo talmente accecati che la chiarezza ci sembra stoltezza. Un piccolo inciso, rimango sempre stupita quando quelle rare volte che si riesce a parlare di cure in tv, c'è chi deve sottolineare che devono essere tempestive, ma dove si è visto mai che per qualsiasi malanno le cure possono aspettare giorni? Bah! La follia è sempre dietro l'angolo, mi sono sempre chiesta come mai durante gli anni bui del nazionalocialismo in Germania e del fascismo in Italia la maggioranza approvasse dei sistemi così dittatoriali, oggi ho capito sulla mia pelle, il perché.

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Fiorenzo Lipoli 26 aprile, 2021 11:47

Gentile @Fiorella, grazie per il suo contributo. Quando lei afferma che "abbiamo abbandonato il divino affidandoci alla scienza come un nuovo dogma" io lo declino come assenza di Catechon, ovvero superbia dell'uomo (con la u minuscola). Scritto da un non credente.

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Vincenzo 21 marzo, 2021 12:09

Ci provo sempre a venire su questo sito a leggere le opinioni espresse, sia perché altrimenti si corre il rischio di entrare in bolla, sia perché sono espresse senza ricoorere all'argomentazione "miocugginohadettoche".

Però poi non riesco a non provare una sorta di senso di repulsione.

Nello specifico non mi riferisco all'analisi dei dati, su cui forse qualcosa da obiettare ci sarebbe pure, ma alla non nuova contrarietà alle vaccinazioni, cosa che, per quanto mi sforzi, non riesco e non riuscirò mai a comprendere.

Cosa porta una persona ad avere avversione alle vacvinazioni?

Ci sono motivi oggettivi dietro?

Ci stanno quelli che dicono che sono soldi regalati a Big Pharma, ma è obiezione senza senso. Il business dei vaccini è risibile rispetto al mercato dei farmaci e a quello sanitario in generale. Nel 2019 i vaccini hanno rappresentato meno del 2 % del mercato dei farmaci (500 mln circa verso 30 mld) e lo zero vigola qualcosa della spesa sanitaria complessiva che eccede i 100 mld. I vaccini covid costeranno allo stato meno di 2 mld, cifra inferiore a quanto è costato curare i pazienti finiti in ospedale, e questo tralasciando tutto il resto.

Ci sono quelli che invece fanno riferimento ai rischi di effetti avversi. A parte che il loro numero è estremamente esiguo e sicuramente inferiore ai benefici, un vaccino è molto più sicuro di qualsiasi farmaco venga usato per curare una malattia.

Ci sta l'argomentazione che l'obbligo vaccinale, o il forte sugerimento a farlo, violi la libertà personale. Ma noi esseri umani siamo animali sociali, non viviamo in una monade. Il proprietario di un palazzo accanto al Colosseo non può farne ciò che vuole, e ci è vietato fumare in luoghi pubblici.

Quindi no, non capisco.

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Il Pedante 21 marzo, 2021 12:28

Le confesso che neanche io capisco da dove abbia tratto questa avversione a "le vaccinazioni". Se Le interessa la mia posizione (che in fondo riguarda tutto fuorché "le vaccinazioni") ho scritto un libro al riguardo. In quanto al cruscotto, si limita a illustrare automaticamente i dati prodotti da altre fonti. Se emergeranno dati favorevoli all'una o all'altra tesi, ne prenderemo atto ed eventualmente ne discuteremo. In quanto infine alle Sue considerazioni circa l'obbligo, ciò che presenta è un'argomentazione "catch all", dimostra cioè solo la necessità generale che le comunità si diano delle leggi, non può quindi servire a discutere la bontà di questa o quella legge in particolare.

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Vincenzo 21 marzo, 2021 14:40

Gentile @Il Pedante, grazie per la risposta.

1. I numeri vanno sempre interpretati, l'ho fatto per 30 anni con alterni succesi. In alcuni casi l'ho fatto in maniera il più possibile oggettiva,ma comunque incorrendo in errori, in altro casi confizionato, anche inconsapevolmente dai miei bias.

