Un trionfo triste

28 novembre, 2021 | 97 comments

Questo articolo è apparso in versione leggermente ridotta su La Verità di mercoledì 24/11/2021.

Apprendo che in Alto Adige, dove già la primavera scorsa si sperimentava un «Corona pass» in anteprima nazionale, da oggi si applicheranno regole molto più stringenti alle famiglie che scelgono formare i propri figli secondo i principi dell'istruzione «parentale». Cittadino anch'io dell'epoca che giura di non muover dito senza i conforti delle «evidenze» scientifiche, ho cercato nella ragguardevole letteratura sul tema a quali gravi tare culturali, affettive e sociali andrebbero incontro i piccoli homeschooler. Ma non ho trovato nulla del genere, anzi. In compenso ho letto negli stessi giorni una raffica di titoli-fotocopia sulle scuole «clandestine» in cui troverebbero rifugio «soprattutto famiglie no mask» e che starebbero proliferando in tutto il Paese, con in testa l'ex provincia asburgica.

Quanti sono i pargoli così barbaramente «tolti dalla nostra società»? A occhio e croce, meno degli articoli in cui se ne parla. Nella provincia autonoma dove il fenomeno è più diffuso si tratterebbe di 544 (cinquecentoquarantaquattro) bambini: lo 0,7% della popolazione scolastica. Ma la deputata bolzanina e totiana Michaela Biancofiore non ha dubbi: è un «boom» a cui «stiamo assistendo inermi», un proliferare di azioni «che minano la cultura, la coesione sociale, l’ordine pubblico (sic) e la salute». Su che basi lancia queste accuse, quali le fonti, le testimonianze? Non lo dice. L'«involuzione culturale» degli scolari «sottratti alla socializzazione» è «evidente» a lei - e tanto ci basti.

In un'altra era geologica del nostro sentire avremmo apprezzato l'ironia di multare chi definisce «clandestini» le persone che si introducono illegalmente nel nostro Paese e di accettare invece che lo si dica di chi esercita un'attività prevista dalla legge, nel rispetto della legge. Ma oggi sembra tutto normale. Sarebbe legale anche occupare le piazze per manifestare il proprio dissenso, ma da quando lo fanno anche i «no green pass» sono diventate «sempre più tossiche per la nostra democrazia», spiega un senatore orgogliosamente antifascista.

Sviluppi come questi preoccupano, ma non sorprendono. Perché quello tra cittadini e governo sembra ormai essere un gioco scoperto, un bracconaggio normativo che mira a scovare e chiudere ogni spiraglio di fuga per spingere le mandrie nella direzione voluta. Sicché è facile per i braccati indovinare che le nuove restrizioni colpiranno precisamente là dove resiste un rifugio di quiete, un piano B o C, un margine di esistenza possibile tra le ultime pieghe della civiltà anteriore. Sanno che i prossimi strali cadranno ovunque ci sia un margine di vita sulle sponde del fiume, perché le strategie su cui perdono il sonno sono le stesse che tolgono il sonno ai loro castigatori, le loro speranze sono l'assillo di chi li insegue. Contante che ti fa lavorare anche se sei sospeso dallo stipendio? Casa che ti fa sopravvivere anche se non puoi pagare il mutuo? Pensione che ti fa comunque mangiare? Diritto alla riservatezza a cui ti puoi appellare? Sappiamo, sappiamo.

La metafora cara a un medico televisivo si avvera all'estremo, di una caccia ai «sorci» così forsennata da rendere lecita la distruzione di ogni struttura che offra loro un anfratto. Non c'è logica, non c'è dialettica, non c'è tutela, non c'è libertà costituzionalmente o consuetudinariamente ordinata che possa frapporsi. Va demolito ogni scampo e solo una volta ridottisi a vivere tra le macerie, nudi e all'addiaccio, i cacciatori si chiederanno forse se ne sia valsa la pena e se quel deserto non fosse più che un passaggio, la meta di chi ne ha offerto il pretesto.

Come ha osservato non troppo scherzosamente qualcuno, di questi tempi i «complottisti» le azzeccano tutte. Ma è una preveggenza facile, la loro, a cui basta immaginare il finale di una farsa spifferato già dalle prime battute. Dopo quasi ottant'anni di relativa democrazia è difficile digerire oggi l’ipotesi di un governo così accanito verso i propri cittadini, eppure non è raro che accada, è stato ad esempio il caso di molte dominazioni straniere. Il mondo di oggi, i cui tanti governi eseguono a una voce i dettati di pochi padroni sovranazionali, potrebbe integrare il caso particolare di un colonialismo globale senza colonizzatore locale.

O più che particolare, potrebbe anche trattarsi dell'ultima epifania di una norma che serpeggia fin dagli albori della modernità, la cui prima matrice politica non è la Convention nationale, il teatrino rivoluzionario dove destra e sinistra si bisticciavano sui seggi mentre marciavano uniti contro i martiri della Vandea. Quell'antesignano francese delle nostre democrazie non fu invece che la dialettizzazione cosmetica di un progenitore più schietto, del dispotismo illuminato dei philosophes che al popolo può tutt'al più concedere l'inchino del paternalismo volterriano: «tout pour le peuple, rien par le peuple». In tempi di crisi questa contraddizione genetica riemerge come una malattia mai sopita, perché incurabile. Anni fa denunciavo le avvisaglie della sua ricaduta nel diffondersi del concetto di «populismo» che, liquidata ogni parafrasi, storpiava la sovranità scritta nella nostra Carta in un dispregiativo da cui distanziarsi. La retorica delle «riforme» ha dato corpo a questa accezione intendendo l'intervento politico come una necessaria frustrazione del mandato, un farsi vanto delle «scelte impopolari» e del cavare «lacrime e sangue» dalla gente, di costringerla, rieducarla e punirla, avverando in corpore plebis la metafora del virus che attenta alla vita di tutti.

Di questa genitura, ciò a cui stiamo assistendo è l'indiscutibile trionfo almeno in senso quantitativo, per la portata mondiale del metodo «illuminato» e delle sue ambizioni. Mai come oggi, se non forse ai tempi leggendari della torre biblica, si era abbattuta con così ferrea unanimità di intenti l'imposizione della stessa medicina e delle stesse parole a tutti, la soppressione di ogni spazio anche fisico di alterità.

Eppure, per essere un trionfo è ben triste. Dove sono le fanfare e i tripudi di ogni degno regime? Dove suonano le trombe della propaganda, chi magnifica le sorti progressive, proprio ora che bussano all'uscio? Mentre l'armata globale avanza schiacciando ogni ostacolo, si fa più fitto il buio di un crepuscolo paralizzante. Si vive ogni giorno sotto il tallone di qualche nuova minaccia e le uniche vittorie che riusciamo a cantare è che... poteva andar peggio. I territori conquistati non li si guarda nemmeno, contano solo i fazzoletti di terra non ancora aggiogati. Il bicchiere è sempre mezzo vuoto, mancasse solo una goccia, sicché non è mai tempo di festa: più si vince e più si teme il nemico, più lo si schiaccia e più se ne esalta con rabbia il pericolo.

Qualcuno ha evocato i toni lugubri della distopia orwelliana, il cui onnipotente il Partito spendeva ogni sforzo per terrorizzare, sorvegliare e confondere la popolazione, ne reprimeva anche i pensieri e la addestrava ogni giorno a odiare un nemico. È un modello di dominazione in malo, che punta cioè tutto sulla paura dei peggiori e del peggio e che, non potendo offrire alcunché, sa perciò solo togliere o minacciare di togliere. È il modello meritocratico in tutto il suo splendore, quello in cui i meritevoli non guadagnano nulla se non la promessa di non finire (per ora) negli inferi degli immeritevoli, quello i cui «premi» altro non sono che un differimento del castigo. Se quel modello vive oggi nello stile e nelle intenzioni, occorre però chiedersi quanto sia esso sostenibile nella realtà non letteraria e dove possa parare, se a un punto di riposo o rottura. Leggendo gli eventi, appare infatti chiaro che al crescere della violenza crescano di continuo le resistenze, e che queste chiamino di continuo violenza, sicché è difficile credere nell'assestamento più o meno pacifico di un nuovo sistema.

I primi dubbi sulla solidità dell'«ipotesi 1984» risalgono già alla pubblicazione del libro. In una famosa lettera indirizzata al collega più giovane, Aldous Huxley riconosceva sì nel «sadismo» dei reggenti di Oceania la «logica conclusione» di una rivoluzione che partendo da Robespierre e Babeuf «mira alla sovversione totale della psicologia e della fisiologia dell'individuo», ma si diceva scettico sul fatto che «la politica dello stivale-che-calpesta-il-volto possa andare avanti all'infinito». Riteneva piuttosto che «nella prossima generazione i padroni del mondo scopriranno che il condizionamento dell'infanzia e la narco-ipnosi sono strumenti di governo più efficaci delle mazze delle prigioni, e che la fame di potere può essere soddisfatta meglio condizionando le persone ad amare la propria schiavitù, che non frustandole e prendendole a calci per spingerle all'obbedienza».

Per Huxley non si poteva aggirare il problema del «consent of the ruled», il consenso dei dominati che, spiegava in un'intervista televisiva del 1958, sarà assicurato dalle nuove tecniche di propaganda suggerite dalla pubblicità commerciale per «bypassare il lato razionale dell'uomo e appellarsi direttamente alle sue forze inconsce» in modo non direttamente violento. Per rendere i sudditi «felici sotto il nuovo regime [o almeno] in situazioni in cui non dovrebbero esserlo» sarà fondamentale, prevedeva, l'apporto dei nuovi ritrovati tecnici: da un lato degli «apparecchi tecnologici che tutti desiderano utilizzare [e che] possono accelerare questo processo di sottrazione della libertà e di imposizione del controllo», dall'altro della «rivoluzione farmacologica in corso... potenti sostanze in grado di alterare la mente quasi senza effetti fisiologici collaterali». Molte di queste strategie sono diventate pietre angolari della gestione del consenso, dalla sempre più fitta codifica dei programmi educativi rivolti all'infanzia allo stile tanto martellante e suggestivo quanto povero di ragionamento delle campagne di «sensibilizzazione» governative, fino alle onnipresenti tecnologie digitali che agiscono sia come anestetico della socialità, sia come strumento panottico di sorveglianza globale. Per quanto ci è dato sapere, mancano invece gli indizi di un condizionamento psicochimico in larga scala, benché l'apparato di medicalizzazione reiterata e universale su cui si insiste oggi con così tanta ossessione renderebbe per la prima volta praticabile un siffatto intervento, almeno in potenza. Non è inutile ricordare che nel romanzo distopico di Huxley, Brave New World, la scure della repressione si abbatte sui dissidenti proprio dopo un loro tentativo mancato di impedire la distribuzione del «soma», la droga di Stato con cui il governo mondiale manteneva soggiogati e «felici» i cittadini.

Secondo alcuni commentatori la prospettiva huxleriana non sostituisce quella del collega, ma la integra, dovendo il bastone della repressione spingere sempre più persone verso la carota del condizionamento. Sennonché oggi accade l'inverso: la carota perde appeal e il bastone picchia sempre più duro, il residuo dissenziente si espande e i dispositivi di propaganda, per quanto poderosi, non tengono il passo. Gli scenari possibili sembrano dunque tendere alla crisi più che alla normalizzazione. Ma fino a che punto? Una persecuzione aperta, una purga, una recessione, un collasso, una rivoluzione «colorata» o una guerra che offra il destro alla legge marziale? E quanto l’esasperazione delle piazze è un intoppo, quanto un coltivato pretesto? Non lo sappiamo. Ma anche l'idea che all'«ultima rivoluzione» potrebbero non bastare gli strumenti sin qui affinati e che debba perciò reclamare un reset anche fisico non era estranea all'Huxley, la cui lettera si concludeva con l'ammissione che «nel frattempo, naturalmente, potrebbe scoppiare una guerra biologica e nucleare di vaste dimensioni, nel qual caso avremo incubi di altro genere e difficili da immaginare».

Una conclusione un po' sconcertante, invero, che sconfessa l'ineluttabilità del processo e conferma il sospetto che i grandi architetti, i costruttori di un progresso lontano da Dio e dagli uomini, riescano solo a seminare macerie per trionfare tristi e gioire schiumando, e che il loro sognato edificare sia precisamente e soltanto un distruggere. Alla fine - ma solo alla fine - è una buona notizia.


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disperato 22 dicembre, 2021 09:39

Gentile Chinacat

chi ha vinto la battaglia di Kadesh? Per molto tempo gli storici pensarono a una vittoria degli egiziani, poiché avevano dei documenti egiziani che dicevano questo, poi sono comparsi documenti ittiti che dicevano il contrario. Oggi gli storici affermano che fu un sostanziale pareggio, ma in realtà non lo sappiamo.

Il suo ottimo controesempio sulla storia che non viene scritta dai vincitori, e cioè La guerra del Peloponneso di Tucidide che faceva parte dello schieramento perdente, vale molto poco perché non stiamo parlando di un teorema matematico. Quando affermo che la storia è scritta dai vincitori esprimo una tendenza, non una legge di natura. Ad esempio noi delle guerre puniche abbiamo solo la versione romana (e non quella cartaginese). Così della conquista delle gallie abbiamo solo la versione di Cesare. E sulla conquista degli spagnoli delle americhe abbiamo solo la versione europea e non quella atzteca o inca. E sulla seconda guerra mondiale abbiamo solo la versione anglosassone, non quella nazista (che ci sia qualche nazista "pentito" che ha pubblicato non conta, essendo appunto "pentito").

Quindi il problema della possibile malafede degli storici per ricostruire gli avvenimenti è un fatto oggettivo (non è certo l'unico problema sia chiaro, ad esempio trovo che la questione di Atlantide sia stata spiegata bene solo da Felice Vinci nel suo "I misteri della civiltà megalitica", e quelli della guerra di Troia nell' "Omero nel baltico", non perché vi fosse malafede da parte degli altri che cercavano di fare chiarezza ma per oggettive incomprensioni che l'ingegner Vinci mi pare abbia risolto).

Lei cita Joachim Fest come uno storico di riferimento attendibile, ebbene io ricordo di aver letto una biografia di Hitler in cui questi affermava che se Hitler fosse morto o si fosse ritirato a vita privata nel 1938 (subito dopo l'anschluss) sarebbe stato ricordato come il tedesco più grande di tutti i tempi. Per cui se vogliamo credere a Fest, e io ci credo, non solo Mussolini ma anche Hitler ha fatto cose buone (mentre Draghi di buono per il popolo non ha fatto mai nulla...).

Insisto poi sul fatto che la Germania di Hitler praticò il baratto, su consiglio di Schacht, e questo fu provvidenziale per l'economia tedesca ma devastante per i banchieri anglosassoni. E fu questa la vera causa scatenante della seconda guerra mondiale.

Quando affermo che lei è ossessionato dal fascismo non dico che lo studia troppo, ma che parte dall'assioma (falso) che sia stato il male assoluto, mentre non è così. Oggi noi viviamo tempi ben più bui di quelli dell'Italia fascista ma lei non può accettarlo perché in contrasto con il suo assioma (falso) di partenza.

Insisto sul fatto che le leggi bancarie del 36 di Mussolini fossero ottime. E che i politici della seconda repubblica, al servizio dei banchieri, che le hanno smantellate andrebbero processati solo per questo.

In quanto alla distribuzione ingiusta delle tasse, le faccio notare che oggi i ricchi (quelli veri) le tasse semplicemente non le pagano. Aprono una sede in Lussemburgo o altrove e lì pagano un obolo, qui in Italia nulla. E' molto peggio oggi rispetto all'Italia fascista, o no?

Ad ogni modo le auguro un buon e sereno Natale (anche se l'unione europea non vuole...).

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Realista 22 dicembre, 2021 19:20

Gentile @disperato,

personalmente concordo in pieno riguardo la sua valutazione storica ed economica di Italia e Germania nel secolo scorso, come pure in un suo commento precedente, dell' attuale situazione economica e culturale del nostro paese. Conosco gli scritti di Joachim Fest e tanti altri autori intellettualmente onesti e confermo la riscrizione volutamente omissiva degli accadimenti bellici del secolo scorso da parte delle plutocrazie occidentali.

Credo che l' attuale situazione Italiana sia ad un livello di sfacelo mai visto prima, se non forse in epoca lontana quando la corruzione e la degenerazione culturale riuscirono ad infiltrarsi nella Roma dei Cesari e ne provocarono la catastrofica rovina.

Le auguro di passare Buone Feste, come quelle che si respiravano un tempo nel nostro Bel Paese.

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Chinacat 22 dicembre, 2021 20:02

Gentile @disperato, vediamo se ho capito bene:

"E fu questa la vera causa scatenante della seconda guerra mondiale."

Dunque: nel 1933 Hitler diventa cancelliere. Fa un sacco di cose ma ce n'è una in particolare che ha priorità su tutte le altre: IL RIARMO. Per sei anni non farò altro che costruire armi ed ampliare l'esercito. Trasforma la Germania in una gigantesca caserma, riorganizza gli alti comandi (OKW e OKH) e costruisce armi: gli Stukas ed i Panzer sono tutti prodotti in Germania, come lo Sturmgeschütz.

Hitler ed i nazisti passano sei anni ad armarsi... e lo fanno per fare un dispetto ai banchieri americani?

Come se la Wehrmacht fosse stata assemblata per tenerla parcheggiata in giardino.

Adesso invece scopriamo. grazie a Lei, che uno dei migliori eserciti di tutti i tempi in quanto ad addestramento, armi ed organizzazione, era stato voluto non per essere utilizzato ma perché non avevano niente di meglio di fare. E tutto per colpa di un tizio che ce l'ha con i banchieri dell'Oklahoma.

Chinacat

Nel "Memorandum per il piano pluriennale" elaborato nel settembre del 1936 c'è scritto chiaro e tondo:

"1. l'esercito tedesco dovrà essere in piena efficienza in 4 anni"

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Chinacat 22 dicembre, 2021 20:24

Gentile @disperato, Lei continua a parlare di un argomento che conosce poco e male e lo dimostra ampiamente:

". E sulla seconda guerra mondiale abbiamo solo la versione anglosassone, non quella nazista"

Errore madornale. Eccome se ce l'abbiamo. Il fatto stesso che ignori questo fondamentale elemento, la dice tutta e spero che si renda conto della cosa. Delle due, forse c'è anche troppo materiale da esaminare, pensi un po' come stanno le cose. Mi creda, non ho parole.

