Il controcontatore

14 febbraio, 2018 | 65 commenti

In questi giorni i viaggiatori di alcune grandi stazioni ferroviarie italiane, già ridotte a Sodoma pubblicitarie e suk in franchising, sono accolti da un contatore su maxi-schermo che li aggiorna «in tempo reale» sull'incremento del debito pubblico italiano. L'idea è dell'Istituto Bruno Leoni, già autore di un widget sul tema.

Il senso di angoscia che questa inesorabile caduta nel gorgo dell'indebitamento genera in coloro che, tra l'obliterazione di un biglietto e un caffè, si scoprono vieppiù schiacciati dal «macigno» dei soldi dovuti, si spiega solo omettendo ciò che nei maxi-schermi non è spiegato. Cioè, che ad esempio:

  1. il'Italia si indebita perché è obbligata a farlo. Diversamente da quanto accade nei Paesi che hanno una banca centrale di Stato (quasi tutti), il Trattato di Maastricht (artt. 7 e 21.1) non prevede altri strumenti per immettere liquidità nell'economia pubblica;
  2. spende regolarmente meno di ciò che incassa (saldo primario positivo), sicché si indebita solo per pagare i debiti non potendoli onorare in altro modo (vedi punto precedente);
  3. ha il debito pubblico più sostenibile d'Europa;
  4. il debito pubblico italiano è un credito, cioè ricchezza, per due terzi in mano a imprese e cittadini italiani.

I numerini che dovrebbero ossessionare pendolari e capitreno non sono quindi altro che la conferma sintetica e pacchiana di un sistema di finanza pubblica disfunzionale. E del fatto che, nonostante quel sistema e nonostante gli appelli di chi indica la «virtù» nella serenità degli speculatori di borsa, il nostro Paese si sforza ancora di mantenere livelli di spesa compatibili con la propria civiltà. A ciascuno scatto del contatore dell'Istituo Bruno Leoni corrisponde infatti un mancato «taglio» a cure mediche, scuole, forze dell'ordine, strade, ricerca e altri servizi pubblici già drammaticamente sottofinanziati.

Ogni aumento del contatore leonino, ferme restando le attuali norme di finanza pubblica, è quindi un'ottima notizia.

***

Ma siccome i populismi sono contagiosi, anche noi abbiamo voluto cimentarci nel giuoco del contatore. Qui proponiamo una prima versione relativa ai versamenti dello Stato italiano all'Unione Europea al netto dei contributi ricevuti. Contrariamente ai dati leonini, trattasi di soldi effettivamente sottratti al circuito economico nazionale per alimentare un apparato e un progetto politico che ad oggi ci ha restituito solo vincoli, sanzioni e schiaffi morali, oltreché un assetto monetario distruttivo per le nostre produzioni.

Per includere il contatore nei propri siti o blog:

<iframe src="http://ilpedante.org/app/counter_ue" scrolling="no"></iframe>

L'indirizzo dell'iframe può includere due parametri opzionali:

ParametroValori ammessiDefault
size (dimensioni del contatore)xs
sm
md
lg
sm
separators (puntini separatori delle migliaia)true
false
true

Ad esempio, un contatore extra small senza separatori delle migliaia:

http://ilpedante.org/app/counter_ue?size=xs&separators=false

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Moreno C. 23 febbraio, 2018 00:12

Visto che in questi anni il refrain è sempre stato il costo della politica, la paga dei parlamentari, la loro pensione ecc... sarebbe interessante mettere a confronto quando spendiamo per Leuropa e quanto spendiamo per la nostra politica. Se ne parlò un po' ai tempi del referendum ma ho perso i numeri. Se qualche lettore ha dei dati sottomano, secondo me sarebbero utili per aprire un po' di occhi di grillini avvelenati dal fungo sbagliato.

p.s. E' la prima volta che scrivo qui e non posso non ringraziare infinitamente sua Eccelleza per l'ospitalità e per le perle di saggezza che mi dona.

Grazie!

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Franca 22 febbraio, 2018 10:40

Buongiorno,

nell'esprimerLe gratitudine per l'ottimo lavoro svolto, Le propongo (magari una sciocchezza; in questo caso, voglia perdonarmi):

perché non utilizziamo, per mostrare il Suo controcontatore, i pannelli luminosi dei Comuni (ovviamente quelli guidati da sindaci della coalizione di centro destra) ?

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Trastar 21 febbraio, 2018 20:12

Tra l altro se fosse vero quello che dicono i veri populisti, cioè che il debito è anche causato dalla corruzione, il contatore nelle stazioni sta anche contando in tempo reale tutti gli intrallazzi e magheggi vari.

Ma per favore!

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Fabio Lugano 21 febbraio, 2018 17:43

Ciao ho provato a caricare il contatore su Scenarieconomici, ma, almeno negli articoli, non funziona. Proprio non si vede

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roberto buffagni 21 febbraio, 2018 13:54

Perchè non mettere in tutte le stazioni un contatore ingressi illegali stranieri? E un contatore disoccupati? Non scordiamoci anche il contatore suicidi. Il contatore bugie targate UE, invece, non lo attendiamo perchè necessita un salto di paradigma scientifico, per registrare numeri di quest'ordine di grandezza.

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Pellegrina 20 febbraio, 2018 12:46

Buongiorno, ho provato a inserire il sublime contatore su blogger, oltre che a copiare lo splendido post, ovviamente con un link alla fonte, ma per il codice del contatore mi dà l'avviso di pericolosità e mi obbliga per pubblicare a correggere in https. Dopodiché mi visualizza un quadrato vuoto. Succede a qualcun altro? Cosa si può fare? Grazie.

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Il Pedante 21 febbraio, 2018 11:21

Sì, in effetti il blog non è in https. Da tempo medito di passare al protocollo criptato, mi attiverò a breve.

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Aldo 21 febbraio, 2018 12:15

Gentile @Il Pedante,

ma perché mai passare a https? Carica di più il server, fa consumare più batteria al client, fa consumare più banda (perché le comunicazioni in https non si possono eventualmente comprimere) ed è perfettamente inutile per comunicare informazioni che si vuole che siano ben pubbliche. HTTPS è per le cose riservate (es. transazioni, numeri carte di credito, dati privati, ecc.), non capisco questa esplosione recente.

Già che ci sono perché il modulo chiede un account twitter piuttosto che un più neutrale "sito web" (non ho mai capito questa gara a fare pubblicità gratis a facebook twitter eccetera)

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Il Pedante 21 febbraio, 2018 13:42

Le Sue considerazioni sono corrette. L'HTTPS serve alle condivisioni su social e resterebbe affiancato all'HTTP, non esclusivo.

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cristiano 19 febbraio, 2018 13:02

i dati ufficiali sui rapporti finanziari con l'Unione europea sono contenuti nel documento reperibile al seguente link.

http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Attivit--i/Rapporti-f/Le-Pubblic/Flussi-Fin/Anni-prece/FF2014.pdf

i valori sintetici sono a pagina 46 del cartaceo - posizione netta dell'Italia.

Purtroppo arrivano fino al 2014 (dal 2000). Ma negli ultimi anni la situazione non dovrebbe essere migliorata.

Attenzione, infine, ai termini utilizzati : versamenti (dato di cassa) e accrediti (le somme che vengono impegnate - guardando le cose dall'ottica di Bruxelles - a nostro favore).

