Un patto per Paderno Dugnano

14 gennaio, 2019 | 23 commenti

Fa scalpore in questi giorni la firma apposta da Beppe Grillo accanto a quella dell'ex premier Matteo Renzi in calce a un «patto trasversale per la scienza», promosso dai professori Guido Silvestri e Roberto Burioni. Già. Perché, in effetti, la scienza e l'antiscienza sono un grave problema nel nostro Paese, almeno tanto quanto lo era il traffico nella Palermo di Johnny Stecchino. L'iniziativa non serve insomma a nulla e quindi, per la legge ormai nota, se non serve a nulla serve a qualcos'altro. E non ci vogliono grandi esegesi per capire che qui si dice la scienza per dire le vaccinazioni, un po' come si direbbe l'universo per dire Paderno Dugnano. Perché oggi usa così: per riscattarsi dalla miseria semantica la si prende larghissima e si tirano in mezzo gli archetipi eterni. Si scomodano i venti cosmici per parlare di peti.

La falsa sineddoche ce la spiega Beppe quando fa un esempio di pregiudizio antiscientifico contro cui si dovrebbe lottare: quello «relativamente ad un certo vaccino o modalità di vaccinazione della popolazione». Uno a caso, naturalmente. Come deve essere un caso che tra le centinaia di migliaia di chimici, fisici, astronomi, medici, matematici, geologi, biologi, etologi, agronomi, paleontologi, filologi e altri scienziati che danno lustro al nostro Paese, il patto sia stato partorito da tale Roberto Burioni, omonimo di quel signore che lotta per «i vaccini» come si lottava nel secolo XII per la conversione dei Mori, e da Guido Silvestri, accreditato come consulente del Movimento 5 Stelle in tema di vaccinazioni e ricercatore negli USA per lo sviluppo di un vaccino anti HIV. Il nome di Silvestri è stato recentemente caldeggiato alla presidenza dell'Istituto Superiore di Sanità da Ranieri Guerra, già direttore della Prevenzione sanitaria nel ministero di Beatrice Lorenzin, consigliere scientifico dell'Ambasciata italiana a Washington e membro del CDA della Fondazione Smith Kline, finanziata dalla ditta produttrice di vaccini GSK. Nel presentare la legge n. 119 sulle vaccinazioni pediatriche obbligatorie e sulle collegate esclusioni scolastiche, l'ex ministro Lorenzin indicava nel dott. Guerra «il responsabile di tutto ciò».

E il cerchio si chiude.

***

Ora, come interpretare l'adesione del comico di Sant'Ilario a questo patto trasversale per l'universo – cioè per Paderno Dugnano? E come spiegare agli intelligenti, a quelli che badano alle cose serie senza distrarsi, che il primo partito nazionale ha deciso di giocarsi la faccia e di tentare il suicidio politico proprio sul tema delle vaccinazioni obbligatorie? Proprio su quel tema che, giurano i più pensosi, riscalda i cuori di quattro new agers scappati di casa e ruba ingiustamente la scena a ben altre emergenze della Patria?

La prima risposta è già nella domanda. Evidentemente, i trattamenti farmacologici obbligatori di massa riscaldano anche e soprattutto i cuori dei massimi portatori di interessi economici e politici del globo, se per promuoverli non ci si fa scrupolo di mettere a rischio il consenso del partito più rappresentato al governo, oltreché una serie di diritti costituzionalmente riconosciuti. Anche perché la tendenza non è solo italiana: negli ultimi due anni il culto delle sterminate galassie – cioè di Paderno Dugnano – ha prodotto leggi o proposte di legge per escludere i non vaccinati dall'istruzione e dal lavoro anche in Francia, Argentina, Israele, Australia, Finlandia e altri, con buona pace delle (inesistenti) epidemie e delle suddette, pensose intelligenze.

La firma di Beppe arriva nel bel mezzo della discussione in Senato sul disegno di legge che dovrebbe superare - in senso tutto peggiorativo, ne scrivo qui - il decreto Lorenzin, e negli stessi giorni in cui si aprono le iscrizioni agli asili per migliaia di famiglie che avevano riposto nel nuovo governo la speranza di poter mandare a scuola i propri figli senza sottoporli a cicli farmacologici coatti. L'adesione a un documento e al pensiero del massimo avvocato della coercizione vaccinale sembra mettere la pietra tombale su quelle speranze, prefigurare l'olocausto farmaceutico di grandi e piccini e formalizzare la conformità ai disegni globali di un partito politico che è stato fin dall'inizio ambiguo su questo e su altri temi, incoraggiando le interpretazioni antisistema per mietere voti da consegnare al sistema.