Gli storici come Fest, Broszat, Frei e Hillberg lavorano SU DOCUMENTI DELL'EPOCA. Che non sappia questa cosa, lo trovo terrificante. Questo modo di trattare la Storia come se tutto fosse una questione di opinioni, lo trovo allucinante: la Storia non è una partita di calcio.

Aggiungo una cosa che Lei non sa: a Roma c'è l'Archivio Centrale dello Stato e ci sono chilometri quadrati di documenti. Per non parlare degli archivi dei ministeri e di tutti gli altri enti. Il crollo del Fascismo nel 1943 fu talmente rapido e improvviso che non ci fu il tempo materiale di far sparire tutta la documentazione.

Sicuramente qualcosa fu fatto sparire ma dato che parliamo di centinaia di migliaia di documenti, la gran parte del materiale è rimasto.

Una fortuna per gli storici ed un disastro per il Fascismo, perché è stato possibile ricostruirne l'operato a partire dai loro stessi documenti. E certificare il più colossale FALLIMENTO ECONOMICO E SOCIALE dai tempi di Caino e Abele.

Chinacat

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disperato 23 dicembre, 2021 17:28

Gentile @Chinacat,

guardi che l'ha citato lei Joachim Fest come storico attendibile. Ebbene questo storico attendibile ha affermato nella sua biografia su Hitler che se questi fosse morto o si fosse ritirato a vita privata nel 1938, dopo l'Anschluss, sarebbe stato ricordato come il tedesco più grande di tutti i tempi.

Quindi secondo Joachim Fest (e anche secondo me, ma questo è irrilevante visto che chi non ha la patente di storico da parte del regime non ha per lei diritto di cittadinanza) Hitler ha fatto parecchie cose buone, fino al 1938.

Anche Keynes ha elogiato le politiche economiche della Germania nazista suggerite da Schacht, come veniva riportato nei link che le ho segnalato.

Le leggi bancarie del 36 di Mussolini sono migliori o peggiori di quelle attualmente in vigore (dove se una banca fallisce risponde il correntista)?

La distribuzione delle tasse (e delle ricchezze) è migliore o peggiore nell'Italia fascista rispetto a quella odierna? Le ricordo che i ricchi oggi pagano zero nel paese e il 4% nel paradiso fiscale.

In quanto al riarmo della Germania a me pare che Hitler volesse conquistare i popoli e i territori slavi e non l'occidente, e infatti fu l'occidente a dichiarare guerra alla Germania e non viceversa.

E quello che lei chiama il dispetto ai banchieri americani è il baratto (ad esempio con l'Argentina). Anche questo documentato e riconosciuto da tutti.

Comunque la pensi come le pare, vedo che rifiuta di confrontarsi sui dati e quindi buona notte.

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Chinacat 23 dicembre, 2021 21:01

Gentile @disperato, ma si rende conto di quanto è surreale il dialogo? Mi scusi:

""E sulla seconda guerra mondiale abbiamo solo la versione anglosassone, non quella nazista"

Prima dimostra di non sapere nemmeno LA BASE della ricerca storica sul Terzo Reich, ovvero il fatto che disponiamo ampiamente della versione nazista. Il che vuol dire semplicemente che Lei, del Terzo Reich, non sa assolutamente NIENTE.

Fin qui, nulla di male, ci mancherebbe altro. Ma continuare a pretendere di discutere l'argomento come se ne avesse una profonda conoscenza... si rischia di cadere nel ridicolo.

Come se non bastasse, ci mettiamo pure in mezzo la fanta-storia:

" e infatti fu l'occidente a dichiarare guerra alla Germania e non viceversa."

Lei è liberissimo di continuare a ritenere che Hitler è la vittima del complotto internazionale dei banchieri e che in fondo voleva solo il bene del suo popolo ma non può pensare che anche gli altri si adeguino a queste allucinazioni e ne vogliano discutere. Suvvia.

Chinacat

Scopra di cosa tratta il NEROBEFEHL poi vediamo se ha ancora voglia di sostenere che il suo simpatico Hitler ci tenesse alla Germania ed ai suoi abitanti.

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disperato 24 dicembre, 2021 13:18

Gentile @Chinacat,

io so molto poco, di storia , di economia e di qualsiasi cosa, e ne sono da sempre consapevole.

L'impressione pero` e`che lei non sappia nulla credendo di sapere (che e`grave).

Le mie idee sulla seconda guerra mondiale e su Hitler sostanzialmente coincidono con quelle di Joachim Fest e di Keynes. Del resto le ho acquisite leggendo i loro libri. Certo e`possibile che siano idee sbagliate. Ma lei dicendo che io non capisco e non so nulla sta affermando che anche Fest e Keynes non sapessero e non avessero nulla capito. Ovviamente e`possibile, ma andrebbe spiegato e motivato, senza ricorrere ai dogmi marxisti.

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Chinacat 24 dicembre, 2021 20:32

Gentile @disperato, che ne sappia poco di storia del fascismo e del nazismo, per non parlare dell'economia, lo si era capito; ma i libri servirebbero proprio a questo, se al posto di disprezzarli fossero letti.

Quanto al cosa so io dopo 25 anni di questo genere di letture (e non ho ancora smesso) non è poi così importante; quel che importa invece è quali sono LE FONTI su cui baso le mie opinioni.

"Le mie idee sulla seconda guerra mondiale e su Hitler sostanzialmente coincidono con quelle di Joachim Fest e di Keynes."

Non credo proprio. Se mi cita un paragrafo di Joachim Fest dove viene sostenuto che Hitler è la vittima e che è stato l'Occidente a volere la guerra... mi indica il libri e la pagina dove c'è scritto. Per inciso: so già che non lo farà, dato che conosco bene le opere ed il pensiero di Fest. Ad esempio:

"The overstraining of the economy was simply one sign of the inescapable interrelation between ‘success’ and injustice in the NationalSocialist system; it was only one of the elements pushing the country

towards war."

(Joachim Fest, The Face of the Third Reich, pag. 62)

Qui Fest afferma il contrario di quel che Lei gli ha messo in bocca, perché dice chiaramente "uno degli elementi che spingevano la nazione verso la guerra."

Potrei anche citare il famoso HOSSBACH MEMORANDUM del 1937 (quante cose che non so, vero?) dove il poco simpatico Hitler tiene un discorso agli alti comandi militari e spiega come, dove e quando vuole scatenare la guerra. E gli alti comandi militari rimangono talmente terrorizzati dalle idee di Hitler, che iniziano ad organizzare un complotto per eliminarlo. SE avesse letto Joachim Fest sul serio lo saprebbe, visto che è lo stesso Fest a raccontare la storia di questo complotto ( "Obiettivo Hitler", 1996).

Quanto a Keynes, il discorso porterebbe lontano perché non basta Keynes per "conoscere" l'economia; c'è molto di più alle spalle. Ma anche qui c'è un rimedio: "Storia dell'economia" di John Kenneth Galbratih.

Chinacat

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Chinacat 24 dicembre, 2021 20:53

Gentile @Chinacat, e visto che non so molto:

il libro del prof. Adama Tooze, "The Wages of Destruction" (pubblicato in italiano con un titolo diverso) viene considerato il miglior testo in assoluto sull'economia nazista. Ci sono dozzine di grafici, tabelle e cifre, visto che l'autore, il prof. Tooze, è in primo luogo un economista.

A pagina 25 si legge:

"The armaments programme of the Third Reich was the largest transfer of resources ever undertaken by a capitalist state in peacetime."

Casomai ce ne fosse bisogno, questa è la pietra tombale sulla bislacca teoria dell'Occidente cattivo che fa la guerra al povero Herr Hitler. Naturalmente è una frase che si presta ad altre considerazioni: quali sono le risorse che vengono trasferite? E come avviene il trasferimento? E che impatto ha sull'economia questa immensa opera di trasferimento? Le riposte sono nel libro.

Chinacat

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apota 25 dicembre, 2021 10:19

Gentile @Chinacat,

quindi secondo lei Keynes sbaglia grossolanamente analisi sulla Germania nazista, dunque secondo lei Keynes e`un pessimo economista, buono a sapersi.

Su Fest, io ho letto nella sua biografia su Hitler che se Hitler fosse morto o si fosse ritirato a vita privata nel 1938, dopo l'anchluss, sarebbe stato ricordato come il piu `grande tedesco di tutti i tempi. La pagina e le parole precise non posso citarle perche`il libro e`nella casa al mare (se ha pazienza quest'estate...). E ricordo che la prima volta che lo lessi mi fece un'enorme impressione, un po'come quando Fantozzi comprende di essere sempre stato preso per il culo... Quindi o Fest e`uno storico di merda o Hitler ha fatto molte cose buone (a differenza di Draghi, Monti, Renzi, Amato...).

Poi a me pare che la 2 guerra mondiale l'hanno dichiarata contro Hitler dopo l'invasione di questi alla Polonia, quando Stalin aveva fatto lo stesso. Almeno cosi`si legge sui libri di storia.

E a me pare che Hitler non volesse la guerra contro l'Inghilterra, voleva lo "spazio vitale" ad est, e aveva armato la Germania con questo obiettivo. Ad esempio legga questo sito

pocobello.blogspot.com/2010/05/hitler-non-voleva-la-guerra.html

certo lei dira`che e`tutto falso, ma su quali basi? In realta`quello che viene scritto potrebbe benissimo essere vero, non e`in palese contrasto con quanto ufficialmente accaduto, quindi le intenzioni dei partecipanti al secondo conflitto potrebbero benissimo essere state queste.

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Chinacat 25 dicembre, 2021 21:17

Gentile @apota, intanto una questione di metodo su come si dialoga:

"quindi secondo lei Keynes sbaglia grossolanamente analisi sulla Germania nazista, dunque secondo lei Keynes e`un pessimo economista,"

Ho forse scritto che JMK sbaglia? Assolutamente NO.

Ho forse scritto che JMK è un pessimo economista? Ma assolutamente NO.

E allora perché farmi dire cose che non ho mai detto? Se affermo che "il gatto non è bianco", mica sto dicendo che è nero. La supposizione, dice un tizio, è la mamma di un sacco di sbagli.

Chimacat

PS

Personalmente sono un "keynesiano" e non solo perché ne conosco e ne ammiro il lavoro ma soprattutto perché ho avuto modo di "vedere" come funziona l'economia SENZA Keynes. Per questo invitavo il lettore ad integrare Keynes con le altre teorie economiche e il pensiero di altri economisti (da Adam Smith a Milton Friedman).

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Chinacat 25 dicembre, 2021 21:51

Gentile @apota, e quindi:

"Su Fest, io ho letto nella sua biografia su Hitler che se Hitler fosse morto o si fosse ritirato a vita privata nel 1938, dopo l'anchluss, sarebbe stato ricordato come il piu `grande tedesco di tutti i tempi."

Può essere di SI ma può essere di NO. Bisogna distinguere tra l'opinione personale di Fest su un possibile contro-fattuale (e che non ha molto valore in sede storica) e il giudizio di Fest in quanto storico. Sono due cose diverse e chi si occupa di storia lo sa (e se non lo sa, lo impara, come ho dovuto fare io).

"Poi a me pare che la 2 guerra mondiale l'hanno dichiarata contro Hitler dopo l'invasione di questi alla Polonia,"

I fatti smentiscono questa ipotesi: 1) il memorandum HOSSBACH; 2) il riarmo come priorità politica ed economica (le armi si fanno per essere usate); 3) il fatto che nel frattempo Hitler si è già "mangiato" una nazione (la Cecoslovacchia). Fatti, non opinioni. Se avrà la pazienza di leggersi il memorandum Hossbach, scoprirà che è dal 1937 che Hitler pianifica una guerra. E ripeto: non si mette insieme un esercito come la Wehrmacht per tenerla in garage; il servizio obbligatorio nell'esercito Hitler lo introduce nel 1935.

Dire che Hitler non voleva la guerra è una palese assurdità ma fa molta scena e qualcuno ci casca. Altro FATTO che può verificare di persona: la creazione dell'OKW ossia Oberkommando del Wehrmacht. Questo organismo viene costituito nel 1938 perché Hitler non solo vuole la guerra ma la vuole dirigere LUI in prima persona, essendosi messo a capo dell'OKW. Ed in questa posizione può addirittura dirigere le operazioni militari SUL CAMPO, bypassando l'esercito (cioè l'OKH).

E questo sarebbe il tizio che non vuole la guerra?

Un ultima cosa: un consiglio di lettura. Joachim Fest ha anche curato due libri di e con ALBERT SPEER. Entrambi sono disponibili in italiano. Questa è Storia, con la S maiuscola (visto il ruolo avuto da Albert Speer).

Chinacat

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disperato 26 dicembre, 2021 14:58

Gentile @Chinacat,

mi scusi ma non è un controfattuale, la frase di Fest dice chiaramente che Hitler fino al 1938 è stato grandioso per il popolo tedesco. Se è falso vuol dire che Fest è un pessimo storico, ma l'ha citato lei Fest come storico di riferimento. E allora come la mettiamo?

Non ho letto il memorandum Hossbach, forse un giorno se avrò tempo lo farò, comunque io non ho affermato che Hitler non volesse la guerra, ma che non voleva la guerra contro l'Inghilterra. Hitler voleva la guerra ad est, contro i popoli slavi per assicurare al popolo tedesco il cosiddetto "spazio vitale". Ed è per questo che si era riarmato. Peraltro dopo la pace di Versailles l'esercito tedesco non esisteva più, quindi riarmarsi (rompendo il patto) era una necessità a prescindere se si voleva una nazione indipendente (senza esercito una nazione non può essere veramente indipendente). La guerra tra la Germania e l'Inghilterra (e gli Usa) l'hanno voluta i banchieri anglosassoni perché Hitler col baratto aveva bypassato le banche inglesi e americane.

Credo che Keynes sia il più grande economista del 900.

Keynes aveva previsto nel 1919 la seconda guerra mondiale sulla base delle condizioni di pace della prima (il trattato di Versailles), (Le conseguenze economiche della pace), e ovviamente se è vero, come penso, allora Hitler non può avere alcuna responsabilità reale sul secondo conflitto.

Ora questa non è una tesi marginale del pensiero di Keynes, ma uno dei suoi punti centrali. Se lei lo accetta deve per forza assolvere Hitler, se lei non lo accetta allora deve condannare Keynes come economista incompetente, tertium non datur.

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Diogene 26 dicembre, 2021 20:47

Gentile @Chinacat,

quanti strafalcioni, nell'ordine:

1) Il memorandum di Hossbach non è un documento ufficiale che possa accettato da uno storico, diverso il caso dei divulgatori che scrivono libri per vendere e non per la Conoscenza. Perché un documento venga accetto da uno storico tre sono i presupposti necessari: primo un segretario deve essere presente e buttar giù gli appunti che poi trascriverà in modo ordinato, secondo la bozza viene sottoposta ai partecipanti affinché venga corretta ed approvata, terzo il documento deve essere conservato negli archivi ufficiali. Nulla di tutto avvenne alla riunione del 5 aprile 1937, salvo il fatto che Hossbach era presente ma non prese appunti, solo cinque giorni dopo scrisse un resoconto sulla base dei suoi ricordi ma AH non vide mai, né tanto meno approvò, il memoriale, la maggior parte degli altri partecipanti alla riunione neanche sapeva dell'esistenza del memoriale. ( Cit. Alan J.P. Taylor decano della facoltà di Storia moderna ad Oxford)

2) Il riarmo della Germania fino al 1936 era un bluff; tra il 1933 e il 1938, si verificò una spettacolare ripresa dell’economia e dell’occupazione ma non furono le industrie d’armamento ad assorbire la quota più grande di manodopera: i settori trainanti furono quello dell’edilizia, dell’automobile e della metallurgia. L’edilizia, grazie ai grandi progetti sui lavori pubblici e alla costruzione della rete autostradale, creò la maggiore occupazione (+209%), seguita dall’industria dell’automobile (+117%) e dalla metallurgia (+83%). Nel 1938-39 la spesa in armamenti assorbì il 15% del PIL tedesco, la stessa percentuale della Gran Bretagna, in verità AH anteponeva il burro ai cannoni: il riarmo costo 40 miliardi di marchi nei sei anni fiscali che vanno dal 1933 al 1938 e 50 miliardi dal 31/3/39 allo scoppio della guerra, si veda in proposito Burton H. Klein Germany's preparation for war.

3) La questione Cecoslovacca: nei 14 punti di Wilson, base armistiziale del 1918, è sancito il principio di autodeterminazione dei popoli, principio che doveva poter valere anche per i quasi quattro milioni di tedeschi dei Sudeti e sulla validità del principio erano d'accordo gli appeasers, furo no loro che proposero la partizione cecoslovacca non AH che si limitò a porre sul tavolo il problema del trattamento e dei diritti della comunità tedesca dei Sudeti

4) L'OKW: attribuirne l'ideazione e la creazione ad Hitler è semplicemente un falso storico si veda in proposito La nemesi del potere: storia dello Stato Maggiore tedesco dal 1918 al 1945, John W. Wheeler Bennet

Sommessamente le suggerisco di leggere dei libri scritti da storici non da divulgatori, essendo l'interesse dei secondi esclusivamente il guadagno, titillando i lettori. Ma la Storia è altra cosa.

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Chinacat 27 dicembre, 2021 19:58

Gentile @Diogene, vediamo un po'. Lei ha scritto.

"1) Il memorandum di Hossbach non è un documento ufficiale che possa accettato da uno storico"

Notevole affermazione ma... perché mentire così palesemente? Fare un'affermazione così falsa non è una bella cosa, perché fa capire da subito il livello dell'interlocutore. Ovvero:

1) Il Memorandum Hossbach è stato utilizzato anche durante il processo di Norimberga, giusto per gradire.

2) Ma la cosa più spettacolare è che, come chiunque può facilmente verificare digitando "Memorandum Hossbach", è che è stato ampiamente utilizzato dagli storici. Alcuni nomi:

Hugh Trevor Roper

Joachim Fest

Stanley Payne

Richard Overy

Klaus Hildebrand

Gerhard Weinberg

Norbert Frei

Questi, caro Diogene, non sono "divulgatori", sono tra i migliori in circolazione e sicuramente ne ho dimenticato qualcuno (Richard J Evans, ad esempio). Tutti gli storici lo hanno accettato; dove si dividono semmai è sull'interpretazione.

Ma ripeto: basta fare una breve ricerca per accorgersene e devo ammettere, caro Diogene, che riuscire a sparare una grossolana falsità del genere, facilmente smentibile, è un gran bel colpo.

Mi scuserai se non entro nel merito del resto del post ma dopo questo exploit, il resto non vale nemmeno la pena di prenderlo in considerazione.

