Hier trägst du mit

28 marzo, 2017 | 65 commenti

Su questo blog si è spesso documentato come la comunicazione politica dei nostri tempi radichi le sue retoriche nell'odio sociale. Chi sta (ancora) un po' meglio vive sulle spalle di chi sta peggio. In una «economia sociale di mercato fortemente competitiva» il vantaggio dell'uno è la rovina dell'altro. E anche il debole è un nemico: nell'eterna rincorsa di un equilibrio economico che non torna mai, i suoi bisogni non sono sostenibili né giustificati dal contributo produttivo che apporta. Sicché è colpevole: sia perché non coglie le opportunità di un sistema che premia chi si impegna, sia perché intralcia quel sistema rivendicando diritti che non merita.

Un sistema radicato nell'odio produce odio. Molti amici si sono indignati nel leggere i contenuti della pagina Facebook «Vecchi di merda» dove si insultano gli anziani che percepiscono una pensione maturata con il metodo retributivo. Alla notizia (vera) di un centro anziani il cui personale percuoteva i degenti, gli amministratori della pagina commentavano che «picchiare un retributivo non è reato».

Non sappiamo quanto siano veri o fake gli autori di questa iniziativa, ma il punto è un altro: che ciò che scrivono è perfettamente in linea con il sentire politico dominante e con chi se ne fa latore nell'accademia e sui giornali. Ingiurie a parte, le rivendicazioni di VdM sviluppano il senso economico di tanti titoli degli ultimi anni:

Da tempo ci ripetono che i vecchi rubano il futuro ai giovani. Che «hanno fatto il debito pubblico». E che se i figli vogliono stare meglio i padri devono stare peggio. Senza scomodare la psicopatologia edipica, sono tutti corollari del teorema della scarsità: «Scannatevi, perché non ce n'è per tutti». O di quello del potere: se i poveri si accapigliano nelle fogne, è meno probabile che azzannino le caviglie dei ricchi. Se l'invidia sociale è vecchia quanto la società, la prevalenza del giovane sul vecchio, cioè del forte sul debole, va ancora più indietro: al mondo delle bestie da cui ci siamo evoluti. Sicché sarebbe uno spreco non fare di questo patrimonio ancestrale uno strumento di dominio politico e di controllo del malcontento popolare:

In queste retoriche cova spesso la fregola di mandare al macero la democrazia e di sopprimere i diritti degli avversari e dei diversi (pardon, dei competitors) escludendoli dalle decisioni comuni. Così accadeva all'indomani del voto inglese sull'uscita dall'Unione, con un rito rabbioso e «paidocratico» celebrato a stampa unita. In un precedente articolo dedicato a quella vicenda osservammo che:

In questa dialettica, anziani e giovani non sono altro che dramatis personae per indicare il vecchio e il nuovo, e quest'ultimo non è altro che l'agenda governativa in corso. Agli anziani tutti metaforici di questa mitografia si attribuisce la «paura del cambiamento» e l'attaccamento «antistorico» alle certezze del passato, «dall'alto delle loro pensioni, dei loro ricordi di gioventù e dai cuscini di un divano al di fuori del mondo e del futuro» (Federica Bianchi, L'Espresso). [...] il vecchiume a cui si allude è [...] il retaggio di sicurezze lavorative, sociali e patrimoniali che hanno effettivamente caratterizzato le gioventù degli elettori più stagionati e il periodo economicamente più florido del nostro continente. Non contenti di averle ampiamente smantellate nei fatti, i governi [...] puntano oggi a squalificarle anche nell'immaginario associandole ai volti bavosi e sdentati degli orchi e delle streghe che, come nelle fiabe, divorano i bimbi rubando loro il futuro.

Con l'ovvio epilogo:

La vicenda, già in sé squallida, potrebbe chiudersi qui [...] Se non fosse che la fantasiosa crociata contro il voto degli anziani si è subito trasformata in un attacco reale al diritto di voto degli anziani, e quindi al suffragio universale, aprendo scorci inquietanti sugli umori antidemocratici che covano nell'establishment.

La gerontofobia è sdoganata, è normale come il caffè dopo i pasti. Ecco la risposta di Facebook a un lettore che segnalava la pagina VdM come contenuto che incita all'odio:


E in effetti gli standard della comunità Facebook non includono la discriminante dell'età. Che sarà mai, in fondo. Non sono mica donne, ebrei, migranti, maomettani o transomosessuali. Sono solo vecchi. E quella è solo un'opinione, anzi un'opinione in voga. A conferma che la lotta all'hate speech non serve a proteggere le persone ma le idee di chi lo condanna.

Personalmente amo intrattenermi con gli anziani e amo anche le loro debolezze (qui una bella poesia di Claudio Baglioni), sicché non mi costa fatica considerarli una ricchezza. Ma se mi turo il naso potrei persino ringraziare i ragazzi (?) di VdM, perché in poche battute hanno denudato la ferocia di chi pensa e scrive le stesse cose ammantandole di sproloqui contabili e appiccicandosi l'etichetta di moderato. Di chi semina odio in giacca e cravatta nella certezza che saranno altri a raccoglierlo, ma soprattutto a subirlo.

***

Ma fingiamo che ci si creda davvero.

Incominciano col dire che il match contributivo-retributivo è una dialettica per criceti. Un sistema di assistenza pubblica deve assistere i cittadini secondo i bisogni di ognuno. Una volta fissato lo standard, gli strumenti sottostanti sono dettati dal fine. Se si accettano le premesse tecniche come finali ci si lascia condurre come le cavie nel labirinto di un laboratorio, fino all'esito stabilito da chi ha imposto quelle premesse. I cervelli adulti ragionano sul sistema, non nel sistema.

È vero che le pensioni di anzianità assorbono una buona parte della spesa dello Stato (circa un quarto). Ma prima di chiederci che cosa si potrebbe fare con quei soldi dovremmo chiederci che cosa ci si stia facendo. I pensionati sono la categoria con più bisogni e più tempo libero. Le loro pensioni le spendono in farmaci e cure mediche, case di riposo (che di solito costano più della pensione, quindi devono dare fondo anche ai risparmi), circoli ricreativi, ristoranti e balere, teatri e alberghi (anche in inverno, anche quando non si va in ferie e i gestori dovrebbero altrimenti chiudere), viaggi, capricci e regali ai nipoti, oltre il resto. A chi danno questi soldi? Ad altri vecchi bavosi? No. A chi lavora, cioè ai giovani: animatori, infermieri, medici, psicologi, fisioterapisti, farmaceutici, camerieri, ristoratori, accompagnatori, commercianti, imprenditori ecc. La spesa pensionistica è, se non l'unico, il principale pilastro su cui ancora insiste lo stimolo pubblico della domanda privata.

Ora facciamo contenti i paidocrati: riduciamo tutte le pensioni. Sì, certo, tra i suddetti lavoratori molti finirebbero licenziati o in rovina per mancanza di clienti, però vuoi mettere? Si liberebbero «risorse» per i giovani. Come? Ad esempio con la riduzione dei contributi assistenziali versati da chi avrà ancora un lavoro. Ma sarà vero? Non ne ha mai parlato nessuno e non è mai successo. Tanto che la riforma Fornero, quella fatta per salvare i conti pubblici e rendere sostenibile il sistema, prevedeva di aumentare l'aliquota delle partite IVA fino al 33%. Senza dire che con l'ulteriore aumento della disoccupazione calerebbe il gettito rendendo ancora più remota l'eventualità di una riduzione fiscale.

È tutta da piangere, insomma. Comunque la si metta, un sistema pensionistico e una spesa pubblica che non possono - cioè non vogliono - fare deficit quando occorre sono un carnaio dove tanti polli si contendono poco becchime e dove, non potendo vincere, ci si impegna affinché perda anche il vicino. È la pena di un'economia ridotta al soldo e non alle cose e ai bisogni, dove per non infliggere qualche zerovirgola di inflazione ai patrimoni di chi non ha proprio bisogno di pensione, è lecita la miseria e la sofferenza di chi ci vive, fossero anche i propri genitori. È la subciviltà del «quanto ci costa», la stessa ritratta nell'immagine che apre la nostra pedanteria: «Anche tu porti il fardello! Un malato alla nascita costa in media 50.000 marchi fino ai 60 anni di età».

Era la Germania del 1940.


Lascia un commento

Invia

Passavo di qua 26 aprile, 2017 14:43

Quindi lo status quo va sempre mantenuto perchè ragionare su quanto sia corretta una situazione e quanto equamente sono distribuiti i carichi se va contro ciò che qualcuno ha è un hate speach?