Non mancano però le letture più machiavelliche, di chi ad esempio immagina che il pubblico inchino di Grillo al verbo de «la scienza» servirà a proteggere il suo partito dalle accuse di «antiscientificità» quando, con mossa insperata e a sorpresa, revocherà le esclusioni scolastiche dei non conformi. Questa ipotesi, a cui personalmente non credo, troverebbe sostegno nelle dichiarazioni di Beppe Grillo e dello stesso prof. Silvestri in favore di una politica vaccinale di sola raccomandazione. All'immaginata strategia si oppone però la durezza dei fatti: dall'ignobile tradimento del 5 settembre (ne scrivo qui) all'aberrazione del nuovo disegno di legge, che il suo firmatario pentastellato, il senatore Patuanelli, difende argomentando che sarebbe «un'idiozia» emarginare i soli renitenti prescolari senza emarginare anche gli studenti delle scuole dell'obbligo e, per buona misura, pure i docenti e gli operatori sanitari (ne scrivo qui). Era anche la sua una scaltra manovra diversiva? Anche il suo un allineamento sornione? Ma suvvia.

Il significato politico più generale dell'operazione potrebbe invece essere, immaginiamo, quello di una prova di avvicinamento del partito dei grilli allo schieramento centrista, in prospettiva di una di coalizione di governo a tutto campo per scaricare gli alleati leghisti. Se ciò fosse vero, le vaccinazioni e «la scienza» offrirebbero il terreno apparentemente neutrale e a-politico di un primo abboccamento pubblico, il mattone di una casa comune con il pretesto di una causa in comune. «La scienza» e cioè «i vaccini» diventano un'ordalia, lo spartiacque tra presentabili e impresentabili, il calice da trangugiare in diretta per smarcarsi dai «populisti».

Che «la scienza» seduca gli stessi che fino a ieri idolatravano l'onestà non deve in ogni caso stupire: entrambe le fattispecie tradiscono l'illusione di superare la fatica del confronto e della riflessione politica per agganciarsi a un principio insindacabile, incorruttibile e superiore - cioè tecnico. Il tema più urgente della vicenda sta perciò a monte e riguarda proprio l'uso de «la scienza» come vessillo e utensile della politica. Di questa strumentalizzazione e dei suoi effetti umilianti per il metodo e l'attività degli scienziati ha scritto benissimo Ivan Cavicchi sul Fatto Quotidiano commentando il nascente triangolo Grillo-Renzi-Burioni. In modo più pedante ne ho parlato anch'io, con Pier Paolo dal Monte, nel libro Immunità di legge, dove questa deriva era denunciata e annunciata già nel sottotitolo: «I vaccini obbligatori tra scienza al governo e governo della scienza». Segue uno stralcio.

***

Mentre giura di mettersi al servizio de «la scienza» e delle sue certezze, la politica ne stravolge il senso per avvalorare i propri decreti. Nei fatti accade quindi che è invece il metodo scientifico a doversi piegare agli obiettivi di chi governa, sicché l’invito a «votare la scienza» si rivela essere tutt'altro: un attacco di tipo opportunistico con cui i decisori politici usurpano l’autorevolezza faticosamente maturata nei secoli dal discorso scientifico per farla propria e ammantarsi della sua luce riflessa. Grazie a questo attacco è stato possibile conferire a una legge controversa (e non a «i vaccini») i falsi crismi di un’evidenza sperimentale e mettere così al sicuro le opinioni e gli interessi di chi l’ha promossa dagli incerti di un confronto democratico. E scientifico.

Se il vantaggio di breve termine per chi decide è evidente, il prezzo da pagare è però molto alto. Alla mortificazione della scienza e di chi la pratica si aggiungono i danni inferti al libero avanzamento delle conoscenze e alla fiducia riposta dai cittadini nelle autorità sanitarie, con ricadute potenzialmente enormi sulla salute pubblica. Ma anche la politica e la coesione sociale ne soffrono, se nel nome di «autorità», «certezze» ed «emergenze» si rimuove la funzione del metodo democratico di mediare tra idee e bisogni diversi per contenere i conflitti.

