Avengers: Infinity War

07 maggio, 2018 | 42 commenti

Nelle more di nuovi articoli, e in altre faccende scrittorie affaccendato, ricevo e pubblico volentieri il contributo di un amico, lettore e commentatore del blog, Tom Bombadillo. Si tratta della recensione di un film di grande successo proiettato in questi giorni anche in Italia. Nel rilevare un cambio di paradigma nella cinematografia di intrattenimento americana - e quindi globale - l'autore registra l'emersione anche subliminale di temi bioetici e biopolitici che sembrano destinati a occupare sempre più spazio nel mainstream, oltreché nei commenti della cronaca. Nella trama del nuovo cult della Marvel-Disney l'idea di una "igiene del mondo" che lo renda più sostenibile ed equo, di un'umanità di troppo di cui ci siamo già occupati in altro modo sul blog, si insinua nella riflessione degli spettatori giovandosi di una dialettica morale inedita dove il male si contamina con il bene, diventa bene superiore e si veste da ragion di Stato, qui anzi dell'Universo.

Non abbiamo mai scritto in queste pagine di sovrappopolazione, pur sapendolo un tema molto caro ai sovrani del nostro tempo: letteralmente e non. Né saremmo in grado di farlo con competenza, salvo osservare in punto di metodo una curiosa convergenza: tra i messaggi apocalittici di una denatalità che renderebbe insostenibili gli standard di vita odierni - da cui la prescrizione di imbarcare carne umana dal Terzo Mondo, quella che "ci pagherà le pensioni" - e i messaggi apocalittici di un'esplosione demografica che... renderebbe insostenibili gli standard di vita odierni. E condividere con i lettori la sensazione, netta, che in un regime di riduzione e selezione eugenetica delle vite umane non saremo noi a dettare i tempi, i modi e i numeri dell'austerità biologica, come già oggi di quella fiscale.

Né chi ce li impone, come già oggi, a subirli.

***

Nelle sale cinematografiche di tutto il mondo sta riscuotendo un enorme successo commerciale l’ultimo film della Disney, Avengers: Infinity War, che si basa sulle avventure di un gruppo di supereroi della Marvel (la casa editrice dell’Uomo Ragno, dei Fantastici 4, ecc., mentre la DC è quella di Superman, Batman, and so on), appunto i Vendicatori, e, in particolare, su una saga fumettistica, «il guanto dell’infinito», nella quale, per altro, i Vendicatori non avevano un ruolo di primissimo piano. Ma evidentemente il grande successo della serie di film di Iron Man interpretato da Robert John Downey Jr. (personalmente, trovo strepitoso il suo Sherlock Holmes) ha consigliato di adattare la trama per includere i personaggi più cari al pubblico cinematografico.

Fin qui, nulla quaestio. E allora perché scrivere di un film che, nonostante stia sbancando i botteghini in tutto il mondo, dovrebbe essere un prodotto di solo, puro - e, in verità, affatto efficace - intrattenimento, senza alcuna ambizione culturale, né, tanto meno, politica? La risposta si trova tutta nelle convinzioni politico-economiche del cattivo di turno, Thanos di Titan, che nell’universo fumettistico Marvel, è un cattivo classico, senza troppi chiaroscuri: innamorato della morte, uccide per puro piacere (nonché per compiacere la sua amata, di cui è devoto, fino all'ossessione), ha ucciso la sua stessa madre (successivamente, pure il padre, mentre si diletta nel torturare suo fratello Eros, reo di essere belloccio, a fronte della sua deformità: non a caso, mitigata e ingentilita nella versione cinematografica), compie esperimenti scientifici su cavie umane e vuole conquistare e dominare l’intero universo. Insomma, è uno che fa sembrare Adolf Hitler una dama di carità. Nel film, invece - la cui importanza non si deve sottovalutare solo perché non lo si è visto, in quanto sta raggiungendo folle oceaniche - Thanos diventa disinteressato; anzi, altruista. Vuole sì sterminare metà delle persone dell’universo, ma non per fare colpo e finalmente conquistare la sua amata morte (nel fumetto, personificata). No, lui si preoccupa solo della prosperità delle persone, e si rende conto che il dimezzamento delle popolazione è l’unico modo per portare il benessere - e parliamo del livello di sussistenza (la dialettica è, letteralmente, pance piene vs pance vuote) - nei mondi poveri, nonché per evitare la catastrofe e la distruzione dei mondi floridi.

Vaneggiamenti del cattivo di turno, direte voi. Mica vero. Le teorie malthusiane, nel film, sono dimostrate dai fatti (immaginari, del film stesso). A Gamora, che gli rimprovera di aver ucciso metà della popolazione del suo pianeta, Thanos risponde facendole notare che prima il suo pianeta era poverissimo mentre, dopo il suo intervento, è diventato un sorta di paradiso terrestre. Al dottor Strange, che osserva la desolazione del pianeta natio del cattivo (nel fumetto il riferimento è a Titano, una delle lune di Saturno), Thanos mostra con i suoi poteri come il pianeta fosse invece splendido prima dei problemi causati dalla sovrappopolazione: lui aveva avvisato che era necessaria la cura drastica che sappiamo, ma gli altri abitanti non gli avevano creduto, lo avevano esiliato, e così avevano finito per condannare l’intero pianeta. In definitiva, qui siamo di fronte al mito della scarsità delle risorse portato al suo estremo, poi dimostrato empiricamente (sempre a livello immaginario), e, per giunta, reso del tutto insensibile a ciò che invece, nella realtà, ha eliminato la questione della scarsità delle risorse, falsificando (ove mai ve ne fosse stato bisogno) le teorie malthusiane: ovverosia la rivoluzione industriale e tecnologica. Viceversa, lo spettatore è portato a pensare che, se perfino nell’ipertecnologico e futuristico mondo di Thanos si finisce per fare la fame se non si dimezza la popolazione, figuriamoci cosa succederà nel nostro che, al confronto, pare abitato da poco più che cavernicoli.

Evidentemente, cinquant’anni di frigoriferi traboccanti, di colesterolo alle stelle e di diffusissimi problemi di obesità, nonché gli ultimi dieci anni di crisi economica per eccesso di offerta, e non di domanda, di beni (beninteso: non che la domanda non ci sia, ma la si sterilizza privandola del bene di scambio, ovverosia creando artificialmente la scarsità della moneta convenzionale), non riescono a scalfire nell’uomo comune il timore irrazionale della scarsità delle risorse, che infatti è ancestrale, perché è dentro di noi da millenni - da quando, cioè, i nostri antenati dovevano impiegare tutto il loro tempo per procurarsi lo stretto necessario per sopravvivere - ed esercita sulle masse un’attrazione tanto fatale quanto acritica.