Partiamo da un dato reale. Le risorse sono finite e i bisogni anche (l'indispensabile), a meno che siano desideri e allora sono infiniti. Prova ne è il fatto che non esiste miliardario che non cerchi di aumentare di qualche milione di euro il suo patrimonio ...

La politica dovrebbe arbitrare e decidere quali risorse vadano a finire a quali bisogni. Dunque far scendere una pensione sotto 1000 euro è orribile. Anche se magari fruita da un baby pensionato. Anche se poniamo l'ammontare contributi versati è 100 e l'ammontare incassato è fino a ora 500 ... Non è orribile che un disoccupato di lungo corso abbia 0 euro. Non è orribile che se è occupato quel signore andrà in pensione a 67 anni, non a 50 e qualcosa che verserà 500 e avrà molto meno, diciamo un bell'assegno di pensione da 6 o 700 euro ...

Ottima la solidarietà generazionale, ma funziona nei 2 sensi. E' assurdo farlo perchè il settore terza età genera domanda di servizi? Ma se quei denari invece finissero ai più giovani, magari si sposano e fanno figli e aumenta la domanda per passeggini, pannolini, biberon ..

Se ha amici bancari chieda pure, gli anziani hanno risparmi, i giovani no, si spendono tutto, come motore per la domanda 1 euro che finisce a un giovane è probabilmente una spesa, 1 che finisce a un anziano, per fortuna, non sempre finisce in pasta adesiva per dentiere ...

Quindi al di là della retorica il punto non è avercela o meno con gli anziani, è semplicemente dire se si può ragionare e chiedere loro un contributo in favore dei loro futuri colleghi. Perchè è veramente un mistero ...

Se sei oggi anziano nessuno ti deve toccare nulla è una questione di umanità, se lo sarai domani puoi tranquillamente andare in pensione molto più tardi con molto meno denaro avendo avuto un reddito medio moto inferiore durante la carriera lavorativa

Personalmente io credo che tutte e dico tutte le pensioni andrebbero ricalcolate a contributivo e se per effetto di ciò qualcuno dovesse ricevere una pensione sotto soglia questa andrebbe ricalcolata a un minimo dignitoso (e che ci possiamo permettere) e qualora l'anziano non abbia un patrimonio capiente (che non si capisce perchè un anziano debba prendere una pensione integrata a un minimo visto che non ha pagato abbastanza quando si ritrova magari un patrimonio personale significativo, cioè lo Stato farebbe benificienza a un benestante che ha del suo con i soldi di tutti ...). I risparmi possono andare a integrare il reddito di quei cittadini che non hanno mezzi di sussistenza, oppure per ridurre l'età pensionabile media o aumentare l'importo delle future pensioni.

Rispondi

roxgiuse 26 aprile, 2017 16:49

Gentile @Passavo di qua, ma Lei vive in un altro paese? Io non ho la più pallida idea di quando finiranno le nostre risorse (lavoro e capitale, o meglio beni capitali), ma le assicuro che con una popolazione occupata di poco sopra la metà di quella attiva e una nuvola di capitali che entrano ed escono dai nostri circuiti finanziari formando "le bolle", il giorno in cui dovremo fare i conti con le risorse scarse è ancora lontano. In quanto al discorso puramente aritmetico sulle pensioni, la invito a calcolare contributi e rendimenti e vedrà quello che ho già scritto in un altro post. Personalmente preferisco un sistema economico inflazionistico, dove si tende a piena occupazione e si finanziano le attività produttive in deficit, ad uno deflazionistico, dove i redditi da lavoro vanno verso l'estinzione e si imbocca il circolo meno consumo (costi di consumo), meno produzione, meno lavoro (meno costi di lavoro). E pazienza se i BOT, BTP, CDS, e tutti gli altri ineffabili pezzi di carta, comprese le banconote, che Keynes chiamava "effetti monetari", varranno un po' meno.

Rispondi

NicolaTE 26 aprile, 2017 19:57

Gentile @Passavo di qua,

in una certa misura, quello che Lei esprime è quanto la società odierna vuole inculcarci.

L'idea stessa che le risorse siano finite è espressione di quanto sopra. Perché uno Stato, completo della propria sovranità monetaria, dovrebbe aver problemi a mantenere fede ai propri impegni? Con le dovute attenzioni alle politiche economiche e monetarie, non troverebbe nemmeno impossibile controllare agevolmente l'inflazione e l'odiatissimo debito pubblico. Un po' come riusciva egregiamente all'Italia prima del divorzio più doloroso della Nostra storia repubblicana.

Personalmente, inoltre, non capisco perché i bisogni debbano essere limitati all'indispensabile e, soprattutto, chi decide cosa è indispensabile e cosa no.

Saluti,

NicolaTE

Rispondi

Vulneraria 09 maggio, 2017 14:30

Gentile @NicolaTE,

non capisco come esistano stati poveri....davvero.

Rispondi

Fartzilla 25 aprile, 2017 14:08

Ottimo come sempre.

E mi permetto di aggiungere che i VdM mantengono moltissimi GdM i quali, non fosse per i loro genitori e parenti, avrebbero bisogno di redditi della gleba per campare, senza i quali i nostri beneamati amministratori correrebbero il rischio di rivolte. E si badi bene che per "mantengono" voglio proprio dire che li mantengono a sbafo (o li aiutano sostanzialmente), non che alimentano un indotto economico solo parzialmente beneficiante i giovani. Ché per avere i suddetti benefici un lavoro bisogna pur sempre averlo, e GdM in questa condizione non sono molti, a vedere le statistiche ISTAT.

Rispondi

Andrea 22 aprile, 2017 13:11

Buongiorno, sono nuovo di questo blog.

I miei più vivi complimenti a tutti i partecipanti e, in particolare, al padrone di casa.

Vorrei solo aggiungere, riguardo al debito pubblico, che il Tax gap, ovvero la differenza tra le imposte dovute e l’incasso effettivo dell’Erario, si aggira intorno (se non oltre) ai 100 miliardi all'anno.

Conti a spanne, negli ultimi vent'anni lo Stato (cioè noi cittadini) ci siamo visti privare di circa 2 miliardi di euro di incassi; parimenti, guarda caso, è cresciuto il debito pubblico.

Di questi miliardi (ultime stime Equitalia) il 74% riguarda debiti evasi di piccolo "taglio" (importi sotto i 5 mila euro ciascuno). Il resto è dovuto all'evasione sistematica di grosse società e/o politici che "esportano" i loro illeciti introiti in paesi off-shore.

Siamo ancora convinti che il debito pubblico sia cresciuto per finanziare le pensioni dei "vecchi"?

Rispondi

NicolaTE 23 aprile, 2017 18:57

Gentile @Andrea,

ho visto anche io la recente statistica. Innanzitutto sarebbe necessario verificarne la bontà e l'accuratezza, oltre ai metodi di calcolo. Inoltre non mi torna qualcosa nei suoi di calcoli. Dando pure per buono che siano 100 i miliardi di delta, negli ultimi vent'anni ci saremmo visti privare di circa 2.000 miliardi: praticamente tutto il nostro debito pubblico. Inoltre mi pare curiosa la statistica sulla composizione dell'evasione: i piccoli contribuirebbero per il 74%? Davvero? Mah...

Inoltre: le grandi aziende multinazionali come possono essere considerate in questi dati? Per loro sarebbe più corretto parlare di elusione che di evasione, cosa che ai lattonieri e gli idraulici risulterebbe abbastanza difficile.

Saluti,

Nicola

Rispondi

Ippolito Grimaldi 24 aprile, 2017 22:18

Gentile @Andrea,

Orco è vero non ci avevo mai pensato: mille mila miliardi di evasione fiscale che ci hanno privato di mille mila miliardi di ricchezza, grazie per avermi illuminato.

Rispondi

Andrea 26 aprile, 2017 11:32

Gentile @NicolaTE,

La ringrazio per l'appunto.

La mia grossolana stima era solo per difetto. Infatti, oltre all'evasione annua (fonte http://citywire.it/news/tasse-evasione-italiana-a-110-miliardi-all-anno/a1004334) bisogna aggiungere gli interessi che, di anno in anno, si capitalizzano sullo stesso debito pubblico (solo negli ultimi 10 anni pagati 760 miliardi, fonte https://www.investireoggi.it/economia/debito-pubblico-italiano-760-mld-interessi-pagati-10-anni/).