Ovviamente non sono considerati i versamenti al MSE.

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roxgiuse 19 febbraio, 2018 18:07

Gentile @cristiano, contributo prezioso, circa 70 miliardi fino al 2014 e circa 100, a stima spannometrica, fino al 2017. Ci sono poi i 50 mld al Mes e quanti ce ne chiederanno (ricordiamo che non possiamo non conferire quanto richiesto, a differenza della Germania che ha dichiarato incostituzionale il trattato proprio nel punto in cui i conferimenti erano lasciati ad libitum al board del MES). Verrà il giorno che ciu sveglieremo.

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Mary 17 febbraio, 2018 19:12

Roba da pazzi.

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Leo Pistone 17 febbraio, 2018 02:10

Ci vorrebbe un widget per i siti wordpress.

Chissà se qualche frequentatore del sito è in grado di realizzarlo?

In quella forma troverebbe probabilmente maggiore diffusione.

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Davide 19 febbraio, 2018 13:38

Gentile @Leo Pistone, ma sicuro. Lo trovi qui: http://www.ilpetulante.it/il-contatore-sulla-montagna-di-euro-che-regaliamo-alleuropa-2101/

Ci sono anche le istruzioni per installarlo. La versione che puoi scaricare è beta. Se ci sono problemi segnalamelo sui commenti al post qui su indicato.

Per Il Pedante. Il widget è gratuito e chiaramente ci sei tu come creatore del contatore. Io mi sono limitato solo a creare il widget per Wordpress. Caso mai ci siano problemi di qualsiasi natura, scrivimi pure al mio indirizzo email.

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Fiorenzo Fraioli 17 febbraio, 2018 00:57

Sei un mito. Però... questa pretesa che si possa commentare solo se si calcola una somma! Suvvia, e se uno no ha una calcolatrice?

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Chinacat 16 febbraio, 2018 21:25

Seguendo il consiglio di Mr. Bombadillo (ognuno contribuisce secondo le proprie inclinazioni) faccio notare che il "metodo" usato dall'Istituto Bruno Leoni ovvero "spaventare con i numeri" ha un precedente inquietante.

Da quel che so io, il caso più ampiamente documentato di questo metodo, è la Repubblica di Weimar.

Dopo l'inizio della crisi del 1929 e l'applicazione della politica di austerità decisa dal gabinetto Bruning, , l'economia tedesca collassa e la disoccupazione decolla.

Ma dato che ai lavoratori tedeschi l'idea di farsi ridurre il salario di oltre il 15% non gli va giù, organizzano degli scioperi. E cosa pubblicano i quotidiani tedeschi? il numero delle ore di sciopero. Geniale, no? Il messagio è facile e scemo, esattamente come quello del debito pubblico: crisi = sciopero.

Altro argomento utilizzato per spaventare ed orientare l'opinione pubblica era (sorpresa!) quello del fallimento delle banche, che dal 1929 in poi vengono giù come birilli. E quindi i quotidiani tedeschi martellano in prima pagina quando "salta" la Danat o la Dresdner Bank. Suona familare, vero?

A rimettere a posto le cose fu chiamato il Fuhrer il quale aveva tra i suoi conoscenti un tizio che dovrebbe essere presidente "ad honorem" dell'Istituto Bruno Leoni: si chiamava Joseph Goebbels.

Quest'ultimo, in previsione dell'avvio della "Aktion T4" (eleminazione fisica e sterilizzazione coatta dei disabili) ebbe un colpo di genio.

Fece girare dei documentari dove venivano mostrati dei poveri tizi con malattie ereditarie... e il relativo costo per mantenerle. Il sottinteso era ovvio: perché pagare per tenere in vita uno del genere, no? Dato che costa quanto 4 o 5 persone sane... eliminiamolo.

L'argomento, direbbero al Leoni, non fa una piega.

Il contesto è diverso ma il metodo è lo stesso.

Dopo il contatore del debito pubblico, il prossimo passo sarà questo: un bel cartellone con la foto di un forestale molisano e sotto la scritta: "Un forestale molisano costa quanto 5 milanesi sani".

Chinacat

PS

su Weimar "Hitler and the collapse of Weimar Germany" di Martin Broszat

sulla AT4 "The Nazi Doctors: Medical Killing and the Psychology of Genocide" di R,J, Lifton

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Flavio MoviSol 18 febbraio, 2018 11:35

Gentile @Chinacat,

a proposito del paradigma di Aktion T4, fornisco a Lei e agli altri lettori qualche riferimento, risalente al 2011, quando il nostro movimento internazionale proseguiva, ormai da due anni e quasi in solitudine, la battaglia di principio contro Obama, nello specifico contro la sua politica "riformista" di tagli alla sanità.

La lobby della morte in Europa

https://www.movisol.org/11news007.htm

In tutta Europa aumenta la resistenza contro l'eutanasia

https://www.movisol.org/11news013.htm

"Ausmerzen": mai più l'eutanasia!

https://www.movisol.org/11news015.htm

È tuttavia importante leggere anche il seguente articolo, poiché se il nazismo è formalmente relegato nel passato, le strutture imperiali britanniche, cui Hitler e la sua combriccola si ispirarono, sono ancora attive e disperatamente pronte a provocare un conflitto militare, piuttosto che veder sfumare il proprio sistema monetario usuraio:

La Carestia del Bengala e gli altri genocidi che i britannici vi nascondono

http://movisol.org/la-carestia-del-bengala-e-gli-altri-genocidi-che-i-britannici-vi-nascondono

Infatti, a chi si ispirò Obama, unico Presidente americano capace di inchinarsi davanti alla Regina d'Inghilterra?

Il razionamento della sanità negli USA provoca una bufera politica (2009)

https://www.movisol.org/09news230.htm

I dirigenti del NICE ambiscono al sistema di razionamento mondiale (2010)

http://www.movisol.org/10news008.htm

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Stefano Longagnani 22 febbraio, 2018 05:11

Gentile Chinacat,

oggi mia moglie mi faceva notare, sorridendo, che la consapevolezza rende o cinici o incomprensibilmente (per gli altri) ironici. Oggi era a una conferenza sui cosiddetti disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) e il relatore faceva affermazioni palesemente contraddittorie senza che la platea rumoreggiasse. Da una parte sosteneval'importanza assoluta di non effettuare diagnosi prima della seconda o terza elementare, stante la notevole e sempre più riconosciuta plasticità cerebrale e i tempi di apprendimento diversificati di ogni bambino, dall'altra (pochi minuti dopo) raccontava come il proprio gruppo di ricerca stia lavorando ad un protocollo per la diagnosi precoce, da applicare già alla scuola dell'infanzia! Oppure: da una parte ammetteva il problema delle sovra diagnosi e dei danni certi che la stigmatizzazione diagnostica comporta, dall'altra illustrava come ineluttabile la procedura diagnostica e la conseguente formalizzazione degli strumenti compensativi tecnologici e delle misure dispensative, per poi "sinceramente (?) rammaricarsi" e addirittura dirsi "meravigliato" (sic) del fatto che all'università arrivino studenti che non sanno scrivere in corsivo (la dispensa dall'apprendimento del corsivo è una misura tipica nei primi anni delle elementari, conseguenza spesso di una diagnosi precoce, o dell'insana abitudine, spinta da corsi di deformazione come questo, di applicare a tutti quanti quanto Lascienza consiglia per chi sia portatore contagioso di dislessia).