Il fenomeno non è nuovo. Il vizio di rappresentare le scelte politiche di una parte come una necessità che scaturirebbe da leggi immutabili e universali forma la cifra di un’ideologia molto in voga negli anni recenti: la tecnocrazia. La tecnocrazia è un prodotto antipolitico in definizione, perché si propone di assoggettare l’azione politica a istanze che le sono estranee e verso le quali non può accampare alcun diritto normativo. All’idea tecnocratica di «leggi» immutabili che dovrebbero sostituire quelle mutevoli e imperfette degli uomini, si associano i concetti altrettanto fortunati di «assenza di alternative» (TINA) e di «pilota automatico», a significare l’inopportunità del confronto su determinate questioni. Prima di cimentarsi nel campo sanitario, queste idee si sono lungamente esercitate in quello economico, dove il grande pubblico le ha conosciute ascoltando i dibattiti sugli aumenti delle tasse e sulla riduzione dei servizi pubblici con lo scopo «inevitabile» e «improrogabile» di preservare la «stabilità finanziaria» dall’«emergenza» dello spread o altro, o sulla moneta unica europea, che è «irreversibile». Anche in quei casi soccorrevano i totem de «gli economisti» e de «le leggi economiche» per negare la presenza di un ampio ventaglio di voci critiche e di proposte alternative al corso governativo. E l’«inevitabilità» di quelle «leggi» faceva buon gioco quando si trattava di giustificare i fallimenti delle politiche che vi si ispiravano.

La «tecnica» della tecnocrazia, come poi «la scienza» della legge 119, ammicca alla superiorità delle leggi di natura su quella degli uomini. Se è però vero che un’assemblea parlamentare non può abolire la gravità dei corpi, né fermare la rotazione terrestre, né sconfiggere l’invecchiamento e la morte, può invece deliberare sui prodotti dell’uomo. Tra i quali rientrano sicuramente le politiche economiche e sanitarie. Il gioco insomma è truccato, però funziona. E funziona perché piace: non solo a chi può così prendere decisioni senza doverle discutere e giustificare, ma anche, e forse più ancora, a chi le subisce.

Tecnocrazia e scientismo sono i supplenti di una più complessa crisi di fiducia nella politica in cui i riferimenti ideologici e le polarizzazioni dell’ultimo secolo si sono progressivamente indeboliti fino, in certi casi, a eclissarsi. In quel vuoto ha attecchito l’illusione di un corso politico «nuovo» non più caratterizzato da una contrapposizione di ideologie che a loro volta rimandano a una più materiale contrapposizione di interessi e di classi (poveri vs. ricchi, lavoratori vs. padroni, proprietari terrieri vs. industriali), ma dall’idea di un «bene comune» possibile, da realizzarsi mediante «buone pratiche» senza orientamento né colore. Nasceva così l’idea che la politica possa e debba limitarsi a fare «la cosa giusta» e che quella cosa valga per tutti, perché oggettiva nella sua necessità, ferrea come una dimostrazione matematica. Sicché ci si è affidati appunto ai tecnici – gli economisti ieri, i medici oggi, gli ingegneri, i biologi, gli astronomi domani – affinché dettassero le leggi senza commettere gli errori né cedere ai bassi interessi di chi deve rispondere ai capricci degli elettori.

Questa visione o sogno di risolvere tecnicamente la complessità dei rapporti sociali seduce non solo per ciò che promette – e non può mantenere – ma anche perché offre a chiunque l’opportunità di identificarsi in un progetto politico che è già in definizione «migliore» senza temere la pluralità delle opinioni. Alla diade classica destra-sinistra si sostituisce così una serie di false diadi caratterizzate da un unico polo eleggibile e dal suo rimandare ad ambiti rigorosamente non politici: onesto-corrotto, competente-ignorante, presentabile-impresentabile, scientifico-complottista eccetera eliminando in origine la possibilità stessa di articolare un pensiero politico.

Ma anche questo piccolo vantaggio per l’autostima comporta costi sociali insostenibili. Se la «cosa giusta» non è discutibile – come sarebbero indiscutibili e inopinabili «i vaccini» – allora è appunto inutile discuterne, parlarne. Sicché, dovendosi trattare di provvedimenti dello Stato, sono inutili i dibattiti parlamentari: cioè la democrazia. Ma non solo. Non esistendo alternative percorribili al di fuori de «la cosa giusta», chi la critica in tutto o in parte non ha un’opinione, vuoi anche deplorevole, ma è un nemico del «giusto» e quindi un malvagio. È una scheggia infetta da espellere dal corpo sociale.