In ogni caso la mia voleva era una provocazione, un tentativo di volgere lo sguardo su temi che, forse, i media ci hanno abituato a tenere conto come se fossero una barzelletta, un dato di fatto, un qualcosa a cui non ci si può far nulla.

Invece, a mio avviso, il debito pubblico rappresenta un elemento molto importante della nostra economia, e della vita di tutti i giorni.

L'Italia, infatti, nonostante i tanto blasonati difetti, ha un avanzo primario tra i migliori al mondo ( cfr. http://www.investinitaly.com/it/pride-and-prejudice/avanzo-primario/).

I problemi nascono quando dobbiamo pagare gli interessi (circa 70-80 miliardi all'anno) sul fraudolento debito pubblico (senza tralasciare il signoraggio bancario applicato da Banca d'Italia ed ora da BCE, che meriterebbe un capitolo a parte) .

A ruota nascono le difficoltà, con la necessità di continue manovre correttive da parte del Governo, sottostando ai sempre più pesanti ricatti (più o meno velati) dell'UE.

Ma il debito pubblico serve. A chi? A chi vuole comprarsi l'Italia in saldo (a breve è prevista l'ennesima (s)vendita di altri gioielli italiani, http://www.corriere.it/economia/17_febbraio_07/ridurre-debito-altre-privatizzazioni-19344d8e-ed7e-11e6-9982-e7f0326adfad.shtml?refresh_ce-cp).

Hanno (s)venduto tutto: Telecom, Eni (gioiello invidiatoci in tutto il modo), Autostrade e, non da ultimo, IRI, una delle società più potenti al mondo il cui smantellamento è iniziato nel lontano 1982 ad opera di un certo signore di nome Romano (che, non pago dei tanti danni apportati all'Italia, ha avuto poi la bella idea di introdurci nell'Euro).

Quanto alla sua giusta nota i "piccoli contribuirebbero per il 74%" si tratta di un refuso: in realtà il 74% (numericamente parlando) dei contribuenti ha debiti sotto i 5mila euro (quindi si tratta di contribuenti che evadono il più delle volte per sopravvievere...) , mentre il 3% ha debiti tra 50 e 100mila euro e un altro 4% deve al fisco oltre 100mila euro (i cosiddetti grandi evasori).

Relativamente all'elusione fiscale, la ritengo solamente un'evasione legalizzata.

Rispondi

Alberto T. 27 aprile, 2017 10:26

Gentile @Andrea, Capisce che non è un 'refuso' di poco conto,addebitare l'evasione fiscale per il 74% di piccoli evasori,perche' significa 'costruire' il nemico sociale,la piccola borghesia imprenditoriale,il contante evaso da secondo lavoro dei dip.statali e privati.Classi impoverite dalla tassazione,dalla 'distruzione della domanda interna',dall'austerita' espansiva concettualizzata da due economisti della Bocconi e che il Dott.Prof.Pres.Monti vanta da 6 anni come un successo personale ("abbiamo salvato il Paese dal Baratro nel 2011") cosi' come,in campo internazionale,lo spezzamento delle reni ai Greci (sempre dei ceti medi per capirci e per intendere quali sono i bersagli preferiti dalle oligarchie finanzcapitaliste).E come vede torniamo al tema del post de Il Pedante:scatenare conflitti orizzontali in forza di una Morale Economica di Mercato,sapientemente inoculata da decenni di informazione orientata e che preservi le elite dalla terribile 'rivolta populista'.Quella dei vecchi-ignoranti-razzisti-populisti-fascisti-malpancisti-sovranisti-eurofobi.Rifletta specularmente queste mitragliate di insulti.Una per una e trovera' nelle antitesi i target che si vogliono colpire chirurgicamente.Quanto al Debito Pubblico Le consiglio vivamente e rapidamente la lettura di Goofynomics e Orizzonte48.Per molti dei commentatori di questo blog sono dati acquisiti da tempo. La saluto.

Rispondi

Andrea 27 aprile, 2017 12:57

Gentile @Alberto T.,

a Lei invece consiglio vivamente di leggere Lc 6,39-42.

Distinti saluti.

Rispondi

Andrea 27 aprile, 2017 19:17

Gentile @Alberto T.,

ho letto gli articoli presenti sui siti web a cui Lei "gentilmente" mi ha rimandato.

Nulla di nuovo, almeno per quanto mi riguarda.

E, quindi, ribadisco quanto da me asserito relativamente al debito pubblico.

Relativamente a Lei, se qualcosa dei miei commenti La turba, è gentilmente pregato di controbattere punto per punto, senza insulti (che dequalificano lo stile di questo blog) e blandi rimandi a siti web che probabilmente Lei ha letto ma che, forse, poco ha compreso.

Quanto al 'refuso' chiedo scusa ai lettori di questo blog, anche se secondo me Lei li sottovaluta perché bastava una semplice, veloce ricerca su Google per verificare questo http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-04-06/fisco-equitalia-debiti-21-milioni-contribuenti-53percento-sotto-1000-euro-091716.shtml?uuid=AEDfWW0&refresh_ce=1.

Rispondi

Alberto T. 29 aprile, 2017 12:07

Gentile @Andrea,

Guardi per essere Pedante io non l'ho rimandata ad alcun articolo ma ad iniziare la consultazione di fonti d'informazione diverse dal mainstream o dalle riviste dei 'Gestori di fondi' piuttosto che dal 'Quotidiano degli industriali'.Le assicuro che non basta qualche rapida lettura per i due blog tanto è notevole la mole di dati da consultare quanto il gergo tecnico che mi permetto di dirle che non puo' aver dato che una letta superficiale a qualche post.Questi due blog,del prof.Bagnai e del Prof.Caracciolo,sono tra le piu' preziose,documentate,tecniche e oggettive fonti di controinformazione economica e di filosofia politica che possa trovare in rete e anche un lettore di buona cultura come me e con ottima conoscenza dell'italiano deve leggere con attenzione estrema per la pregnanza del linguaggio e la ramificazione dei collegamenti concettuali e storici.Io leggo questo blog (di Sua Eccellenza Il Pedante) da 8 mesi e commento da 5 e se replico non è per avviare piccole dispute insignificanti che intasano la T.L.,mi attengo sempre al post in oggetto.Difatti,Lei con questi riferimenti apparentemente neutri che ho correttamente letto,indica gia' una consultazione su organi di orientamento politico-finanziario ben preciso.Lo stesso articolo del Sole24ore conferma plasticamente quanto Le avevo esposto:si indicano a caratteri macroscopici nel Titolo "I debiti sotto i mille €uro per il 53% dei contribuenti" usando un dato neutro ma indicando un target,il parìa e cioe' il piccolo contribuente (ma pensa che strano,mica quei simpatici industriali che esportano capitali enormi da decenni in ogni paradiso fiscale e che sono i proprietari del giornale....ma sara' stata una svista,eh gia').Il post si occupa proprio di questo:chi sta' Sopra vuole sviare con l'informazione manipolata l'attenzione dal conflitto di classe verticale al conflitto orizzontale tra 'sezioni sociali'.Non credo di dover aggiungere altro al mio trovarmi in perfetto accordo con questa analisi che Il Pedante svolge con la splendida lucidita' e capacita' di sintesi,controcorrente.

Quanto ai presunti insulti nel precedente mio commento resto basito! E dove sarebbero? Spero che Lei abbia male interpretato una critica garbata alle sue citazioni.L'ho addirittura invitata a informarsi su chi professionalmente e tecnicamente svolge quest'opera da anni e poi rifletterci sopra.Lei piuttosto mi irride direttamente 'dicendomi che ho letto i blog senza comprenderli".La invito a una assai maggiore umilta'.Quei blog sono materiali da maneggiare con cura e rispetto,io li leggo da 2 anni e molto raramente commento per non intasarli con banalita' da bar sport o approvazioni inutili e non richieste.Buon Primo Maggio.

Rispondi

Andrea 30 aprile, 2017 12:09

Gentile @Alberto T.,

capisco che Lei è una brava persona alla ricerca della Verità, e questo Le fa onore.

Quanto al sottoscritto, posso solo dirLe, senza falsa modestia, che, ad un certo punto della mia carriera ho rifiutato posti di prestigio all'interno dell'elite finanziaria perché mi sono reso conto che stavo servendo il Nemico e non i miei Ideali.

Per il resto pensi pure di me quello che meglio crede, non fa alcuna differenza.