La cosa triste (o cinicamente divertente) è che la docente animata da insana caccia al DSA il più precoce possibile la si trova sempre. È certo.

Chissà, forse come i pistoleri del mitico far West queste insegnanti incidono una tacca sul bordo della cattedra ad imperituro ricordo della sfortunata preda individuata.

Posso dire di non poterne più? Almeno i campi di concentramento avevano il pregio di chiarire le cose... O forse no? In effetti sui piani didattici personalizzati, ove vengono solitamente riportate le abilità e le conoscenze che NON verranno richieste al bambino (le misure dispensative), bisognerebbe scrivere (meglio se in tedesco):«la dispensa dall'apprendimento rende liberi».

P.S. una gentile collega docente della scuola dell'infanzia ha diligentemente alzato la mano per chiedere maggiori informazioni sul protocollo di diagnosi precoce. Come per il Bruno Leoni: qualcuno che abbocca lo trovano. Sempre. E loro martellano. Sempre sugli stessi argomenti. Ormai pure con gli stessi marker: corruzionebrutta, bambini che soffrono, storie di chicelafa (Pennac ed Einstein, arruolati d'ufficio nei dislessici, non mancano mai), sfide da accettare, il merito (non è meritevole forse la docente che "scopre" tanti bei dsa nella propria classe?!?), se una cosa non funziona ce ne vuole di più (come la diagnosi per i DSA o Leuropa, ce ne vuole di piu...)

Posso scendere? Anzi, posso essere dispensato? :-)

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Andromakia 22 febbraio, 2018 22:12

Gentile @Stefano Longagnani,

posso suggerirLe un motivo di questa caccia ai soggetti con DSA? Mi occupo di invalidità ed handicap ed è un continuo arrivo di bambini con questo tipi di disturbi (nella classe di mio figlio, terza elementare, ne erano state contati ben 5). Il percorso è questo. Un bambino è più lento degli altri. Si convocano i genitori che vengono convinti a rivolgersi alla neuropsichiatria. Qui si ottiene una certificazione di un qualche disturbo. Subito viene approntata una domanda di invalidità ed handicap per ottenere l'indennità di frequenza (un po' di soldi per i genitori) e l'insegnante di sostegno (un po' di ossigeno per la scuola). Per la diagnosi di DSA bisogna escludere qualsiasi menomazione di carattere fisico, fisico o sensoriale oltre ad avere un QIT non inferiore ad un certo valore). Per l'invalidità civile o l'handicap invece è richiesta una menomazione (fisica, psichica ecc.) che causi al minore, rispettivamente, difficoltà a svolgere i compiti e le funzioni della propria età o siano di entità tale da determinare un processo di svantaggio sociale o un processo di emarginazione. Quindi in teoria i DSA non darebbero luogo al riconoscimento di invalidità o handicap (ma poi intervengono i giudici che grazie alle indicazioni dei CTU concedono tutto).

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Toussaint 16 febbraio, 2018 19:08

Li ha inseriti i 50 miliardi (mi pare) versati per il MES?

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Bombadillo 16 febbraio, 2018 13:32

Carissimi,

rispondo qui anche a Roxgiuse (che ringrazio per la stima), perché mi pare che il nostro problema sia rappresentato da una mancanza non di approfondimento -ognuno secondo le proprie inclinazioni-, ma di mezzi. Evidentemente, il "controcontatore" raggiungerà molte meno persone del contatore. E allora io mi chiedo, che fine a fatto Bagnai? Voglio dire, me lo sono perso io, oppure non è ancora apparso in un bel confronto in prima serata in qualche trasmissione, per dirla alla Checco Zalone, non "di micchia"?

Insomma, lo vedremo un Porta a Porta con Bagnai vs economisti pentastellati (non più grillini?) e piddini; oppure no?

Altrimenti, c'è il rischio che certe cose continuiamo a dircele solo tra di noi, il che allieva pure il senso di solitudine, e, specie grazie ai post del nostro Ospite, è molto "rinfrescante", ma rimane, appunto...."di micchia".

Comunque, la scoperta di questo istituto Bruno Leoni è stata meravigliosa, se scavi, è una fonte inesauribile di perle. Ad es., scopri che tra i Fellow Onorari c'è anche Oscar Giannino (non sarebbe stata la stessa cosa senza di lui), e che il loro primo presidente, che ha ricoperto il ruolo dalla fondazione al 2013, è Nicola Rossi, che non solo è -ovviamente- un piddino doc, come lo stesso Debenedetti, ma inoltre vanta di essere l'autore di un recentissimo libro sulla flax tax (al 25%): ma non preoccupatevi, perché la stessa sarebbe accompagnata da un nuovo welfare, molto più evoluto di quello costituzionale (come si legge, infatti, sul sito del IBL, che riprende un articolo del CdS):

"La flat tax targata Rossi non vuole presentarsi come un regalo ai ricchi («non sono un bieco rappresentante del libersimo selvaggio» ironizza l’autore) e prevede infatti la nascita del minimo vitale differente per caratteristiche familiari e zone di residenza (in media 500 euro), che dovrebbe sostituire «tutta l’attuale accozzaglia di trattamenti assistenziali». «Un welfare così riformato –sostiene Rossi – rafforzerebbe le tutele dei singoli e dei nuclei familiari più deboli ed esposti al rischio povertà». Non è in loro nome, quindi, che può essere invocata la difesa del Fisco di oggi e il no alla flat tax."

Capito?

Non vi preoccupatevi, il "minimo vitale" -l'espressione è la sua- è garantito!

Insomma, panem et circenses, anzi solo panem, visto che per l'aspetto ludico c'è già la TV.

Tom Bombadillo

P.S.: ovviamente, come sappiamo, una volta passato il principio (errato), soglie di esenzione (e/o di deduzione), minimi vitali, etc., saranno man mano contratte, perché....non ce le potremo più permettere.

Rispondi

Luca De Grandis 21 febbraio, 2018 12:45

Gentile @Bombadillo,

Se desidera seguire la campagna elettorale del prof. Bagnai, puo' seguire Pagina Alberto Bagnai su Facebook dove posta quotidianamente aggiornamenti e risponde occasionalmente ai commentatori.

Purtroppo tutti i politici maggiori (es. Renzi che sarebbe suo diretto avversario nel collegio di Firenze) fuggono a gambe levate davanti a richieste di confronto TV, sapendo infatti che possono solo fare magre figure e dare visibilita' all'avversario.

Al momento Bagnai si sta prodigando a fare campagna elettorale sul territorio.

Cordiali saluti,

Luca De Grandis

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Bombadillo 21 febbraio, 2018 16:03

Ciao Luca, grazie.

Veramente, più che essere interessato a seguire la campagna di Bagnai in generale -che poi io sono asocial (oltre che premoderno), quindi non ho fb, twitter, e neppure wa, per cui...-, volevo sapere, in particolare, se fosse in programma qualche sua apparizione in TV, in trasmissioni non "di micchia", in modo che certe verità, magari per qualcuno ovvie, potessero raggiungere finalmente il grande pubblico.

In realtà, quando avevo appreso della sua candidatura, era una cosa che avevo data per scontata, in quanto credevo che la Lega lo avesse appunto candidato per sfruttare anche le sue doti di comunicatore. Evidentemente, così non è.