Diventa allora lecito perseguitarlo, reprimerlo e sospenderne i diritti, anche quelli fondamentali.

Che si parta da Paderno Dugnano o da altre periferie, su questa strada ci siamo già inoltrati fin troppo. E la meta appare ogni giorno più chiara.


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propercharley 07 febbraio, 2019 10:25

preghiera: contiua!

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Mimmo 17 gennaio, 2019 16:38

"Uno dei grandi comandamenti della scienza è:

«Diffida dei ragionamenti fondati sull'autorità»."

Carl Sagan,

Il mondo infestato dai demoni, 1996

"Abbiamo organizzato una civiltà globale, in cui gli elementi più cruciali dipendono profondamente su scienza e tecnologia. Abbiamo anche organizzato le cose così che quasi nessuno capisce la scienza e la tecnologia. Questa è una ricetta per il disastro. Potremo andare avanti così per un po', ma prima o poi questa miscela infiammabile di ignoranza e di potere sta per esplodere nei nostri volti."

Carl Sagan

Il dèmone che infesta il Mondo: la scienza come una candela nel buio

"Per trovare una verità in un grande oceano di confusione e di imbrogli si richiedono vigilanza, dedizione e coraggio. Ma se noi non pratichiamo questi abiti di pensiero rigoroso, non possiamo sperare di risolvere i problemi veramente seri che ci si pongono, e rischiamo di diventare una nazione di creduloni, un mondo di creduloni, facile preda del prossimo ciarlatano che si presenterà."

Carl Sagan

"Ci sono enormi bilanci pubblicitari solo quando non c'è nessuna differenza tra i prodotti. Se i prodotti fossero davvero diversi, la gente comprerebbe quello migliore. La pubblicità insegna alla gente a non fidarsi del proprio giudizio. La pubblicità insegna alla gente ad essere stupida."

Carl Sagan

Contact, (p. 210)

"Una fiducia insensata nell'autorità è il peggior nemico della verità."

Albert Einstein,

da una lettera ad un amico, 1901

"Ho un triste presentimento – forse a sproposito – di un’America dei miei figli o dei miei nipoti… quando, avvinghiati ai nostri oroscopi, le nostre facoltà critiche in netto declino, incapaci di distinguere tra ciò che è vero e ciò che ci fa sentir bene, scivoleremo, quasi senza accorgercene, nella superstizione e nell’oscurantismo."

Carl Sagan

"In una società impregnata di tecnologia come la nostra, ma sempre più assediata da nuovi profeti, impeti di irrazionalità e falsa ricerca del meraviglioso, allontanarsi dalla scienza o permettere che venga demonizzata, significa in realtà consegnarci ai veri demoni: l'irrazionalità, la superstizione, il pregiudizio, ed entrare in un'epoca di nuovo oscurantismo."

Carl Sagan

Il mondo infestato dai demoni, 1997

N.B.

"Ciò che è affermato senza prova,

può essere negato senza prova."

Euclide

"Se tutti capissero che l’affermazione di una verità scientifica o storica richiede la presentazione di prove adeguate prima di poter essere accettata, non ci sarebbe spazio per la pseudoscienza. Ma nella cultura popolare prevale una sorta di Legge di Gresham, in virtù della quale la cattiva scienza scaccia la buona."

Carl Sagan

Il mondo infestato dai demoni, 1996

P.S.

"La frase più emozionante da udire nella scienza,

quella che annuncia nuove scoperte,

non è “Eureka!” (ho trovato!),

ma 'Che strano...'."

Isaac Asimov,

cit. in Geologica Ultraiectina, 1957

"La pratica dello scetticismo è pericolosa per il potere costituito. Lo scetticismo minaccia le istituzioni. Se noi insegniamo a tutti, compresi per esempio gli studenti delle scuole superiori, abitudini di pensiero scettico, essi non limiteranno il loro scetticismo agli ufo, alla pubblicità degli analgesici, e a presunti personaggi vissuti 35.000 anni fa che ci parlano attraverso medium. Essi potrebbero cominciare a porsi domande sulle istituzioni economiche, o sociali, o politiche, o religiose."