Nel film, il buono che ha i mezzi per opporsi a un tale cattivo è niente meno che Thor, il dio guerriero del tuono. Sebbene la pellicola si apra con una sua sonora e agevole sconfitta per mano di Thanos, il dio del tuono - pur scampato solo miracolosamente alla morte - non se ne cura: è certo che la seconda volta le cose andranno diversamente, e vincerà. La sua fede nella vittoria finale è granitica, non a caso sono millenni che combatte mostri del genere, finendo sempre per prevalere. La questione è interessante, perché qui si tocca un vero e proprio pilastro dell’ideologia Disney, ovverosia il cosiddetto wishful thinking. Come cantava Cenerentola, i sogni son desideri di felicità e «if you keep on believing, the dream that you wish will come true». Si tratta di una concezione fondamentalmente neoliberista, cioè calvinista, dove il rovescio della medaglia è che, se invece poi non ce la fai a realizzarti, in fondo la colpa è solo tua che non ci hai creduto abbastanza.

Come finisce lo scontro tra questi due liberisti, il malthusiano Thanos e l’imprenditore di se stesso Thor? Facile, direte voi, vince il buono. E invece no. Sorpresa, sorpresa. Credo di poter affermare senza tema di smentita, infatti, che trattasi, in assoluto, del primo film Disney in cui vince il cattivo. Sì, avete capito bene, vince il cattivo. E uccide metà della popolazione universale, sconfiggendo contemporaneamente anche la colonna portante del pensiero disneyano: ché infatti tutto si può rimproverare a Thor, tranne la mancanza di fiducia nei suoi, per altro eccezionali, mezzi. Certo, ci sarà un seguito (d’altronde, la serie di questi film rappresenta una vera e propria miniera d’oro, e sarebbe impensabile abbandonarla proprio ora che rende di più), in cui il cattivo finirà per perdere. Ma, per adesso, il film si è concluso con il “tenerone” Thanos (ché tale diventa nella trasposizione cinematografica) che ha vinto, contro tutto e tutti, imponendo ai supereroi quei sacrifici necessari - perché tali sono, come ampiamente dimostrato dai fatti (immaginari) del film - ai quali loro, per eccessiva gentilezza d’animo, per incomprensione, nonché per una certa mancanza di risolutezza, si opponevano.

Vi ricorda qualcosa?

Questa recensione non può concludersi senza un paragone con un’altra opera cinematografica, che, di primo acchito, può destare perplessità, ma che a un più attento esame offre utili spunti. Mi riferisco al bellissimo film degli anni ’40 del secolo scorso, Ich klage an, concepito dal ministero della propaganda nazista come manifesto per l’eutanasia attiva. I favorevoli all’eutanasia attiva - che di certo non ci staranno ad essere accumunati ai nazisti: eppure Hitler era vegetariano ed animalista, il che fa tanto politicamente corretto - replicheranno che il film in questione voleva predisporre soprattutto al famigerato programma T4, successivo a quello di sterilizzazione magistralmente trattato in un altro straordinario vecchio film, Judgment at Nuremberg.

Nel film in questione non si parla dell’Aktion T4. Circostanza alla quale si dovrebbe obiettare che, una volta passata nel metodo l’idea che si debba o si possa uccidere un uomo per ragioni di opportunità (ad es. perché soffre molto e non potrebbe guarire), nel merito l’asticella dell’opportunità può essere lentamente spostata a piacimento senza suscitare soverchie preoccupazioni. Si tratta probabilmente di un’obiezione che dispiacerebbe ai sostenitori dell’eutanasia attiva, i quali preferirebbero allora negare che il film fosse diretto a suscitare nel popolo l'accettazione del programma T4.

Ma non è questo che rileva in riferimento al film degli Avengers. I punti di contatto sono altri, anche se sempre di “assassini a fin di bene” si tratta. Mi ha colpito piuttosto l’analogia dei due film nel saper rendere gradualmente accettabile un esito finale che all’inizio del film risulterebbe invece irricevibile per lo spettatore. Nel film tedesco si vuole giungere a rendere accettabile l’eutanasia attiva dei neonati (e quindi, a fortiori, quella degli adulti che non possono esprimere un valido consenso) e, per far questo, si parte dall’eutanasia di un animale (una cavia di laboratorio), si passa da quella di un adulto consenziente e si finisce appunto con quella di un neonato, che (purtroppo?) non può materialmente compiersi, ma che è vissuta dai personaggi positivi della storia (compresi i genitori dell’infante) come la - se pur terribile - soluzione migliore. Non diversamente, nella produzione USA, si inizia con l’uccisione di un personaggio ambiguo, a volte schierato coi cattivi e altre volte coi buoni, si passa all’uccisione di una supereroina, per concludere con l’assassinio di metà della popolazione universale.

Inoltre, anche nel film tedesco ci sono due personaggi buoni in opposizione: il medico e lo scienziato, entrambi innamorati della donna malata (che è la moglie del secondo) proprio come, se vogliamo, Thor e Thanos. Entrambi i protagonisti hanno il potere di fare ciò che andrebbe fatto, ovverosia uccidere la donna secondo le sue richieste (o, se preferite, indossare il guanto dell’infinito e uccidere metà della popolazione universale), ma il primo non ha il coraggio, la visione, la risolutezza per fare ciò che andrebbe fatto. Sia il medico che Thor (o Iron Man), cioè, sono indubbiamente dei buoni, eppure non lo sono a sufficienza per sopportare il peso di una scelta tanto difficile: non amano abbastanza. Come emerge chiaramente nel dialogo cardine del film tedesco, dove il medico rinfaccia allo scienziato (medico anch’esso) che sua moglie aveva chiesto anche a lui di ucciderla, ma lui non l’aveva fatto perché l’amava. “Io l’ho fatto perché l’amavo di più”, risponde il marito.

Allo stesso modo, l’antieroe malthusiano del film Disney, lungi da essere rappresentato per ciò che è - in definitiva, un odiatore dell’umanità - finisce perfino per apparire “più buono dei buoni”, per poter vantare una superiorità morale. La stessa superiorità morale, del resto, di cui i media mainstream hanno sempre ammantato quei “tecnici” che, lungi da dare ai popoli ciò che essi (irresponsabilmente?) richiedevano, hanno invece propinato loro quella (responsabile?, necessaria?) durezza del vivere che in tante, troppe occasioni, si è trasformata in una durezza della morte (si pensi ai sucidi e agli aborti legati alle problematiche economiche, nonché al diminuito accesso alla sanità pubblica: paradigmaticamente, se hai un infarto, non è certo indifferente, ai fini della tua sopravvivenza, quanto dista l’ospedale attrezzato più vicino) o, comunque, della compressione della vita, come è dimostrato dalla denatalità.

I media mainstream, però, sono ormai in declino. L’informazione viaggia su altri canali. E allora che fare? La soluzione è l’intrattenimento. Far passare messaggi politico-economici attraverso spettacoli di intrattenimento, come, in primis, i film, mi pare l’ultima e più subdola frontiera del controllo del dissenso, e questo, evidentemente, a prescindere dalle intenzioni, e perfino dalla totale inconsapevolezza dei temi politico-economici di fondo che, con certezza oltre ogni ragionevole dubbio, avrà caratterizzato gli ideatori dell’ultimo capolavoro Disney come quelli dell’italianissimo film Quo vado? di cui pure, non a caso, a suo tempo ritenni utile scrivere una recensione.