Quando si afferma che l'intensità dei lockdown non è correlata al numero di casi, sia come casi totali che casi clinici, si omettono dall'analisi alcuni particolari quali i ritardi, sia nell'entrata i vigore dei lickdown che nelle notifiche, o il fatto che uffici e fabbriche sono ora regolarmente funzionanti e che quindi i lockdown sono sempre parziali.

2. Per quanto attiene alle vaccinazioni mi riferisco anche ad articoli passati. Personalmente non sono un fautore dell'obbligo vaccinale, sono fautore delle vaccinazioni come impegno personale che non andrebbe proprio mesdo in discussione. Se fossi una persona che ha scelto di comunicare con regolarità il suo pensiero agli altri tramite un blog, insomma, io in questo contesto storico ripeterei di continuo "vaccinatevi e non date retta a cialtroni di varia natura". In altri contesti storici parlerei di chi sceglie di non vacvinaesi alla stregua di coloro che buttano le cartacce per strada, cosa non vietata dalla legge ma segno di profonda inciviltà. Se buttare cartacce per terra è vietato scelga pure una qualsiasi altra attività non vietata ma che non è certamente indicativa di alto senso civico.

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disperato 21 marzo, 2021 16:11

Gentile @Vincenzo, faccio molta fatica a credere alla sua buona fede, però se è intellettualmente onesto è certamente male informato.

Innanzitutto i vaccini sono fatti con dei virus o dei batteri attenuati, per curare la covid si sta facendo altro ovvero una terapia genica sperimentale.

Un giorno forse parleremo dei vaccini, dei rischi e dei benefici storici di questa pratica medica, ma oggi con la covid si tratta di altro. La terapia genica sperimentale viene chiamata impropriamente vaccino e registrata come vaccino per avere le agevolazioni legali connesse.

Infatti il business dei vaccini è veramente eccezionale per le case farmaceutiche, non per il fatturato ma per i guadagni che ne derivano. Quando si ha a che fare coi vaccini in caso di danni riconosciuti dai tribunali non paga il produttore, come avviene non solo per tutti gli altri farmaci ma per qualsiasi altro prodotto dell'industria umana, ma lo Stato.

Inoltre il farmaco vaccino non deve essere pubblicizzato né bisogna convincere le persone a prenderlo visto che è obbligatorio. Insomma è un business completamente esente da rischi (per le case farmaceutiche, per i cittadini invece...).

In quanto alla covid secondo l'Istat uccide lo 0,16% dei contagiati (cioè meno di 2 su mille), come un'influenza (faccio notare che nel 2020 abbiamo avuto circa 100000 morti in più rispetto al 2019, se anche fossero tutti dovuti alla covid, mentre ci sono infarti non curati, suicidi dovuti al lockdown, l'invecchiamento costante della popolazione italiana..., sarebbe lo 0,16% della popolazione per cui invece di avere l'1% della popolazione che muore come tutti gli anni c'è l'1,16%, non certo un numero per cui si possa parlare di pandemia mortale). Mentre la terapia genica sperimentale che si vuole imporre per proteggersi dalla covid (e qui parla l'Aifa) non si sa se funziona (cioè se rende immuni le persone che se lo fanno né se le rende non contagiose per gli altri) e non si sa quali effetti collaterali a medio e lungo termine può produrre, il che se ci pensa è ovvio trattandosi di una terapia sperimentale del tutto nuova, sapremo qualcosa solo tra 10 o 20 anni.

In conclusione accettare di fare da cavie per cercare di proteggersi da un'influenza (che si può curare, e oggi lo sappiamo, usando idrossiclorochina, vitamine C e D, eparina..., e che comunque ha una bassissima mortalità) è da gonzi, veri autentici gonzi. Però chi vuole farlo e accetta di sperimentare questo farmaco sulla propria pelle è liberissimo, solo non pretenda che siano tutti stupidi come lui.

Saluti.

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Il Pedante 21 marzo, 2021 18:28

Intendo bene, che io sarei colpevole di non scrivere sul mio blog ciò che Lei scriverebbe se avesse un Suo blog!? Anzi, ciò che già scrivono e ripetono tutti i giornali, le reti televisive e le istituzioni di tutto il mondo, tutti i giorni, tutte le ore? Ma non Le basta. Deve scovare negli angoli del web chi osa neanche dissentire, ma solo non unirsi al coro. Ora comprende perché il merito è l'ultimo dei miei problemi?