Le auguro buon Viaggio e ricambio buon Primo Maggio

Rispondi

roberto 01 maggio, 2017 17:08

Gentile @NicolaTE, "i piccoli contribuirebbero per il 74%?" queste più che evasione sono "infrazioni" ora definibili in modo automatico. L'alta percentuale dà una chiara idea di come viene fatta la lotta all'evasione controllando al più le "infrazioni" degli stessi che già pagano le tasse. Per il resto sconti, condoni e "voluntary dicolosure"

Rispondi

NicolaTE 03 maggio, 2017 22:14

Gentile @roberto,

tralasciando quello che poi ho sempre pensato su tale tipo di evasione e gli insulti che mi prendo quando provo a sostenerlo.

Mi spiego tra noi: il commericante/artigiano/professionista birichino, che evade 5.000 euro all'anno, SBAGLIA, ma è molto improbabile che faccia rimesse all'estero o apra un conto alle Isole Vergini. È assai più probabile che tale manigoldo spenda i propri soldi nell'economia reale locale. Andando a cena con la famiglia, comperando un regalo all'amante, pagando le vacanze al figlio, facendo la spesa ai genitori, scommettendo sui cavalli, ma - in un modo o nell'altro - riportandoli nel circuito della legalità ed addirittura contribuendo al benessere di altre attività reali e, nella maggior parte dei casi, locali.

Sì, le tasse sono alte. Abbassarle, forse, spingerebbe le aziende che ancora non l'hanno fatto, a non delocalizzare fiscalmente. L'evasione, o infrazione - come meglio la definisce Lei -, credo sia fisiologica ed inestinguibile, almenl fino a che esisterà il contante.

A scanso di equivoci, NON per quanto sopra esposto, spero che il denaro contante possa esistere ancora per molto.

Rispondi

Tibidabo 21 aprile, 2017 23:18

Be'?

Domani casca il modno (giro giro tondo) e non si fanno commenti?

Mah...

Rispondi

NicolaTE 23 aprile, 2017 18:50

Gentile @Tibidabo,

lo crede veramente? Io ci spero tanto, ma di più non azzardo. Troppe delusioni egli ultimi cinquant'anni.

Saluti,

Nicola

Rispondi

Davide 12 aprile, 2017 10:39

La storia dell'odio contro i "vecchi" mi preoccupa molto. Potrei portare l'esempio dei miei genitori pensionati: settantenni entrambi (sulla soglia, via), andati in pensione con 36 anni di lavoro a fine anni '90 del '900 e metodo retributivo. Buon assegno mensile, fortunatamente integrato da una pensione integrativa pagata con trattenute sullo stipendio.

La loro maggiore fonte di spesa: la salute. Sono entrambi cardiopatici e diabetici, più tutte alcune piccole patologie di contorno e tutti i malanni legati all'invecchiamento. Mio padre inoltre ha subito un operazione al cuore, tale da richiedere l'uso continuo di farmaci e controllo medico. Probabilmente esistono anche anziani che se la spassano, ma sicuramente i miei genitori non sono il caso.

Io sono nato nel 1980 e sono conscio del fatto che per me la pensione sarà un miraggio. Non mi sognerei mai di trovare nei pensionati un capro espiatorio, specie se il trattamento di quiescenza è stato ottenuto seguendo le regole in vigore.

Noto invece nei "giovani", specie negli euroinomani più esaltati, più fintamente colti, più piddini, un doppio registro di odio sociale. Da un parte la rabbia contro i "vecchi": attaccati ai privilegi (come se pensione, dopo 36 anni e più di lavoro si possa definire un privilegio), restii al cambiamenti, ignoranti, isolazionisti ed anche un po' rimbambiti. Insomma, l'ostacolo verso le magnifiche sorti e progressive del mondo futuro senza più barriere, ne confini, in un economia di mercato fortemente competitiva dove i migliori vengono premiati per il duro lavoro. E i peggiori? Tralasciando chi proprio non ha voglia di fare alcunchè nella vita, gli ultimi non meritano considerazione. Non hai fatto l'Erasmus? Non hai il master ad Oxford? Sei una merdaccia! Non voli Ryanair per andare a trombare la tua amica ad Helsinki? Sfigato! Non puoi accettare un offerta di lavoro a Tokyo (perchè magari sei legato alla tua città per mille motivi)? Svegliati, la competizione non ti aspetta! Hai perso il lavoro perchè la tua azienda ha delocalizzato in Romania? Era un'azienda inutile, il tuo lavoro era inutile, tu sei inutile!

La guerra tra poveri, nei giovani, ha avuto un sucesso strepitoso!

Rispondi

ws 30 aprile, 2017 07:45

Gentile @Davide,

la sua considerazione sui "giovani", specie negli euroinomani più esaltati, più fintamente colti, più piddini, mi ha fatto sorgere questa considerazione .

Da padri "socialcomunisti" son nati figli "liberaldarwinisti " , quale sarebbe il comune " DNA-ismo"?

Forse "opportunismo" ?

Rispondi

Bombadillo 08 aprile, 2017 19:18

Caro Julian,

veramente, fin qui, i pensionati sono stati difesi dalla Corte, pur nei ristretti limiti in cui la 'politica' li ha attaccati (visto che di peggio era ovvio che non si potesse fare) Perché l'aspetto più comico della vicenda, che negligi, è proprio quello dei c.d. diritti acquisiti, del principio di ragionevolezza e, in genere, dei limiti costituzionali alla retroattività in peius (a prescindere dal settore penale, dove ciò è sempre impossibile).

Insomma, chi predica contro i pensionati predica non anche, ma solo, contro se stesso del futuro, perché tanto i pensionati attuali non possono essere sottoposti ad un peggioramento retroattivo (se non con limiti stringenti, e per breve tempo: altrimenti, la norma è dichiarata incostituzionale, e lo Stato deve pure ridare i soldi).

La questione mi ricorda una certa deriva di alcuni precari della ricerca (io sono stato fondatore e portavoce dell'allora molto attiva associazione nazionale) che, presi dal livore, iniziavano a predicare, in odio agli strutturati, contro il 'posto fisso' nella università (ciò a cui inizialmente e normalmente loro stessi aspiravano). La follia, però, è appunto che predicavano (solo),contro se stessi, perché dovrebbe essere chiaro anche ad un non giurista che se, per assurdo, domani ci fosse una legge che eleminasse le posizioni di ruolo, chi è già di ruolo rimarrebbe tale.

Posso accettare tutto, ma chi predica (solo) contro se stesso (non muoia Sansone con tutti...ma muoia solo Sansone) ha evidentemente smarrito il comune buon senso.

Tom

Rispondi

Vulneraria 09 maggio, 2017 14:39

Gentile @Bombadillo,

possono sempre non prendere piu' soldi, mica deve essere retroattivo.

Rispondi

Dario 07 aprile, 2017 21:08

Un altro esempio di Hate speech è quello contro i dipendenti pubblici, sui quali è ormai possibile dire di tutto.

Rispondi

Julian 07 aprile, 2017 08:01

Gentile Pedante, come mi è capitato di ribadire a volte su Twitter non toglierei un centesimo di pensione a nessuno.

Il punto è un altro. Propagandare che oggi il pensionato faccia parte di una categoria "debole" o "sotto assedio" (lei lo saprà benissimo) è un'assoluta falsità. I pensionati fino ad oggi sono stati una categoria assolutamente difesa dalla politica "nazionale". In Italia ci sono quasi 20milioni di pensionati e trattarli bene significa portare a casa tanto, tantissimi voti. I pensionati (in genere e senza prendere i soliti casi disperati) fanno parte della classe sociale a maggior reddito; se poi consideriamo che costoro hanno vissuto in un'epoca d'oro dove hanno potuto facilmente (per fortuna e giustamente) acquistare case ed accumulare danari il quadro appare abbastanza chiaro.

Devo anche dire che tutti questi pensionati (in particolare modo italiani) in giro per hotel o per turismo proprio non li vedo e non ci sono; spesso costoro, anche in età avanzata, rimangono risparmiosi e poco propensi a spendere danari se non per bisogni primari o per mantenere figli e/o nipoti che altrimenti non potrebbero di certo mantenersi livelli di vita come quelli attuali.

Anche per quanto riguarda le spese mediche o l'utilizzo di case di cura tutto è abbastanza limitato.

Molti pensionati hanno a malapena sessanta anni o poco più e sono in ottima salute fino ad età molto avanzate; spesso vengono accolti in famiglie allargate proprio perché le loro pensioni sono indispensabili per il mantenimento di vita a livelli accettabili di figli e/o nipoti.