Carl Sagan

Il mondo infestato dai demoni, 1996

P.P.S.

"Da qualche parte, qualcosa di incredibile aspetta di essere conosciuto."

Carl Sagan

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disperato 16 gennaio, 2019 14:55

Sul Corriere di ieri è stato dato ampio risalto al fatto che Grillo tenendo una lectio magistralis? a Oxford ha preso dei fischi. Uno potrebbe pensare ad una buona notizia e invece non è così, infatti secondo l'articolo (stiamo parlando del Corriere quindi dubitare non è lecito ma obbligatorio) il motivo sarebbe che (Grillo) ha affermato di essere favorevole ai vaccini ma contro l'obbligo.

Se fosse vero vorrebbe dire che anche Oxford ormai è vittima del pensiero unico e del politicamente corretto a un livello oggettivamente grottesco e fantozziano (Cambridge ce l'eravamo giocata quando aveva vietato Shakespeare perché violento e antisemita).

Viviamo in un'epoca unica nella storia in cui le elites sono mediamente molto più stupide delle classi subalterne. Quanto potrà durare?

Non lo so, ma sicuramente finirà col botto. Speriamo solo che dopo la caduta (delle oche) non ci sarà un nuovo medio-evo.

Una buona notizia: stanno aumentando le iscrizioni di giovani italiani al liceo classico. A sentire le motivazioni mi sa che fanno la cosa giusta (iscriversi) per la ragione sbagliata (imparare bene l'italiano o cose di questo tipo, quando se vuoi imparare l'italiano studia l'italiano, il latino e greco si devono sapere per leggere i classici in originale in quanto le lingue non sono equivalenti...) ma comunque lo fanno.

Il pensiero unico non attecchisce più anche quando dice che studiare le lingue morte è inutile. Bene.

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Il Pedante 16 gennaio, 2019 15:52

Comunque a Oxford, e mi dicono in tutta la Gran Bretagna, i vaccini NON sono obbligatori.

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disperato 17 gennaio, 2019 14:26

Gentile @Il Pedante,

in effetti anche a me risulta la non obbligatorietà dei vaccini in Inghilterra (almeno per la popolazione, per i medici forse è diverso, almeno sulla carta), tuttavia questo conferma la mia tesi: il popolo (inglese) è migliore delle elites (inglesi) di Oxford e Cambridge.

Peraltro in Gran Bretagna nel corso dell'800 era stato introdotto l'obbligo vaccinale, poi tolto nella prima metà del 1900. Quindi a rigore, da un punto di vista storico, l'introduzione dell'obbligo non sarebbe un progresso ma un regresso (e sarebbe un regresso anche sul piano civile e sanitario).

Comunque io e Lei sui vaccini (e sull'euro) la pensiamo allo stesso modo.

Cordiali saluti e grazie per la sua opera di divulgazione.

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disperato 19 gennaio, 2019 15:01

P.S.

Giusto per non apparire più ingenuo di quello che sono.

Mi rendo conto che le élites spesso semplicemente mentono, ad esempio in Italia praticamente tutti i medici parlano a favore incondizionato dei vaccini poi però solo il 15% risulta praticare la vaccinazione (e il dato già basso, è sicuramente gonfiato da un numero imprecisato ma sicuramente non piccolo di false certificazioni). O altro esempio, non c'è industriale o politico di fama che andando in televisione non sostenga la sostanziale inutilità del liceo o dell'università salvo mandare i propri figli sia al liceo che all'università. O non c'è economista della Bocconi che non si esprima a favore dell'euro salvo poi ammettere in interviste in inglese che l'euro serve a distruggere la domanda interna. E si potrebbe continuare.