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Vincenzo 24 marzo, 2021 10:59

Gentile @disperato, i conti che Lei fa sono estremamente discutibili visto che situazioni analoghe, eccesso di mortalità molto elevata, si sono verificati in tutto il mondo.

Voglio però entrare un poco più nel merito della sua affermazione che il vaccino, quello Pfizer, sia una terapia genica.

Lei è in totale errore per due motivi.

1. La terapia genica è qualcosa che modifica il DNA. Perché cio avvenga è becessario penetrare all'interno del nucleo della cellula. L'mRNA per sua natura non lo fa.

2. L'mRNA che si usa è quello del virus. In altre parole se uno si infetta all'interno della cellula entra quell'mRNA e tanta altra roba. Quando si progetta un vaccino a virus indebolito, e ce ne sono tanti, si lasciano attive alcune parti del materiale genetico del virus, quelle che permettono di attivare la reazione immunitaria, disattivando il resto. Orbene, che bisogno ci sarà mai di tenersi tutto il resto se si può isolare solo la parte che serve? Tenere il resto significa correre solo inutili rischi.

Tralascio di esprimermi sui danni riconosciuti da tribunali, luoghi notoriamente frequentati da scienziati.

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Vincenzo 24 marzo, 2021 11:04

Gentile @Il Pedante, Lei non è colpevole di nulla. Io ho illustrato ciò che farei, non pretendo che altri facciano la stessa cosa.

Mi permetterà, spero, di non avere particolare apprezzamento per chi esprime posizioni che sostanzialmente legittimano persone che si comportano alla stregua di chi butta cartacce o sputa per strada. Non sono cose vietate, sono cose incivili.

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disperato 24 marzo, 2021 18:12

Gentile @Vincenzo, non sono conti che faccio io ma dati ufficiali. I morti ufficiali nel mondo per covid, a mio avviso gonfiati visto che basta essere positivi al tampone per essere registrati come morti per covid, sono meno di 3 milioni in più di un anno, considerando che siamo 7,8 miliardi e che ogni anno muoiono circa 60 milioni di persone (56 nel 2015, 56 nel 2016, 57 nel 2017, 58 nel 2018, 58 nel 2019, 59 nel 2020, e faccio notare che i morti tendono a essere ogni anno più dell'anno precedente perché la popolazione mondiale non è costante ma cresce di numero) non mi sembra lecito parlare di "eccesso di mortalità molto elevata", come se ci fosse stata la peste medievale.

Nei tribunali vi sono dei periti che dovrebbero essere scienziati, poi che molte volte non lo siano o peggio siano in palese conflitto di interessi essendo le loro ricerche finanziate dalle case farmaceutiche concordo, ma questo vale sempre non solo quando fa comodo a lei.

In quanto ai "vaccini" che non sono vaccini, si tratta di farmaci (e sono di vario tipo prodotti da varie case farmaceutiche) che hanno avuto una "autorizzazione condizionata in commercio" da parte dell'Ema, cioè sono ufficialmente sperimentali, quindi non si sa minimamente cosa possano fare sul medio lungo periodo.

A parte ciò vi sono scienziati che la pensano diversamente da lei. Certo non medici per la semplice ragione che i medici sono stati zittiti con la minaccia della radiazione. Infatti i medici prendono gli ordini, se non vogliono essere radiati, dagli ordini dei medici che prendono gli ordini dall'Oms che prende gli ordini da Bill Gates (essendo il principale finanziatore nonché proprietario di molte case farmaceutiche). Si chiama conflitto di interessi, e finché gli ordini dei medici non saranno aboliti certamente non ha senso fidarsi della categoria, esattamente come non ha senso fidarsi dell'oste quando dice che il suo vino è buono.

Poi sia chiaro se lei vuole "vaccinarsi" nessuno glielo impedisce, magari avverta prima così per qualche settimana le persone potranno evitarla visto che potrebbe essere contagioso. Perché anche questo è ufficiale, chi si vaccina potrebbe essere contagioso e non è detto che sarà immune al virus e infatti hanno già specificato che il "vaccino" non permetterà di tornare alla vita normale.