In ultimo (forse il dramma nel dramma) costoro sono €uropeisti convinti (l'Europa ci ha dato la pace.., ecc.) e soprattutto votano PUD€.

In ultimissimo devo anche dire, con mia grande sofferenza, di non aver mai veramente sentito un anziano pensionato arrabbiato per l'attuale situazione dei giovani o dei lavoratori.

Rispondi

Il Pedante 07 aprile, 2017 12:23

Molto di ciò che è scrive è purtroppo vero, ma nella Sua prospettiva politica La invito a concentrarsi su chi non ha diritti.

Rispondi

roxgiuse 07 aprile, 2017 12:26

Gentile @Julian, secondo Lei un pensionato mediamente sotto i mille euro non si lamenta di dover integrare il reddito del figlio ancora più esiguo e soprattutto rarefatto? In quanto al pensionato "risparmioso" ai fini economici cambia poco, per definizione nell'equazione del reddito i risparmi sono uguali agli investimenti o, in periodi come questo di crisi di bassi redditi e conseguente crisi di domanda aggrgata, al credito al consumo. E sempre un reddito che genera altro reddito tramite spesa di consumi o spesa di investimenti.

Rispondi

NicolaTE 08 aprile, 2017 10:33

Gentile @Julian,

avevo già espresso un concetto simile al suo in un commento con un altro interlocutore, quindi non posso che dichiararmi d'accordo.

Il mio discorso era, però, di prospettiva generale e non mirato esclusivamente ai pensionati.

Individuavo in chi percepisce un reddito fisso (sia da datore di lavoro pubblico che privato) una certa ritrosia nel criticare l'Unione e le politiche, non solo monetarie, della stessa.

Persino tra lavoratori con contratti "atipici" (io li definisco in altro modo, ma lasciamo perdere) trovo spesso sostenitori e difensori del PUD€, come Lei lo ben riassume in un acronimo.

E se, per i lavoratori a reddito fisso, potrei anche capire la logica (la deflazione attuale mantiene stabile il mio potere d'acquisto), mi risulta veramente complesso intendere come un soggetto stuprato da queste politiche possa sostenere chi lo violenta.

Maggiore dissenso registro invece tra liberi professionisti, artigiani, imprenditori e commercianti che della circolazione monetaria fluida hanno bisogno e ne sentono terribilmente la mancanza.

Per correttezza specifico che, a monte, il ragionamento che sostiene le mie idee è quello espresso da IlPedante: cerchiamo di conquistare maggiori tutele e sicurezze per chi non ne ha, invece di godere della cancellazione di quelle altrui.

Nicola

Rispondi

valerio 06 aprile, 2017 18:01

Quando i nazisti presero i comunisti,

io non dissi nulla

perché non ero comunista.

Quando rinchiusero i socialdemocratici

io non dissi nulla

perché non ero socialdemocratico.

Quando presero i sindacalisti,

io non dissi nulla

perché non ero sindacalista.

Poi presero gli ebrei,

e io non dissi nulla

perché non ero ebreo.

Poi vennero a prendere me.

E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa

Rispondi

Fondazione Elia Spallanzani 04 aprile, 2017 20:15

non siamo molto daccordo. Il pensionato che riceve una somma molto più alta rispetto ai contributi versati è palesemente un privilegiato rispetto a chi avrà una pensione calcolata sui contributi. Il fatto che l'anziano spenda il denaro e faccia "girare" i soldi non ha molto valore, innanzitutto perchè parte del denaro viene messo da parte, e in secondo luogo perchè se la questione è semplicemente di farlo spendere a qualcuno allora lo si potrebbe dare anche agli adolescenti, che non hanno meno bisogni o meno tempo libero degli anziani. Insomma non può esserci alcun dubbio sul fatto che era stato creato un sistema pensionistico insostenibile e ingiusto, basato su previsioni di crescita demenziali e irrealizzabili, e che per qualsiasi persona di sinistra (o semplicemente desiderosa di un po' di equità) il fatto che una persona sia potuta andare in pensione a 50 anni e possa percepire per altri 40 una pensione del tutto slegata dai contributi che ha versato è una porcheria infame e uno sputo sulla giustizia.

Rispondi

Il Pedante 05 aprile, 2017 21:27

Gentile Elia, trovo che il suo "disaccordo" sia una mera riformulazione dei messaggi oggi in voga. Quando ci sono due categorie che godono di vantaggi differenziati ci si trova di fronte a un classico bivio dialettico: considerare 1) "privilegiato" chi gode di condizioni migliori (come si usa tra i sacerdoti del mercato über alles) opp. 2) "discriminato" chi gode di condizioni peggiori. Con il contributivo fanno tutti la fame, sicché sarebbe saggio che tutti vi si opponessero. La "somma molto più alta rispetto ai contributi versati" è una frase che gira a vuoto nelle mie orecchie. La questione è solo la dignità e l'effettività della pensione. Io vedo pensionati a 1000 euro al mese. Meno di così non è dignitoso. In quanto ai baby pensionati e alle pensioni d'oro sono certamente fenomeni deplorevoli, ma usare i soliti casi eclatanti per per accettare che si tolga il pane alla massa è una falsa sineddoche.

Rispondi

Tibidabo 06 aprile, 2017 07:10

Gentile @Elia,

ti cito:

"(Possa percepire per altri 40 una pensione del tutto slegata dai contributi che ha versato)........

è una...PORCHERIA INFAME...e uno...SPUTO SULLA GIUSTIZIA"

Quando si evocano la sporcizia degli animali archetipicamente impuri (maiali, cani, vermi etc) e le secrezioni fisiologiche (con diverse e interessanti implicazioni semantiche per il sangue, quelle orali, scatologiche o sessuali) è il chiaro segno che si sta lanciando il grido per formare il branco-massa pronto ad abbandonarsi orgiasticamente agli istinti primordiali, rinnegando la razionalità di una "kultur" della quale ci si ritiene dolorosamente indegni, pronti a sublimare la propria vergognosa condizione di subalternità sociale proiettandola sul "capro espiatorio" nei confronti del quale sarà lecito esercitare qualsiasi violenza.

Una violenza che è proiezione di quella che ci si sentirebbe in dovere di rivolgere contro chi realmente è l'oppressore ma che si teme e contemporaneamente adora caninamente a tal punto da accettare la propria subalternità ritorcendo contro sé stessi l'infamia di questa rinuncia in cambio di un minimo di benessere materiale.

Quando però anche questo benessere materiale - che è il compenso di quello schiavo senza dignità che è il piccolo borghese che non si ribella - viene a mancare, l'omino ontologicamente di casta inferiore capisce che dovrebbe mettere in atto quella rivolta che lo metterebbe in conflitto con il padrone, di cui tanto ha paura e che tanto ama, ma essendo appunto un omino non ce la fa e quindi rinuncia vigliaccamente come sempre a mettere in discussione l'ordine impostogli dai padroni e si crea quel bouc émissaire che gli sembra più idoneo per un combattimento senza rischi.

Parliamo piuttosto di come si possono diminuire le disuguaglianze, parliamo della necessaria limitazione al diritto di successione ereditaria oltre certi altissimi livelli di ricchezza, della assenza di mobilità sociale la quale comporterebbe però non solo la salita ma anche la discesa da accettarsi serenamente in virtù di un welfare di un livello tale da rendere le differenze sociali una questione più di prestigio sociale che sperequazione economica e parliamo di chi dovrebbe essere tassato per questo welfare; parliamo di stock options e revolving doors e di cosa comportano, parliamo di un limite da porre alle differenze salariali (ad es: manager vs impiegati o operai), parliamo di come aiutare nello sviluppo i paesi del terzo mondo nella consapevolezza che una volta aiutati diventeranno nostri concorrenti alla pari.

Ma soprattutto parliamo di spirito rivoluzionario e non limitiamoci come fai tu Elia a supplicare i padroni di far star male "come gli altri" chi sta appena un pochino meglio di te.

Non è questa miserabile soddisfazione che ti ridarà quella giustizia che invochi enfaticamente fra metaforici maiali e sputi.