Vito Plantamura (aka Tom Bombadillo)


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Leo 18 agosto, 2018 23:42

Bell'articolo ma bastava dire , tutte stronzate.

L'unica reale scarsità è quella di neuroni connessi dei cervelli primitivi.

Scarsità ed ignoranza sono la stessa cosa.

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tp 11 agosto, 2018 20:08

Ho visto il film e sono arrivato alle stesse conclusioni , a mio avviso il ridurre la popolazione mondiale non è un male , il male è come la si riduce . Facciamo un piccolo ragionamento , per millenni si è ragionato sull'andate e moltiplicatevi , cresce il pil ecc ecc , ma tutto questo funziona in un ambiente infinito , non viviamo in tale ambiente , poi sono arrivati i neoliberal che incidono su una stele di granito che il numero max di persone devono essere 500 milioni gli altri 7.5 miliardi o giù di li devono essere in qualche modo soppressi e chiamano Thanos , non sarebbe più opportuno educare ,dare più istruzione , risorse e smetterla di fare cavolate ? forse sarebbe sufficiente ? probabilmente sì, la popolazione si stabilizzerebbe a livelli ragionevoli , la consapevolezza però deve nascere non essere imposta, se imponi la riduzione di un popolazione sei uno sterminatore e un 'religioso' se la aumenti e fin'ora è stato così , da una parte si è sempre cercato di sterminare e dall'altra di aumentare , il tutto fatto sulla testa delle persone . Non sarebbe opportuno ,utopisticamente , che la testa delle persone fosse usate come tale e non come passeggiata ?

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Emiliano Venanzini 17 giugno, 2018 15:49

C'è una fantastica vignetta di Leo Ortolani uscita poco dopo questo film: Ratman si rivolge a Thanos, seduto con espressione ebete sul trono, chiedendo: "mi scusi, ma invece di dimezzare la popolazione non poteva raddoppiare le risorse?". Thanos si gratta la testa, lo sguardo perso nel vuoto, e Ratman insiste: "È forse la gemma dell'intelligenza quella che brilla laggiù?".

Fa piacere ci sia chi è capace di ridere e far ridere di un film ed un messaggio così ben studiati, con così poco sforzo.

Speriamo basti.

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ClaudioC 09 giugno, 2018 12:24

Sempre molto utile guardare agli sviluppi della comunicazione cinematografica: come la TV ha unificato l'Italia, il cinema americano ha americanizzato l'Europa.

La descrizione di wishful thinking è perfetta: questa idea ha ammorbato anche le discipline di ispirazione neuropsicologica come la PNL, che da un lato scavano con strumenti potenti quelli che in etologia si chiamerebbero "i limiti di griglia" dell'essere umano, dall'altro lo proiettano in un mondo dove avere un pensiero solido DEVE portare a un riscontro altrettanto certo nella realtà, salvo poi crollare miseramente quando la realtà, come suole, va per cazzi sua.

Tutto l'opposto della nostra tradizione latina, radicata nel dubbio, nella critica, e nella crescita attraverso il dibattito e la diversità.

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Gengiss 27 maggio, 2018 00:09

Intervengo in ritardo in questa discussione interessantissima. Il tema della sovrappopolazione non possiamo dire sia irrilevante (una crescita demografica infinita in un pianeta finito è ovviamente impossibile, al pari di una crescita economica), ma, come tutte le tematiche ambientali, viene strumentalizzato dall’Oligarchia in parte per distrarre dai problemi strutturali (in quanto tema neutro e interclassista), in parte per perseguire obbiettivi diversi (convincere le popolazioni della necessità di rinunce e sacrifici, e forse preparare a future guerre ed eutanasie di massa).

Una stabilizzazione demografica è un presupposto del benessere (in tutti i Paesi ricchi si fanno pochi figli e viceversa), il Pil che conta non è quello totale ma quello pro-capite. Per ottenerla non occorrono necessariamente metodi coercitivi (tipo Cina), bastano educazione, contraccettivi, indipendenza delle donne, pensioni di vecchiaia ecc. Ciò che si è fatto in passato nei Paesi occidentali, ma anche in parte dell’Asia e del Sudamerica (guardate le statistiche storiche sui tassi di natalità).

Questo però non piace all’Oligarchia, sia perché presuppone un modello economico social-democratico, sia perché la priva di lavoratori (e “lavoratrici”...) numerosi e a buon mercato. Non è detto quindi che il Potere punti a stabilizzare/ridurre la popolazione mondiale. Teme piuttosto quei Paesi che, a causa di una popolazione numerosa, consumano molte risorse senza farsi sfruttare (es. Cina e India), e magari inquinano anche molto perché non si sono deindustrializzati (è forse questo il vero scopo della campagna ossessiva sull’effetto serra?)

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Ippolito Grimaldi 19 maggio, 2018 12:30

Pur riconoscendone il ruolo egemone, come fenomeno di colonizzazione culturale o di vera e propria attività propagandistica ad uso interno ed esterno, nella diffusione di un certo sistema valoriale, mi sembra ingeneroso considerare la produzione cinematografica americana orientata solo in un senso.

Del tutto recentemente il filone distopico postapocalittico cinematografico e non solo, sta riscoprendo e diffondendo nelle giovani generazioni valori ed aspirazioni che non sono solo quelli tipici dei sistemi fondati sul valore dei rapporti economici.

Mi riferisco ad esempio alle fortunate saghe di "Hunger Games" , "Maze Runner", " The Divergent " nel campo cinematografico o anche in campo videoludico, un campo che avrà sempre maggior peso nella " educazione" sentimentale ed ideale delle nuove generazioni, dove svolgono lo stesso ruolo culturale videogiochi come "Horizon Zero Down" e "Detroit: Become Human"

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Michele 19 maggio, 2018 10:51

Buongiorno. Leggo sempre, ma oggi scrivo perchè trovo un accenno al mio amatissimo Dottore. La X stagione del Dottore è quanto di più rivoluzionario si trovi in giro sui media, insieme a qualche puntata di Electric dreams. Ed infatti è stata stroncata dalla maggior parte dei recensori oppure segnalata per il cambio di protagonista che avverrà prossimamente. Vi invito tutti a guardarla con attenzione. Non rimarrete pentiti. E, (stranamente ?) si conclude con "la tregua di Natale", evento unico nella Storia. Una chiosa. Strange ha visto ogni possibile futuro ed ha scelto quello che avrebbe dato 1 possibilità su 100000000000ecc contro Thanos. Gli altri ne avevano zero. Banale, ma è così. Brutto film senza se e senza ma. Se sia propaganda o no mi interessa relativamente. Tornerei a far studiare seriamente i nostri figli in modo se ne rendano conto da soli. Il rimedio sta lì...