Tuttavia questo non spiega scivoloni assurdi che non denotano (solo) malafede ma crassa incompetenza. Ad esempio quando Macron ha affermato in pubblico, senza che nessuno glielo avesse chiesto, di non essere omosessuale, ha dimostrato di non capire nulla di comunicazione (si veda le considerazioni di Foa sull'argomento), e non stiamo parlando di un consigliere comunale ma del presidente francese. Oppure quando un giornalista di primo piano (Riotta) contesta il professor Rinaldi in modo maldestro sulla costituzione dimostrando di non aver letto neppure il primo articolo (andatelo a vedere se vi è sfuggito perché è esilarante). Oppure quando Renzi afferma che il nuovo governo è fatto da schifosi perché sulle banche ha fatto come lui, critica che non regge né sul piano logico (se hanno fatto uguale e sono degli schifosi allora è schifoso anche lui? ) , né sul piano fattuale visto che con lui ci sono stati dei suicidi, dimostra di non capire che certi interventi prima ancora che falsi sono controproducenti (e stiamo parlando di un ex presidente del consiglio no dell'amministratore di condominio). Oppure, spostandoci in altro campo, quando tale professor Strumia ha affermato, probabilmente con una certa incoscienza ma con dati statistici alla mano, che non è vero che le donne nei dipartimenti di fisica sono discriminate ma semmai favorite in quanto a parità di pubblicazioni assumono sempre una donna e la capa del CERN l'ha licenziato, dimostrando appunto che Strumia aveva ragione e che le donne non solo si devono assumere a prescindere ma le critiche si possono assimilare al reato di lesa maestà ( e stiamo parlando della capa del CERN, cioè del posto più importante al mondo per la fisica delle particelle). Oppure quando abbiamo dei biologi che da un lato affermano che la teoria di Darwin è sostanzialmente corretta (cosa che credo anch'io per quel che vale), e poi negano che all'interno della specie umana esistano delle razze senza rendersi conto della contraddizione (certo si potrebbe ipotizzare che lo facciano perché spaventati dalle possibili implicazioni ma credo che per la maggior parte di loro sarebbe concedere troppo, basta guardarli, proprio non si rendono conto della contraddizione). Oppure quando le femministe parlano di accoglienza indiscriminata senza rendersi conto che quando la maggioranza sarà islamica le prime a saltare saranno loro.

Insomma c'è del marcio in Danimarca ma c'è soprattutto tana stupidità, ma tanta tanta.

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Nina 16 gennaio, 2019 13:02

Potrebbe essere una mossa di Grillo per spostare il focus del dibattito, una buona volta, sul problema dell'obbligo vaccinale, molto sottovalutato dalla c.d. "opinione pubblica".

Altro che Lascienza...

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disperato 20 gennaio, 2019 13:50

Gentile @Nina, Grillo non è affidabile, come non lo è la ministra della sanità (Grillo) che si è rimangiata tutto dopo essere stata eletta.

Esiste un detto:"se mi freghi una volta è colpa tua, ma se mi freghi due volte è colpa mia."

Se continuate a votare i 5stelle vuol dire che ve la state andando a cercare!

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EXILADADELSUR 15 gennaio, 2019 19:31

Per me la conferma definitiva della parte dalla quale sta il M5S, e' stata la cena di di Maio con la trilateral (si! proprio quelli che erano andati a dare consigli a mattarella in quei giorni ) a Roma nel 2016- Quelli non ti invitano per niente, e se ci vai sei gia' "punciuto"- Kyrie eleison

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Enrico 15 gennaio, 2019 17:37

Non mi importa di quello che dicono i politici gli opinionisti di turno ecc io sono del parere che i vaccini hanno salvato milioni di vite umane io sono stato vaccinato e non ho contratto il vaiolo la poliomelite la difterite la tbc la la la il il il.

Grazie ai vaccini anche imiei figli non si sono ammalati questa é l'unica cosa che importa tutto il resto sono e restano chiacchere per accaparrarsi voti da una parte o dall'altra.

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Il Pedante 15 gennaio, 2019 18:25

Lei è vaccinato contro la TBC?

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Maurizio 16 gennaio, 2019 15:18

Gentile @Enrico, pensi che non ha nemmeno prese la peste bubbonica... ma senza bisogno di prendere un vaccino. Che strano che è il mondo, vero?

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carbi 15 gennaio, 2019 13:02

Ho ritrovato queste parole del 2016 di John Rappoport, espresse in merito alle vaccinazioni forzate, le vorrei aggiungere al commento appena inviato:

"....questa lotta si riduce a chi controlla la filosofia, non la scienza. È ogni essere umano semplicemente un sistema in attesa di essere re-ingegnerizzato, o è qualcosa di molto più, che abita una forma fisica?..."