Anche se certamente il verme che si rigira voluttuosamente fra le proprie feci fa gridare vendetta al popolo davanti al suo Signore Iddio etc etc etc

Rispondi

roxgiuse 06 aprile, 2017 12:39

Gentile @Fondazione Elia Spallanzani, non voglio neppure replicare attestando che il fondo pensionistico dei lavoratori dipendenti è il più stabile d'Europa e finanzia pure la cassa integrazione e le prestazioni assistenziali che forse sarebbe più congruo finanziare con la fiscalità generale. Il fatto è che stato di diritto significa individuo al centro dell'ordinamento, con la propria dignità e i diritti materiali che la integrano. Quindi non sta scritto da nessuna parte che il sistema previdenziale debba autofinanziarsi. Come abbiamo trovato decine e decine di miliardi di euro per assistere il sistema finanziario cosi possiamo tovarli per il sistema previdenziale. O con la tassazione ordinaria oppure, TERROREEEE, monetizzando gli importi, cioè "stampando moneta", con l'effetto di rilanciare l'economia fino a quanado non supereremo la crisi di domanda aggregata, e scaricando l'onere sui possessori di effetti monetari quando la domanda, avendo saturato l'offerta e facendo pressione sulla stessa, dovesse generare un po' di inflazione. Se mi risponderà con le solite stupidaggine sul debito pubblico le anticipo che la BCE si è ricomprata circa 200 miliardi del nostro, italiano, e che, volendo liberare il governo dalla morsa ricattatoria, potrebbe eliminarli con un tratto di penna.

Rispondi

Il Pedante 06 aprile, 2017 16:15

Inutile aggiungere che il sistema anodinamente detto "contributivo" è una finanziarizzazione della previdenza. Si implica che lo Stato dovrebbe trasformare i suoi servizi in un investimento finanziario a lungo termine, per poi stupirsi: toh, ma allora perché non andiamo direttamente dagli assicuratori? Che è ovviamente lo scopo della favoletta.

Rispondi

Roxgiuse 06 aprile, 2017 17:21

Gentile @Il Pedante, aggiungo anche che quello che Lei dice è talmente evidente che non esiste nessuna capitalizzazione contributiva. I contributi attuali continuano a pagare le pensioni in essere accumulando i residui, pronti pronti a passare a qualche istituzione finanziaria privata.

Rispondi

a perfect world 07 aprile, 2017 15:08

Gentile @Fondazione Elia Spallanzani,

o non ha letto Germinal, oppure l'ha letto e rimpiange i bei tempi. Anche li' si toglieva la pensione a qualcuno che non la meritava...

Rispondi

NicolaTE 08 aprile, 2017 10:50

Gentile @Fondazione Elia Spallanzani,

scusi, non capisco perché una persona di destra non possa trovarsi infastidita dalle pensioni in età verde.

Gentile @IlPedante,

il sistema pensionistico italiano, sia a regime contributivo che retributivo, è organizzato - da sempre - per ripartizione e non per capitalizzazione. Come fa ben notare Lei, la favoletta del "dammi i soldini ora che io li investo e te li restituirò tra quaranta (quarantacinq.. sei... sette... otto...) anni" dovrebbe essere spenta sul nascere perché permette quello che ben spiega Roxgiuse: scudi freschi da buttare nella finanza.

Direi che è stato pensato - come tutti i sistemi pensionistici pubblici ed obbligatori - come una sorta di patto sociale intergenerazionale. Il che, a mio modo di vedere, è una cosa buona.

Purtroppo, l'idea dilagante che lo Stato si debba comportare come un'azienda privata e "fare i compiti a casa" ha inculcato nelle teste dei cittadini che la quenta dei vecchi la debbano pagare i giovani, innescando così un altro conflitto sociale. Purtroppo non quello giusto.

Nicola

Rispondi

ws 10 aprile, 2017 15:41

Gentile @Il Pedante,

applausi, soprattutto per la sua bonaria pazienza perché certi (s)ragionamenti aizzati dal sistema merdiatico

sono "parti" di sciocchi o delinquenti; i primi seppure in buonafede non riescono a vedere che la distruzione dello "stato sociale" è finalizzato solo alla costruzione dello " stato dei padroni " ( con l' inevitabile corollario della schiavitù legale ) mentre i secondi invece lo sanno benissimo

Rispondi

Fondazione Elia Spallanzani 22 aprile, 2017 09:04

Gentile @Il Pedante, se bisogna versare a tutti almeno una somma sufficiente bisognerà prima stabilire quale sia, e non si sa come, e poi bisognerà trovare il modo di spillare sangue dalle rape, visto che la ricchezza non si crea per magia, oppure in alternativa bisognerà modificare la mente degli umani per indurli ad abbandonare la competizione: tutti compiti che potranno essere agevolmente portati a termine nell'arco di dieci o quindicimila anni. Nel frattempo, coloro che continuano a ricevere somme sproporzionate rispetto al lavoro fatto possono stare sereni.

Rispondi

Roxgiuse 23 aprile, 2017 13:41

Gentile @Fondazione Elia Spallanzani, se sa di matematica finanziaria provi a capitalizzare il contributi a rendimento medio 2% e poi a decapitalizzarli per il periodo di percepimento della pensione. Avrà la sorpresa di vedere che, a parità tra stipendio medio e pensione media, il rapporto sarà 1:1,2. Ovvero chi ha lavorato 30 anni potrà percepire pensione uguale allo stipendio medio per 36 anni. Tutto depurato dell'inflazione. Ma non è questo il punto: le nostre pensioni previdenziali erogate assorbono circa il 14% del PIL, ma nessuno vieta di aumentare questa percentuale fino al doppio o al triplo. Il problema è politico e non finanziario. E io, ma è una scelta personale, preferisco far vivere dignitosamente una persona negli anni in cui è più debole che non optare per altro.

Rispondi

massimo 03 aprile, 2017 21:48

Ho udito i vecchi, i vecchissimi, dire:

« Tutto muta,

E a uno a uno noi scompariamo,

Avevano mani simili ad artigli, e le ginocchia

Contorte come i pruni antichi

Presso le acque.

Ho udito i vecchi, i vecchissimi, dire:

« Tutto ciò che è bello trascorre via

Come le acque

William Butler Yeats

Rispondi

roberto 02 aprile, 2017 09:37

A proposito della Germania del 1940, chissà che a qualcuno non venga in mente di riesumare il programma “Aktion T4”.

roberto r

Rispondi

Alberto T. 01 aprile, 2017 16:50

Per Tutti, a cavallo degli 80.

Oggetto : ottimizzazione strutturale della popolazione inattiva.

Egregi Signori/e

A seguito recepimento delle direttive comunitarie per il controllo della spesa pubblica e delle raccomandazioni Ue,Fmi,BCE sul 'Contenimento dei costi delle Risorse Umane' ,Voi avete raggiunto il limite di età consentito.

Conseguentemente, in base alle statistiche Eurostat e agli studi di settore aggiornati al 31/12/16 del MISE,la vostra vita non offre più alcun interesse,ne' vantaggio per la società, ma purtroppo apporta un ulteriore carico di costi e questo, sia ai fini pensionistici sia per i costi causati dalla vostra salute sicuramente cagionevole.

Per i suindicati motivi, in virtù del diritto delle giovani generazioni a vivere dignitosamente la loro vita,del diritto dei migranti che fuggono da 'guerra,fame e miseria' ad una solidale accoglienza nel nostro Paese,essendo la morte 'un dovere civico', entro giorni 30 (trenta) dal ricevimento della presente, dovrete presentarvi spontaneamente presso il crematorio comunale del cimitero della vostra città, per permetterci di procedere al vostro incenerimento.

Si prega di presentarsi in orario compreso dalle ore 09:00 alle 12:00, muniti di:

- carta d'identità valida (o documento equivalente);

- codice fiscale in originale;

- libretto pensionistico (sarà incenerito con voi);

- una scatola adeguata a contenere le vostre ceneri con il vostro nome già scritto in caratteri stampatello maiuscolo;

- kg.20 di legna ben secca, o in subordine tanica di lt.5 di benzina.

In occasione della vostra cremazione è richiesta una piccola partecipazione alle spese per non creare aggravio sul bilancio comunale soggetto al Patto di stabilita' interno:

- soggetti fino a kg.75 euro 35,00;

- soggetti oltre a kg.75 euro 45,00.

Si prega gentilmente di portare denaro contante, considerando che è l'ultimo vostro pagamento.

N.B.

Per evitare pericoli di esplosione e danneggiamenti alle strutture pubbliche utilizzate si prega di non ingerire super alcolici nelle 48 ore precedenti il trattamento.

Certi di trovarVi con Noi d'accordo auguriamo un Sereno Trapasso.

Il Vostro Sindaco.