Ah dimenticavo: quelli della Yale University lo ritengono talmente degno di nota da inserirlo nellAvalon Project (https://avalon.law.yale.edu/imt/hossbach.asp), così come fa il resto del mondo accademico. Sono decenni che tutti usano e citano il Memorandum Hossbach.

Nice shot

Chinacat

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barabba 27 dicembre, 2021 21:13

Tra l'altro i nazisti non c'entrano con quest'articolo, 1984 faceva allusione allo Stalinismo. Alessandro70 ha scritto le cose come stanno realmente, e il sinistro è dovuto intervenire a sollevare un polverone, cosicché quanto scritto dal succitato Alessandro70 si perdesse tra le polemiche convulse a seguire, che se va bene, cioè se lo si riesce a zittire, metteranno il sito in cattiva luce come un covo di apologeti del nazismo. Catch-22.

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Diogene 02 gennaio, 2022 14:02

Gentile @Chinacat,

vedo che per sostenere la Sua tesi si rifà a quello che gira sul web (!) ed a chi avrebbe a suo avviso utilizzato il memorandum di Hossbach, tuttavia questo non fa del memorandum di Hossbach un documento accettabile per uno storico mancando le condizioni già citate da Taylor, che era storico autentico. Le ricordo che sul falso della donazione di Costantino la Chiesa ha costruito una narrativa che è stata ritenuta corretta per secoli, ma era un falso. La sua ansia di tacciare di mendacia l'interlocutore con cui non è d'accordo la qualifica, così come la sua totale incapacità di entrare nel merito sia dell'attendibilità storica del memorandum di Hossbach che delle altre questioni.

Reply

Chinacat 02 gennaio, 2022 21:33

Gentile @Diogene, trovo adorabile il modo in cui Lei si "scava la fossa" da solo; infatti scrive:

"vedo che per sostenere la Sua tesi si rifà a quello che gira sul web (!)"

Quindi, secondo la sua tesi, siccome la Yale University ha messo on line la documentazione del Ministero degli Esteri del Terzo Reich... non è più attendibile perché, a questo punto, "gira sul web". Oh-My-God.

Vede questo sito? https://kingscollections.org/catalogues/lhcma

Questo è il Liddell Hart Centre for Military Archives presso il King's College di Londra. Secondo la sua teoria, siccome "gira sul web", diventa immediatamente inattendibile. Potrei usare dozzine di altri siti: quello della Oxford University, quello della facoltà di economia di Berkeley oppure il Department of History della Harvard University... ovviamente, secondo Lei, del tutto inattendibili in quanto "girano sul web".

Teoria interessante, la sua ma talmente facile da demolire che non è nemmeno divertente. Che fa il paio con quest'altra sua teoria:

"tuttavia questo non fa del memorandum di Hossbach un documento accettabile per uno storico mancando le condizioni già citate da Taylor, che era storico autentico."

Quindi le dozzine di storici che lo hanno utilizzato e lo utilizzano tutt'ora sono dei cretini che si spacciano per storici? RICHARD OVERY e KLAUS HILDEBRAND, che citano il Memorandum Hossbach, non sono storici allora? E che dire allora del UNITED STATES HOLOCAUST MEMORIAL MUSEUM? Anche questi usano il memorandum Hossbach e lo citano... sono dei cialtroni anche loro?

In pratica l'unico al mondo a non considerarlo attendibile è Diogene e forse (dico FORSE) anche il good ol' AJP Taylor. Dico forse perché di Taylor non ho mai letto nulla; all'interno degli studi specifici sul Terzo Reich, Taylor non viene più preso tanto sul serio in quanto molte delle sue tesi sono state smontate dalla successiva generazione di storici. Ma dato che non l'ho mai letto e ovviamente non mi fido di quel che Lei scrive, preferisco non esprimermi. Quel che so per certo è che il Memorandum Hossbach si trova citato in dozzine di libri scritti da storici di altissimo livello.

E adesso, come si dice a Chicago, mettiamo il tappo. Lo storico inglese RICHARD J EVANS viene unanimemente riconosciuto come uno dei massimi conoscitori del Terzo Reich. Ha pubblicato una trilogia sul Terzo Reich che è splendida. Controlli il curriculum vitae di questo storico. Questo è il suo sito ufficiale:

https://www.richardjevans.com/lectures/nazi-foreign-policy/

E cosa fa? Cita il Memorandum Hossbach! Ops!

1937: Hitler’s meeting with army, navy and air force chiefs on 5 November, recorded by Colonel Hossbach (“the Hossbach memorandum”). Hitler declares intention of conquering Austria and Czechoslovakia.

Le ultime famose parole: "tuttavia questo non fa del memorandum di Hossbach un documento accettabile per uno storico". Gli storici, Diogene, non basta citarli bisogna anche LEGGERLI.

Chinacat

Reply

Chinacat 02 gennaio, 2022 21:55

Gentile @Diogene, quanto alle altre questione, sono talmente "sbarellate" che non varrebbe nemmeno la pena di prenderle in considerazione. Ma prendiamone una giusto per divertimento:

"in verità AH anteponeva il burro ai cannoni"

Ah si? C'è qualcuno, caro Diogene, che la pensa in modo diametralmente opposto. Questo qualcuno si chiama Paul Joseph Goebbels. Lei sicuramente sa chi è ma quel che sicuramente non sa è che Goebbels teneva un diario personale. La storia dei diari di Goebbels è lunga e complessa ma fatto sta che ne abbiamo una gran parte.

(A 29-volume edition, spanning the years 1923–1945, was edited by Elke Fröhlich and others. It is said to be 98% complete. Publication began in 1993, with the last volume appearing in 2008. Die Tagebücher von Joseph Goebbels was published on behalf of the Institut für Zeitgeschichte and with the support of the National Archives Service of Russia by K. G. Saur Verlag in Munich.)

Le faccio leggere cosa scrive Goebbels ed è l'esatto opposto di quel che ha scritto Lei:

14 ottobre 1939 "Great debate about supplies of fat"

4 dicembre 1939 "Study a memorandum of Darré on the food supply situation and its future developement. There are all possible sorts of problems to be overcome in this area. And in the near future, it can only GET WORSE".

Come è noto a chiunque abbia letto qualcosa di serio sul Terzo Reich, la "questione alimentare" fu un problema davvero notevole: più il riarmo andava avanti, meno mangiavano i tedeschi. E nel 1939, come fa notare Goebbels, hanno già dei seri problemi. Il razionamento, in Germania, comincia prima della guerra e non dopo. Ma come ho detto: è una cosa ben nota agli storici specialisti del settore e sostenere l'esatto opposto lo trovo un po' bislacco. O consideriamo inattendibile anche Herr Doktor?

Chinacat

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Diogene 03 gennaio, 2022 18:51

Gentile @Chinacat,

è in grado di provare che il memorandum di Hossbach è stato: 1) Scritto sulla base di appunti scritti da un segretario/stenografo ufficiale durante la riunione e non sulla base dei successivi ricordi di Hossbach. 2) Che la bozza è stata sottoposta ai partecipanti, corretta, ed approvata e 3) E' stato conservato negli archivi ufficiali ?

Se non lo è la sua resta aria fritta.

Dovrebbe sapere che la storia la scrivono i vincitori, spesso poco obbiettivi e che vanno in cerca di smoking guns ad esclusivo sostegno delle loro tesi preconcette ed il memorandum di Hossbach è la smoking gun perfetta per chi sostiene la tesi che AH voleva conquistare il mando e che quindi la dichiarazione di guerra alla Germania da parte degli Alleati era stata cosa buona e giusta, la grande Crociata contro il male assoluto del XX secolo, da lì l'ovvia diffusione ed il fatto che sia citato a iosa dai divulgatori anglosassoni ed ovviamente è Vangelo per chi si occupa di olocausto, resta il fatto che in quel memorandum Hossbach avrebbe potuto scrivere laqualunque e che NON HA le condizioni necessarie per poter essere considerato un documento ufficiale.

La trovo in curiosa contraddizione quando sostiene prima di non aver mai letto Taylor ma che le sue tesi sarebbero state superate: se non ha mai letto Taylor che ne sa delle sue tesi ? Oibò !

Raggiunge tuttavia il massimo del ridicolo quando cita il ministro della propaganda a sostegno della panzana del riarmo come primo obbiettivo e principale capitolo di spesa dell'economia della Germania negli anni '30, cos'altro avrebbe dovuto sostenere un Ministro della PROPAGANDA???

Se si vanno a vedere i numeri e non le parole le cose cambiano, ma a Lei non interessano né numeri né, tantomeno, dati di fatto. Lei è qui per spacciare la Sua tesi come Verità Assolute ed indubitabili e non ha alcuna intenzione di discutere, tipico atteggiamento di chiusura mentale e culturale di chi interpreta la Storia come un campo di battaglia e non di ricerca.

In una lettera del 1° settembre 1938 ad Adolf Hitler, il ministro delle Finanze, conte Schwerin von Krosigk, scrisse:

"Sin dai primi giorni di governo è stata coscientemente seguita la strada del finanziamento di grandi progetti per la creazione di nuovi posti di lavoro mediante l’assunzione di crediti. Quando ciò non era possibile col normale intervento del mercato dei capitali, il finanziamento veniva effettuato a mezzo di cambiali MEFO che erano scontate dalla Reichsbank."

La creazione di nuovi posti di lavoro dunque richiedeva una grande quantità di danaro di cui però non esisteva alcuna disponibilità. Poiché i crediti diretti allo Stato avrebbero messo a rischio il controllo della Reichsbank sulla politica monetaria, Schacht escogitò un sistema monetario non convenzionale. In questo sistema, i fornitori dello Stato emettevano ordini di pagamento che venivano accettati da una compagnia denominata Metallforschungsgesellschaft (MEFO, società per la ricerca in campo metallurgico), creata dal Terzo Reich per finanziare la ripresa economica tedesca e, nel contempo, me in secondo piano, il riarmo. Di qui l’origine delle cambiali-MEFO che erano garantite dallo Stato, potevano circolare nell’economia ed essere scontate presso la Reichsbank. In pratica, le cambiali MEFO rappresentarono uno strumento monetario parallelo, come lo potrebbero essere oggi i Certificati di Credito Fiscale. Con la ripresa dell’economia e il conseguimento della piena occupazione, le nuove entrate fiscali e la crescita del risparmio permisero allo Stato di riscattare le obbligazioni MEFO in scadenza senza determinare l’esplosione del debito pubblico. MEFO era dunque l’acronimo riferito a una scatola vuota formalmente privata, dotata di un capitale di appena un milione di marchi e partecipata da Siemens S.p.A., Gutehoffnungshutte, Rheisenstahl S.p.A. e Krupp, in nome della quale vennero create obbligazioni senza gravare sul bilancio pubblico. Al riguardo, vi è chi ha sottolineato che non si trattò né di un diretto finanziamento monetario del Tesoro, né di un immediato aumento del debito pubblico. Tuttavia, tanto lo Stato quanto la Reichsbank ebbero un ruolo determinante perché autorizzarono le emissioni e diedero la garanzia. Così venne creato un meccanismo monetario in grado di fornire i capitali all’industria tedesca.

Quando Hitler salì al potere nel gennaio del 1933, la Germania si trovava in una situazione economica disastrosa: oltre 6 milioni di persone (circa il 25% della forza lavoro) erano disoccupate e al limite della soglia della malnutrizione, mentre la Germania era gravata da debiti esteri schiaccianti con riserve monetarie ridotte quasi a zero. Ma, tra il 1933 e il 1938, si verificò una spettacolare ripresa dell’economia e dell’occupazione e non furono le industrie d’armamento ad assorbire la quota più grande di manodopera: i settori trainanti furono quello dell’edilizia, dell’automobile e della metallurgia. Gli industriali tedeschi si servirono degli effetti MEFO come mezzo di pagamento fra loro: fino al 1938, in media, la metà degli effetti MEFO fu sempre assorbita dal mercato senza passare all’incasso presso la Reichsbank.Così queste obbligazioni diventarono una vera moneta a circolazione fiduciaria per le imprese che si protrasse per 4 anni, raggiungendo nel 1938 l’importo complessivo di 12 miliardi di marchi, con una media annuale di erogazioni pari a circa 3 miliardi l’anno. Questa fu la mossa determinante che fece ritornare sotto il controllo politico la sovranità monetaria della Germania. Si realizzò in tal modo un mutamento fondamentale della strategia economica nazionale che permise allo Stato di riprendere in mano le leve del finanziamento dello sviluppo sostituendo la sua autorità a quella del mercato. Un esempio da manuale di come una politica di sostegno alla domanda finanziata da un’espansione monetaria non convenzionale abbia permesso all’economia di uscire dalla depressione e di conseguire la piena occupazione. La nuova moneta emessa dal Governo non produsse affatto l’inflazione prevista dalla teoria classica poiché offerta e domanda crebbero di pari passo lasciando i prezzi inalterati.

Questo è quanto ha scritto il MINISTRO PER L'ECONOMIA HJALMAR SCHACHT nel suo libro The Magic of Money e non quello della PROPAGANDA Goebbels.

Gli economisti si sono chiesti come sia potuto avvenire il miracolo economico della Germania nazista e alla fine la risposta è stata che il sistema funzionava grazie alla FIDUCIA che il regime riscuoteva presso i suoi cittadini e le sue classi dirigenti, una fiducia ottenuta non solo con la propaganda nazionalista e con il terrore, ma anche attraverso il PROGRESSIVO MIGLIORAMENTO delle condizioni economiche della popolazione.

Un economista britannico, C.W. Guillebaud, ha spiegato in modo chiaro il meccanismo che consentì di rilanciare l’economia tedesca negli anni Trenta: nel Terzo Reich, all’origine, gli ordinativi dello Stato forniscono la domanda di lavoro nel momento in cui la domanda effettiva è quasi paralizzata e il risparmio è inesistente; la Reichsbank fornisce i fondi necessari agli investimenti (con gli effetti MEFO che sono pseudocapitale); l’investimento rimette al lavoro i disoccupati; il lavoro crea redditi e risparmi grazie ai quali aumentano le entrate nelle casse dello Stato e si possono pagare gli interessi sul debito. Hitler raggiunse così il suo scopo primario: il riassorbimento della disoccupazione e la crescita dei salari del popolo tedesco senza alimentare l’inflazione e senza far esplodere il debito pubblico. I risultati furono spettacolari per ampiezza e rapidità: nel gennaio 1933, quando Hitler salì al potere, i disoccupati erano oltre 6 milioni; a gennaio 1934, si erano quasi dimezzati e a giugno erano ormai 2,5 milioni; nel 1936 diminuirono ancora, a 1,6 milioni e all’inizio del 1938 non erano più di 400 mila. Fu questa ripresa economica ad accrescere il consenso di Adolf Hitler non l'aumento degli armamenti.

Attendo le sue risposte sulla questione Cecoslovacca e la sua dimostrazione che l'OKW è stato ideato, voluto e creato da AH anziché dai vertici delle forze armate tedesche.

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Chinacat 04 gennaio, 2022 18:58

Gentile @Diogene, se pensa che mi metta a leggere le sue falsità, si sbaglia. Diogene, Lei ha mentito palesemente, se ne rendo conto?

""tuttavia questo non fa del memorandum di Hossbach un documento accettabile per uno storico"

E' falso. Come chiunque può verificare, il prof. RICHARD J. EVANS utilizza il Memorandum Hossbach e come lo utilizza lui, lo utilizzano anche gli altri storici. Mi giro e prendo dalla mia libreria un testo:

STORIA DELLA GERMANIA NAZISTA di Klaus P. Fischer

Questo libro ce l'ho da quando è uscito in italiano nel 2001. E cosa cita lo storico Fischer a pagina 452? Cita il Memorandum Hossbach.

Sono 20 anni che sono al corrente del Memorandum Hossbach e sono 20 anni che lo vedo citato dai migliori storici in circolazione. Quindi, gentile Diogene, Lei ha mentito spudoratamente. E continuando a mentire, spera che io le risponda nel merito? Come no.

Chinacat

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Chinacat 04 gennaio, 2022 19:23

Gentile @Diogene, ah dimenticavo. Lei ha scritto:

"Dovrebbe sapere che la storia la scrivono i vincitori"

Se potessi avere 1 dollaro per ogni volta che ho sentito questa colossale baggianata, sarei ricco come lo Zio Paperone.

E aggiungo: già solo questa frase dimostra ampiamente che Lei della disciplina storica non sa assolutamente niente. Un "ignorante" che scrive questa frase lo capisco, nessuno è tenuto a sapere la bibliografia sul Terzo Reich; gli altri che scrivono questa frase o sono sciocchi o sono in malafede.

E' anche per via di questo stolto atteggiamento che il prof. Richard J. Evans ha scritto questo ottimo saggio, il cui titolo è illuminante: IN DEFENSE OF HISTYORY.

E vado oltre. Riprendiamo la sua affermazione: "Dovrebbe sapere che la storia la scrivono i vincitori".

ALBERT SPEER è stato un vincitore? No. Eppure ho quattro libri scritti da Albert Speer. Basta sapere chi è stato Speer per capire l'importanza di andarsi a leggere cosa ha scritto. Così come ho libri scritti da VON MELLENTHIN, GUDERIAN, VON SENGER UND ETTERLIN, VON MANSTEIN, KESSELRING, BLUMENTRITT. Queste persone la guerra l'hanno persa.

Last but not least: perché dovrei discutere con Lei dell'OKW quando ho questo:

INSIDE HITLER'S HEADQUARTERS di WALTER WARLIMONT

Warlimont è stato un alto ufficiale dell'OKW (Vice-capo Ufficio Comando e Operazioni) e lavorava a stretto contatto con Jodl, Keitel e Hitler. Ha perso la guerra e ha scritto un libro, alla faccia di quelli che pensano che la storia la scrivono i vincitori. E' dai tempi di Tucidide Ateniese che questa assurdità viene smentita; Tucidide la guerra l'ha persa.

Non infierisco oltre.

Chinacat

https://en.wikipedia.org/wiki/Walter_Warlimont

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Diogene 06 gennaio, 2022 13:13

Gentile @Chinacat,

continua a scappare ed a rifugiarsi nel "lo hanno usato in tanti", la donazione di Costantino è stata usata per secoli ma era un colossale FALSO

ripropongo domande e conclusione

è in grado di provare che il memorandum di Hossbach è stato: 1) Scritto sulla base di appunti scritti da un segretario/stenografo ufficiale durante la riunione e non sulla base dei successivi ricordi di Hossbach. 2) Che la bozza è stata sottoposta ai partecipanti, corretta, ed approvata e 3) E' stato conservato negli archivi ufficiali ?