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Hero of Sky 15 gennaio, 2019 12:02

Caro Pedante, la sua citazione al Mondo Nuovo mi ha spinto a farmi ritrovare quel brano nel mio libro. Ebbene, ne ho ritrovato un altro forse anche più interessante. "Una nuova teoria della biologia era il titolo della memoria che Mustafà Mond aveva finito allora di leggere. Rimase per qualche tempo seduto, corrugando la fronte con aria meditabonda, poi afferrò la penna e scrisse attraverso la pagina del titolo: Sottolineò queste parole. pensò, mentre si firmava. Era un lavoro da maestro. Ma una volta che si comincia ad ammettere delle spiegazioni di ordine finalista, non si sa mai quale possa essere il risultato. è questo genere d'idee che può facilmente far discondizionare gli spiriti più deboli tra le caste superiori, che può far loro perdere la fede nella felicità come bene supremo e far loro credere, viceversa, che la meta è comunque altrove, in qualche punto al di fuori della presente sfera umana; che il fine della vita non è il mantenimento del benessere, ma qualche intensificazione e raffinamento della coscienza, qualche accrescimento del sapere. Ciò, si disse il Governatore può benissimo essere vero, ma non nelle presenti circostanze. Riprese la penna, e sotto le parole traccio una seconda riga, più grossa e più scura della prima; He picked up his pen again, and under the words “Not to be published” drew a second line, thicker and blacker than the first; then sighed, “What fun it would be,” he thought, “if one didn’t have to think about happiness!”

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Hero of Sky 15 gennaio, 2019 16:12

Ci ho messo quasi mezz'ora a ricopiare quel brano e ora scopro che tutto ciò che avevo messo nelle virgolette basse è andato perso. Pazienza...

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Il Pedante 15 gennaio, 2019 18:25

È sicuramente a causa di un baco. Lo integro io.

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Michele 14 gennaio, 2019 23:23

Caeo amico, Lei lo ha detto in 3 righe. "disegni globali di un partito politico che è stato fin dall'inizio ambiguo su questo e su altri temi, incoraggiando le interpretazioni antisistema per mietere voti da consegnare al sistema". La diagnosi è tutta lì. Sono stati incanalati dei voti anti sistema pro sistema. È un gioco che va gestito con attenzione e che richiede accelerazione prima che quei voti finiscano da altre parti, magari ad una forza populista che ha raccolto le menti e le anime migliori del Paese. Ne vedremo delle belle nei prossimi mesi ed io ho poche speranze. Troppo il lavaggio del cervello praticato in questo 20ennio, tanto da arrivare al recente appello alla Funesta Fornero lanciato da Costanzo. Salvare i pensionati. Non c'è più il senso del limite nè del ridicolo. Il problema è che in pochi se ne accorgono. Una controrivoluzione culturale? Con la scuola ormai allo sfascio ed i media pieni di banalità spacciate per tragedie greche? Un barlume di speranza me lo aveva acceso Lei, o il nostro Senatore prediletto. O anche ascoltare il prof. Savona. Ma temo sia tardi. O forse sono stanco io. Non ne posso più davvero. Mi hanno perfino rovinato il "mio" dr.Who con una stagione globalista ed inguardabile dopo aver toccato lo scorso anno vertici, quelli sì, da tragedia greca. Non resta che chiudersi nei propri affetti e sperare in un miracolo. In fondo ne sono già accaduti, no?

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disperato 14 gennaio, 2019 18:53

Il movimento 5stelle non è altro che la versione new age del PD, mentre il partito democratico ha la funzione di prendere i voti dei pensionati, i 5stelle raccolgono i voti dei giovani scontenti. Entrambi promettono un'Europa unita (ovviamente diversa da questa) che porterà l'Italia nel paradiso terrestre. Entrambi sono eterodiretti dalla massoneria (con ciò non sto dicendo che i parlamentari dei rispettivi partiti siano tutti in malafede, molti probabilmente non hanno capito ma questo è il risultato).

In realtà non è possibile un'Europa politica diversa da questa e l'unica salvezza per il nostro popolo e per noi singoli individui è fuori dall'Europa politica.

La questione vaccinale nella sua mostruosità intellettuale e sanitaria è solo la punta dell'iceberg.

La speranza è che la maggioranza degli italiani capisca e voti Lega perché non c'è più molto tempo.

(Tra l'altro hanno incominciato l'aggressione frontale alle nostre banche con commissariamento della bce, cioè un'istituzione estranea al paese).