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Paolo M 18 maggio, 2018 16:58

Salve a tutti.

A prescindere dalla conclusione della trama credo che la modifica effettuata nella motivazione dell'antagonista, da compiacimento ed adorazione della morte a presunta preservazione della vita, sia decisamente fondamentale.

Onestamente non riesco a capire che tipo di motivazione possa esserci a fare questo se non quella che riporta l'autore dell'articolo.

Domanda: la trama nel fumetto come si conclude? Che tipo di giudizio morale è riservato all'antagonista?

In merito a questo vorrei collegarmi al bellissimo Watchmen già citato in precedenza (se non lo aveste mai letto o visto il film non proseguite, c'è la fine!) in cui la conclusione è pessima: coloro che si credevano "buoni" si ritrovano a concordare con il cattivo di turno (la persona più intelligente del mondo... lascienza?) che per salvare l'umanità dall'autodistruzione sia accettabile il sacrificio di milioni di vite umane per poter far ricadere l'atto su un nemico esterno, lontano ed indistruttibile, cioè il Dr.Manhattan (e se fosse lontano e invisibile... il terrorismo?).

Ciò che può essere riscontrato come "bene" in personaggi estremamente sfaccettati ma violenti o persino disturbati, ovvero Rorschach e il comico Edward Blake, è la negazione di questo progetto disumano finendo ovviamente malissimo.

Forse un'opera come Watchmen alla pubblicazione non sarà mai stata tanto mainstream come Doctor Who, ma in effetti anche qui la riflessione parte da un artista britannico, Alan Moore.

Come lo erano Huxley ed Orwell.

Sicuramente questo non è un caso.

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DANIELE 16 maggio, 2018 19:20

online scaricabile gratuitamente si trova un libro che ho appena cominciato a leggere: Divi di Stato. Il controllo politico su Hollywood. qualcuno lo ha già letto? parla di come la politica americana dalla seconda metà del novecento in poi abbia strumentalizzato il cinema per fare propaganda.

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Stefano 16 maggio, 2018 17:31

Tutto giusto. Bisogna però dire anche che gli eroi del film, i Vendicatori, cercano di ostacolarlo. Cioè il film fa capire che i "buoni" stanno dall'altra parte. Infondo vi è un altro modo per intendere il significato del film: tutti i discorsi di insostenibilità della popolazione, in buona fede (come per il thanos di turno) o in mala fede, con argomenti "scientifici" o meno, alla fine portano ad una sola conseguenza "logica", date le premesse: genocidio.

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chl 15 maggio, 2018 23:36

"I media mainstream, però, sono ormai in declino. L’informazione viaggia su altri canali. E allora che fare? La soluzione è l’intrattenimento. Far passare messaggi politico-economici attraverso spettacoli di intrattenimento, come, in primis, i film.."

Suggerisco la lettura de "Il Fondamentalismo Hollywoodista: Viaggio in Iran Alla Scoperta Dell'invisibile Ideologia Dell'occidente" di Roberto Quaglia

Il cinema è sempre stato un fenomenale strumento di propaganda, neanche troppo occulta.

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Walter 14 maggio, 2018 14:10

Se avete letto il libro INFERNO avrete trovato il cattivo di turno creare un virus che sterilizza un terzo della popolazione femminile. Inutilmente cercheranno di fermarlo. Curioso il fatto che verso la fine , mi sono trovato a tifare per lui.

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Astolfo 11 maggio, 2018 09:26

Visto che avete affrontato il tema della cinematografia, vi suggerisco la visione della decima stagione del Doctor Who e in particolare la puntata "ossigeno" e quelle che parlano della presa del potere da parte dei "Monaci".

Nella prima si esemplifica meravigliosamente come la scarsità delle risorse, soprattutto monetarie, altro non è che un artificio per tenere in scacco il popolo. Nelle altre, invece, secondo me, si nota come sia necessario per il sistema che le vittime stesse si concedano ai dominatori. Non so se la mia interpretazione è errata ma, se non lo è, si nota un forte attacco all'ideologia economica dominante. Ma perchè vi suggerisco di vederle? Perchè, per chi non lo sapesse, il Doctor Who è prodotto dalla BBC ed è quanto di più inglese possa esistere. Quindi: anche nel cuore del liberismo, e a livelli alti e "governativi", sembra esserci una presa di posizione verso questo sistema folle.

Fatemi sapere che ne pensate, sempre che ne abbiate voglia.

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Bombadillo 10 maggio, 2018 19:17

Cara Gigliola,

il tuo commento, di cui ti ringrazio, capita a proposito, in effetti, anche il film Disney, come quello nazista, è sull'eutanaisa. Beniteso: non solo su quello, come il tedesco, ma anche.

Il mio post era già fin troppo pedante, e quindi non ho voluto appesantirlo ulteriormente, ma, a seguito del tuo commento, ne approfitto per chiarire un'altro aspetto.

Anche nel film Disney c'è l'assassinio di un amato da parte del suo amante: in questo caso le parti sono invertite, perché è la moglie che, su richiesta del marito, lo uccide.

Il marito implora la moglie di ucciderlo, distrugendo una delle pietre dell'infinito (l'ultima ancora non in possesso del cattivone/tenerone) che porta sulla fronte, affinché Thanos non possa impadronirsene, diventando Dio.

E la moglie, nonostante lo ami teneramente, lo uccide: fa la cosa giusta. Quindi si può uccidere perfino la persona che si ama, non perché non la si ama, ma appunto perché la si ama davvero, se è lei a chiedercelo per un motivo opportuno.

Il messaggio è chiarissimo.

Nel film, tuttavia, Thanos è ormai diventato troppo potente (del resto, alla sua collezione manca solo l'ultima gemma), per cui, con la gemma del tempo, riavvolge l'accaduto, torna indietro, e impedisce "l'uccisione pietosa".

La circostanza rilevante, però, è che, se Thanos era diventato così potente, la colpa era tutta del dottor Strange che, per salvare Iron Man, per lui un perfetto estraneo, aveva volontariamente ceduto a Thanos la penultima gemma.

Strange non è abbastanza risoluto.

A freddo, capisce che la cosa giusta da fare sarebbe non cedere la gemma (prima dello scontro con il titano, dice ad Iron Man che, se dovrà scegliere tra salvare lui o non cedere la gemma a Thanos, non avrà un attimo di esitazione a favore della gemma), ma poi, messo alla prova della realtà dei fatti, ha una sorta di debolezza sentimentale, una "assurda ideologia della vita", e così cede, senza neppure che fosse stato di ciò richiesto, la gemma a Thanos, in cambio di una vita (quella di Iron Man), così decretando, se pur indirettamente, la morte di metà della popolazione universale.

Anche qui la morale mi sembra chiara, e richiama quella del film tedesco.