Rispondi

Daniela RISI 08 aprile, 2017 16:38

Gentile @Alberto T., Mi spiace assai ma la informo che ad esempio nel comune di Pontassieve basta averne 60 essere disoccupata dopo 30 anni di lavoro e malata e senza reddito per essere prima lapidata e poi buttata nella geenna a norma comunale e senza neppure l'onestà di metterlo per scritto. E la sindaca non riceve non da appuntamento alla cittadina morente

Non è così leale come il suo. Né così accurata nei dettagli che facilitano di molto l'esperienza finale.

Rispondi

Alberto T. 09 aprile, 2017 21:56

Gentile @Daniela RISI, Sa' cosa farei io?Copierei quel che ho scritto sarcasticamente e lo manderei al rapp.politico dell'opposizione e (perche' no ad un giornale locale) accompagnato dal racconto vero della sua grave situazione.Magari quel sindaco (preso da vergogna) rinsavirebbe,aiutandoLa.Le faccio i miei miglio auguri.

Rispondi

roberto 01 aprile, 2017 12:17

Interessante da questo punto di vista la proposta de lavoce.info del 2011

http://www.lavoce.info/archives/27314/votogiovanevotodaponderare/

in cui si evidenzia tra le tante "perle" sul voto "ponderato" vecchi-giovani:

"Per non rimanere sull’astratto, proviamo a vedere come potrebbero essere i pesi e quale potere di riequilibrio potrebbero avere. Varie scelte sono possibili. Qui, con obiettivi solo esemplificativi, costruiamo la ponderazione su una trasformata dell’aspettativa di vita residua corrispondente a ciascuna età a partire dai dati più recenti pubblicati dall’Istat, riferiti al 2008. In base a tali dati un ventenne ha mediamente

davanti altri cinquantanove anni (le scelte sbagliate di oggi possono quindi compromettere un’intera vita), mentre un settantacinquenne poco più di dieci anni (preferirà quindi massimizzare sul presente che investire sul domani). Sembra però eccessivo prevedere che un giovane abbia un peso sei volte maggiore rispetto a un anziano."

Si l'accenno all'utilizzo di sofisticate tecniche matematiche per cui ci si può chiedere : ma allora sarebbe giusto esentare i "pensionati" con conoscenze matematiche approfondite ! E continuano:

"Il voto ponderato si può naturalmente applicare in prima battuta per fasce di età, utilizzando schede di

colore diverso per età diverse. In prospettiva, con il voto elettronico, questi problemi sono destinati a essere del tutto superati. Uno dei meriti di questo sistema è che responsabilizza elettori e candidati di tutte le età. I secondi perché dovranno rispondere a tutti i propri elettori, non solo quelli numericamente più consistenti. I primi, perché non avranno quote o riserve garantite."

Certo fa sorridere l'utilizzo di matematica sofisticata insieme all'aggiunta del voto elettronico ma lo scopo sembra quello di far evidenziare come nel titolo di questo post "Hier tragt du mit"

saluti e complimenti al "Pedante"

Rispondi

Il Pedante 01 aprile, 2017 23:15

La proposta purtroppo ci è nota e ne abbiamo dato notizia in un articolo precedente (http://ilpedante.org/post/la-dittatura-degli-intelligenti-quelli-della-paidocrazia). La Sua osservazione sul carattere pseudomatematico del nuovo totalitarismo è importante perché ne identifica la declinazione odierna, che si chiama tecnocrazia.

Rispondi

Bombadillo 01 aprile, 2017 11:03

Carissimi,

si tratta, come tutti capiamo, di una delle tante applicazioni del dividi et impera che, in modo tanto efficace, le oligarchie finanziarie che ci comandano hanno saputo mettere in campo.

Tutti contro tutti. Moltiplicazione dei conflitti. Basta che non sia quello giusto, ovverosia quello di classe, inteso nel senso corretto dei lavoratori (ivi compresi gli imprenditori) vs. quelli che vogliono vivere di rendita finanziaria (e la loro corte dei miracoli di maggiordomi prezzolati: che siano giornalisti, opinionisti, politici, capi di governo, eurocrati e, perché no, pure colleghi universitari).

Mi ha sempre impressionato questa invidia al ribasso: l'invidia, cioè, che non mi porta a voler avere pure io ciò che l'altro ha, e che appunto gli invidio (che sia la ferrari o la pensione "d'oro"), ma che vuole trovare soddisfazione nel togliere l'oggetto della mia invidia a chi lo possiede.

Il conflitto con i vecchi, però, è particolarmente bizzarro. Voglio dire, capisco il conflitto coi dipendenti pubblici, da parte di chi pensa che tanto lui dipendente pubblico non lo diventerà mai, capisco il conflitto con i parlamentari, da parte di chi pensa che tanto lui parlamentare non lo diventerà mai, posso perfino capire il conflitto con i nati malati, da parte di chi è nato sano, o con i malati in genere, da parte di chi è sano e "scommette" che non si ammalerà e non avrà bisogno della sanità pubblica cattiva.

Ma vecchi (si auspica) lo diventeranno tutti.

Voglio dire: in potenza, stai odiando te stesso.

Vecchi di merda?

Avrebbe senso solo da parte di un gruppo di giovani malati terminali!

D'altronde, l'unico vantaggio di essere vecchio è che non sei morto giovane (e non è poco, anzi..).

Tom

Rispondi

Il Pedante 02 aprile, 2017 00:47

Caro Bombadillo, la Sua osservazione è giustissima. Già se lo domandava Arthur Schopenhauer nel considerare un ciclo naturale dove il forte opprime il debole senza pensare che nel volgere di poco tempo toccherà a lui la parte del debole e dell'oppresso. Sicché individuava nel raziocinio (qui come capacità di prevedere le conseguenze di una condotta) e nella compassione l'antidoto alla cecità della natura e degli errori in cui ciclicamente ci induce. Se interrompiamo il pensiero ricadiamo nel mondo delle bestie, di cui pure siamo cittadini.

Rispondi

Tibidabo 02 aprile, 2017 13:30

Gentile @Il Pedante,

da quando in qua l'oppressore diventa ciclicamente oppresso?

In effetti però non sarebbe male...in sostanza si potrebbe immaginare un sistema tipo giubileo ebraico che funzionerebbe così:

ci sono i ricchi/potenti che sono la classe A e i poveri/oppressi che sono la classe B; la generazione successiva però i figli degli A vengono automaticamente fatti diventare dei B e, viceversa, i figli dei B saranno degli A.

Con quali guanti di velluto il padrone tratterebbe i suoi servi...

Solo che non funziona mai così e mi stupisce che Schopenauer possa aver fondato un suo ragionameno su questa inesistente ciclicità dei ruoli.

Rispondi

Il Pedante 02 aprile, 2017 21:33

La ciclicità giovane/vecchio riflette quella di vita/morte.

Rispondi

Tibidabo 03 aprile, 2017 06:46

Gentile @Il Pedante,

giusto, ma nei rapporti sociali e nei rapporti fra diverse comunità o stati non esiste alcuna ciclicità "sostitutiva" nei ruoli di oppressore e oppresso.

Soprattutto, qui è il punto, non si riesce a uscire dallo schema secondo il quale "deve" esistere un oppressore e un oppresso (cioè il capro espiatorio).

Dire che siccome prima o poi "capiterà anche a te quindi sii previdente e comportati bene" non cambierà molto le cose.

E' vero che nella nostra società viene fomentato un certo tipo di odio sociale ma la realtà è che non è mai esistita e non esiste una singola società che non si fondi su questo sistema di "odio strutturale" che, come ho scritto sopra, viene descritto molto bene da Girard nel suo "Le bouc émissaire" (ma che senza bisogno di quel libro vediamo tutti i giorni con i nostri occhi - e vi partecipiamo - anche se non vogliamo ammetterlo).

L'implicazione dal punto di vista della prassi è che in questo momento non ha senso cercare di "dimostrare" che siamo dalla parte della (presunta) ragione o che siamo più buoni noi; occorre innanzitutto stabilire questo "noi" e decidere che deve diventare il soggetto guida della società non in virtù di programmi e ideali migliori ma semplicemente perché "vogliamo" essere noi al potere.

Se non si fa questo, se non si è "incazzati" prima di essere convinti filosoficamente, si rimane facili prede dei melliflui sofismi falsamente buonisti del postmoderno.