Che le lega abbia poco spazio e voglia riservare tutta la visibilità a Salvini, per la prima volta (eventuale) candidato premier del centro-destra?

Non lo so.

E' un peccato, tuttavia, che sfumi così quello che mi pareva il più immediato frutto favorevole della candidatura di Bagnai.

Un caro saluto.

Tom

Rispondi

Luca De Grandis 22 febbraio, 2018 17:25

Gentile @Bombadillo,

Non so se "L'aria che tira" posso essere considerato non di nicchia, ma se volesse gradire un po' di Bagnai televisivo le agevolo filmato:

http://www.la7.it/laria-che-tira/video/bagnai-lega-uscire-dalleuro-ci-conviene-vi-mostro-perchè-la-vecchia-italietta-stava-meglio-22-02-2018-234765

Cordiali Saluti,

Luca De Grandis

Rispondi

Gianni 16 febbraio, 2018 13:21

Buongiorno sarebbe interessante completare il controcontatore con le somme che l'ITALIA versa per contribuire al bilancio Ue e quello che la UE restituisce e quindi il saldo ( tre controcontatori per intenderci)

es periodo 2000 - 2014 secondo studio Cgia mestre:

In 14 anni abbiamo versato alla UE 213 mld e incassati 141 mld, differenza 72 mld. Buona giornata

Rispondi

Cohen 16 febbraio, 2018 12:11

"A ciascuno scatto del contatore dell'Istituo Bruno Leoni corrisponde infatti un mancato «taglio» a cure mediche, scuole, forze dell'ordine, strade, ricerca e altri servizi pubblici già drammaticamente sottofinanziati."

A Roma diciamo "fare i fr..ci cor cul... degli altri"

Adesso avremo pure un avanzo primario ma in passato se abbiamo accumulato debito significa che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità....o no? L'esplosione del debito pubblico (sperpero vergognoso) da fine anni 70 in poi ha portato sì benessere e ricchezza ma a danno delle generazioni future. I nati negli anni 70 avranno pensioni ridicole (semprechè non fallisca prima l 'INPS visto che pure lui ha buchi enormi Finirà male altrochè.

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Richi Mazze 17 febbraio, 2018 02:43

Gentile @Cohen,

#maleichenesa

Se volesse approfondire...

http://goofynomics.blogspot.pe/2012/05/la-spesa-pubblica-al-bar-dello-sport.html?m=1

Con cordialità.

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Roxgiuse 17 febbraio, 2018 12:56

Gentile @Cohen, probailmente Lei deve chiarirsi il concetto di debiti pubblici. I 10 euro che Lei ha in tasca sono un debito che la collettività ha verso di Lei (3 hg di prosciutto o 5 l di benzina scelta Lei). Il bot che lei possiede altro non è che un reddito non consumato che la collettività reimmette nell'economia corrispondendole un interesse. Se lo portasse in banca, il suo risoarmio, sarebbe la stessa cosa, con la differenza che la banca non è in grado di onorare i propri debiti (possiede solo le riserve che sono l'1% dei prestiti ) mentre lo stato, in tempo normali, è sempre in grado di produrre i titoli di credito, denaro o bond) per onorarli. Consideri poi, come ho scritto supra, che circa la metà del nostro debito non esiste più non esistendo più il creditore. Il fatto che ci siamo dati regole per le quali invece di emettere denaro emettiamo bond sottraendo risparmio, reddito non consumato, dal circuito economico, forse è dovuto proprio al fine di creare falsa analogia tra il debito pubblico e quello degli individui, onde convincerci che dobbiamo rispondere non ai consessi democratici ma a quelli finanziari.

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Aldo 21 febbraio, 2018 12:11

Gentile @Cohen,

vedo che le manca un po' di base economica, in particolare su cosa è il debito e il denaro a corso forzoso. Mi permetto di segnalarle un piccolo riepilogo http://soldi.ziopaperone.com che è scritto in modo mi pare molto comprensibile.

Una volta capito che in uno Stato Sovrano che usa moneta a corso forzoso il "soldo" è qualcosa più politico che fisico, si riesce a capire che il debito dello Stato non è come il debito del padre di famiglia. Questo ha sicuramente delle implicazioni morali ma parlando di affari introduce delle comodità che sarebbe da stupidi non utilizzare (e che storicamente hanno sempre funzionato, per quanto possa sembrare "troppo bello per essere vero").

Ovviamente (una volta che avrà capito come funziona) ai potenti di questo mondo, o perlomeno a quanti di loro più sociopatici e incapaci di visioni a lungo termine, farebbe molto più comodo che usassimo ancora monete d'oro e altre risorse scarse, e fanno di tutto perché la gente pensi che sia ancora così.

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Flavio MoviSol 16 febbraio, 2018 08:08

Ho dimenticato di aggiungere quel che nel tempo abbiamo pubblicato a riguardo dell'Istituto Bruno Leoni.

Penso possa interessare alcuni autori di commenti.

2005 - Anche in Italia c’è chi propone il “modello cileno” per le pensioni

https://www.movisol.org/ulse231.htm

2006 - Padoa-Schioppa fugge ancora

http://www.movisol.org/znews224.htm

2014 - Taxi: perché regalare questo settore a Goldman Sachs & Co.?

http://www.movisol.org/14news225.htm

Rispondi

Flavio MoviSol 16 febbraio, 2018 08:00

È fondamentale riconoscere che il debito pubblico è ricchezza, se il credito corrispondente è produttivo in termini fisici (la metrica proposta da Lyndon LaRouche è la futura densità demografica potenziale). Quando ci presentiamo in piazza siamo piuttosto categorici, come si evince dalle illustrazioni di due azioni a Bologna (http://movisol.org/movisol-a-bologna-alle-proiezioni-de-la-grande-scommessa) e a Cremona (http://movisol.org/movisol-a-cremona). Devo aggiungere che i passanti sono intrigati da questa provocazione, per loro paradossale: "Ma come? Tutti ci dicono il contrario..."

Rispondi

Bombadillo 15 febbraio, 2018 20:46

Carissimi,

non conoscevo questo istituto Bruno Leoni, evidentemente ben finanziato, se può permettersi di acquistare simili spazi pubblicitari.

Allora sono andato a dare un'occhiata, e devo dire che tutto torna perfettamente.

Il loro motto è idee per il libero mercato.

Il loro presidente è Franco Debenedetti, il fratello dell'abilissimo imprenditore Carlo -che infatti, com'è noto, quale imprenditore è passato da un successo all'altro-, entrambi a loro grande agio col libero mercato (se vi interessa, guardate cosa sono riusciti a fare i due fratelli con l'Olivetti, un'azienda che oggi....vabbé, lasciamo perdere): ovviamente, entrambi ampiamente al riparo dalla durezza del vivere, senza bisogno dei diritti di prestazione costituzionali.

Fantastico il recente post che trovo sul loro sito "Basta col 3%?".