Ci vuole risolutezza, cioè, per porre in essere i sacrifici necessari (delle vite degli altri): tutto il resto è sentimentalismo e ideologia, ovverosia qualcosa del tutto irrazionale e controproducente.

Tom

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Luca De Grandis 14 maggio, 2018 16:58

Gentile @Bombadillo,

Io apprezzo la sua analisi, ma qua arriviamo al punto di rimodellare una trama a tutti i costi pur di dimostrare la propria tesi preconcetta (tutto il film e' una propaganda malthusiana pro eutoanasia).

"Il marito implora la moglie di ucciderlo, distruggendo, etc."

In questo punto il messaggio e' leggibile come sacrificio eroico di uno per salvare i molti (classico hollywoodiano) e non ha niente a che vedere con l'eutanasia; il "marito" non e' un malato terminale e la moglie non lo uccide per salvarlo dalle sofferenze di una morte lenta quanto inevitabile.

"...la colpa era tutta del dottor Strange che, per salvare Iron Man, per lui un perfetto estraneo, aveva volontariamente ceduto a Thanos la penultima gemma. etc."

Anche qui dimostra di non aver per niente capito la trama e la piega al suo volere pur di rimarcare il paragone con il film tedesco.

Nella sua spiegazione si dimentica che il dr Strange ha visto "milioni" di futuri possibili e la sua decisione di salvare Iron Man, cosa che aveva precedentemente negato come scelta per lui impossibile, e' proprio dettata dal fatto che l'unica realta' in cui alla fine "i buoni vincono" e' quella in cui dr Strange cede la pietra volontariamente (se non finisce cosi nella seconda meta' della storia le faro' allora le mie scuse, ma ne dubito fortemente).

Con immutata stima,

Luca De Grandis

Rispondi

Bombadillo 14 maggio, 2018 23:48

Caro Luca,

pure nel caso in cui le cose non andassero nel modo in cui ritieni tu, non vedo di cosa dovresti scusarti.

Il punto, però, è che io non sto giudicando questo film dal prossimo, che ancora non c'è, ma lo sto valutando per quanto avviene nel corso della sua trama, senza pretese prognostiche sui futuri sviluppi, anche in considerazione del fatto che non è detto che tutti quelli che hanno visto questo film vedranno pure il prossimo.

Di fatto, Strange prima dice una cosa e poi fa l'opposto, e se ci sono motivi strumentali -cosa che io non posso escludere che emerga in futuro- questo film non li esplicita.

Per il resto, io non ho mai detto che Visione fosse un malato terminale.

Qui assistiamo all'omicidio di un consenziente, se vogliamo ex 579 cp, esattamente come nel film tedesco: non importa il motivo di opportunità, che è diverso, perché il metodo è il medesimo, con "l'aggravante" che il soggetto è ucciso da chi ama (e da cui è a sua volta amato).

Non è il classico buono che si sacrifica e si fa uccidire dai cattivi per salvare gli altri: no, è un buono che chiede ad un altro buono di ucciderlo, per salvare gli altri (o per altro motivo di opportunità).

Ciò che proprio non cogli, cioè, e che qui il punto non è Visione (l'ucciso), ma sua moglie (l'assassina), così come, nel film tedesco, a parti invertite, il punto non è la moglie (l'uccisa), ma il marito (l'assassino).

Se noi stessimo a soppesare le differenze tra Visione e la moglie tedesca, nel senso che il primo chiederebbe di morire per un fine altruistico e la seconda per un fine egoistico (cosa che è vera solo in parte, perché in fondo, nel film tedesco, appare che la moglie volesse evitare troppo dolore pure al marito), ci dimenticheremmo che il problema della propaganda a favore dell'eutanasia non è mai dipingere come buoni gli uccisi, che tanto non ci sono più, ma gli uccisori. Quella, infatti, era l'idea di fondo del film nazista, esaltare come buono supremo, più buono degli altri, quello che ha il coraggio di uccidera una persona, nonostante la ami, a fin di bene.

Tom

Rispondi

Luca De Grandis 16 maggio, 2018 13:31

Gentile @Bombadillo,

"Di fatto, Strange prima dice una cosa e poi fa l'opposto, e se ci sono motivi strumentali -cosa che io non posso escludere che emerga in futuro- questo film non li esplicita."

Se i film esplicitassero subito tutta la trama in modo evidente non esisterebbero i colpi di scena e sarebbero alquanto noiosi; non si puo' incolpare un film volutamente creato in 2 "episodi" di lasciare parti della trama in sospeso altrimenti dovremmo criticare tutte le trilogie cinematografiche piu' famose...

Per quanto riguarda la parte di Visione, per quanto la cerchi non riesco proprio a vedere un "incitamento" all'eutanasia; il fatto che solo la moglie possa aiutarlo a compiere il sacrificio per il bene di molti e' per me un mezzo per rendere l'evento piu' drammatico.

Rimango dell'idea che la propaganda per essere efficace debba essere immediata e di facile comprensione (in quanto diretta al cittadino medio); mentre la questione malthusiana e' evidente ed e' un tema ormai sempre piu' ricorrente nei film e sui social, la parte sull'eutanasia che lei evidenzia mi sembra molto "far-fetched" per dirla con la lingua dei padroni.

Con immutata stima,

Luca De Grandis

Rispondi

Bombadillo 16 maggio, 2018 17:28

Caro Luca,

io non ho accusato il film da un punto di vista narrativo, con riferimento ad eventuali colpi di scena che non si sarebbe dovuto riservare al prossimo capitolo.

Di fatto, però, nonostante le tue pretese, il film è autoconclusivo. Il che non impedisce che ci sia un seguito, ma appunto non toglie che sia autoconclusivo.

Non è come Kill Bill o Loro...e neppure come il Signore degli Anelli.

Per quanto riguarda l'omicidio del consenziente, poi -perché di questo parliamo, da un punto di vista tecnico penalistico, quando usiamo il termine eutanansia-, probabilmente è il punto di vista cattolico che mi aiuta a comprendere meglio la situazione....che pure mi pare tanto chiara.

La moglie di Visione e lo stesso Visione -se veramente esistessero, e non si confessassero/pentissero in tempo- andrebbero entrambi all'inferno, esattamente come chiunque chiede di essere ucciso e chi lo uccide con il proprio consenso: se tale peccato è commesso per salvare delle vite, per non soffrire, o per qualsiasi altro motivo di oportunità, non cambia niente.

Gesù, per intenderci, non chiede mai di essere ucciso; né, tanto meno, chiede a San Pietro di ucciderlo.

Per il resto, il tema malthusiano non so se sia proprio di altri film, se è così, forse potresti recensirli tu: di certo, però, è proprio di questo, per giunta in modo molto esplicito, per cui mi sembrava importante sottolinearlo.

Un caro saluto.

Passo e chiudo.