Se non lo è la sua resta aria fritta.

Reply

Chinacat 07 gennaio, 2022 19:34

Gentile @Diogene, forse non ci siamo capiti. Lei prima accusa me di fare degli strafalcioni e poi cosa ne viene fuori? Che la sua prima affermazione è un falso clamoroso. E quindi, ovviamente, la sua credibilità è sotto lo zero, perché io non ho idea se la sua sia semplice ignoranza o malafede. E che dire di questa sua perla?

"Questo è quanto ha scritto il MINISTRO PER L'ECONOMIA HJALMAR SCHACHT nel suo libro The Magic of Money e non quello della PROPAGANDA Goebbels."

Punto 1 Quando si citano le parole di qualcuno le si riporta TESTUALI. E già non ci siamo.

Punto 2 Quello che ha scritto Schacht dopo la guerra andrebbe preso con molte precauzioni perché è la sua versione, di Schacht e non serve un genio per capire che tira la coperta dalla sua parte. Altro errore.

Punto 3 L'ultimo errore che fa è bello grande e mi domando se sia ignoranza o malafede. Io NON ho citato quel che Goebbels propagandava. come può leggere chiunque. Io ho riportato, e l'ho scritto in grande, quel che scriveva Goebbels nel suo diario personale!! Non serve un genio per capire che sono due cose completamente diverse... mentre Lei fa finta (?) di non accorgersene. Chi "maneggia" la Storia queste cose le sa e a dire il vero, ci dovrebbe arrivare chiunque a capire che c'è una gran bella differenza.

Un ultima cosa. Lei ha scritto: "continua a scappare ed a rifugiarsi nel "lo hanno usato in tanti"

Dunque: prima afferma una cosa (non è un documento che usano gli storici); quando poi invece viene fuori che gli storici invece lo usano... adesso accusa gli storici di non aver capito niente e li chiama "tanti".

Diogene, si rassegni e la faccia finita: ha mentito e l'hanno beccata a mentire. Faccia una bella figura e chieda scusa ai lettori (non a me).

Last but not least: il miglior testo in circolazione sul funzionamento dell'economia durante il nazismo è questo: THE WAGES OF DESTRUCTION, del prof. ADAM TOOZE. Se ne vuole una copia gliela mando. E chi cita il prof. Tooze? Legga un po':

"For the second time in two years, Hitler was forced to respond to economic difficulties with a fundamental restatement of strategic priorities, this time at a meeting with the senior leadership of the German

armed forces on 5 November 1937. According to the surviving notes made by Colonel Friedrich Hossbach,"

(The Wages of Destruction, pag, 240)

Come vede, anche in un libro di recente pubblicazione, uno storico dell'economia usa il Memorandum Hossbach. O tutti gli storici del mondo sono dei cretini oppure...

Chinacat

PS

Questa è una delle note presenti nel libro di JOACHIM FEST (The Face of the Third Reich)

31. The so-called Hossbach Protocol, reproduced in Hans-Adolf Jacobsen, 1939-1945. Der Zweite Weltkrieg in Chronik und Documenten; see also H. R. Trevor-Roper, Blitzkriee to Defeat. Hitler’s War Directives 1939-1945

Reply

disperato 09 gennaio, 2022 11:55

Gentile @Chinacat,

o tutti gli storici sono cretini oppure la storia la scrivono i vincitori...

E poi scusi ma non ci siamo neppure con la logica: Scacht non è attendibile perché dice cose che non le piacciono, Gobbels lo è perché conferma le sue idee?

Diogene afferma che il memorandum Hossbach non è attendibile perché non è un documento ufficiale secondo le caratteristiche che (Diogene) ritiene un documento ufficiale debba avere, e lei ribatte ignorandolo nel merito e dicendo che l'autorevolezza del documento sta nel fatto che gli storici (vincitori) lo usano. Capisce che non ci siamo proprio sul piano logico? Voglio dire, magari lei ha anche ragione a credere nel documento Hossbach (oppure no) ma le argomentazioni che porta sono circolari: se uno le dice che gli storici non sono attendibili (per qualsiasi motivo) lei non può controbattere portando come "prova" i libri di quegli stessi storici.

Questo per inciso è un vero problema epistemologico, mentre le verità scientifiche possono, almeno in linea di principio, sempre essere controllate, le verità storiche, come quelle giudiziarie, no. Si tratta quindi in questo secondo caso di un tipo di verità particolarmente debole per definizione in quanto basato in grandissima parte sul principio di autorità delle fonti (che magari tanto autorevoli non sono...). Perciò se bisogna sempre dubitare delle verità scientifiche, che possono essere smentite (anche se poi le vere teorie scientifiche, nel senso di fatte con criterio scientifico, mantengono un valore all'interno del loro ambito di applicazioni anche dopo essere state falsificate...), bisogna stradubitare delle verità storiche-giudiziarie. Lei invece ha delle certezze granitiche veramente sbalorditive e fuori luogo.

Saluti.

Reply

Intelligente 21 dicembre, 2021 13:47

Ho i letto i commenti del gentile "Disperato". Non ho altro da aggiungere, perchè le sue tesi sono state adeguatamente fatte a pezzi da Chinacat, che le ha ridotte a ciò che sono, diciamo fole. Però, che tristezza che ancora ci sia in giro gente che idolatra una dittatura catastrofica e sanguinaria. Proprio vero che la gente comune dalla storia non impara proprio nulla.

Reply

disperato 21 dicembre, 2021 21:14

Gentile @Intelligente,

ovviamente lei, a differenza di Chinacat, e`in malafede e dunque non merita nemmeno una risposta.

Per la cronaca, cioe`non per lei ma per gli altri utenti che leggono il blog, io non idolatro proprio niente e nessuno, meno che mai il fascismo. Solo sostengo, sulla base dei dati Istat e la logica, che il regime distopico e dispotico in cui viviamo, e in cui comandano i banchieri, sia infinitamente peggio di qualsiasi regime fascista.

Certo il fascismo era brutto, ma si poteva viverci. Nella societa`dei banchieri e`impossibile la stessa sopravvivenza. Essi vogliono il depopolamento del pianeta, vogliono eliminarci con i "vaccini", e portarci via tutto con il lockdown. E se la maggioranza della popolazione ha "capito" la situazione come Chinacat ci riusciranno senz'altro.

Reply

Chinacat 21 dicembre, 2021 23:09

Gentile @Intelligente, credo che il problema sia più vasto del caso singolo:

"«In Italia è stato cancellato tutto quello che il fascismo ha rappresentato come distruzione della democrazia e umiliazione della collettività. La defascistizzazione del fascismo nasce da un totale travisamento di quello che il regime è stato. A quest' offuscamento non è estranea la cultura antifascista. Per molti anni è prevalsa a sinistra l' immagine d' un regime ventennale sciolto come un castello di carte, una "nullità storica" con cui in sede storiografica s' è cominciato a fare i conti troppo tardi. A destra gli umori hanno oscillato tra la caricatura e l' indulgenza, fino alla tesi del fascismo modernizzatore: un' interpretazione che dura tuttora"

(EMILIO GENTILE)

Il fatto che oggi stiamo assistendo allo stesso identico fenomeno (distruzione della democrazia e umiliazione della collettività) è sicuramente reso più facile dal fatto che nessuno si ricorda che è già avvenuto una volta e quindi può ripetersi.

Chinacat

Reply

In 22 dicembre, 2021 14:53

Gentile @Chinacat, la ringrazio per la sua risposta, con la quale concordo solo in parte. COme certamente lei saprà dai miei precendenti interventi, non ravvedo alcun problema per la democrazia in Italia. Grazie ancora per la sua risposta e le auguro (nel caso non dovessimo più interloquire) buon Natale.

Reply

Intelligente 22 dicembre, 2021 14:54

Gentile @disperato, sarà lei a non riuscire a vivere nell'Italia odierna. Io ci vivo benissimo (così come la mia azienda).

Reply

Chinacat 22 dicembre, 2021 19:34

Gentile @In, questa è davvero interessante:

"non ravvedo alcun problema per la democrazia in Italia."

Ci sono svariate ragioni per cui non vede quello che perfino per quelli del Washington Post è un problema (democracy Dies in Darkness).; Se questo problema lo vede uno yankee, a maggior ragione dovremmo vederlo noi. visto che loro (gli USA) hanno cessato di essere una democrazia.

La mia personale opinione è che tutti quelli che non vedono un pericolo per la democrazia, purtroppo hanno un'idea confusa e distorta su cosa sia esattamente una "democrazia"; ho idea che se le Le chiedessi di definire il concetto di "democrazia" ne sentiremmo delle belle.

Io mi limito a far notare una cosa banalissima: tutti i sistemi politici e sociali possono cambiare, inclusa la democrazia. Se non crede a me (e fa bene) se lo faccia spiegare da Aristotele, visto che è stato lui il primo ad accorgersi di questo fenomeno: le forme di governo CAMBIANO.

Aggiungo una cosa:

«E il passaggio dall'oligarchia alla democrazia», domandai, «non è forse determinato dall'insaziabilità del bene che si propone quel regime, ossia di dover accumulare ricchezze a ogni costo?»

(Platone, Libro 8)

Da oligarchia a democrazia. E successivamente da democrazia a oligarchia di muovo... e poi si continua. Ad un ateniese intelligente come Platone, era chiaro quello che per moltissimi uomini moderni non lo è affatto: la democrazia può cessare. E soprattutto, rischia di cessare di esistere, proprio perché tutti danno per scontato che NON possa cessare.

Inoltre il buon Platone metteva in conto un qualcosa che Lei pare sottovalutare: ci sono tanti a cui la democrazia non piace e si danno da fare per demolirla. C'erano all'epoca e ci sono anche oggi e sarebbe sciocco pensare che non esistano.

"Appena la democrazia ha raggiunto una tappa nella sua evoluzione, viene sottoposta ad una specie processo di degenerazione. ASSUME LO SPIRITO E LE FORME ARISTOCRATICHE DI VITA CONTRO CUI UN TEMPO AVEVA COMBATTUTO".

(R.Michels, Sociologia del partito politico, 1912)

Chinacat

Reply

disperato 19 dicembre, 2021 17:30

Gentile @Chinacat,

le faccio anche notare che l'economia italiana andava bene durante il fascismo, ed è andata meglio negli anni della prima repubblica. Quindi non solo fino al 1976, come crede lei, ma anche dopo, fino al 2000. E cosa accadde nel 2000? La seconda repubblica, andata al potere grazie al colpo di Stato di mani pulite, adottò il cambio fisso con la Germania (l'euro), da quel momento il pil pro capite è iniziato a scendere e così il risparmio delle famiglie. Sarebbe bastato mantenere una moneta nazionale con cambio variabile (e NON fare le riforme) e ci saremmo salvati. Insomma sarebbe bastato non avere dei politici traditori, al netto di qualsiasi congiuntura internazionale, e oggi saremmo ancora un paese benestante da cui i giovani non dovrebbero fuggire (e ormai anche i vecchi...).

Il problema perciò è la seconda repubblica, una consorteria di prestanome al soldo dei banchieri, che è stata non solo molto peggio della prima repubblica ma perfino del fascismo.

Qui Malvezzi riporta un po' di grafici

https://www.youtube.com/watch?v=c5N2uKCrgAs

E qui Donato ribadisce il concetto

https://www.youtube.com/watch?v=raKaCukNzEo

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Chinacat 20 dicembre, 2021 18:48

Gentile @disperato, forse non ci siamo capiti bene:

"e faccio anche notare che l'economia italiana andava bene durante il fascismo"

Questa è la sua opinione personale, che è poi la stessa dei fascisti e quindi, che Le piaccia o meno, Lei è ipso facto, un fascista dell'ultima ora.

Per quanto riguarda gli studi storici sull'argomento, dicono tutti l'esatto opposto... ma dato che a Lei di quel che scrivono gli storici non interessa nulla (e a questo punto dubito seriamente che Lei abbia mai letto qualcosa sull'argomento), il dialogo finisce qui. Questo disprezzo per gli storici e lo studio è anch'esso un tratto tipico del Fascismo.

Io mi limito a riportare soltanto un breve passaggio tratto da questo studio: "La politica economica del fascismo. La crisi del ‘29 di Paolo Sylos Labini".

"La disoccupazione, secondo dati ufficiali, tocca il massimo nel 1933, in cui si aggira attorno a 1.300.000

unità (il 15% delle forze del lavoro non agricolo). Il problema appariva particolarmente grave per un governo che si presentava come un riformatore di portata storica, che dichiarava di aver superato tutti i mali

del sistema capitalistico. Si ricorse allora ad un espediente che incideva non sulla sostanza ma sull’apparenza del fenomeno: si vietò alle donne e ai pensionati in cerca di occupazione di iscriversi nelle liste di collocamento.

Fatto ben più grave: venne rafforzata la politica inaugurata nel 1928, in seguito alla crisi provocata dalla rivalutazione della lira, che legava i contadini alla terra, subordinando a condizioni gravemente restrittive il loro trasferimento nelle città. Questa barbara politica che, giustamente ha detto Einaudi, ricostituiva una nuova forma di servitù della gleba ‒ in sostanza impediva che la disoccupazione nascosta nelle campagne divenisse disoccupazione manifesta."

Questa sarebbe l'economia che va bene? Lei non ha idea di cosa sta parlando, ovviamente. Potrei snocciolare cifre, studi e dati ma non cambierebbe nulla: Lei si terrebbe la sua opinione indipendentemente da quel che la ricerca storica ha ormai acclarato e io non sono qui a fare il maestro con la penna rossa.

Se pensa che il Fascismo sia stato un sistema dove l'economia funzionava, allora Monti, Draghi e Soci Le staranno simpaticissimi, visto che stanno facendo la stessa cosa: la riduzione di tutti i diritti lavorativi, sociali, civili e politici.

Chinacat

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disperato 20 dicembre, 2021 23:07

Gentile @Chinacat,

lei è ossessionato dal fascismo, io no.

Inoltre lei mi mette in bocca parole che non ho detto, non ho parlato di disoccupazione ma di crescita del pil pro capite e aumento della popolazione.

Inoltre le ho contestato fatti specifici, come il fatto che la crescita del pil pro capite italiano non si è fermata nel 1976 come afferma lei (ma è proseguita fino al 2000), come il fatto che i problemi economici dell'Italia sono nati dall'introduzione dell'euro (è anche questo colpa del fascismo?), come il fatto che i paesi anglosassoni hanno dichiarato guerra a Hitler e non a Stalin (e se lo facevano per amore della democrazia è una svista strana, se invece vi erano ragioni economiche no), come il fatto che Mussolini nel '36 ha fatto delle leggi bancarie a favore dei correntisti (poi smantellate dai politici della seconda repubblica).

Il disprezzo per gli storici lei se lo è sognato la notte. Semplicemente non credo sulla parola a tutto quello che viene scritto, tenendo conto che la storia, specie dei libri di testo, è scritta dai vincitori. E soprattutto cerco di unire i puntini.

Lei continui a pensare che il fascismo sia stato il male assoluto.

Nel frattempo le porteranno via la casa di proprietà (i banchieri non Mussolini), le toglieranno la pensione con l'inflazione (sempre i banchieri e non Mussolini), la obbligheranno a iniettarsi un farmaco sperimentale che uccide, a lei e ai suoi parenti (sempre i banchieri, non Mussolini), cancelleranno il popolo italiano (ma siccome lo fanno i banchieri e non Mussolini va bene così).

Mussolini non ha sterminato il popolo italiano, infatti siamo ancora qui. Con i banchieri che ci donano i "vaccini", l'euro, la nuova scuola politicamente corretta ed eticamente corrotta, il femminismo, l'immigrazione senza regole saremo spazzati via. E' solo questione di tempo. Ma mi raccomando lei continui a pensare ai mali del ventennio fascista e considerare qualunque altra cosa migliore.

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Chinacat 21 dicembre, 2021 19:22

Gentile @disperato, attaccare il ragionatore e non il ragionamento è una pessima idea, soprattutto se consideriamo il basso livello raggiunto:

"lei è ossessionato dal fascismo"

Emilio Gentile ha passato l'intera vita a studiare il Fascismo e oggi è considerato uno dei massimi storici del periodo. Joachim Fest ha passato la vita a studiare e documentare il Nazionalsocialismo, Albert Mathiez ha passato la vita a studiare la Rivoluzione Francese. Claude Mossé ha passato la vita a studiare l'Atene di Pericle.

O sono tutti degli "ossessionati" oppure quello che non ha capito nulla di cosa sia la ricerca storica e lo studio, è proprio Lei.

Punto secondo: il Fascismo è la pagina più buia della storia della mia Patria ma è comunque una parte della storia della mia Patria; mi devo vergognare di volerla conoscerla?

"la storia è scritta dai vincitori"

Le uniche persone che sostengono una scemenza simile sono quelli che i libri di storia non li hanno mai letti. Una vero classico. Se avessi un euro per ogni volta che ho sentito questa solenne cretinata, sarei già alle Fiji. Il libro "La Guerra del Peloponneso", IV secolo a.C., l'ha scritto Tucidide che quella guerra l'ha persa e quindi è da circa 2,500 anni che quella baggianata non ha senso. Meglio tardi che mai.

"non ho parlato di disoccupazione ma di crescita del pil pro capite"

A dire il vero ha scritto che "l'economia italiana andava bene durante il fascismo" e a casa mia il tasso di disoccupazione ha a che fare con l'economia. Sarebbe poi curioso sapere in quale percentuale è cresciuto il PIL di un disoccupato italiano del 1930, spedito in Libia perché in Italia non c'è lavoro.

Eh già.

O pensa che il Fascismo spedisse gli italiani in Libia ed in Etiopia a prendere il sole? Il colonialismo italiano (studiato magistralmente da ANGELO DEL BOCA) inizia prima del Fascismo ma con il Fascismo si assiste ad una singolare mutazione: al posto di fare come fanno gli altri (usare le colonie per ottenere le materie prime a basso costo), il colonialismo fascista spedisce decine di migliaia di italiani in Libia e poi in Etiopia. Non importiamo materie prima ma ESPORTIAMO ITALIANI.

Per quale motivo? Perché altrimenti sarebbero DISOCCUPATI ed il regime fascista non vuole che si dica che in Italia ci sono dei disoccupati; al regime fascista interessa far credere che l'economia va benissimo ( e a quanto pare c'è gente che ci crede ancora oggi).

"Il disprezzo per gli storici lei se lo è sognato la notte."