Dove si ammette:

"È possibile, anche se controverso (controverso per chi?, n.d.r.), che interventi di consolidamento fiscale o, come si usa dire, di austerity, in una fase nella quale il PIL ristagna o addirittura diminuisce, rischino di essere pro-ciclici, cioè di aggravare la crisi (ma no? ci siete arrivati pure al Bruno Leoni?). E non v’è dubbio che sarebbe meglio se questi interventi fossero realizzati nelle fasi di espansione economica (ovvio, la funzione delle imposte nei sistemi a moneta convenzionale, oltre alla redistribuzione, è appunto quella -e non certo quella di finanziare lo Stato-: se iniziano ad esserci troppi soldi nelle tasche dei cittadini, e l'inflazione comincia a galoppare, perché ci sono più soldi che beni, aumenti le imposte) . "

E tuttavia, coerentemente, si conclude che:

"Ma come si è visto nel cuore della crisi del debito, nel 2011, l’azione di risanamento non ha alternative, proprio perché siamo stati troppo allegri nelle fasi favorevoli."

Cioè, nella cuore della crisi del debito, l'auterity ha prodotto risanamento? In base a quali dati?

E si conclude in bellezza con un gigantesco FACCIAMO COME:

"Nessuna teoria economica e nessuna esperienza pratica dimostra che un aumento progressivo della spesa, del deficit, del debito, dell’inflazione possa accrescere il benessere economico dei cittadini. Semmai il contrario. Basti solo considerare come in Europa i Paesi che in questo dopoguerra hanno avuto le migliori performance economiche, i minori tassi di disoccupazione, che hanno i livelli dei redditi, anche dei salari, più elevati sono quelli in cui deficit, debito, inflazione sono stati maggiormente tenuti sotto controllo."

Se è possibile, però, ancora più bello è il titolo dell'ultimo libro del direttore generale dell'Istituto, Alberto Mingardi:

"L'intelligenza del denaro: perché il mercato ha ragione anche quando ha torto".

Il che mi ha ricordato ciò che dice Messori -ma sarebbe una battuta di Hegel-, ovverosia che una persona vittima di un'ideologia si riconosce facilmente perché, quando i fatti contraddicono la sua ideologia, replica: tanto peggio per i fatti!

Dulcis in fundo, vi riporto un virgolettato del libro del direttore generale presente sul sito dell'editore: "varrebbe la pena di rinunciare alle spiegazioni semplificanti, al divorante bisogno di un ordine sovrimposto che abbia il pregio di risultarci immediatamente chiaro sulla carta. La chiarezza del progetto non garantisce la bellezza dell'esito."

Ora, a parte che l'utilizzo dell'espressione "bellezza dell'esito", invece che bontà, già mi pare significativo, posso concludere solo che, se è vero che un progetto chiaro può anche non avere un esito buono/felice/favorevole, figuriamoci l'esito che può avere un progetto confuso....che poi, nella specie, tanto confuso neppure è, perché il progetto diviene facilmente chiarissimo, almeno se si smette di pensare che sia vero quanto ci contrabbandano, ovverosia che sia per il bene comune, mentre è diretto solo ad incrementare il divario sociale tra una esigua minoranza -con la propria "corte dei miracoli": maggiordomi strapagati, ma pur sempre maggiordomi- , che deve accumulare sempre più denaro/potere, e tutto il resto dell'umanità, che deve sprofondare nella durezza del vivere.

Un caro saluto.

Tom Bombadillo

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Roxgiuse 15 febbraio, 2018 22:09

Gentile @Bombadillo, Lei che è più colto di me conoscerà senz'altro il termine che usava Foucault per designare la dittatura del libero mercato: biopolitica. Perché a quanto pare la natura umana non è conformata al paradigma del do ut des. Il baratto non è mai esistito, è una congettura falsa degli economisti per giustificare la moneta. La natura umana è cooperativistica e mutualitistica. Quanto di più distorsivo esista del mercato. Ecco allora che questi lestofanti hanno l'urgenza di distruggere tutte le istituzioni sociali distorsive del mercato, della democrazia alla famiglia, e tutte le formazioni sociali intermedie, partiti sindacati e bocciofile financo. Una società di individui in cui il mercato si è infiltrato anche negli interstizi psichici. Una teoria mercatista economica giuridica sociale ed anche psicologica. Disgusto.

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Costantino Rover 15 febbraio, 2018 13:23

Siamo sicuri che l'esborso netto annuo alla UE sia di 5 MLD?

Non dovrebbero essere 7?

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Il Pedante 15 febbraio, 2018 13:40

La prego sia costruttivo. Mi porti fonti e serie numeriche nel caso.

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Davide 15 febbraio, 2018 15:35

Ottima iniziativa. L'ho già inserita sul mio blog (www.ilpetulante.it).

Grazie.

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Il Pedante 15 febbraio, 2018 15:58

Le suggerisco, per centrare:

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Rispondi

Gianni 15 febbraio, 2018 12:41

L'istituto bruno leoni fa del terrorismo mediatico, terrorismo a cui per altro siamo sottoposti da sempre, nel disegno di controllo assoluto sull'economia mondiale i maggiori possessori di ricchezze hanno sempre falsato i termini del discorso economico, mettendo in "prima pagina", a seconda delle epoche, titoli che spingessero le masse a gettarsi nelle braccia dei mercati, quest'ultima trovata non è poi tanto diversa, nella sostanza, da quelle che l'hanno preceduta, uguali i fini, dall'inefficienza dello stato all'inflazione e via inculcando, il confronto storico in corso negli ultimi tre secoli vede contrapposti lavoro e capitale, questioni come piena occupazione, sanità e istruzione ai massimi livelli e per tutti, sono quanto di più indigesto possa esistere per il capitale, per non dire poi del possesso popolare dei mezzi di produzione.

Purtroppo il possesso delle risorse mediatiche, private e pubbliche, consente ai titolari delle grandi ricchezze di decidere la direzione in cui incanalare il pubblico discorso, si può anche osservare quanto diventi ossessiva questa propaganda nei momenti cruciali della storia politica di una nazione come l'italia, quando non è sufficiente si spingono su altre strade come la strategia della tensione o qualche strana guerra umanitaria, l'ultima possibilità per non cadere sotto il dominio assoluto dei grandi padroni del capitale transnazionale è quella di riappropriarsi dei termini esatti del discorso politico ed economico, passando per la riscoperta ed il rilancio del concetto economico alla base di ogni progetto politico, cioè la ridistribuzione dei redditi, per impedire che di ogni frazione di ricchezza prodotta facciano incetta coloro che in ultimo si propongono di governare l'intero globo, dietro la sogghignante maschera degli anonimi quanto fantomatici mercati.

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BomberPruzzo 15 febbraio, 2018 14:29

Gentile @Gianni, il suo commento dovrebbe essere copiato come risposta a molti post inseriti prima del suo.

Semplice, diretto ed efficace.

Poi possiamo andare avanti a trastullarci sulle cifre. "Sono 15 mld", "No sono 45", "Che schifo le spese militari!!!", "Per me sono più aberranti gli sprechi nella sanità!!!"

La risposta è nelle righe di Gianni. Risposta anche al commento di Roxgluse dove si equipara l'inserimento di liquidità nella società a quello della BCE nel "circuito chiuso" delle banche ed al commento di quanti altri sboccano bile se il vicino di casa ha un "sussidio" dubbio di 500 euro mentre non fanno una piega se un usuraio, perfetto sconosciuto, gli drena miliardi su miliardi dai conti da quelli che saranno poi i suoi servizi.