Tom

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Gianni 10 maggio, 2018 17:46

Anche io patisco la mancanza degli stimoli che il Nostro Mr. Pedante soleva portare, non che manchino stimoli alla riflessione in questi tempi disordinati ed incerti, ma un utile richiamo come quelli che tipicamente propone il ns. Ospite sono, ahimè, merce rara e preziosa, quindi continuo ogni giorno ad aprire questa pagina web nella speranza di trovarne di nuovi, ma oggi trovo comunque interessante questo invito di Mr. Bombadillo a ragionare prendendo spunto da questo nuovo blockbooster.

Non è nemmeno il primo che incontro, pochi giorni fa lessi una recensione americana che si rifaceva ad una, secondo l'opinione del recensore, innovativa rappresentazione dei vari tipi di personaggi americani che il film racconterebbe, inutile dire che la recensione letta qui mi trova assai più interessato.

Non ho ancora visto il film e lo vedrò solo quando sarà scaricabile a gratis, of course, sin qui ho visto gli altri e non ho mai trovato altro che fumettistiche storie, divertenti e ricche di pathos, ma inverosimili nella sostanza, sia dal punto di vista della narrativa che da quello di eventuali messaggi che in fondo non si distaccano molto dai soliti modelli, validi più che altro per degli adolescenti, quali ero io all'epoca che presi in mano i fumetti della Marvel.

Quindi ora ci ritroviamo attraverso, questa ennesima trasposizione, e/o stravolgimento, cinematografica che mira ad un target più adulto, dando per scontato che presso il pubblico più giovane il successo non sia in discussione, almeno sino ad esso è andata così, ad un nuovo tipo di "propaganda", beh il cinema hollywoodiano per un verso o per l'altro lo è sempre stato, strumento di propaganda, però mi sembra che qui si miri a diffondere contenuti di ben altro spessore, da quelli di modelli tipicamente consumistici e farciti di ideologia yankee, oserei dire da strapazzo, comunque ridicoli, poco seri per così dire.

Il tema proposto è interessante, e anche la lettura che ce ne dà il Bombadillo, quello che noto io è però un solito schema, tipico della faziosità dei fake-media o delle strategie di racconto dei vari episodi sotto falsa bandiera, lo schema consiste nell'innestare sul "fatto dubbio" delle altre false affermazioni che allontanano l'attenzione dell'utente dal primo fatto, riducendolo ad elemento scontato, assodato, per ciò non più messo in discussione, esistono documenti della cia resi pubblici che spiegano al meglio questo tipo di strategia, quando ad esempio si discute delle responsabilità dell'Arabia Saudita sull'attentato delle Tre Torri del 9/11, senza neanche rendersene conto si è già superata la fase in cui si mette in dubbio se sia stato un vero attentato, inconsciamente lo si tratta come "fatto vero", ho scritto Tre Torri perchè è evidente che l'uso del soggetto Due Torri universalmente presentato ha il fine di far dimenticare la vera sostanza dell'9/11, cioè che venne giù (per solidarietà?) un terzo palazzo, il WT7, ma che proprio per il venire ignorato nella narrazione del MMS la maggior parte della popolazione lo ignora, di riflesso, e la dimenticanza è il risultato voluto.

Cosa ci vogliono nascondere portandoci ad interrogarci, per chi lo fà, se il malthusianesimo sia buono o cattivo oppure ambedue, o altro?

Semplice, ci stanno allontanando dalla questione di fondo, quella su cui i padroni del discorso non possono assolutamente permettersi di lasciarci indagare, cioè il modello di sviluppo e di distribuzione dei redditi, quello sul quale loro basano ricchezza e potere, per questo vogliono farci saltare a piè pari sulle conseguenze del modello senza prenderlo in esame, di modo che la discussione verrà portata avanti su altri binari, tralasciando la messa in discussione delle ragioni sottostanti, da cui poi sovrapopolazione, etica della morte o della vita diventano invece argomenti da prima pagina e da talkshow.

Io non sono d'accordo con chi pensa di poter stabilire quante persone possano vivere con le risorse che ci offre Madre Natura, proprio perchè chi lo fà lo fà esclusivamente in riferimento ad un modello di produzione e sviluppo diventato incontestabile, quasi fosse un evento naturale, del resto hanno già trasformato, usando precisi termini propagandistici, alcune aberrazioni economiche in forze naturali, qualificando persino i mercati come forze naturali, certo è che per poter discutere seriamente e rigorosamente di tali temi bisogna considerare molte altre ipotesi, non è ragionevole costruire i componenti di un'autovettura e trasferirli ad un oceano di distanza per metterli assieme, farli ritornare ancora da questa sponda sotto forma di automobile completa e poi venderli, questo e altro succede nel nostro mondo dove ci tocca mangiare cibo avvelenato prodotto a migliaia di Km di distanza, ma tanti sono gli esempi di un modello di sviluppo insostenibile.

Quindi a parer mio quello sull'eutanasia è un falso quesito, uno di quelli che, per l'ennesima volta, ci vogliono imporre come di importanza vitale, prima di discutere di programmi di omicidi legali sarebbe opportuno fare un passo indietro e vedere come si arrivi a porsi certe questioni, che scopriremmo essere assurdi oltre ogni misura, infondati ed immotivati, generati solo dagli interessi particolari delle élites, pure queste sono forme di vaccinazioni di massa, anche se non fisiche quanto ideologiche e psicologiche, ma che finiranno con il diventare questioni concrete, se non si prende coscienza dell'inganno e del sottinteso, ma ben nascosto.

Ovviamente un tale livello di ragionamento è, e penso sempre sarà, assente da un film prodotto in usa, non per nulla qualcuno li ha chiamati armi di distrazione di massa.

P.S.

Un grazie a Tom.

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Gigliola 11 maggio, 2018 22:51

Gentile @Gianni,

mi ricollego al tuo ragionamento: è verissimo che le "questioni umane" sollevate dal pensiero dominante (soprattutto l'eutanasia da cui sono partita e che tu citi) nascondono interessi economici di categorie ben precise. Va da sè che allo stato costa molto meno "applicare le dat" che continuare a mantenere in vita malati e anziani...

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Gianni 12 maggio, 2018 11:27

Gentile @Gigliola, e aggiungiamoci pure che il problema dei costi sparisce dal pubblico dibattito quando si tratta di finanziare la guerra senza fine o finte emergenze per cui realizzare inutili e dannose vaccinazioni di massa, il bene e la salute della persona sono una formula a geometria variabile, a seconda degli utili delle élite.

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roberto 10 maggio, 2018 11:18

L'eugenetica nacque negli Usa, ben prima della sua applicazione nella Germania di Hitler. Sicché non stupisce più di tanto questo film Disney.

Per ciò che riguarda la sua applicazione in Germania, vale la pena di notare che il 3 agosto 1941 il vescovo Clemens August von Galen pronunciò un'omelia “contro il programma segreto Aktion T4 per l'eliminazione di disabili psichici e fisici, malati lungodegenti e terminali, e pazienti non tedeschi”. Successivamente l'omelia fu diffusa clandestinamente in tutta la Germania (unitamente ad altre due omelie contro l'occupazione e la confisca di conventi e monasteri, e l'espulsione violenta dei religiosi), e provocò un'ondata di proteste, di fronte alle quali Hitler fu costretto a sospendere il programma di eutanasia. Il programma, in realtà, venne continuato all'interno dei lager, e si dovette attendere la caduta del Terzo Reich per vederne la fine.