No, ho semplicemente constato la totale assenza, nelle sue affermazioni, di una qualche fonte storica, senza la quale le sue affermazioni sono aria fritta, Le faccio un esempio concreto:

"Il risultato complessivo di una tale restaurazione, che accentuava i caratteri più retrivi della finanza di classe dell’Italia liberale, fu che tornò a diminuire la quota delle imposte dirette sul totale delle entrate tributarie.

Le linee di fondo di questa politica si perpetuarono per tutta la durata del regime fascista, e vennero addirittura radicalizzate, nonostante la grande crisi del 1929 e l’aumento delle spese militari determinato dalla politica di riarmo di Mussolini, se negli anni trenta il gettito delle imposte dirette scese a poco più della metà di quelle indirette."

(Il problema storico della riforma fiscale in Italia di Mario G. Rossi)

Legga bene: " il gettito delle imposte dirette scese a poco più della metà di quelle indirette."

Non so se questa frase Le risulta chiara: nell'Italia di Mussolini i ceti ALTI pagano meno imposte dei ceti BASSI. In pratica il Fascismo ruba ai poveri per dare ai ricchi. E difatti "tornò a diminuire la quota delle imposte dirette sul totale delle entrate tributarie."

Oh si, il PIL è cresciuto peccato però, cosa che Lei non ha messo in conto, che quell'aumento di PIL finiva sempre nelle tasche delle stesse persone. Ed è QUESTO quello che interessava una famiglia italiana del 1930, visto che il PIL non si mangia. Metta questo tra i puntini da unire.

Chinacat

"Al momento dell’entrata in guerra, la situazione della finanza pubblica era disastrosa e la capacità dello stato

di farvi fronte con lo strumento fiscale risultava nettamente inferiore a quella degli altri paesi belligeranti, e perfino al di sotto di quella dimostrata nel corso della prima guerra mondiale: segno che la formidabile

barriera elevata a difesa degli interessi costituiti era riuscita ad imporsi all’emergenza bellica e alla stessa natura militarista del regime."

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barabba 21 dicembre, 2021 22:40

Gentile @Chinacat,

Abbia pazienza, ma tutti i vari Tizier e McCaius che lei cita come autorevoli fonti, se vogliono conservare la loro autorevolezza, non possono far altro che spalare valanghe di letame contro il fascismo, visto che ogni altra presa di posizione al riguardo è severamente decretata anatema dal Sistema.

Al malcapitato che osasse farfugliare un'opinione un po' più benigna sul ventennio, essa varrebbe l'espulsione dal mondo accademico oltre a successiva, prolungata persecuzione (si veda il caso di Emanuele Castrucci) e damnatio memoriae.

Questo, essendo tutte le discipline umanistiche occhiutamente politicizzate, e francamente ormai veicolo di propaganda del marxismo culturale.

Dunque il suo continuo citare questi tizi e appellarsi ad un di loro principio d'autorità - comportamento grottescamente simile a quello di un fariseo nel Tempio - per sostenere la vulgata di regime su questo particolare tema, risulta quantomeno macchiettistico, e dopo 20 post ormai sgradevole per chi legge.

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disperato 22 dicembre, 2021 10:41

Gentile @barabba,

è proprio come dice lei.

Come un medico che oggi si permetta di avanzare anche solo il più piccolo dubbio sui vaccini e in particolare su questi "vaccini" sperimentali contro la covid, viene immediatamente sospeso o radiato e smette di essere medico.

La libertà di parola nella seconda repubblica è inferiore a quella dell'Italia fascista (che pure era una dittatura e non permetteva di esprimersi liberamente).

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Chinacat 23 dicembre, 2021 19:31

Gentile @barabba, di solito non rispondo agli interlocutori che sanno solo insultare ma nel suo caso faccio una eccezione, perché è illuminante quel che ha scritto:

"se vogliono conservare la loro autorevolezza, non possono far altro che spalare valanghe di letame contro il fascismo,"

Secondo Lei, l'autorevolezza di uno storico dipende da quel che dice. E' ovvio che non ha mai aperto un libro di Storia, altrimenti saprebbe che non funziona così. Considerando che vive in una nazione che ha 2,500 anni di storia alle spalle, c'è da vergognarsi.

"Dunque il suo continuo citare questi tizi e appellarsi ad un di loro principio d'autorità - comportamento grottescamente simile a quello di un fariseo nel Tempio "

Complimenti, ha toccato il fondo ma non si preoccupi: può sempre scavare. Citare autori è un metodo che si usa in tutte le discipline di studio e lo si fa dai tempi di Tucidide Ateniese. In pratica Lei ignora come funziona un metodo conosciuto dall'uomo da oltre due millenni.

Il punto è altrove: non potendo attaccare il ragionamento perché dell'argomento non sa nulla (figuriamoci se ha mai aperto un libro), attacca il ragionatore e lo fa con delle argomentazioni che invece dimostrano una spaventosa ignoranza a tutto campo.

Non conoscere le opere di George Mosse non è un male, ma ritenere che un Mosse sia un cialtrone che non ha nessuna autorità perché quel che dice, lo dice in base alla simpatia o antipatia personale, è roba che fa venire i brividi.

Lei andrebbe molto d'accordo con Hanns Johst: "«Wenn ich Kultur höre ... entsichere ich meinen Browning"

(Quando sento la parola cultura, tolgo la sicura alla Browning)*

China cat

*Schlageter, atto 1, di Hanns Johst)

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barabba 25 dicembre, 2021 12:51

Gentile @Chinacat,

Le ribadisco che il dibattito storico ufficiale dalla fine della II guerra mondiale in qua è cosa abbastanza sterile, dato che difendere, o anche solo sforzarsi di comprendere con obiettività le posizioni della parte perdente è tabù, e ogni violazione severamente punita. E' un dibattito in cui si può stare da una parte sola ma non dall'altra, un dialogo a un'unica voce, ovvero un assurdo logico.

Donare autorevolezza indiscussa agli accademici che scrivono trattati sui nazisti (il Nemico assoluto), è come prendere alla lettera un panegirico scritto da un cortigiano rinascimentale sulle virtù del proprio principe. Stessa identica situazione, i trattati dei primi esagerano in vitupero, mentre il poema del secondo in adulazione.

Semplicemente, questi sono argomenti che toccano al cuore la legittimità dell'attuale sistema internazionale, ed il Potere non può permettersi di non politicizzarli.

Tra le altre cose, lei afferma che 'sull'argomento non saprei nulla e figuriamoci se ho mai aperto un libro': unica ad apparire senza sostegno di citazione, potrebbe perciò essere la cosa migliore che ha scritto in questa trentina (?) di post così furiosamente vergati per tutto Dicembre.

Seppur costantemente intento nelle mie preoccupazioni di troglodita, non mi è sfuggito tuttavia quel che lei ha scritto in un qualche intervento precedente riguardo il riarmo tedesco durato ben 6 anni, che costituirebbe prova innegabile dell'intenzione della Germania di provocare la 2a guerra mondiale. Mi sforzo di argomentare il contrario, così vediamo quanto ne so.

Lei omette il particolare fondamentale che l'esercito tedesco fu ridotto ad istituzione simbolica a seguito del trattato di Versailles (ca. 100,000 effettivi se non ricordo male, però astutamente vennero fatti pochi tagli al corpo ufficiali). Hitler andò al potere con la precipua intenzione di abolire nei fatti le restrizioni imposte da quel Trattato. Partendo quindi praticamente da zero, si arrivò nel '39, abbastanza prevedibilmente (perché una forza di combattimento moderna per gli anni'30 e delle proporzioni richieste per conquistare l'Europa non la crei dal nulla in 6 anni), a una situazione che non era affatto di preponderanza rispetto alle armate alleate. Se gli Inglesi erano largamente impreparati allo scoppio del conflitto, coi Francesi c'era equilibrio sul fronte occidentale, ma come capita quando vengono introdotte nuove armi, questi ultimi non avevano compreso che i carri armati sono meglio impiegati come divisioni corazzate a sé stanti, d'impatto prima, e celeri dopo, a seguito l'introduzione di armi portatili anticarro e di mine sempre anticarro (esattamente come fu per la cavalleria prima e dopo l'invenzione della polvere da sparo). Non quindi come rinforzo pesante alla fanteria come l'avevano concepite le dottrine francesi. La vittoria completa e fulminante nella campagna di Francia non fu quindi dovuta a preponderanza di "stuka e panzer", ma per aver indovinato il corretto utilizzo tattico delle nuove armi.

Gli stessi generali della Wehrmacht erano contro una politica aggressiva per i Sudeti nel '38, in quanto non credevano di poter aver ragione della Cecoslovacchia (!) senza sforzo bellico estremo nel caso si fosse dovuti passare alle vie di fatto. E questo un anno prima dello scoppio delle ostilità. Uno dei maggiori benefici dell'occupazione della Cecoslovacchia fu l'acquisizione degli impianti della Skoda, che assicurarono la produzione di carri armati cecoslovacchi, i pz38, i quali, fatta eccezione di qualche Panzer mkIII, erano i migliori mezzi a disposizione della Wehrmacht all'alba dell'invasione della Polonia, essendo i mkI e mkII essenzialmente delle tankettes. Quindi se non la maggiore, una delle principali linee di produzione belliche era straniera fino a un anno dallo scoppio della guerra.

Dunque giustificare una presunta premeditazione bellica di 6 anni adducendo come prova un riarmo che sarebbe provato sospetto in ragione della sua intensità, ignora il fatto che (i) nel '33 l'esercito tedesco era pressoché inesistente, che (ii) Hitler volesse nei suoi programmi come prima cosa abrogare il trattato di Versailles e presentare al mondo il fatto compiuto della sua abolizione, non causare la guerra, e che (iii) ancora nel '38-'39 la dotazione d'armi e la produzione bellica erano palesemente insufficienti allo scopo (per avere carri decenti bisognò prenderli ai cecoslovacchi). Prendere l'iniziativa con premeditazione malevola, come insinua lei, a seguito di tale insufficiente riarmo sarebbe da giudicare scelta alquanto sconsiderata da parte dei tedeschi.

Si scoprirà poi l'Unione Sovietica possedere arsenali di un ordine di magnitudine maggiori di quelli preventivati, tanto da lasciare allibiti i nazisti, che mai avrebbero attaccato l'avessero saputo in anticipo. Questo dell'URSS sì è il caso di un potenziamento bellico a fine di futura aggressione.

Scopo precipuo di Hitler era ottenere spazio vitale (si sarebbe probabilmente fermato a Danzica, avendo già inglobato tutta l'Europa centrale) e abbattere il regime comunista in Unione Sovietica, perché era ben conscio di come questo fosse un costante pericolo di aggressione esterna, oltre che di destabilizzazione interna. Non aveva nessun interesse ad invadere l'Europa occidentale, nemmeno l'Alto Adige, persino. Anzi avrebbe voluto l'Inghilterra alleata nella sua crociata anticomunista futura. Ma certi gruppi d'interesse agenti in quest'ultima hanno spinto testardamente per la guerra alla Germania, e si sono infine persino alleati coi comunisti. Questo è ciò che emerge dalle conversazioni che negli ultimi anni il dittatore ha fatto stenografare per la posterità, e razionalmente gli si può credere. Ho appena fatto una citazione, ma era inevitabile: chiedo venia perché non voglio apparire anch'io un forsennato, né annoiare nessuno.

Questo è quanto ne so. Era dunque fattualmente corretta l'unica affermazione farina del suo sacco, che sull'argomento non so nulla?

Poi se si ha interesse a sbattere il mostro in prima pagina ed a ricevere una pacca sulla spalla e un buffetto sulla guancia dal Potere, si può andare a leggere quanti libri si vuole dello zio Fester e compagnia.

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Chinacat 26 dicembre, 2021 21:14

Gentile @barabba, Lei è davvero un caso da manuale per quanto riguarda l'approccio alla Storia: ignoranza e presunzione a tutto spiano. Ad esempio:

"Le ribadisco che il dibattito storico ufficiale dalla fine della II guerra mondiale in qua è cosa abbastanza sterile, dato che difendere, o anche solo sforzarsi di comprendere con obiettività le posizioni della parte perdente è tabù, e ogni violazione severamente punita."

E Lei cosa ne sa? Assolutamente NIENTE, non avendo MAI letto nulla in merito. Eppure si permette di giudicare il lavoro di tre generazioni di storici. Dei quali, ripeto, non ha mai letto due righe. Domanda: ma si rende conto del livello? E non contento aggiunge:

"Donare autorevolezza indiscussa agli accademici che scrivono trattati sui nazisti (il Nemico assoluto), è come prendere alla lettera un panegirico scritto da un cortigiano rinascimentale sulle virtù del proprio principe"

Lei di come si scrive e si fa la Storia non sa nulla, altrimenti non scriverebbe certe scemenze: mai sentito parlare della parola DOCUMENTI? Ovvio che no. Non sa nemmeno questo... oh boy. Lei sta cercando di discutere di calcio senza nemmeno conoscere le regole del gioco e mi creda, non sta facendo un bella figura. E poi:

"Lei omette il particolare fondamentale che l'esercito tedesco fu ridotto ad istituzione simbolica a seguito del trattato di Versailles "

Chiedo scusa ma i suoi sproloqui deliranti sulla Wehrmacht evito di commentarli, dato che le sue opinioni, come abbiamo visto sono basate sul NIENTE. Le mie opinioni invece derivano, per quanto riguarda la Wehrmacht, dalla lettura dei libri dei seguenti soggetti:

VON MELLENTHIN - K.H. GUDERIAN - K.MEYER - G.BLUMENTRITT - W. WARLIMONT - E. ROMMEL -

F. BAYERLEIN - E. VON MANSTEIN

Sa chi sono queste persone? Secondo Lei sono più attendibili loro oppure le sue congetture? Ha mai letto qualcosa di uno di questi soggetti? No, ovviamente. E allora di che parliamo? Si lamenta in maniera ridicola degli accademici... e questi non sono accademici ma alti ufficiali della Wehrmacht. Credo che ne sappiano più loro sulla Wehrmacht di quanto ne possa sapere Lei. Ma dato che Lei è convinto di saperne anche più di un Erwin Rommel... good luck.

Chinacat

PS

Il segreto della Wehrmacht si chiama AUFRAGSTAKTIK ed è un procedimento che deriva essenzialmente dal concetto di BEWEGUNGSKRIEG elaborato da Federico il Grande.

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barabba 27 dicembre, 2021 21:01

Gentile @Chinacat,

credo di aver argomentato in maniera cogente che il riarmo tedesco negli anni '30 non prova nessuna diabolica premeditazione dei nazisti - morti e sepolti da 80 anni, ma sempre sulla punta della vostra lingua quando parlate di qualsiasi cosa - di voler far scoppiare una guerra mondiale, che è una delle tante fole con cui lei ci ha intrattenuto in questa sezione commenti durante tutto un mese. Immagino il loro movente sarebbe stato il voler spargere miseria e morte nel mondo, come i cattivi dei cartoni animati.

Non capisco poi come ci siamo mossi dal discutere sull'intenzionalità o meno di Hitler di far scoppiare la guerra, a quella che mi sembra una sfida che lei mi lancia nell'ultimo post, a chi ne sa di più sulle dottrine operazionali dell'esercito tedesco all'alba della guerra, con tanto di parolacce in tedesco e in stampatello a chiusura di post? Non ho idea di come rispondere senza passare per idiota, qualche suggerimento?

In ogni caso, nonostante la mia ignoranza e il mio diploma di scuola superiore, ho deciso che mi lancerò in un altro sproloquio, questa volta sull'uso improprio delle citazioni. Esse in realtà andrebbero usate quando nel proprio lavoro ci si serve di un risultato riconosciuto ed ottenuto altrove, e per ragioni di brevità si preferisce rimandarne la prova di validità ad un qualche altro documento, dove essa sia stata già esposta. Per fare un'analogia, la stessa funzione la adempiono i collegamenti ipertesto in una pagina internet. Si vuole cioè mantenere il proprio scritto conchiuso, autonomo ("self-contained") se non completamente nel testo, almeno comprendendo anche i riferimenti.

Questa è la funzione strumentale, utilitaria della citazione. Accanto ad essa ve ne è un'altra, ovvero la citazione come asseveramento da parte della supposta autorità in materia. In particolare, di quest'ultima accezione sembra farne uso chi non è solito comporre gli studi di cui sopra. Notando infatti nei dotti studi universalmente presente una moltitudine di citazioni, mediante un corto circuito logico si associa - in diretta proporzionalità - l'autorevolezza di uno scritto alla quantità di citazioni che compie. Lei ad esempio sembra basare i suoi interventi sullo sbraitare a casaccio il maggior numero di nomi esotici possibile, rigorosamente in stampatello maiuscolo. E' questo un esempio da manuale di cargo-culto: la forma di un fenomeno è scambiata per la sua essenza, e quando si prova a riprodurre una versione pedissequa ma svuotata di contenuto di tale fenomeno, che succede? Che quest'ultimo, purtroppo, non si rimanifesta.

Parlerei anche di scimmiottatura di calco di cultura alta originale, in questo simile ai farisei citati in precedenti post, o ai sapienti aderenti al tomismo dei tempi di Galileo. Questi ultimi sbertucciati ininterrottamente ormai da quasi tre secoli, sin dall'Età dei Lumi, per il loro affidarsi al principio dell'Ipse dixit.

E da dove proviene questo vostro bisogno famelico in Italia di argomentare secondo il principio di autorità, in disuso altrove sin dai tempi dell'Ancien Regime? Diciamo che gli esseri umani istintivamente, meccanicamente hanno bisogno di credere in qualcosa. L'istinto della maggior parte delle persone è di accettare ciò che gli viene detto senza richiedere prove, purché provenga da una fonte di autorità o di fiducia. Se un amico consiglia un nuovo ristorante, tendiamo ad accettare la sua opinione. Se la pubblicità in televisione dice che il succo di soia è meglio del latte perché è più magro, eccole tutte a bere la soia, nonostante il latte sia l'alimento nutrizionalmente più completo a nostra disposizione, mi perdonino i fagioli.

Questa disponibilità ad accettare il Verbo dell'Autorità senza prove attendibili è un tratto umano che si è probabilmente co-evoluto insieme al linguaggio, poiché dipendono l'uno dall'altro. Un insieme di regole, per quanto primitivo, deve trovare un modo per essere divulgato. Allo stesso modo, il desiderio di condividere le credenze sul mondo guiderebbe l'evoluzione del linguaggio.