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roxgiuse 15 febbraio, 2018 16:46

Gentile @BomberPruzzo, forse non sono stato sufficientemente chiaro. Il fatto che la BCE invece di finanziare direttamente gli stati raccolga i titoli del loro debito come collaterale di garanzia per i "prestiti" con moneta flat alle banche commerciali è una scelta scellerata e si prefigge due obiettivi. Il primo è l'ossessione etica dell'ordoliberismo di non distorcere il mercato attraverso la spesa pubblica che, proprio perchè pubblica, non asseconda le curve di domanda e di offerta. Il secondo è la creazione di liquidità attrverso il debito, uno dei due modi attraverso i quali si tengono prigioniere le persone (il secondo è la violenza fisica o l'occupazione militare se parliamo di stati). Resta ovviamente la rapacità del capitale privato di trasformare ogni spesa collettiva in attività lucrativa sì da poter essere trasferita in mano ai capitali privati (ad esempio la spesa previdenziale, ormai in equilibrio anzi in avanzo, diventa un affare da 330.000.000.000 di euro all'anno), ma evidenziando solo quest'aspetto si rischia di non poter inficiare i meccanismi profondi con i quali il capitale privato sta deumanizzando le società occidentali.

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BomberPruzzo 15 febbraio, 2018 23:44

Gentile @roxgiuse, adesso è stato decisamente più dettagliato e chiaro soprattutto sul giudizio che lei da riguardo questo sistema e di conseguenza le persone che lo gestiscono. In realtà questo giudizio si capiva anche nel suo precedente post ed infatti non era per questo che l'ho citata ma per il fatto che essendo stato abbastanza "stringato" sembrava, almeno al sottoscritto, una semplice equiparazione fra due possibili strategie di politica monetaria quando non lo sono. L'attuale politica della BCE e di chi l'influenza è semplicemente criminale e siccome è rivolta contro propri concittadini è chiaramente un atto di alto tradimento con tutto ciò che normalmente ne dovrebbe conseguire.

La ringrazio per l'ulteriore chiarimento e buona serata

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roxgiuse 15 febbraio, 2018 11:14

Il punto 1 merita un approfondimento: non è vero che non esista altro modo di immettere liquidità nel sistema, la BCE continua ad immetterla tramite le banche commerciali che conferiscono titoli del debito pubblico in garanzia. E’ una scelta ideologica, secondo me scellerata, di immettere liquidità solo tramite l’offerta aggregata finanziata a debito dalle banche, con conseguente estrazione di valore corrispondente agli interessi pagati dai debitori ai prestatori. Fatto è che a furia di conferire titoli del debito pubblico in garanzia circa la metà è rientrato alla BCE, è un debito senza creditore, solo contabile e che potrebbe essere cancellato contabilmente domattina.

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Enrico Masala 15 febbraio, 2018 09:31

un momento: il debito pubblico è composto anche da: derivati (100 mld), gioco d'azzardo (90 mld) e sconti vari, F 35 (140 miliardi), trasferimenti inutili all'europa ( 20 miliardi...) come fondo salvastati, immigrazione selvaggia per 10 miliardi, spese militari ridicole come le due portaerei, missioni in mezzo pianeta, regalie varie: 600.000 alla campagna di Hillaruy Clinton (ridicole quanto mai...), Somalia... 30 miliardi alle banche (Etruria, MPS... BdV...)... Ci sono almeno dieci libri su questo tema: SPESE ASSURDE DEGLI ULTIMI GOVERNI INCAPACI! senza niente togliere, ovviamente, a quello che riguarda gli interessi sulla moneta che, peraltro, non tengono conto che l'euro, in effetti, essendo degli europei, non dovrebbe essere prestato ad interesse...

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Marco 15 febbraio, 2018 14:25

Gentile @Enrico Masala,

le cifre che Lei indica non sono da computare nel debito pubblico, ma nella spesa pubblica (nel caso dei pagamenti delle rate per l'importazione di aeroplani statunitensi) o nei mancati introiti (nel caso delle mancate multe al gioco d'azzardo).

Il debito pubblico va inteso come pagamenti dovuti per l'emissione e il collocamento di titoli di stato sul mercato, più interessi da questi derivanti.

Se ne desume che il problema è nella difficoltà che lo Stato incontra nel finanziare la spesa pubblica, prima ancora che nella bontà della spesa stessa, la quale è materia politica e la cui valutazione spetta ai cittadini e non già ai mercati.

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Guglielmo 15 febbraio, 2018 07:28

Post abbastanza condivisibile e utile. Forse peró è poco corretto dire che "progetto politico che ad oggi ci ha restituito solo vincoli, sanzioni e schiaffi morali ...".

Sarebbe il caso di mettere nel "saldo" del contatore l'ammontare dei fondi europei spesi in Italia, nelle varie regioni?

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Il Pedante 15 febbraio, 2018 07:51

Come spiego nel testo, i contributi sono già nel saldo. Il contatore mostra il valore netto.

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Ikyo Samella 15 febbraio, 2018 04:51

A proposito di debito pubblico, favoritismi politici e sprechi e regioni che non si vogliono rialzare, ricordo il libro “Sud colonia tedesca. La questione meridionale oggi” di Andrea Del Monaco, esperto Fondi UE, ed una trasmissione di La7, in cui gli effetti macroeconomici delle scelte europee sul Sud Italia vengono quantificate nei dettagli: il pareggio di bilancio italiano grava esclusivamente sul meridione d'Italia fino al 2020, per imposizioni UE.

La spesa pubblica corrente (stipendi, pensioni e baby pensioni, sanità, cassa integrazione, salvabanche ) e la spesa in conto capitale (investimenti e opere pubbliche) è superiore al Nord ma ci pensa la “colonia” meridionale di consumo: 85 miliardi circa in totale.

Il 94% di quello che si acquista nelle regioni meridionali in merci e servizi (63 miliardi di euro su 72 di spesa complessiva annui) sono di aziende con sede legale nel centro nord che lasciano nel nord il 55% dell’IVA e imposte sul reddito che al sud contribuiscono a creargli.

Sono 20 mld di euro annui che il Sud spende per la formazione universitaria dei giovani, che poi vanno a rifornire il Nord poiché le fabbriche si costruiscono dove ci sono più collegamenti, per diminuire i costi di trasporto merci e le imprese meridionali sono piccole e meno produttive perciò i lavoratori sono facilmente licenziabili e sostituibili (24,3 milioni di occupati nel Paese, di cui il 51% lavora nel settentrione e il 27,3% nel meridione).

A causa dei parametri della Commissione tecnica fabbisogni standard (Ctfs), alcune regioni ricevono meno fondi.

I collegamenti, infrastrutture, aeroporti, porti, autostrade e ferrovie, sono il 16% del totale nazionale e i fondi continuano ad abbuffare solo una parte d'Italia: il 98,8% di tutti gli investimenti in Ferrovie negli ultimi 3 anni sono stati investiti al nord, a fronte del 34% del territorio. Inoltre, il Meridione è stato produttivamente tagliato fuori dall’Europa che conta, un mercato che prevede nel prossimo futuro di spostare sempre più traffico merci alla rotaia. L’Unione Europea ha infatti previsto di spostare entro il 2030, dalla strada alla ferrovia o al mare almeno il 30% del traffico merci, e almeno il 50% nel 2050. Adesso e anche nel prossimo futuro, non è possibile trasportare merci su ferrovia al Sud perché queste non passerebbero per le gallerie, per non parlare della Sicilia che è strutturalmente indietro di 50 anni pur essendo lo stretto di Messina, il tratto di mare più attraversato da camion in Europa e, il porto di Gioia Tauro, il più grande porto container italiano che si apre al Mediterraneo intero come un approdo naturale per le navi provenienti dal raddoppiato canale di Suez (per non parlare dello scalo di Marcianise).