Resta il fatto che von Galen seppe risvegliare le coscienze, ed è presumibile che anche al giorno d'oggi, nel caso si volessero ripercorrere certe strade sciagurate, si farà sentire la voce di un von Galen.

roberto r

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AONonA 10 maggio, 2018 09:49

Mi hanno trascinato a vedere questo film qualche giorno addietro. Sottoscrivo in toto la recensione. Preparato dalle pregevoli pedanterie di questo blog non ho potuto fare a meno di darne identica lettura.

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Mario M 09 maggio, 2018 23:21

Off topic.

Purtroppo nei cinema di Torino, i film storici, o d'"autore", stranieri, vengono riproposti in versione originale sottotitolati. Perché si è imposta una sciocca critica che disdegna il doppiaggio, e vuole imporre la falsa originalità di un linguaggio che quasi nessuno riesce a comprendere.

Mario M

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Gigliola 09 maggio, 2018 16:38

Grazie Tom per il bellissimo post! Hai espresso molto bene concetti che mi stanno molto a cuore. Quanto hai scritto mi ricorda da vicino una vicenda recente: Alfie Evans. Non voglio entrare nel merito del giusto / sbagliato sospendere alimentazione e idratazione (è un discorso complesso). Mi limito ad esprimere tutta la mia preoccupazione nel vedere come la nostra società sia partita dall'idea "dobbiamo essere liberi di scegliere se continuare a vivere o no in certe situazioni" e poi, in tempi sconvolgentemente rapidi, sia approdata a "il bene di un bambino in quelle condizioni è morire; chi la pensa diversamente fa il suo male", Pessima tempora currunt...

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Pierfrancesconé 09 maggio, 2018 19:51

Gentile @Gigliola,

Direi anche: moto in fine velocior...

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Mario 09 maggio, 2018 16:10

Interessante la recensione, anche se non me la sento di vedere Avengers.

Magari, lo dico sottovoce, se le arrivasse una recensione di qualità (come questa) su Loro di Sorrentino...non mi dispiacerebbe leggerla.

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Pino 09 maggio, 2018 15:32

Io sinceramente sono molto pessimista sul futuro dell'umanità...

Tuttavia mi chiedo sembre che bisogno abbiano i "potenti" della terra di sottoporre a "lavaggi del cervello" più o meno espliciti o intenzionali le ormai irrilevanti ed impotenti masse planetarie (mi riferisco non solo a film come questo ma anche alle "narrazioni" manipolate di fatti di cronaca - caso più recente quello siriano). Mi rispondo che questo indottrinamento non è tanto originato dall'1% e diretto al miserevole 99% quanto -forse- orginato dall'1 per mille o dall'1 per diecimila e diretto alla restante fetta dei potenti mondiali... Ricordo anni fa (dovrei cercare il link) il caso di un tizio che diffondeva "controinformazione" (oggi le chiameremmo/chiamerebbero "fake news") a vantaggio dei parlamentari britannici e che fu prontamente -ipso facto- arrestato...

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Gigliola 10 maggio, 2018 14:50

Gentile @Pino,

condivido il tuo pessimismo sull'importanza delle masse nelle imperfette democrazie in cui viviamo. Penso però che questi "creatori di opinioni" ottengano due piccioni con una fava: uno, quello che dici tu. Due, quello di addormentarci rispetto a certe decisioni del potere politico, giuridico, economico, medico, e chi più ne ha più ne metta, che, se avessimo solo "un po' più di fame", ci avrebbero già fatto scendere in piazza e oltre...

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Valerio 09 maggio, 2018 15:19

Il codice Hays esiste dagli anni ‘30 (contemporaneamente alla Screen guide for Americans), ininterrottamente, sebbene abbia cambiato nome diverse volte nel frattempo.

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roberto 09 maggio, 2018 15:05

Questo film appare, dalla recensione (io non l'ho visto), come il governo che si prospetta per l'Italia:"neutrale". E quindi inevitabile e pericoloso.

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Raffaele 09 maggio, 2018 14:01

Vorrei dissentire, motivando. In Iron Man ormai 10 anni fa si vedeva un miliardario filantropo, personificazione mitologica del complesso militare-industriale, vantarsi di aver privatizzato la pace nel mondo (essendo divenuto il "deterrente finale"): poi con gli anni le sue pretese sono state duramente ridimensionate. Nel tempo, più di una volta il nemico è stato rappresentato da strutture di controllo sovranazionali regolarmente infiltrate dai cattivi. In Capitan America Civil War, il simbolo a stelle e strisce combatteva proprio contro Iron Man e queste cupole "deep state" per proteggere il suo amico russofono - e commilitone nella seconda guerra mondiale - "Winter Soldier", incastrato dai cattivi con l'accusa di aver destabilizzato un paese del terzo mondo con tanto di fake news e fake video mostrato dalla CNN. Ancora, nel film "Black Panther" da poco uscito, il paese africano immaginario di Wakanda (ipertecnologico e isolazionista) viene scosso dal golpe di un suprematista nero cresciuto a Chicago e praticamente allevato dalla CIA, che viene infine sconfitto (con l'aiuto dei tradizionalisti duri e puri e di Martin Feldman nei panni del "buono della CIA"): il paese esce dall'isolazionismo totale ma - e qui sono rimasto sorpreso davvero - non accetta tutti i disperati del mondo come proponeva la buonissima amante del re bensì li aiuta a casa loro.

Insomma la narrazione della saga è ben fuori dagli schemi prevedibili e stantii del politicamente corretto, e proprio a questo credo debba buona parte del suo enorme successo (laddove gli eroi della saga DC che vi aderiscono molto di più, a parità di effetti speciali e attori strapagati, fanno regolarmente flop).

Per concludere: nel prossimo film Thanos verrà sconfitto, le sue idee malthusiane sbugiardate come genocidarie, e proprio il fatto che si sia ammantato di peloso umanitarismo servirà da monito ai ggggiovani.

Specifico però che non credo ci sia un disegno coerente, solo una ottima capacità di assecondare gli umori del mercato per fare più soldi possibile.

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Bombadillo 09 maggio, 2018 18:33

...sì Raffaele, lo scrivevo anch'io, il cattivo sarà sconfitto ....eppure per adesso ha vinto, e l'ottimismo della volontà -assoluto "tormentone" Disney- è stato sconfitto, e, in entrambi i casi, mi pare un unicum, sia nella produzione Disney in genere che, in particolare, nel sotto-insieme di questa serie Marvel.

Io non ho scritto né che la trama sia prevedibile, né che sia politicamente corretta: è pro-malthus, punto.