Io non mi "vaccino" di sicuro.

Saluti.

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Michele 28 marzo, 2021 14:35

Gentile @Vincenzo, molto semplicemente, lei non sa quello di cui parla, ma ripete a pappagallo quello che le viene proposto dai media. Legga, si faccia un'idea sua e poi torni. Se vuole ovviamente. Inutile mi risponda con ovvietà. Le tenga per lei e provi a usare i sensi ed il cervello.

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pippo 31 marzo, 2021 09:32

Gentile @Vincenzo,

davvero, lei sa eventuali effetti di questa terapia genica? ce li espone ? ha già dei test ?

[Dal commento sono stati rimossi termini non compatibili con la sopravvivenza di questo blog, NdP]

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FLAVIO 02 aprile, 2021 17:25

Gentile @Vincenzo,

1. La terapia genica è qualcosa che modifica il DNA. Perché cio avvenga è necessario penetrare all'interno del nucleo della cellula. L'mRNA per sua natura non lo fa.

Quello che lei qui nega avvenga, ho sentito che invece va proprio così, giunge fino al nucleo della cellula, enunciato dal prof. Pasquale Bacco

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Fiorella 23 aprile, 2021 12:22

Gentile @Vincenzo, prendiamo per buono tutto quello che lei afferma sui vaccini, quindi lasciamo da parte il discorso, ora le faccio una domanda e vorrei da lei una semplice risposta. Mi spiega quale è il motivo per cui si boigottano le cure domiciliari? Le sembra corretto il protocollo previsto dal nostro paese: tachipirina e vigile attesa, le sembra sensato che il ministero della salute con l'AIFA abbiano fatto ricorso alla decisione del TAR del Lazio che da la possibilità ai medici di famiglia diutilizzare le cure che meglio credono per i propri pazienti? Non sarebbe corretto utilizzare sia il vaccino che le cure domiciliari?

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Neuroperplesso3 17 marzo, 2021 12:10

Una shock terapia, nell'ottica del cambio antropologico indotto a "leuropa", manca solo una variante Cameron, ma non vorrei dar spunti. Ringrazio per la boccata d'aria.

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Pippo 17 marzo, 2021 07:45

politici (chi decide i dati che «decideranno» al posto dei decisori?)

Questo è il punto che più mi ha colpito

Mi spiego i ns amati e preparati rappresentanti stanno tutti avvalorando la narrazione imperante, aiutano con il loro conformismo a proseguire nei palazzi il messaggio unico della propaganda del regime dell'impero[il problema è planetario]

Mi pare ovvio che il fine ultimo, peraltro evidente dallo scenario ipotizzato dalla rochfeller foundation già dal "2010"[data di cui dobbiamo fidarci, mia opinione personale antecedente] non sia più ingrassare con pioggia di mld le bigfarma, il caso AZ lo dimostra: ma VACCINARCI, ad ogni costo

Si parla di soluzione unica, senza alcuna prova in merito, anzi laddove si potrebbe /dovrebbe essere chiari e trasparenti si dimostra tracotanza e impunità manifesta, mi riferisco ai Non controlli ai postvax, ai non test trial agli asintomatici, alle cifre circa l'efficacia dei vax90_95%, alle varianti, alle NON correlazioni morte/vax, etc etc

Il primo passo sarà raccogliere il dna dei popoli poi con il 5g la gestione capillare potrà avere inizio

Nessuna agenda

Cordiali saluti

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disperato 17 marzo, 2021 17:13

Gentile @Pippo,

più che di soluzione unica io parlerei proprio di "soluzione finale".

https://www.lavocedeltrentino.it/2020/05/15/finalmente-abbiamo-il-nuovo-salvatore-dellumanita/

(invito a leggere soprattutto le ultime righe dove si afferma che "solo un genocidio può salvare il mondo").