E le risorse, il metano e petrolio meridionali, arricchiscono i petrolieri tosco padani, che, non paghi, fatturano al nord, pagano l'iva in Lombardia e concedono posti di lavoro SOLO A Ravenna, Peschiera, Milano e Roma.

Con un reddito medio della metà e il doppio della disoccupazione e il 60% delle famiglie sulla soglia di povertà, gli stanziamenti di risorse sono del 20% in meno del centronord, meno della metà per le scuole e le università, il 90% in meno per gli asili nido.

Stesso discorso per la Salute:

Dal Congresso nazionale a Firenze dei medici dirigenti della Cimo, si evince (dati Istat e Agenas) che al calare della spesa sanitaria procapite si correla, in maniera proporzionale, il maggior tasso standardizzato di mortalità dei cittadini (a parità di condizioni, sesso, ecc.).

I parametri premiano il tasso di anzianità della popolazione, creando un divario netto, dal 1992 in poi.

Meno si spende per la salute, più aumenta la mortalità e Campania, Sicilia e Calabria, hanno il minor finanziamento procapite d'Italia, pur essendo la Campania la regione più popolosa dopo la Lombardia.

Tornando agli sprechi...Dal salvabanche venete (mentre fecero fallire il Banco di Napoli, assorbito con un attivo di 600 ml di €, per aiutare San Paolo e BNL con la decisione politico-economica di Ciampi e Prodi di sciogliere il sistema bancario meridionale in quello del Centro-Nord, ed ora l'accesso al credito nel Meridione e il costo del denaro che le banche, tutte del nord, fanno pagare agli imprenditori meridionali è di 12/14 % di interesse bancari contro il 4/6% del nord), ai vari miliardi di autostrade inutili (Brabremi), i miliardi di aeroporti chiusi, oppure la Susa a Torino, i miliardi della TAV, i miliardi di expo, i miliardi del Mose a Venezia, lo scandalo Parmalat, BIPOP, Banca Popolare di Lodi, Banca Carige, Banca Antonveneta, banca Eurocredit Nord, Credieuronord, quote latte, costi gonfiati sanità lombarda, FNM, il MPS, coop rosse,MALPENSA, SCANDALO PETROLI 1 , SCANDALO PETROLI 2, TAV, CLINICA SANTA RITA, PEDEMONTANA. TANGENZIALE DI MONZA, UNIPOL, Le Molinette , Calciopoli, tangentopoli e Mani pulite, crac Ambrosiano, San Raffaele...

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Leonardo 14 febbraio, 2018 23:17

Buonasera, trovo alcune considerazioni alquanto originali.

Sostenere che

" A ciascuno scatto del contatore dell'Istituo Bruno Leoni corrisponde infatti un mancato «taglio» a cure mediche, scuole, forze dell'ordine, strade, ricerca e altri servizi pubblici già drammaticamente sottofinanziati. Ogni aumento del contatore leonino, stanti le attuali norme di finanza pubblica, è quindi un'ottima notizia."

è un po' come dire a chi si accorge di avere il serbatoio dell'auto forato di star sereno finché trova il pavimento del garage bagnato.

Quanti "buchi" troviamo nel sistema italiano tra personale pubblico pagato per non fare il suo lavoro, favoritismi politici che in cambio di voti creano posti di lavoro che non dovrebbero esistere, cantieri aperti e mai chiusi ( uno su tanti il celeberrimo ponte sullo stretto di Messina) sprechi di regioni che costantemente usan più soldi pubblici di quelli che versan nelle casse delle stato, regioni che in quella che chiamiamo nazione si trovano in uno " statuto speciale" come se vivessero in un mondo a parte rispetto a tutte le altre regioni, ecc.ecc. Ecco, come si può dire che è un'ottima notizia "trovare tutte le mattine il pavimento del garage bagnato" quando chiunque si trovi al governo non riesca mai a mettere una pezza e ad invertire il senso di marcia di quel contatore fermando l'emoragia di sprechi che in modo perpetuo investe il nostro paese. Chi avrà mai il coraggio per esempio di far rientrare gli sprechi dalle regioni spendaccione che non si vogliono alzare e mettere al pari delle altre per una convenienza acquisita per chissà quali perversi giochi politici?

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Il Pedante 15 febbraio, 2018 00:32

Registro che per compensare le mie "considerazioni alquanto originali" Ella ricorre a considerazioni affatto originali. Non funziona così.

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Cristian 15 febbraio, 2018 02:32

Gentile @Leonardo non si lasci ingannare, il tema degli sprechi in realtà è pretestuoso e non ha motivo alcuno di esistere: se avessimo 2300 miliardi di debito pubblico in un Paese a "spreco zero" crede che la polemica si spegnerebbe?

A "qualcuno" non piace che lo Stato generi debito pubblico a prescindere, indipendentemente dal fatto che alimenti mille rivoli di malagestione pubblica ma ancor di più se i denari li spende virtuosamente, poiché tutto quel che fa lo Stato è potenziale guadagno per i privati che vorrebbero sostituirsi ad esso. L'intervento dello Stato sottrae dunque ricchezza "potenziale" ai privati lasciando ricchezza "reale" nelle tasche dei cittadini. Ma il discorso è lungo.

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Emiliano 15 febbraio, 2018 02:33

Gentile @Leonardo, le risulta che quando un governo qualunque operi un taglio di spesa esso colpisca esclusivamente uno spreco?

Se così fosse, se chi sforbicia avesse tanta precisione, chiunque dovrebbe acclamare i tagli, perché spendendo di meno si ottengono gli stessi servizi e la qualità della propria vita resta invariata.

Purtroppo, e può vederlo in ogni regione ed ogni comune, i tagli sono per lo più generalizzati e colpiscono i servizi, che infatti vengono sospesi o affidati ai privati, con conseguente aumento di prezzo, perché regioni e comuni non hanno più i soldi per mantenerli.

Se qualcuno riesce ad eliminare uno spreco fa un'opera di bene perché può destinare soldi a qualcosa di utile, ma esattamente a che livello crede che arrivino gli sprechi?

Ci sono molti paesi che hanno una spesa pubblica più alta della nostra, sia totale che escludendo gli interessi, e molti di questi paesi sono considerati come i famosi paesi in cui funziona tutto (Francia, Finalandia, Danimarca).

Legga se ha tempo il post del Pedante sull'Austria, che pure ha livelli di spesa analoghi a quella italiana.

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Lorenzo 15 febbraio, 2018 08:31

Gentile @Leonardo,

Le consiglio di approfondire il censuratissimo concetto di moltiplicatore keynesiano. Lo faccia per se stesso. Lo faccia per noi. Grazie!

Rispondi

Valerio 15 febbraio, 2018 09:21

Gentile @Leonardo,

Ma a quanto ammontano questi sprechi?

Qual è il livello di spesa pubblica massimo accettabile?

Rispondi

Chinacat 15 febbraio, 2018 20:47

Gentile @Leonardo, il sito countryeconomy.com riporta tutti i principali dati macroeconomici, nazione per nazione. Niente commenti, soltanto cifre; dalle quali si evince che:

JAPAN

Its national debt in 2015 was 10,427,566 millions of dollars, ( 238.11% debt-to-GDP ratio) and its public debt per capita is 82,121$ dollars per inhabitant.