La capacità di incanalare ed assecondare tale diffuso bisogno di autorità, è questa la chiave per la propaganda di successo: sia essa disastroso boomerismo sinistroide, o le astrusità predicate dall'economista di provincia opportunista e megalomane, tra le varie conseguenze nefaste a valle, nel pubblico di fanatici e seguaci, rispettivamente, comparirà una certa quantità d'inevitabile citazionismo. E' l'umana natura.

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disperato 28 dicembre, 2021 10:09

Gentile @Chinacat,

manco wikipedia, cioe`la fonte di propaganda piu`smaccata, arriva a negare che l'esercito tedesco dopo la prima guerra mondiale, a seguito del trattato di Versailles, fu smantellato (col divieto di ricostituirlo).

Lei vive in un universo parallelo, in cui le sue granitiche certezze non possono essere scalfite da nulla. La invidio molto, mi creda. Ma e`evidente che la discussione finisce qui: di fronte a una fede non valgono gli argomenti. Continui a pensare che il fascismo sia stato il male assoluto, che oggi si sta meglio e che i libri di storia siano sempre attendibili.

Saluti e tante cose belle.

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Chinacat 30 dicembre, 2021 19:01

Gentile @barabba, il diavolo si nasconde nei dettagli. Lei ha scritto:

"ma sempre sulla punta della VOSTRA lingua quando parlate di qualsiasi cosa"

Siccome non le piace quel che scrivo, mi include in una "categoria" da Lei detestata. Non ho idea a chi si riferisca; i rettiliani? I banchieri? Gli omungus di Mad Max? L'unica categoria a cui appartengo è quella dei "lettori di libri" e basta. E a proposito di libri, Lei ha scritto:

"credo di aver argomentato in maniera cogente che il riarmo tedesco negli anni '30 non prova nessuna diabolica premeditazione dei nazisti"

Sorry, ma a parte le sue opinioni personali basate sul nulla, non ha argomentato un bel niente. Nel merito di quel che scrive invece c'è qualcuno che lo ha argomentato molto meglio ma ovviamente al contrario di quel che pensa. Questo qualcuno si chiama WALTER WARLIMONT.

Warlimont, come può verificare di persona, è stato un alto ufficiale tedesco che a lavorato dentro l'Oberkommando der Wehrmacht; il suo curriculum + on line. Dopo la guerra ha scritto un libro: INSIDE HITLER'S HEADQUARTERS, pubblicato nel 1962 e tutt'ora utilizzato dagli storici.

Basta leggere questo libro per sapere che la premeditazione c'era eccome ma qui c'è un cosa interessante: questo libro non è mai stato tradotto in italiano, il che dovrebbe farle capire quanto sia in ritardo la storiografia italiana sul Terzo Reich.

Un ultima cosa e please, legga con attenzione:

"It is the purpose of this book to contribute towards an explanation of modern man’s vulnerability to totalitarianism. Recent history, which inspired this inquiry and determines its limits, also explains why it is

restricted to a single nation. The impression may be gained from many passages that we are dealing with a collection of typically German failures to meet the demands of history and politics. But we have here

perhaps merely one specific complex of causes. Elsewhere different preconditions might lead to the same or similar totalitarian phenomena. The question then arises whether the universal precondition for man’s selfrenunciation, which is not something fostered only by totalitarian regimes but is joyfully embraced by millions of people of their own free will, is not his lack of intellectual and moral direction, his personal weakness, his blind hunger for the apparent certainties of a universal philosophy. If this is so, then any particular nation’s historical, social, and psychological structure will merely determine the greater or lesser force and the specific shape of the totalitarian urge. This raises the further question how—and

whether—the totalitarian impulse can be withstood."

(Joachim Fest, prefazione a The Face of the Third Reich)

Spero che Lei si più chiaro il perché oggi i regimi totalitari andrebbero studiati meglio e Fest lo spiega benissimo: "modern man’s vulnerability to totalitarianism".

Chinacat

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baranna 02 gennaio, 2022 21:18

Gentile @chinacat,

Lei ripete quello che ha già scritto nella sua risposta ad Alessandro70, quindi dopo un mese siamo punto e a capo; per una risposta qui perciò faccia riferimento a come le rispondono in quello e negli altri threads, così entra in un ciclo ricorsivo. Magari leggendo e rileggendo forse riesce a comprendere quello che le si sta tentando di comunicare da un mese a questa parte.

Reply

Chinacat 03 gennaio, 2022 19:14

Gentile @baranna, se ha la pazienza di leggersi l'intera "discussione", noterà che io mi sono limitato inizialmente a far notare che i due regimi totalitari che conosciamo meglio (Fascismo e Nazismi) sono oggetto di studio approfondito e che questi studi si occupano anche dei meccanismi di funzionamento di questi regimi, in quanto possono essere utilizzati anche da altri "soggetti".

Tutto qua.

Io non avevo idea che ci potessero essere in circolazione dei sostenitori sia di Hitler che di Mussolini; credevo, erroneamente, che si fossero estinti come il dodo. Invece adesso scopriamo: che nell'Italia di Mussolini si viveva benissimo; che l'economia era florida; che in fondo non era poi così malvagio; che il suo collega di Monaco era un povero diavolo che non voleva fare la guerra; che però si la voleva ma giusto per fare un po' di spazio ad Est; che l'economia tedesca era anch'essa florida e che i tedeschi non vivessero poi così male con il regima nazista.

Davanti a queste bestialità o si sta zitti e le si avalla oppure si replica. Personalmente, preferisco la seconda opzione. Per usare le parole di Joachim Fest: Ich Nicht.

https://www.garzanti.it/libri/joachim-fest-io-no-9788811740643/

Chinacat

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Paracelso 18 dicembre, 2021 23:49

Nell'articolo si parla da una parte di colonialismo globale, dall'altra di giacobinismo (quel filone che da Robespierre arriva fino allo stalinismo criticato da Orwell). A me pare che le due forme di governo sono molto diverse nell'essenza, e l'attuale situazione assomiglia più alla prima, al colonialismo. Il giacobinismo infatti ha pur sempre un ideale da raggiungere, un mondo nuovo da costruire, anche contro la volontà del popolo e a danno delle minoranze, ma è pur sempre un traguardo immaginato come positivo per i più. Il colonialismo invece, che nella forma attuale si presente come finanz-capitalismo autoritario (con pretesto pandemico), non si propone alcun ideale collettivo (se lo fa è un mero pretesto, una pura ideologia), vuole solo rapinare dei territori a tempo indeterminato, a vantaggio di una minoranza straniera, che si avvale di élite locali collaborazioniste. E se una provincia si ribella, manda un nuovo governatore (come Draghi) a sedare la rivolta.

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disperato 18 dicembre, 2021 16:54

Gentile @Chinacat,

non è un problema di cosa c'è scritto nei libri scolastici o di altro tipo. Valgono i fatti.

E' o non è vero che dichiararono la guerra a Hitler e non a Stalin (che aveva fatto la stessa cosa nello stesso momento allo stesso paese, la Polonia)?(è vero).

E' o non è vero che Hitler, su suggerimento dell'ebreo Schacht, introdusse il baratto tra Germania e Argentina e di fatto bypassò i banchieri inglesi e americani, con danno dei banchieri e vantaggio del popolo tedesco?

E' o non è vero che Mussolini nel 1936 fece delle leggi bancarie a favore dei cittadini e contro i banchieri (Banca d'Italia pubblica, separazione banche commerciali da banche d'affari, separazione banche da industria...)?

E' o non è vero che il miracolo economico degli anni 50 e 60 fu fatto da persone che per ragioni anagrafiche si erano formati nelle scuole fasciste (che poi il miracolo economico continuò anche negli anni 70 è inconferente visto che il problema non è la prima repubblica, di cui sono un vero nostalgico, e che essendo fatta da persone per bene fu distrutta, pensi all'omicidio di Aldo Moro ad opera dei banchieri e non certo delle brigate rosse, ma la seconda repubblica che ha consegnato il paese ai banchieri distruggendo tutto).

E guardi che negli altri paesi non ci fu lo stesso sviluppo industriale che avemmo in Italia, dove diventammo la quarta potenza industriale del mondo.

Poi certo Hitler era un Keynesiano, stampava moneta nazionale, e non prendeva soldi in prestito da Stati esteri, sterline o dollari che fossero (o euro). Ed è per questo che era odiato dai banchieri. Dargli del keynesiano è ovviamente fargli un complimento essendo Keynes un grandissimo e vero economista (oggi di fatto boicottato nelle università finanziate dalle banche e multinazionali varie...).

https://www.maurizioblondet.it/un-piano-per-battere-la-disoccupazione/

Se vuole un consiglio legga qualche libro in meno e ragioni un po' di più con la sua testa, unendo i puntini.

Saluti.

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Chinacat 20 dicembre, 2021 19:30

Gentile @disperato, questa è davvero simpatica:

"non è un problema di cosa c'è scritto nei libri scolastici o di altro tipo. Valgono i fatti."

Che non abbia mai letto nulla sugli argomenti in questione, è ormai chiaro, altrimenti saprebbe che le opere sul Fascismo si occupano (ma chi lo avrebbe mai detto!) di fatti. E di documenti, Chi invece ha delle opinioni basate sul nulla più assoluto è proprio Lei e passo alla dimostrazione pratica. Il numero di inesattezze che ha scritto è troppo alto per poterle confutare tutte ma spero che una basti per dimostrare la differenza tra le "opinioni" e la STORIA.

Lei ha scritto:

"E' o non è vero che Hitler, su suggerimento dell'ebreo Schacht, introdusse il baratto tra Germania e Argentina e di fatto bypassò i banchieri inglesi e americani, con danno dei banchieri e vantaggio del popolo tedesco?"

Questa è la sua opinione. Fonti che la sostengono? Nemmeno di una. Si da il caso invece che le fonti ESISTONO e quale fonte migliore che lo stesso Hjalmar Schacht in persona?

Questo è il testo di un memorandum scritto da Schacht nel dicembre 1935 e indirizzato al ministro della guerra Werner von Blomberg:

“Voi vi aspettate che io riesca a trovare la valuta estera necessaria per i vostri fini. Devo rispondere che nelle attuali condizioni non vedo nessuna possibilità di farlo [...] è il mio dovere comunque di mostrare i limiti economici di questa politica [del riarmo]” (Tooze pag.209)

Alla Germania serve, e lo dice chiaramente Schacht, VALUTA ESTERA. Ovvero quei dollari e quelle sterline che invece, secondo Lei, non avrebbe utilizzato, usando invece il baratto. Il problema è ben diverso e la spiegazione completa la si trova nel libro del prof. Adam Tooze, ovvero lo studio più completo ed accurato sul sistema economico nazista. Lo hanno anche tradotto in italiano.

Questi si chiamano FATTI DOCUMENTATI. Le sue sono soltanto opinioni personali basate, dispiace dirlo, su leggende che gli storici hanno demolito da anni... se qualcuno si degnasse di leggere cosa scrivono gli storici.

Chinacat

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disperato 21 dicembre, 2021 12:56

Gentile @Chinacat,

visto che ama leggere (peraltro forse questo è l'unico punto che ci accomuna) prenda visione di queste 4 paginette

https://scenarieconomici.com/2012/03/la-grande-depressione-reverente-omaggio.html

https://www.teleborsa.it/Top-Mind/2020/04/06/un-esempio-da-ricordare-hjalmar-h-shacht-il-mago-della-moneta-1.html#YcGu0mguLMJ

Questo per puntualizzare che i fatti che riporto non sono dei segreti per iniziati, ma conosciuti da quasi tutti (baratto con l'Argentina compreso).

E ribadisco che lei è ossessionato dal fascismo, tanto da non rendersi conto che il regime dei banchieri che oggi ci sovrasta è infinitamente peggio. Se ne accorgerà quando sarà troppo tardi. Dopo che le avranno sterminato o nella migliore delle ipotesi sterilizzato la famiglia con i "vaccini", le avranno tolto ogni proprietà privata, distrutto il potere di acquisto della pensione (perché alla svalutazione stipendi e pensioni quando comandano i banchieri non si adeguano mai), cancellato il risparmio (perché quando comandano i banchieri non vi sono investimenti sicuri che permettono di conservare il capitale e la povera gente viene massacrata).

Allora capirà che il male assoluto sono i banchieri e non Mussolini (che è un male sì, ma minore). Ma sarà troppo tardi.

Saluti.

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disperato 16 dicembre, 2021 19:35

Gentile @Chinacat,

dico ancora solo questo e poi mi taccio. Guardi che negli anni 50 e 60 abbiamo avuto il miracolo economico. Questo non è frutto dello spirito santo ma è dovuto al fatto che gli italiani avevano delle capacità imprenditoriali, culturali, tecniche. Erano italiani usciti dalla scuola fascista, ci rifletta (e magari la confronti con la scuola di oggi).

E ribadisco durante il fascismo la popolazione è cresciuta di numero come è cresciuto il pil pro capite (dati Istat), mentre negli ultimi 10 anni è calata sia la popolazione e sia il pil pro capite (e le cose inevitabilmente peggioreranno ancora, e non poco).

Saluti.

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Chinacat 17 dicembre, 2021 23:05

Gentile @disperato, calma & gesso.

" Guardi che negli anni 50 e 60 abbiamo avuto il miracolo economico"

Gli economisti li chiamano "i gloriosi trenta" e sono i trent'anni che vanno dal 1946 al 1976 circa. E dato che questo "fenomeno" si verifica in tante altre nazioni, non solo l'Italia, vuol dire che ci sono dei meccanismi che trascendono le capacità del popolo X rispetto al popolo Y. Questi "gloriosi trenta", come può facilmente verificare, sono oggetto di una vastissima letteratura scientifica, quindi tutto ampiamente documentato.

Ma c'è un aspetto che ancora Le sfugge e per evidenziarlo, non c'è cosa migliore che farla dire ad un vero fascista, Giuseppe Bottai e che oltre ad essere un alto gerarca fascista, ha svolto un ruolo di rilievo nell'elaborazione del sistema scolastico fascista.

Ebbene, lo stesso Giuseppe Bottai, nel suo diario privato nel 1943 scrive una cosa che demolisce qualsiasi discorso sulle "cose buone" del Regime. Se vuole vado a recuperare il libro e Le faccio leggere le esatte parole di Bottai ma il senso di quel che scrive è questo:

"il Fascismo ha impedito agli italiani DI PENSARE".

Si, li ha aumentati di numero ma li ha resi bestie. Gli ha tolto la facoltà di usare il cervello e davanti a questo, qualsiasi "cosa buona" diventa nulla. Cosa si può fare di peggio ad un popolo? Nulla. E sottolineo: se ne accorse Bottai nel 1943... come si fa a non accorgersene oggi?

Per semplificare: prima c'erano 38 milioni di cittadini italiani, dopo ci sono 44 milioni di bestie. Considerarlo una cosa buona è alquanto surreale. Ma d'altronde, lo aveva anche detto e scritto:

"La massa per me altro non è che un gregge di pecore" (la citazione completa la trova nel libro "Colloqui con Mussolini", di Emil Ludwig, pubblicato nel 1932), Come vede, al Fascismo che aumenti la popolazione non interessa minimamente; quel che gli interessa è aumentare il numero di bestie da soma. E a casa mia, Cittadini e Bestie Da Soma sono due cose completamente diverse.

Poi: che al Regime attuale interessi che gli italiani non pensino e non usino il cervello, è più che evidente e direi che ci stanno riuscendo benissimo. Ma a ben guardare, nulla di diverso da quel che fece il Fascismo: impedire al popolo di usare il cervello. L'esatto opposto di questo concetto:

"Minorità è l'incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stesso è questa minorità, se la causa di essa non dipende da difetto d'intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di far uso del proprio intelletto senza essere guidati da un altro." (I. Kant, 1784).

44 milioni di minus habens non sono una cosa buona.

Chinacat

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Pinceps Giamaica 10 dicembre, 2021 13:08

Diceva il Pedante... "un trionfo triste"? Beh... eccone un altro!

La direttiva sugli immobili mi fa pensare alla frase "Casa che ti fa sopravvivere anche se non puoi pagare il mutuo?"

Meditate gente... meditate...

Grazie Pedante

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Los Endos 07 dicembre, 2021 19:25

Un piccolo refuso pedantesco:

ERRATA: In una famosa lettera indirizzata al collega più giovane,

CORRIGE: In una famosa lettera indirizzata dal collega più giovane,

cioè è Huxley che scrive a Orwell

Grazie Pedante,

con stima.

Los Endos

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Il Pedante 08 dicembre, 2021 12:15

Temo di non capire. Huxley è nato nel 1894, Orwell nel 1903.

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Los Endos 08 dicembre, 2021 16:52

Gentile @Il Pedante,

ha ragione, la mia ignoranza mi ha confuso...

mi perdoni,

con rinnovata stima,

Los Endos

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Il Marchese 05 dicembre, 2021 12:59

Caro Pedante,

Per conoscenza aggiungo qui anche un tweet:

https://twitter.com/EntropicBazaar/status/1467193481202479111?t=uCQe7CDGZeRHvfQXbyI8pw&s=19

Ora ci avviamo verso la patologizzazione del dissenso, insegnata nelle facoltà di psicologia.

Siamo sicuri che una scuola e un università (in questo caso) come queste siano un bene?

Forse è meglio la scuola parentale.

Saluti

Il Marchese

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Alessandro70 03 dicembre, 2021 07:15

Occorre osservare come nei sistemi cosiddetti "totalitari" il regime ponga sempre un accento sulla scuola e sull'educazione del cittadino. "Libro e moschetto, fascista perfetto" era un vecchio motto del ventennio ma anche il sistema dell'Unione Sovietica era decisamente preoccupato di tenere ben salde le redini sul proprio sistema scolastico e lo stesso dicasi della Cina.

Ci stupisce, quindi, che il sistema attualmente al potere in Italia, un sistema assolutista e totalitario come e peggio dei vecchi fascismi e comunismi, senza volto e senza nome, lasci educare i giovani sudditi/cittadini dalle loro famiglie?

Qualcuno, penso, obietterà che il nostro sistema non sia paragonabile a quelli dei totalitarismi storici, godiamo di "libbertà" pressoché illimitate, non ci costringono mica ad indossare l'orbace o a mettere la stella rossa sul cappello? certo che no! a Loro non interessa come vestiamo ma come pensiamo, "pensa come vuoi ma pensa come noi" è il Loro motto.

Ma Loro, in definitiva, chi sarebbero? Gli illuminati? Soros, Gates e tutto il Bildemberg? la Massoneria? L'Anticristo? gli alieni? ognuno dia la risposta che più lo soddisfa, io provo a dare la mia: Loro siamo soprattutto NOI. Siamo noi a dare il consenso al sistema o meglio, è quella componente bassa e conformista che domina il nostro agire a dare il consenso, a creare quelle dipendenze che giustificano il regime e che anzi, lo richiedono a gran voce.