Reply

disperato 21 marzo, 2021 21:50

Ho trovato questa intervista di un ex colonnello russo che spiega, a mio avviso in modo ineccepibile, come bisogna guardare all'affair covid, e non si tratta di un punto di vista medico.

https://www.detoxed.info/ex-colonnello-russo-la-falsa-pandemia-e-unoperazione-speciale-dei-poteri-mondiali-per-ridurre-la-popolazione/amp/?_twitter_impression=true

Reply

Pippo 31 marzo, 2021 09:45

Gentile @disperato,

se per fine intendiamo un inizio ...

consigli di lettura , non richiesti

Shoshana Zuboff

Il capitalismo della sorveglianza

Il futuro dell’umanità nell’era dei nuovi poteri

Fredy Perlman

Against His-story,

Against Leviathan!

Reply

Asdrubale Azerbaijan 12 marzo, 2021 23:53

Caro Pedante,

la leggo e la stimo da anni e anche i cruscotti di questo post mi sembrano strumenti utilissimi per chi vuole capire cosa accade nel sottoregno quantitativo della realtà. A proposito di dati, considerando che molte restrizioni vengono imposte tramite la metrica dei contagi, misurati coi tamponi molecolari e la PCR, vorrei segnalarle tre articoli di prestigiose riviste scientifiche pirreviù che dimostrano che questo metodo non è (sempre) affidabile e che, conseguentemente, i contagi reali potrebbero essere una frazione molto piccola dei contagi rilevati.

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1- Viral RNA load as determined by cell culture as a management tool for discharge of SARS-CoV-2 patients from infectious disease wards -

https://link.springer.com/article/10.1007/s10096-020-03913-9

sintesi mia: "Correlation between successful isolation of virus in cell culture and Ct value of quantitative RT-PCR targeting E gene suggests that patients with Ct above 33–34 using our RT-PCR system are not contagious"

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2- Clarifying the evidence on SARS-CoV-2 antigen rapid tests in public health responses to COVID-19 -

https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(21)00425-6/fulltext

sintesi mia: "PCR seeks the genetic code of the virus from nose or throat swabs and amplifies it over 30–40 cycles, doubling each cycle, enabling even miniscule, potentially single, copies to be detected. [...] Fragments of RNA can linger for weeks after infectious virus has been cleared, often in people without symptoms or known exposures. [...] In our view, current PCR testing is therefore not the appropriate gold standard test for evaluating a SARS-CoV-2 public health. [...] The short window of transmissibility [usually 2 days before to 5 days after symptom onset] contrasts with a median 22–33 days of PCR positivity (longer with severe infections and somewhat shorter among asymptomatic individuals). This suggests that 50–75% of the time an individual is PCR positive, they are likely to be post-infectious."

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3- Viral cultures for COVID-19 infectious potential assessment –a systematic review - https://academic.oup.com/cid/advance-article/doi/10.1093/cid/ciaa1764/6018217

sintesi mia: "Complete live viruses are necessary for transmission, not the fragments identified by PCR. Prospective routine testing of reference and culture specimens and their relationship to symptoms, signs and patient co-factors should be used to define the reliability of PCR for assessing infectious potential. Those with high cycle threshold are unlikely to have infectious potential."

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Il Pedante 13 marzo, 2021 11:17

Molto prezioso, La ringrazio.

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disperato 13 marzo, 2021 16:08

Gentile @Il Pedante,

comunque che il test Pcr fosse inattendibile a livello diagnostico e si dovesse usare solo a scopo di ricerca scientifica l'aveva detto decenni fa il suo inventore Kary Mullis (che prese il nobel per la chimica per aver inventato questo test), per cui veramente si sta solo ribadendo che due più due fa quattro, ovvio che dati i tempi è giustissimo farlo.

https://www.facebook.com/Radioradioweb/videos/quello-che-non-dicono-sui-tamponi-se-si-vuole-si-trova-qualsiasi-virus-in-chiunq/653367682047156/

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Crtica 09 marzo, 2021 01:54

Come sempre è un piacere leggere i suoi testi.

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Fedor Mikhajlovich 08 marzo, 2021 10:17

Grazie per l'approfondimento. Penso che sia importante concentrarsi sull'aspetto integrale della salute umana. Che è equilibrio e unità inscindibile tra corpo psiche e spirito. Non penso ci voglia un genio a capirlo, ma tant'è.