(Parlando con la gente mi rendo conto che i più vivono in una bolla e proprio non hanno la minima percezione di quello che sta accadendo. Capiranno si ma quando?).

Mi ripeto: votate la Lega di Bagnai e Borghi, nessun'altra difesa all'orizzonte.

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Minerva McGranitt 14 gennaio, 2019 16:37

Complimenti! bellissimo articolo...grazie

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Bombadillo 14 gennaio, 2019 16:30

Carissimi,

ancora una volta mi pare che quanto egregiamente esposto dal nostro Ospite, con particolare riferimento ai vaccini, posssa servire ad illuminare un quadro più ampio, relativo non tanto ai 5s -perché, nelle fila del movimento, sia a livello di rappresentanti che di rappresentati, si può trovare tutto e il suo contrario-, quanto al loro fondatore.

Secondo ciò che mi è stato riferito, del resto -francamente, però, non posso dire se sia vero oppure no-, il primo Beppe Grillo politico nasce e si forma alla scuola di Giacinto Auriti, che non era un economista, ma neppure un'improvvisato, perché era professore ordinario di diritto alla Sapienza (mica pizza e fichi).

Ora non è questa la sede per esporre l'esperimento dei SIMEC, i suoi meriti e i suoi limiti, ma una circostanza è certa: Auriti era anti-sistema, e quindi lo erano (e lo sono) anche i suoi seguaci.

Alcuni anni or sono, tuttavia, andai ad assistere ad un convegno a Pescara -al quale intervenne pure un PM che si occupava di questioni economiche, davvero bravo- e il collega (nel senso di avvocato) auritano che cortesemente mi riaccompagnò in auto alla stazione (di cui, col tempo che è passato, non riesco a ricordare il nome) mi disse appunto che Grillo, politicamente, era nato "alla corte" di Auriti, ma poi aveva cambiato la propria impostazione, e si era avvicinato a quelle stessse lobby che Auriti combatteva.

Ribadisco, perè, che non posso dire quanto ci sia di vero, o di falso, in questa ricostruzione.

Come nella lettera rubata, tuttavia -o nei travestimenti di Odino, se si preferisce-, certe cose sono nascoste in bella vista. Il riferimento, ovviamente, è al simbolo della stella a cinque punte, al quale non facciamo più caso, e che dal CVII troviamo perfino in Chiesa -emblematica, al proposito, la questione della listella bronzea di Paolo VI-, ma tuttavia rimane il simbolo massonico per eccellenza.

E' solo un caso?

Tom Bombadillo

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Ame 14 gennaio, 2019 15:04

Il massimo avvocato della coercizione vaccinale non sembra averla pensata sempre in maniera così inflessibile. Lo si ascolti al minuto 33.42 della trasmissione "In mezz'ora" del giugno 2017 ("su quale sia il modo migliore per aumentare la copertura dei vaccini si può discutere"): https://www.raiplay.it/video/2017/06/In-12-h-b8fa5cdf-40bd-4f1a-94c7-17727569a389.html

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sukhoy 14 gennaio, 2019 14:46

la meta è chiara, dici. Ma non la scrivi.

Qual'è allora, secondo te ?

Ti dico la mia versione : selezione e discriminazione eugenetica della popolazione

finalizzata allo spopolamento.

Aloha

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carbi 15 gennaio, 2019 12:47

"...la tendenza non è solo italiana: negli ultimi due anni il culto delle sterminate galassie – cioè di Paderno Dugnano – ha prodotto leggi o proposte di legge per escludere i non vaccinati dall'istruzione e dal lavoro anche in Francia, Argentina, Israele, Australia, Finlandia e altri, con buona pace delle (inesistenti) epidemie e delle suddette, pensose intelligenze."

L'affare non è soltanto italiano (con le nostre caratteristiche peculiari di attitudine alla corruzione) e

il fine non è l'interesse economico delle lobby farmaceutiche, seppure la leva finanziaria sempre costituisce indispensabile strumento di propagazione.

Dovremmo acquisire consapevolezza del fatto che questo aspetto è, appunto solo un aspetto. Chi già detiene tutte le risorse e il potere e i meccanismi che ne consentono il mantenimento non deve forzatamente impiegare tante energie e assunzione di rischi per quello che alla fine è un dettaglio. Ne conviene signor Pedante?

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