Vogliamo liberarci dei regimi, soft o hard che siano, neri, bianchi o colorati? cominciamo a lavorare seriamente su noi stessi ed a conoscerci e non serviranno né le barricate in piazza né le molotov, preludi a nuovi totalitarismi solo diversi dai precedenti.

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Chinacat 04 dicembre, 2021 23:03

Gentile @Alessandro70, ho idea che la parola "totalitarismo" sia parecchio incompresa e questo è dovuto al fatto che si tende a soffermarsi sulla forma che ha assunto, piuttosto che sulla sostanza. L'orbace e il Littorio sono indispensabili per reggere il sistema ma non ci dicono molto sulle origini del sistema.

I due regimi totalitari che conosciamo meglio e che sono più vicini a noi, quello italiano e quello tedesco, hanno una singolare e macroscopica caratteristica (ma che pare essere semi-sconosciuta): nascono e si sviluppano all'interno di regimi democratici; è qui che le analisi di Huxley non offrono spiegazione.

Abbattere la democrazia in Atene non fu cosa di poco conto, scrive Tucidide, analizzando lo stesso identico problema che abbiamo noi oggi.

D'altronde, l'Italia del 1922, pur con tutti i suoi limiti, è pur sempre una nazione con un parlamento, uno Statuto. dei partiti, una stampa abbastanza libera; non è un modello di democrazia ma non è nemmeno assolutista e men che meno autoritario.

La Germania del 1930 è una Repubblica federale retta da una delle Costituzioni tra le più avanzate dell'epoca ed all'interno di un contesto sociale con un altissimo grado di istruzione, giusto per citare un parametro di rilievo.

Poi succede "qualcosa" e si passa, più o meno gradualmente, ad un regime totalitario. E' quel "qualcosa" che andrebbe capito, perché è quel "qualcosa" che può ripetersi e non certo la possibilità di un revival della camicia nera.

E da quel poco che posso capire, quel "qualcosa" si è già ripetuto e quindi si sta andando, da qualche anno a questa parte, verso un nuovo modello di "modernità totalitaria".

Chinacat

Chinacat

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Alessandro70 05 dicembre, 2021 11:25

Gentile @Chinacat,

Sicuramente su questo argomento ci sono aspetti da chiarire e da approfondire. Penso che spesso si confonda il concetto di sistema totalitario con quello di dittatura, così come spesso si cita il fascismo a sproposito confondendo un movimento storico ben definito e circoscritto cronologicamente con quello che venne definito "ur-fascismo".

Non vedo all'orizzonte alcun revival di camicie nere o brune, ciò che osservo nella realtà politica attuale ha alcune caratteristiche ur-fasciste quali l'abbattimento sistematico del dissenso e l'azzittimento delle poche voci realmente dissenzienti, una propaganda martellante su alcuni temi ricorrenti oltre ad un'omogeneità ideologica su alcune tematiche che coinvolge tutto l'arco politico presente in parlamento; i partiti oggi differiscono per questioni cosmetiche e per stile comunicativo ma sui temi importanti cantano all'unisono meglio di un coro di benedettini. La conseguenza è che, di fatto, il nostro sistema è retto da un partito unico e si può a pieno diritto considerare, quindi, un sistema totalitario; non si tratta certamente né di una dittatura perché manca il culto del dittatore come figura centrale, né di una riedizione del fascismo storico perché sono assenti le componenti nazionaliste, tradizionaliste e militariste proprie di tale movimento.

Quanto alla fabbrica del consenso, tedeschi ed italiani degli anni '20 e '30 vivevano in realtà politica molto diverse, una monarchia parlamentare ed una repubblica, ma erano accomunati da enormi problemi economici e sociali interni causati dai postumi del primo conflitto mondiale benché ne uscissero da fronti opposti, quindi l'arrivo del fascismo fu salutato come provvidenziale da molti, non tutti, degli italiani e Mussolini ottenne il potere con il consenso elettorale prima e lo mantenne con misure populiste e sogni di gloria dopo. Per Hitler il discorso è differente, fece appello alla rabbia ed all'orgoglio nazionalista dei tedeschi, sconfitti militarmente e schiacciati economicamente da pesanti sanzioni, che gli assicurarono il trionfo elettorale.

La situazione odierna è completamente differente, non usciamo con le ossa rotte da un conflitto ma da un lungo periodo di tranquillità e relativo benessere ma quelle certezze su cui poggiava l'ottimismo delle generazioni passate si stanno sgretolando. La demolizione controllata del Paese, sotto ogni profilo, sociale, economico e culturale sembra essere la priorità dettata dall'agenda politica, spacciando questa dissoluzione per importantissime riforme strutturali. Ai cittadini non è dato di interferire con quest'agenda ma si lascia loro la facoltà di schierarsi, con atteggiamenti da tifo calcistico, riguardo questioni secondarie portate avanti da alcuni guitti scelti accuratamente con funzione di gatekeeper.

Forse sarà una conclusione semplicistica ma ritengo che il panem della paghetta di cittadinanza o del bonus di turno, assieme ai circenses del teatrino politico e mediatico uniti all'inerzia psicologica di chi ha ancora memoria del vecchio bengodi assicurino il consenso ad una classe dirigente inetta ed insulsa, buona a nulla ma capace di tutto.

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Chinacat 05 dicembre, 2021 22:39

Gentile @Alessandro70, affrontare il discorso "regimi totalitari" purtroppo richiede una conoscenza dei fatti che spesso e volentieri cambia completamente prospettiva. Mi permetto di farti un solo esempio concreto.

" e Mussolini ottenne il potere con il consenso elettorale prima"

Spiacente ma non è affatto andata così e sapere invece com'è andata è molto istruttivo, altrimenti si rischia di cadere nella trappola della stessa propaganda,

La prima volta che Mussolini si presenta alle elezioni, è un fiasco totale e non arriva, a Milano, a raccogliere nemmeno cinquemila voti. Non mi pare un gran consenso :)

Dal 1919 al 1922 gli squadristi fascisti scatenano una mezza guerra civile che fa migliaia di morti. Lo Stato, in tutte le sue componenti giudiziarie, decide di non intervenire e gli squadristi sono liberi di terrorizzare intere regioni. A questo punto inizia una forma velata di consenso ma non è determinato dalla validità delle idee portate avanti dal Fascismo ma dalla paura; e non la paura del Fascismo e basta ma dal fatto che lo Stato non interviene mai, avallando l'uso della violenza.

Nemmeno con le elezioni del 1921 il PNF ottiene grande consenso; anzi, per paura di essere nuovamente ignorato dagli elettori, il Fascismo si presenta con i Blocchi Nazionali di Giolitti. Il risultato? 35 deputati e basta. Come vedi, a consenso elettorale siamo veramente scarsi.

Nell'ottobre 1922 si forma il primo governo Mussolini e non per via del consenso elettorale che non ha ma perché ha fatto un colpo di Stato, ovvero la Marcia su Roma.

Qui poi la cosa si fa ancora più interessante, perché la teoria del "oggi è tutto diverso" subisce un primo brutto colpo.

Le elezioni si tennero nel 1924 ma Il Fascismo sapeva benissimo che non avrebbe mai raggiunto certi livelli di consenso... se le elezioni fossero state regolari. A quel punto "truccano" il gioco: si chiama LEGGE ACERBO e introduce, per la prima volta, il famigerato "premio di maggioranza", studiato apposta per far si che una minoranza possa governare una maggioranza.

Suona familiare? Dovrebbe, visto che nel 2005 è stato fatto il bis: il Porcellum, come è facile verificare, è la fotocopia della Legge Acerbo. Eh già: nel 2005 un governo italiano ha introdotto una legge elettorale di chiara matrice fascista... e non è successo assolutamente NULLA. E' andata bene a tutti.

Che una minoranza possa governare la maggioranza è diventata la regola, accettata e avallata alle istituzioni, come dimostrano ampiamente i governi successivi, inclusi quelli post-Porcellum (demolito dalla Corte Costituzionale nel 2014).

Purtroppo aveva ragione Benedetto Croce: la Storia è sempre contemporanea.

Chinacat

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Chinacat 05 dicembre, 2021 23:08

Gentile @Alessandro70, ti chiedo scusa ma ti debbo correggere.

"Per Hitler il discorso è differente, fece appello alla rabbia ed all'orgoglio nazionalista dei tedeschi, sconfitti militarmente e schiacciati economicamente da pesanti sanzioni, che gli assicurarono il trionfo elettorale."

Hitler esce dalla galera nel 1925 e rifonda il partito, NSDAP. Da quel momento si presenta a tutte le elezioni e viene ignorato. Nel 1928 il suo partito è un due virgola zero e nemmeno su base nazionale ma su base regionale. Chi domina le elezioni, è un partito di sinistra, la SPD.

E perché mai dovrebbero votare Hitler? Si, hanno perso la guerra e stanno pagando ma la situazione economica, dal 1924 al 1929, è più che soddisfacente. Se poi vogliono votare qualcuno più radicale degli altri, c'è sempre il partito ultra-nazionalista (DNVP) che ha seguito su base nazionale e non regionale. E se vogliono "buttarsi a sinistra", c'è sempre il partito comunista (KPD).

La Germania del 1928 è una nazione con una florida economia, un sistema politico che funziona ed una vita intellettuale di altissimo livello (il Bauhaus, solo per fare un esempio).

Per semplificare: Hitler, nel 1929, non lo considera nessuno.

Poi succede "qualcosa": a settembre del 1930 prende 6,5 milioni di voti e nel luglio del 1932 raddoppia e passa i 13 milioni.

Quel "qualcosa" non è la sconfitta militare e nemmeno il nazionalismo ma la devastante crisi economica del 1929 e soprattutto, SOPRATTUTTO. il modo in cui venne gestita. Più facevano politiche di austerità, più Hitler prendeva voti; suona abbastanza familiare, direi.

Chinacat

https://www.ibs.it/da-weimar-a-hitler-libro-martin-broszat/e/9788842062073

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Alessandro70 06 dicembre, 2021 15:31

Gentile @Chinacat,

Grazie per gli spunti di riflessione e di approfondimento. Vista la situazione attuale, riconsiderare la storia sotto varie prospettive e punti di vista non penso che sia un esercizio puramente accademico.

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Chinacat 06 dicembre, 2021 17:35

Gentile @Alessandro70, purtroppo non c'è nulla di accademico, anzi, è altamente istruttivo per cogliere le "costanti" e le "variabili" che portano al formarsi di un regime totalitario, tenendo ben presente che la situazione attuale altro non è che una "variazione sul tema".

Ermächtigungsgesetz ovvero il decreto dei pieni poteri, conferiti al nuovo Cancelliere (Hitler) per fare fronte all'emergenza. E fu votato dal Parlamento perché appunto, era stato appena dichiarato lo stato di emergenza. Che però non c'era.

E' qui che ha inizio la demolizione sistematica dei diritti civili e politici, con uno stato di emergenza che nella realtà non esisteva affatto.

Suona familiare ? :)

Chinacat

PS

Quello che è iniziato in Italia si chiama GLEICHSCHALTUNG. La descrizione che ne offre wikipedia, pur nella sua limitatezza, credo sia illuminante:

"Il termine Gleichschaltung (variamente traducibile come "sincronizzazione", "coordinamento", "allineamento" o "messa in riga") è una parola della lingua tedesca utilizzata per descrivere il processo collettivista compiuto dal regime nazionalsocialista tedesco del XX secolo per esercitare un controllo totale sull'individuo attraverso la coordinazione di tutti gli aspetti della società, della politica e del commercio."

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pegos 06 dicembre, 2021 22:52

Gentile @Alessandro70, condivido e ringrazio.

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disperato 08 dicembre, 2021 15:24

Gentile @Alessandro70,

a me pare che il confronto della situazione odierna col fascismo sia fuori luogo per almeno una ragione, e cioè che Mussolini voleva (che poi non sia riuscito e anzi abbia fatto danni è vero ma è un altro discorso) fare dell'Italia una superpotenza mondiale e che gli italiani crescessero di numero, mentre oggi chi comanda (e non sono i politici meri prestanome...) vuole distruggere il paese per permettere alle multinazionali straniere di comprarselo a saldo e vuole il depopolamento (non solo dell'Italia ma dell'intero pianeta).

Dunque avendo obiettivi opposti il paragone non regge.

Credo anche che il popolo a maggioranza resterà dormiente, ma i novax (chiamiamoli così per intenderci) diverranno prima o poi maggioranza assoluta, non perché i sivax capiranno i termini della questione ma perché moriranno in grandissimo numero (alla ennesima dose di "vaccino", che uccide, essendo stato progettato a questo scopo) e sopravviveranno solo coloro che hanno capito e si sono opposti alla inoculazione (e a tutto il resto, dalla mascherina all'aperto alla tachipirina e vigile attesa alla intubazione...).

Si tratta di resistere e di non soccombere alle persecuzioni che già ci sono e che nei prossimi mesi peggioreranno.

Presto il regime cadrà (mesi o al massimo anni) perché non sta in piedi. E' inumano al massimo grado e può solo distruggere e non costruire (come fatto notare giustamente dal Pedante).

Il fascismo è durato 20 anni e se non entrava in guerra ci sarebbe ancora... E perfino il comunismo è durato a lungo (70 anni) perché comunque permetteva, più per carenza di mezzi tecnologici di repressione che di volontà, una qualche forma di libertà.

Sta roba, sto regime distopico e dispotico, invece secondo me durerà pochissimo. E non per un intervento esterno, proprio per implosione inevitabile.

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Chinacat 08 dicembre, 2021 23:44

Gentile @disperato, chiedo scusa ma credo sia fuori strada:

"a me pare che il confronto della situazione odierna col fascismo sia fuori luogo per almeno una ragione, e cioè che Mussolini"

E' fuori strada per tre buoni motivi:

1) Mussolini NON E' tutto il Fascismo, come ampiamente dimostrato agli studi sul Fascismo (vedi Emilio Gentile);

2) Tutte le forme di governo sono comparabili tra di loro. incluso il Fascismo;

3) per affermare che la situazione odierna sia diversa da quella precedente, occorre conoscere molto ma molto bene quella precedente. Quindi, se identifica il Fascismo con Mussolini, vuol dire che la situazione dell'epoca non Le è ben chiara.

Fermo restando che il Fascismo è stato il primo esperimento di totalitarismo al mondo (e già questo spiega perché sia così studiato), ci sono diversi tipi di raffronti che si posso fare; o ritiene forse che la comparsa, nel 2005, di una legge elettorale chiaramente fascista sia un caso? Pura e semplice coincidenza?

Un ultima cosa. Lei scrive: " Mussolini voleva (che poi non sia riuscito e anzi abbia fatto danni è vero ma è un altro discorso) fare dell'Italia una superpotenza mondiale e che gli italiani crescessero di numero, mentre oggi chi comanda (e non sono i politici meri prestanome...) vuole distruggere il paese"

Il fatto che Lei creda ancora alla propaganda fascista lo trovo inquietante. perché il concetto di "fare dell'Italia una superpotenza" è pura e semplice propaganda fascista. Era uno slogan molto utilizzato dal Regime ma era, appunto, propaganda di Regime.E oggi funziona allo stesso identico modo, se ci riflette bene, ovvero:

cosa ha raccontato e racconta la propaganda del regime odierno? Che l'Euro e l'Europa avrebbero dato forza e solidità alla piccola Italia; che avremmo fatto parte delle nazioni di serie A; che senza Euro ed Europa saremmo una nazione di straccioni... questi sono alcuni dei messaggi che vengono somministrati da oltre 20 anni. Il messaggio di fondo è lo stesso ma viene espresso in maniera diversa: senza Fascismo l'Italia non vale niente; senza l'Europa l'Italia non vale niente.

La propaganda, come dice Luciano Canfora, è utilissima da analizzare, l'importante è non crederci.

PS

Se ha la pazienza di andarsi a rileggere il discorso tenuto da Mussolini il 16 novembre 1922 alla Camera, potrà leggere di persona quali siano gli obbiettivi del suo governo; non semplicemente i suoi personali ma quelli degli interessi che lui rappresenta. Tre dei principali sono:

a) "regime della lesina" (ovvero politiche di austerità);

b) riduzione delle spese dello Stato (ovvero tagli alla spesa pubblica)

c) riduzione delle importazioni.

Sono gli stessi identici provvedimenti presi dal governo Monti e non è che si somigliano e basta: sono UGUALI nella forma e nella sostanza. Io non credo sia affatto una coincidenza ma Lei è liberissimo di farlo.

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barabba 09 dicembre, 2021 17:33

Che dire, osserviamo esterrefatti un caso di boomerismo terminale.

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disperato 11 dicembre, 2021 17:07

Gentile @Chinacat,

la popolazione italiana durante il fascismo è cresciuta di circa 6 milioni passando da 38 a 44 e il pil cresceva quasi dell'1% all'anno (guerra esclusa).

Negli ultimi 10 anni la popolazione italiana è calata di 2 milioni passando da 61 a 59 e pure il pil si è abbassato.

Quindi già ora mi pare evidente la differenza nei fatti (e non credo alla casualità, i fatti seguono alle politiche intenzionali).

Il punto però è che ritengo che questi "vaccini", a cui stanno obbligando la popolazione (almeno quella che non si ribella, io non mi inoculerò mai, se vogliono eliminarmi devono trovare un'altra maniera), nel tempo faranno una vera strage, del resto li hanno progettati apposta. Non uccidono subito ma indeboliscono il sistema immunitario in modo grave e permanente e se punzonato prima o poi schiatti.

La popolazione italiana (e non solo) temo sarà scientemente sterminata.

La invito a leggere

https://comedonchisciotte.org/operazione-sterminio-il-piano-per-distruggere-il-sistema-immunitario-con-un-agente-patogeno-sintetizzato-in-laboratorio/

Poi sul fascismo non mi sembra il caso di indugiare oltre, oggi abbiamo altri e molto più gravi problemi con nemici molto più spietati (il paragone andrebbe fatto col nazismo che sterminò volutamente gli ebrei o col comunismo di Stalin che annientò di proposito i kulaki).

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Chinacat 13 dicembre, 2021 22:43

Gentile @disperato, chiedo scusa ma ho sbagliato io:

"a popolazione italiana durante il fascismo è cresciuta di circa 6 milioni passando da 38 a 44 e il pil cresceva quasi dell'1% all'anno (guerra esclusa)."