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Shingen 07 marzo, 2021 18:16

Grazie per il suo lavoro. Leggerla è non sentirsi soli.

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Guido C 06 marzo, 2021 22:56

Lei è oltremodo pedante... mi congratulo!

Ricordo a tutti che ai numeri si può far dire qualunque cosa (basta cambiare la scala da lineare a logaritmica, o selezionare i dataset come facevano certi spin doctor inglesi...), ma se si ha rispetto per i numeri, essi parlano... e dicono anche cose molto interessanti.

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Mario M 07 marzo, 2021 09:12

Gentile @Guido C, per far dire qualsiasi cosa ai numeri basta anche cambiare le finestre di osservazione, temporali e spaziali. Se in un piccolo paesino di poche centinaia di anime in un anno muoiono 2 persone e l'anno successivo ne muoiono 4, qualcuno in cerca di scoop potrebbe lanciare l'allarme: i decessi sono aumentati del 100%

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telemaco agostinone 06 marzo, 2021 17:59

L’aspetto su Twitter. Torni presto. Ci manca moltissimo.

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Max 06 marzo, 2021 17:26

Grazie.

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Sofia 06 marzo, 2021 17:24

I cruscotti a cui si accenna nella nota in fondo sono a dir poco geniali. Li sbandiererei da mane a sera ai 4 venti fino all'ossessione così come certi graduati della politica pompano la campagna vaccinale. A quando i cruscotti sugli effetti avversi dei vaccini? Mi perdoni se corro troppo eminenza, ma i greggi aumentano e si infoltiscono, ci metta la prossima transumanza, non rimarra' un umano, tutti pecore immuni, a che pro poi fare editoriali? Un vuoto enorme su twitter, lo lascio se non torna coi suoi tweet a contenere la mia depressione da social.

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Il Pedante 06 marzo, 2021 17:27

Appunto, gentile amica. A che pro fare editoriali? Qui ci si limita ad applicare le parole di un maestro: Fires will be kindled to testify that two and two make four. Swords will be drawn to prove that leaves are green in summer.

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Sofia 06 marzo, 2021 17:42

Gentile @Il Pedante,

le sue parole in inglese hanno toni apocalittici e sono attualmente incarnate. A significare che la menzogna impera e che ancora non abbiamo in noi "incarnato il verbo", ossia la Verità. Mai come oggi la frase "puri come colombe e prudenti come serpenti" necessita di essere contemplata in tutta la sua essenza, canglori e stracciarsi di vesti fanno il gioco del nemico. Grazie per mettere la sua intelligenza al servizio dello Spirito.

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Muzacta 06 marzo, 2021 22:07

Gentile @Sofia, chissà il transumanzanesimo verso i pascoli virtuali di questa correaltà cosmetica ed artefatta, dove solo il dolore non è apparenza. E non la sofferenza, che come le fatiche tutti accuratamente evitiamo come in un concerto per archi e canguro.

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Il Pedante 06 marzo, 2021 22:38

Mi ha rubato le parole di bocca.

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Sofia 07 marzo, 2021 14:20

Gentile @Muzacta,

certamente.

L'esasperazione del senso fisico o materiale porta a sfuggire fatica e sofferenza ma non si è consapevoli che il dolore impera ora nella sfera dell'anima, della psiche che, indifesa, proprio per ignoranza, fa credere reali solo le percezioni che provengono dall'esterno. Sono altrettanto reali le percezioni interiori e il realativo campo di battaglia. Ci si augura di sviluppare strumenti adatti per la sfera dell'anima, perchè l'attacco degli ostacolatori dell'uomo, mistificati, verso di essa ora sono sferrati, con lo scopo di proseguire poi verso quella spirituale.

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Giocontra 08 marzo, 2021 15:44

Gentile @Il Pedante,

è Chesterton, giusto?

Il buon senso è passato di moda e, per l'appunto, a voler dimostrare l'ovvio si diventa... pedanti!

Giorgio Contratti

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Antonello Puggioni 09 marzo, 2021 18:20

Gentile @Il Pedante,

ovunque Egli sia, continui a vigilare. Ne abbiamo bisogno.

Non importa sapere dove si va, ciò che conta è il viaggio.

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