ITALY

Its national debt in 2016 was 2,455,626 millions of dollars, ( 132% debt-to-GDP ratio) and its public debt per capita is 40,529$ dollars per inhabitant.

Casomai non sia pratico della lingua inglese, la metto giù semplice:

il debito pubblico del Giappone è oltre IL DOPPIO di quello italiano. Ogni giapponese, per usare un'espressione a Lei familiare, ha sulle spalle un debito 82.000 dollari; un italiano 40.000. E loro sono 127 milioni, mica 60.

Veniamo alla sua "tesi":

" fermando l'emoragia di sprechi " oppure " far rientrare gli sprechi dalle regioni spendaccione"

Se ne deduce che in Giappone ci sono delle regioni che sprecano a man bassa e debbono essere davvero brave a sprecare se riescono a farlo al doppio della nostra velocità. Potremmo dire quindi che l'isola di Shikoku è gestita molto peggio della Sicilia e che gli abitanti della suddetta isola siano tutti dei fannulloni che mangiano sushi e si ubriacano di sake da mattina a sera.

E che dire dei "favoritismi politici" allora?

Se il loro debito pubblico è il doppio del nostro, ne consegue che i politici giapponesi sono doppiamente ladri, spendaccioni, corrotti e incapaci: uno come Razzi lo farebbero imperatore, giusto? E' altresì evidente che tutti i dipendenti pubblici giapponesi sono degli assenteisti totali che non lavorano nemmeno un giorno alla settimana: al loro confronto un assenteista calabrese è un simpatico dilettante.

Non so come dirglielo, sig. Leonardo, ma temo l'abbiano "leggermente" presa per i fondelli.

E se mai dovesse capitare in Giappone, occhio alle buche: hanno aperto e non chiuso talmente tanti cantieri che ogni tanto qualche giapponese ci scompare dentro: loro dicono che la colpa è di Godzilla ma dopo attente analisi quelli dell'Istituto Bruno Leoni hanno accertato che anche Godzilla è stato pagato con soldi pubblici.

Che spreco.

Sayonara

Chinacat

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Alex 19 febbraio, 2018 08:52

Gentile @Leonardo, anche secondo me la correlazione tra riduzione di spesa e riduzione dei servizi è una congettura. Se rinunci ad una spesa, l' effetto reale è la mancata spesa. Che cosa avrebbe potuto fare con quella cifra (o più genericamente beni) il legittimo proprietario della stessa è descritto da Bastiat nel racconto della finestra. Cordialmente

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ALDO 21 febbraio, 2018 12:39

Gentile @Leonardo,

è un po' più complicato di così. Devo ammettere che anche io sono stato "educato" dalla televisione alla storia delle regioni spendaccione e del debito pubblico brutto e cattivo.

Semplificando:

- nel mondo ormai si usano dappertutto monete a "corso forzoso"; questo vuol dire che non sono convertibili in oro o altro, e valgono solo una promessa da parte del governo che le stampa

- un governo di un Paese industrializzato e/o militarmente forte ha un potere di stampare moneta molto più flessibile di quello che si pensi (iperinflazione, weimar, tutte balle - e anche qui basta studiare la storia)

- se per es. 2100mld di debito sono troppi, si possono stampare 100mld, comprare 100mld di bond, bruciarli, e il debito diventa 2000; è stato fatto parecchie volte quando eravamo la 5a potenza mondiale; l'ultimo governo che l'ha fatto è stato quello di Aldo Moro

- a parte che le regioni "spendaccione" non sono una novità degli anni 2000, c'è un motivo macroeconomico per questo. Quando si fa un'unione monetaria (e la annessione del Sud Italia lo è stata) se c'è una regione che aveva una moneta più debole si crea un circolo vizioso perverso che porta al suo impoverimento, cosa che può essere corretta solo ritornando a due monete diverse o facendo trasferimenti a fondo perduto (lo fanno anche gli Stati Uniti: gli stati più ricchi trasferiscono a quelli più poveri)

Ho cercato a soldi.ziopaperone.com di andare più nel dettaglio perché commenti come il suo li sento continuamente e, in più, sigh, era quello che dicevo anche io finché non mi sono sforzato di capire meglio le cose, come uno che studia per fare il meccanico o l'elettricista.

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Mirko Vaglio 14 febbraio, 2018 21:40

Ho provato a linkare il contatore su Facebook: in effetti il frame viene linkato, ma nel post è visibile solo la scritta "pedante.org" e per vedere il contatore bisogna cliccarci su.

Sarebbe carino, se possibile, implementare un codice per cui il contatore risulti immediatamente visibile come anteprima di un link postato su Facekul o Twitter: forse molti lo inserirebbero, magari anche come permalink tipo quello presente sull'account twitter di Orizzonte48.

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Il Pedante 15 febbraio, 2018 00:34

Gentile amico, il contatore è un codice automatizzato non un'immagine. Ciò che posso fare, e farò avendone il tempo, è di prepararne un'anteprima in formato di immagine.

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Mirko Vaglio 15 febbraio, 2018 00:46

Gentile @Il Pedante,

grazie.. sarebbe sicuramente utile per la visibilità del post, poi cliccando si vedrebbe comunque il contatore in azione.

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Il Pedante 15 febbraio, 2018 00:53

In azione, Le ripeto, non è possibile. I social accettano solo immagini statiche come preview.

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Mirko Vaglio 15 febbraio, 2018 18:55

Gentile @Il Pedante,

sul mio diario Facebook ho semplicemente pubblicato un post dove ho scritto «Il CONTRO-CONTATORE del soldi regalati all'Europa», sotto ho inserito il link «http://ilpedante.org/app/counter_ue», e poi ho cancellato l'indirizzo come si fa normalmente quando si inserisce qualcosa.

Sul post è visibile il riferimento "ilpedante.org" senza alcuna foto o contenuto, se però si clicca su di esso compare a schermo pieno il contatore attivo, che scatta regolarmente.

Evidentemente se al link fosse abbinata un'anteprima del contatore, come ad esempio la foto che perlopiù compare quando si linka un qualsiasi articolo di un blog, sul post si dovrebbe vedere l'immagine statica del contatore che cliccata porterebbe al frame del contatore attivo.

In alternativa avrei potuto anche linkare direttamente la pagina (cosa preferibile perché si vede l'articolo), però anche in questo caso l'anteprima è il serpentone del gioco leonino e non un'immagine statica del contatore stesso.

Ma in fin dei conti tutto questo non ha nessuna importanza.... come vede sono un po' pedante anch'io e me ne scuso.

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Leo Pistone 17 febbraio, 2018 00:45

Fatto anch'io lo stesso.

Grazie del suggerimento.

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unoacaso 14 febbraio, 2018 21:13

su dispositivo mobile il contatore a inizio pagina viene tagliato

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Il Pedante 15 febbraio, 2018 00:35

Purtroppo ciò è dovuto alle grandi dimensioni oiginali del contatore e al funzionamento della pagina "responsive" del blog. Mentre preparo una versione più piccola, qui dovrebbe vedersi meglio: http://ilpedante.org/app/counter_ue/.

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Lorenzo 14 febbraio, 2018 21:12

Ottimo pezzo. Direi doveroso... L'ho immediatamente condiviso su Facebbok. Grazie!

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