A volte mi dimentico che ci sono ancora in circolazione i sostenitori del "Mussolini ha fatto anche cose buone" e che si "bevono" ancora la propaganda di quasi 100 anni fa.

Tra 100 anni chi lo sa, magari ci sarà qualcuno che se ne verrà fuori dicendo "Draghi ha fatto anche cose buone.; la Storia, per chi la conosce, ha uno strano senso dell'umorismo.

Chinacat

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disperato 15 dicembre, 2021 21:42

Gentile @Chinacat,

si vede che io la storia non la conosco.

Comunque se posso darle un paio di consigli:

1) non si "vaccini" qualunque cosa accada

2) non voti partiti di sinistra se vuole che l'Italia e chi ci vive abbia un futuro (quindi Pd, 5stelle, ovviamente eviti anche Berlusconi Salvini e Meloni).

E si, Mussolini ha fatto anche cose buone, ma soprattutto non voleva e non ha distrutto tutto. Mentre i banchieri che oggi dominano (non solo in Italia) e di cui i politici in circolazione sono solo dei prestanome stanno distruggendo tutto.

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Chinacat 16 dicembre, 2021 00:16

Gentile @disperato, prendo il posto del Pedante e faccio il pedante per 5 minuti :)

"E si, Mussolini ha fatto anche cose buone, ma soprattutto non voleva e non ha distrutto tutto"

Questa bislacca "teoria" nasce subito dopo la guerra, ovvero dopo che Mussolini ed il Fascismo hanno praticamente distrutto tutto, quindi, in qualche modo, andava "giustificato" da parte di coloro che lo avevano sostenuto e che non erano pochi. Insieme alla famosa frase "italiani brava gente", il concetto delle "cose buone fatte da Mussolini" è un prodotto della necessità di giustificarsi del fatto che di cose buone non se ne sono proprio viste.

Lo dico io? No, purtroppo è quello che risulta dalla lettura dei libri che trattano l'argomento, come Emilio Gentile, D.M. Smith, Knox e altri. Tutto ampiamente documentato. Non c'è un settore della vita italiana che non sia stato contaminato dal Fascismo, con effetti del tutto negativi ovviamente. Ripeto: tutto ampiamente documentato; per la parte economica gli studi di Vera Zamagni sono splendidi: il massacro fatto ai danni dei salari da parte del Fascismo fu devastante.

Quanto al "cosa voleva", lo ha detto lui stesso, Mussolini in persona: voleva "un inverno molto rigido che eliminasse le mezze cartucce e migliorasse questa mediocre razza italiana".

Quanto ai banchieri, c'erano anche all'epoca e come oggi, stanno dal parte del vincitore; anzi, sono i vincitori. Ma non scopriamo nulla di nuovo: quando B. Constant dice "la ricchezza è più forte del governo, il governo si deve inchinare, la ricchezza alla fine si nasconde e vince" siamo a metà dell'Ottocento e fa riferimento alla stessa identico problema (ma Constant era ricco quindi la cosa gli andava bene).

Chinacat

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disperato 17 dicembre, 2021 14:17

Gentile @Chinacat,

mi rimangio la parola (di tacere) e scrivo anche questo, a rischio di passare per nostalgico, cosa che non sono, solo mi rendo conto che il regime fascista era meno peggio di quello attuale. Perche`altrimenti il ragionamento resta monco e non si capisce.

Non e`vero, come erroneamente crede lei, che i banchieri sono sempre i vincitori. Con Mussolini e Hitler non erano vincitori manco per niente.

Mussolini nel 1936 fece una legge a favore dei correntisti e dei lavoratori in cui la Banca d'Italia diveniva pubblica, si separavano le banche commerciali da quelle d'affari e si separavano le banche dalle industrie. Tutte riforme volute dal socialista Alberto Beneduce a cui Mussolini diede carta bianca. E tutte riforme poi smantellate nel dopoguerra dalla seconda repubblica (fino alla disgraziata legge sul bail-in di Renzi).

https://www.ilprimatonazionale.it/economia/riforma-sistema-bancario-italiano-1936-18740/

Hitler prese come ministro delle finanze l'ebreo Hjalmar Schacht e con i suoi consigli di fatto bypasso`i banchieri inglesi e americani facendo compravendite col baratto anziche`con sterline e dollari. Fu per questo che scoppio`la seconda guerra mondiale. Infatti nel 1939 Hitler conquisto`meta`Polonia e Stalin l'altra meta`, ma "casualmente" le potenze occidentali dichiararono guerra alla Germania e non alla Russia.

https://www.maurizioblondet.it/quando-hjalmar-schacht-fu-invitato-in-indonesia/

https://www.maurizioblondet.it/lultimo-crimine-di-schacht-olio-di-palma-in-indonesia/

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Chinacat 17 dicembre, 2021 22:28

Gentile @disperato, non La prenda male ma i libri di Storia, quelli con la S maiuscola, raccontano cose ben diverse da quelle che Lei sostiene e quindi: se ha ragione Lei, vuol dire che TUTTI gli storici che si occupano della questione si sbagliano.

Come può facilmente immaginare, io mi fido più degli storici.

Per fare un solo esempio:

"BEHEMOTH-STRUTTURA E PRATICA DEL NAZIONALSOCIALISMO"

Questo libro fu pubblicato nel 1941 negli USA da un social-democratico tedesco di nome Franz Neumann, scappato dalla Germania (lo cercava la Gestapo e ritenne saggio non farsi trovare).

Se vuole sapere sul serio come sono andate le cose, questo è un buon punto di partenza mentre la miglior opera sull'economia in Germania durante il nazismo è "The Wages of Destruction" del prof. Adam TOOZE.

Quanto a Hjalmar Schacht... sa cosa scrive lo stesso Schacht nel suo libro The Magic of Money? Testuali parole: "HITLER PRINTED MONEY". Ops. E potrei citare anche un mostro sacro dell'economia, John Kenneth Galbraith il quale, nel libro Storia dell'Economia scrive, in maniera provocatoria ma non troppo che "Hitler was a Keynesian even before Keynes".

Mi creda, le cose stanno in maniera ben diversa ma c'è un rimedio: libri. Tanti libri :)

Chinacat

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Zeno 02 dicembre, 2021 00:17

Alla fine, la gente onesta se la cava sempre. Mia nonna paterna vissuta sotto il fascismo non ha mai indossato la divisa delle GI, e mio padre mai preso la tessera del PNF. Mia madre vissuta in URSS sa benissimo come funziona una dittatura: alla fine la gente se la cava. La gente LIBERA (e la libertà non è uno stato fisico, ma uno mentale) trova sempre una via. Nel suo piccolo, lo stiamo già vedendo con la situazione del "culto covidiano" cui stiamo assistendo: scuole parentali, trasporto solidale, attività che se ne fregano del lasciapassare.

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Ermesto Tristone 03 dicembre, 2021 00:06

Gentile @Zeno,

mi sembra ottimismo ingiustificato, il suo. Trovo più veritiero, purtroppo, il detto che i rompic.oni non muoiono mai... gli altri, invece, soccombono più spesso.

Piccole sacche di ribellione restano vacuoli in cellule malate. La mia lettura storica del "successo" dei partigiani è che la loro azione era in sintonia con lo spirito di una moltitudine sileziosa, ma anche e soprattutto con l'interesse di potenze esterne... senza le quali non possiamo esser certi che l'esito sarebbe stato lo stesso. Nelle circostanze odierne manca questa sintonia e l'interesse esterno è contro questi vacuoli, non a favore.

Del resto il "Potere" non può commettere due volte lo stesso errore... (Perdonate il mio pessimismo, ma la vedo nera e non nutro nessuna fiducia nella maggioranza dei membri della specie umana.)

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Chinacat 30 novembre, 2021 23:30

L'articolo è ottimo come al solito ma c'è una cosa che francamente faccio fatica a capire: perché citare sempre 1984 di Orwell? Mi spiego meglio.

Tutto quello che Orwell descrive nel suo romanzo gli italiani lo hanno vissuto nella realtà durante il Ventennio e abbiamo a disposizione una quantità di studi sull'argomento da riempirci una biblioteca. Se Le dovesse capitare di leggere "Il culto del Littorio" del prof. Emilio Gentile oppure "L'ideologia del Fascismo" del prof. A.J. Gregor, solo per fare un esempio, si accorgerà di due cose:

a) Orwell è bravo ma è un simpatico dilettante quando si tratta di descrivere il funzionamento di un regime totalitario;

b) tutto quello che sta succedendo da una ventina di anni a questa parte è già successo ma con forme più o meno simili.

Personalmente ammetto di avere una pregiudiziale: sono anni che mi "occupo" di regimi totalitari e quindi sono di parte ma trovo davvero singolare che si debba ricorrere ad un romanzo per sapere con funziona un regime totalitario, visto che il Fascismo è stato il primo al mondo. E funzionava (purtroppo).

Oppure: Lei fa riferimento al "consenso" citando Huxley ma c'è qualcuno che ha studiato da vicino il reale consenso, non quello immaginario; "L'enigma del consenso nel Terzo Reich" di Ian Kershaw oppure "La fabbrica del consenso - Fascismo e Mass Media" di Philip Cannistraro.

Quella che per Orwell o Huxley è "fantasia", è stata la vita quotidiana di milioni di persone, sia in Italia che in Germania quindi, con tutto il rispetto per questi due autori (che adoro, sia chiaro), trovo un po' strano che la loro testimonianza venga quasi del tutto ignorata.

Un ultima precisazione: il Fascismo non è stato affatto una breve "opera buffa". come disse Salvemini; il Fascismo, secondo alcune menti molto ma molto più brillanti della mia, è stato il primo regime totalitario perfettamente funzionante. E credo sia per quello che appunto, ci sono menti davvero brillanti che lo hanno studiato e lo studiano ancora. Gli unici, pare, che non lo prendono sul serio sono gli italiani.

Chinacat

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Stefano Longagnani 06 dicembre, 2021 10:31

Gentile @Chinacat, grazie dei consigli di lettura. Approfondirò.

Che ne pensi di "Stato di eccezione" di Agamben? È del 2003.

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Chinacat 06 dicembre, 2021 17:00

Gentile @Stefano Longagnani, non l'ho letto e a dirla tutta, il prof. Agamben l'ho sentito parlare per la prima volta soltanto poco tempo fa (e mi è sembrato un cervello di prima classe).

"La via italiana al totalitarismo" del prof. Emilio Gentile è un testo fondamentale.

Chinacat

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ndr60 16 dicembre, 2021 11:15

Gentile @Chinacat,

m'intrometto nella discussione solo per far notare che il vero salto di qualità nel controllo della popolazione è dovuto ai mezzi tecnologici che 100 anni fa non esistevano. Oggi ognuno di noi viaggia con un poliziotto in tasca, ne è contento e anzi, non vede l'ora di comprarne una versione migliore.

La "dittatura gentile" è sicuramente più efficace di quella violenta; avevano ragione Huxley e, prima di lui, de la Boétie.

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Chinacat 16 dicembre, 2021 19:34

Gentile @ndr60, premesso che la vita quotidiana di un italiano del 1932 non è poi così diversa da quella di oggi, sono perfettamente d'accordo sul fatto che i sistemi di controllo moderni sono molto più efficienti ma attenzione: l'italiano del 2021 che dice "lo ha detto la televisione" ragiona esattamente come l'italiano del 1932 che diceva "lo ha detto Lui".

Quanto alla "dittatura gentile", sono più che d'accordo, anzi. L'idea che il regime fascista o nazista si reggessero sul puro e semplice uso della forza è stata ampiamente smentita dagli storici moderni (vedi Joachim Fest, Martin Broszat o Norbert Frei). Purtroppo non ce n'era bisogno ed è questo, a mio avviso, il lato inquietante, perché il vero "bastone" non era tanto Dachau quanto la gran parte della popolazione che si era adattata velocemente al nuovo sistema (a Dachau ci finivano i comunisti oppure i social-democratici e se non facevi parte di queste due categorie, eri al sicuro).

Ovviamente il "bastone" esisteva ed era reale ma veniva usato con molta cautela; una volta che si sa che il bastone esiste e può colpire, è più efficace ed efficiente la paura del bastone, che l'uso del bastone stesso. E non serve essere degli Einstein per notare come sia lo stesso identico sistema che viene usato oggi: il principio di funzionamento è assolutamente uguale. I "poliziotti" sono "gli altri" e per un socialista italiano del 1930, il vicino di casa è forse più pericoloso di un agente di polizia fascista.

Chinacat

https://www.illibraio.it/libri/joachim-fest-io-no-9788811740643/

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gregory bateson 30 novembre, 2021 08:10

"E da ultimo c'è la morte. E' comprensibile che in una civiltà che separa la mente dal corpo, si debba o cercare di dimenticare la morte o costruire mitologie sulla sopravvivenza della mente trascendente. Ma se la mente è immanente non solo nei canali d'informazione ubicati dentro il corpo, ma anche nei canali esterni, allora la morte assume un aspetto diverso. Il ganglio di canali individuali che io chiamo "me" non è più tanto prezioso perché questo ganglio è solo una parte di una mente più ampia.

Le idee che sembravano essere "me" possono anche diventare immanenti in voi. Possono sopravvivere - se sono vere." (cit.)

ecco oggi ho incrociato per caso questo.

Sempre grazie IP!

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Settimio 29 novembre, 2021 22:25

L’accanimento altoatesino è un abbaiare impotente perché quassù siamo proporzionalmente in tanti. È un compattare e dare la guazza ai consenzienti, i quali sono passivi per definizione. Le minacce sono uno stimolo che favorisce risposte sempre più creative. Alunni e studenti liberi sono 626 attualmente in Suedtirol e ad ogni stretta di cappio crescono in numero. I toni forcaioli della stampa locale non fanno che rafforzarci. Nelle nostre reti di mutuo sostegno ormai abbiamo, oltre a medici, infermieri, insegnanti, avvocati, anche militari e forze di polizia. Non so se si sta convergendo verso un punto di sconto civile molto doloroso, ma di certo se sarà difficile gestirlo in modo nonviolento per noi, come noi vogliamo, lo sarà anche per loro e forse di più. Erano i nativi americani che sostenevano che bisogna sempre lasciare una via di fuga al nemico? Altrimenti combatterà con più accanimento? Come possono immaginare che ci arrenderemo? Forse la distruzione è anche una furia autodistruttiva. Ci sono criminali che dopo la cattura provavano sollievo per essere stati fermati. Abbiamo a che fare anche con questa patologia?

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Intelligente 30 novembre, 2021 00:22

Gentile @Settimio, "Erano i nativi americani che sostenevano che bisogna sempre lasciare una via di fuga al nemico?" No, erano gli antichi romani. Buona serata.

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Settimio 01 dicembre, 2021 22:50

Gentile @Intelligente, ringrazio per la precisazione. Il blog del Pedante è un luogo di incontro di persone colte, e autodidatti come me ne giovano. Buona serata a lei

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Dostojesvkij 05 dicembre, 2021 23:22

Gentile @Settimio,

In realtá trova questo motto anche su Sun Tsu, l'arte della guerra. Si tratta di buon senso, molto diffuso quindi, tra i tanti uomini che ne fecero uso.

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Riccardo 29 novembre, 2021 17:26

Eppure mi sembra che il governo abbia il consenso della maggioranza della popolazione.

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Intelligente 30 novembre, 2021 00:22

Gentile @Riccardo, Stragrande direi.

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Chinacat 30 novembre, 2021 23:41

Gentile @Riccardo, se qualcuno ti punta una pistola e ti dice: "dammi l'orologio", tu che fai? Glielo dai.

Ma se poi il tizio con la pistola sostenesse che l'orologio lo hai dato con il tuo consenso, ho idea che la cosa ti farebbe leggermente alterare :)

E' perfettamente logico che il governo abbia il consenso della maggioranza della popolazione dato che "those who are to be persuaded by it should be completely immersed in the ideas of the propaganda, without ever noticing that they are being immersed in it." (Joseph Goebbels).

Ha funzionato bene all'epoca, funziona bene anche oggi.

Chinacat

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Riccardo 01 dicembre, 2021 19:04

Gentile @Chinacat, il mio commento esprimeva un dubbio su quanto scrive il Pedante ("il residuo dissenziente si espande", ecc.), non un giudizio sulle modalità con cui il consenso è conseguito.

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Ermesto Tristone 03 dicembre, 2021 00:11

Gentile @Chinacat,

«se qualcuno ti punta una pistola e ti dice: "dammi l'orologio", tu che fai? Glielo dai.»

Certo. E dopo continua così: il tizi con la pistola sostiene che l'orologio glielo hai dato con il suo consenso, e ti chiede: "vero che è così?" Sempre con la pistola. E tu che fai? Dici "sì, è vero". Si mette a verbale e il problema è risolto.

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Stefano 29 novembre, 2021 16:27

Per rendere un po' meno desolante il quandro:

la torre crollerà, siamo nell'ultimo mezzo tempo

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Clown World 29 novembre, 2021 13:59

Salve bel articolo. Credo cbe sia scomparso Amore, di conseguenza la Tristezza domina. E si fanno eco di poter dire poteva andar peggio, perché essendo Tristezza un sentimento cui ci si crogiola, e ti rende mediamente depresso, vedi tutto buio e nero, mondo lontano da Dio, e quindi da Amore, e in sostanza, come oggi schivi, introversi al prossimo, se va bene, se va male, odio proprio.

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Giacomo 29 novembre, 2021 08:41

Grazie

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Oplita 29 novembre, 2021 00:47

Come sempre un ottimo articolo, ma mi permetto di notare che, a mio avviso, ci sono molto più che indizi ma le prove reali che il "soma" sia già distribuito, ciò è monitorabile dall'enorme aumento di utilizzo di: psicofarmaci (xanas & Co), l'esplosione di abuso di alcol e droghe varie sempre più devastanti.

Un "soma" multiforme ma non per questo meno efficace

cordialmente

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Noei 28 novembre, 2021 22:17

Gli architetti non convergono, hanno progetti assai diversi tra loro. Il problema è che hanno costruito quasi nulla nel reale e tutto nell’illusione.

La bolla scoppierà, come tutte le bolle. Le leggi del mondo naturale e dell’anima divina, sempre state lì per chi era sveglio, torneranno visibili.

Molti, tra tribolazioni enormi, si stanno risvegliando.

Chi ha piantato i semi nella terra e gli occhi alle stelle tornerà a difendere la Legge.

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Occhi di Gatto 28 novembre, 2021 20:12

Grazie infinite....

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Keplero 28 novembre, 2021 17:38



Mi ha ricordato questo, a proposito di 1984:

https://palatium.substack.com/p/quante-dita-sono-winston

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