Il cattivo sarà sconfitto, è vero, ma non mi pare possibile che le sue idee siano confutate, visto che sono state già dimostrate dai fatti (immaginari) del film.

Il dato di fatto oggettivo è che la prima volta che, in un simile film, un cattivo vince, per altro contro un classico "imprenditore di se stesso", è un malthusiano "tenerone", un'incompreso, duro ma in fondo col cuore d'oro, degno capo di un governo tecnico (oggi, neutrale?) che applica dure riforme solo per il nostro benessere, sopportando la conseguenza di una scarsa popolarità.

Qualcosa vorrà pur significare....

Tom

P.S.: CIA-cattiva, o, meglio, in parte cattiva, è un classico di molti film americani: non significa niente.

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Raffaele 10 maggio, 2018 09:32

Gentile @Bombadillo,

È vero che "parte della CIA è cattiva" è ormai un topos hollywoodiano ma nel film di cui parlavo si è fatto esplicito riferimento al programma di cambio regime e alle strategie coloniali e di destabilizzazione americane; e soprattutto non si parla di CIA buona ed elementi deviati, qui i deviati, le mosche bianche, le eccezioni sono i buoni, anzi il buono. Questa è una novità degli ultimi 10 anni, roba che nei primi 2000 non passava neanche al Sundance Festival; ma questa è una conseguenza di fatti ideologici più profondi che tratterò alla fine.

Non voglio fare l'apologia della saga Marvel, non se la meritano: però mi piace parlarne in profondità, è pur sempre il secondo film più costoso della storia e pare aver bruciato tutti i record nella prima settimana.

Il dato oggettivo è proprio quello che dici tu: il cattivo "malthusiano tenerone, incompreso, duro ma in fondo col cuore d'oro, degno capo di un governo tecnico (oggi, neutrale?) che applica dure riforme"... Vince, per ora. Ma è lui il cattivo. E non c'è ambiguità sul fatto che lo sia, anche se si ammanta di piani "umanitari", ormai tipici dei cattivi "nemesi".

Hai ragione, certo è fondamentale il concetto che l'ottimismo della volontà perde, concetto nuovo specie da quelle parti.

Per me non è una brutta cosa, però. Rendersi conto che l'ottimismo della volontà non basta è fon-da-men-ta-le.

Che bisogna prepararsi e studiare e applicarsi. Cosa che Thor non fa. È il personaggio "forte perché nato forte", è solo sicuro e ottimista. Bene che venga sconfitto.

Laddove invece spero - e si mormora - che personaggi più complessi come Dr.Strange (uno che per ottenere i suoi poteri ha dovuto essere umiliato, umiliarsi, studiare e sacrificarsi scendendo messianicamente "all'inferno") avranno un ruolo decisivo nella vittoria finale.

Ripeto che penso che queste non siano decisioni ideologiche di narrazione prese consapevolmente: sono archetipi usati perché funzionano, attirano e suonano veri. Come il secondo fatto fondamentale che mi piacerebbe sviscerare: che il cattivo abbia dei fini "buoni" e sia cattivo "solo" nei mezzi sta diventando anch'esso un topos (sopra hanno citato Watchmen, molto calzante). A me sembra una cosa incoraggiante anziché no. La vedo come un effetto - non causa - del fatto che ci sia una maggiore consapevolezza generale delle finzioni propagandistiche classiche del potere. E forse, di un generale ripensamento in seno all'opinione pubblica americana del peso morale di un impero.

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Fausto di Biase 09 maggio, 2018 13:58

Mi sembra che uno schema simile si trovi nel film ''Watchmen'' di Zack Snyder, uscito nel 2009.

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Laprav 09 maggio, 2018 22:20

Gentile @Fausto di Biase, in Watchmen la verità finisce relegata in un giornale scandalistico (tipo di pubblicazione ironicamente -?- riabilitato non so più in quale Men In Black, anch'esso nato da un fumetto).

Consiglio sia la lettura del fumetto che la visione del film.

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Bombadillo 09 maggio, 2018 13:13

Carissimi,

ringrazio il Pedante per l'ospitalità.

A tutti noi, durante questa lunga pausa, mancano i suoi rinfrescanti post.

Per adesso, dovrete accontentarvi di questo.

Pedantemente vostro.

Tom

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Barnaba 10 maggio, 2018 12:04

Gentile @Bombadillo,

Potrebbe fornire il link della sua recensione di Quo vado?

Grazie in anticipo.

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Bombadillo 15 maggio, 2018 17:09

Caro Barnaba,

ti rispondo solo ora, perché solo ora ho visto la tua richiesta.

Il link è il seguente:

https://www.radiospada.org/2016/01/cinespada-quo-vado-versus-italians-lautorazzismo-italiano-e-lodio-di-certa-sinistra-contro-i-lavoratori/

La cosa curiosa è che, pur allora non conoscendoci, poco dopo anche il nostro Ospite fece una recensione analoga dello stesso film.

http://ilpedante.org/post/quo-vadimus

Spero che siano di tuo gradimento.

Tom

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Michele 19 maggio, 2018 10:58

Gentile @Bombadillo, su quo vado dissi paro paro a mia moglie, deliziata dal film, le stesse cose. Moglie che col tempo è divenuta assidua di questo blog. A volte "perdere" un po di tempo e chiacchierare serve. Come leggere o guardare...

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Luca Pasello 09 maggio, 2018 12:37

"...a prescindere dalle intenzioni, e perfino dalla totale inconsapevolezza dei temi politico-economici di fondo che, con certezza oltre ogni ragionevole dubbio, avrà caratterizzato gli ideatori dell’ultimo capolavoro Disney ...".

Condivido, ma reputo irrilevante il grado di consapevolezza degli ideatori, del tutto impotenti (e silenti) nell'eventualità di una mancanza di fondi.

Li considero il prodotto di due determinanti, l'una socio-culturale (creano per "vendere" e al contempo la loro estetica è condizionata da luogo e tempo - insomma, sono figli del loro pubblico, a sua volta determinato), l'altra... editoriale - prendo a prestito il termine dal mondo dei media cartacei.

Editor ed editore, insomma: la loro consapevolezza basta e avanza e, per usare il linguaggio dei Nostri, credo che la cultura pop e Hollywood in particolare siano una forma del Male tra le più letali.

Farò pure esercizio di materialismo spicciolo, ma al grado zero di elaborazione concettuale il quesito critico primario non può che ridursi a questo: chi li paga?

L'intrattenimento è il fenomeno, tuttavia la sua ragion d'essere è data dai side (?) effects che certamente produrrà, come con chiarezza emerge da questa bella recensione di Bambadillo.

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Elisabetta 09 maggio, 2018 12:05

Molto interessante. All’università un mio compagno di corso fece una tesi di laurea sui finanziamenti dell’amministrazione Regan ad Hollywood: Rocky, ad esempio, fu tra i film “sostenuti” dal Governo.

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