Rilinko questo passaggio fondamentale di un video di cui ho già parlato (22 secondi fino a 56:28)

https://youtu.be/3wfNl2L0Gf8?t=3366

"Je vous repondrais en termes de Spinoza: le prolétariat ne fais pas la guerre à la classe dirigeante parce qu'il considère que sa guerre est juste. Le prolétariat fais la guerre à la classe dirigeante parce qu'il veut pour la première fois dans l'histoire prendre le pouvoir et c'est parce qu'il veut prendre le pouvoir qu'il considère que sa guerre est juste"

Rispondi

F. 06 aprile, 2017 22:38

Gentile @Tibidabo,

Hai ragione.

Ma c'è qualcosa che mi dice, e non so davvero spiegare, che proprio il "perchè" proprio noi dovremmo "andare al potere", è proprio il grimaldello che scassinerebbe tutta la baracca.

Perdonatemi, scritta così sembra una cosa senza senso, e magari lo è, ma sentivo di doverlo scrivere.

Rispondi

NicolaTE 31 marzo, 2017 20:18

Come ne "Il Mondo Nuovo" del dottor Huxley, ciò che è vecchio è brutto, ciò che è nuovo e gggiovane è bello.

Da qui la passione per rottamatori vari e per tutto ciò che può svecchiare la nostra bigotta e decrepita Italia. Stupidi. Stupidi ed ignoranti.

Per amor di scienza e curiosità personale talvolta amo intrattenermi con delle teste di cacciucco che sostengono le idee di cui al meraviglioso post de IlPedante. Ovviamente non condivido una vocale dei loro discorsi, ma sono molto divertito dall'enfasi con cui li spacciano.

Incuriosito da tali esseri, rivolgo loro con sincera curiosità alcune domande: visto che - come dici- le generazioni precedenti ci hanno rubato il futuro magnannose tutto, trovi corretto vivere alle loro spalle? Ereditare la casa di proprietà? Prendere una laurea facendoti mantenere? Aver condotto un'adolescenza ed una giovinezza agiate?

Per coerenza, dovresti rinunciare a tutto, no? Ah, non conta se, mentre studiavi, hai fatto il cameriere due/tre sere a settimana.

A me pare una contraddizione in cui tanti cadono e non se ne accorgono nemmeno.

Rispondi

Tibidabo 31 marzo, 2017 20:11

Se si riscontrano analogie fra nazismo e "economia sociale di mercato fortemente competitiva" (esmc) si deve riconoscere che evidentemente non si tratta di un problema legato a un determinato tipo di sistema (il nazismo ha fatto una guerra mondiale contro l’esmc e l'ha persa col risultato di esserne stato cancellato dalla faccia della terra. Hanno tante colpe "originali" di loro, non serve attribuirgliene altre che oltretutto sono altrettanto caratteristiche di sistemi totalmente opposti).

La gerontofobia di cui parla Il Pedante è una variante, una delle infinite possibili, di capro espiatorio, il "bouc émissaire" di cui parla René Girard nel suo omonimo libro dove sostiene che TUTTE LE SOCIETÀ DA QUANDO ESISTE L'UMANITÀ si fondano rigidamente sulla creazione di un capro espiatorio sul quale riversare tutta la violenza dovuta alla paura per l'insicurezza del futuro, la proiezione dei propri sensi di colpa e l'onere della ripulitura delle false coscienze.

https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Bouc_émissaire#Anthropologie_mim.C3.A9tique:_Ren.C3.A9_Girard

Secondo l'antropologo francese è questo atto di cieca ferocia collettiva che realmente "costituisce" un gruppo umano e a conferma di questa ipotesi basterebbe osservare che l'unica e sola reazione politica alla crisi del 2007, quella delle destre populiste (Grillo è un caso a parte nel mondo), viene appunto da una nuova identificazione del capro espiatorio questa volta nei migranti (che NON devono essere accolti se non per questioni di asilo politico o per cause di guerra, che sono un vero esercito di riserva del capitalismo europeo ma che NON sono quei criminali per predisposizione genetica e/o culturale come vengono descritti dagli accesissimi reazionari moderni).

Casomai l'elemento caratteristico della economia sociale di mercato competitiva è che in una società tradizionale il capro espiatorio viene scelto quasi sempre) all'esterno e "sempre" con l'intento di cementare indissolubilmente il gruppo mentre al contrario nel sistema attuale il capro viene scelto non fra degli estranei ma all'interno del gruppo dei subalterni quindi fungendo da insormontabile ostacolo preventivo a qualsiasi presa di coscienza "di classe" cioè con uno scopo non più di semplice coesione ma di divisione selettiva e controllata.

Rispondi

The Max 31 marzo, 2017 17:36

Non sono solo i giovini, ma anche i pensionati stessi. E' un'impresa far capire che, ad esempio, le baby pensioni (per quanto non proprio simpatiche per chi si fa 35-40 anni di lavoro) non sono state la causa dei presunti problemi del sistema pensionistico e che oggi noi non stiamo pagando per quegli errori.

Rispondi

X 30 marzo, 2017 21:07

Ma poi tra l' altro su sta cosa delle pensioni truccano palesemente le carte e i numeri.

Segno definitivo che; cari pensionati; a sto giro vi beccate una bella segata.

Paragonano la spesa pensionistica italiana e la confrontano (in rapporto al pil) con quella degli altri paesi, omettendo che dalle nostre spese pensionistiche dovrebbero stornare una serie di spese che noi mettiamo in quel capitolato e altri (tutti o quasi) sotto altri capitoli di spesa.

E. Soprattutto. Quel numero è il LORDO. Laddove una bella fetta di quel "quarto di spesa pubblica" se ne torna allo Stato sottoforma di IRPEF essendo i pensionati italiani tra i più tartassati del mondo (o forse i più tartassati). I pensionati crucchi; per esempio, quanto pagano di tasse dirette?

Altro esempio di truffa manipolatoria dei numeri (qui beccano due piccioni con una fava: dipendenti pubblici e pensionati. Due tra le categorie più numerose; e dunque più odiate)

"L' INPS va in rosso perché si è accollarsi il sistema pensionistico del settore pubblico."

Già. E come mai va in rosso?

"perché se so' magnati tutto" "dipendenti pubblici "tax spender" scrocconi.

La verità è molto più semplice.

Essendoci un mostruoso taglio del tourn-over da tempo immemorabile nel pubblico (i dipendenti pubblici sono sempre e comunque troppi. Per definzione. E spesso a "ricordarcelo" sono "prestigggggiosi" dipendenti pubblici d' alto borgo) ci sono OVVIAMENTE meno contributi versati di prima mentre le uscite sono sempre quelle. Più o meno.

Rispondi

L'im. 30 marzo, 2017 20:49

Non sembrano i ricchi vittoriani che si tenevano il cannone in giardino?

http://edition.cnn.com/2017/03/20/luxury/doomsday-luxury-bunkers/index.html

Non penso sia una pandemia quello che devono temere.

Ribadisco (credo di averlo già scritto) il suggerimento "Diario della guerra al maiale" di Casares.

E sempre grazie

Rispondi

Sergio 30 marzo, 2017 19:23

Scusate, se scrivo d'impeto ma la sola parola che mi sovviene è un senso diffuso di "schifo", una nausea che non riesco a fermare.........ma questi esseri non pensano che, se avranno fortuna, saranno a loro volta dei vecchi, e toccherà a loro sentirsi inutili o addirittura un peso per la società.

Gli auguro di ricevere un domani l'amore che loro ora fanno trasparire verso i più deboli, e ne sono sicuro riceveranno con gli interessi !!!!!

Sergio

Rispondi

Massimiliano 03 aprile, 2017 21:13

Gentile @Sergio, anche se ad occhio sembrano dei troll, costoro sono già un peso e sono già inutili per la società...

Rispondi

carla 30 marzo, 2017 18:58

Quello che ci viene rubato con le parole, attraverso le parole, è molto di più anche della pensione.

La pensione è la caramella elargita con un beffardo sorriso al bambino a cui è stato precedentemente sottratto il lascito paterno dal tutore.

Le parole, la loro deformazione, la deformazione della realtà, la manipolazione che consentono sulle coscienze è il furto ancora più grande e irreparabile e questo intervento mette bene in luce quanta povertà si produce in questo senso. Quali azioni solidali e condivise possono tentare di contrastare questa degenerazione, questo cancro?

Rispondi

Alfredo 30 marzo, 2017 17:37

Aggiungerei (anche se il concetto è già implicitamente espresso nella pedanteria) che le pensioni oggetto di liberistica damnatio sono, ça va sans dire, quelle pubbliche. Ai nipotini di Von Hayek non stanno tanto a cuore le sorti dei giovani virgulti vessati dai pingui vegliardi; essi anelano piuttosto ai succulenti mercati prigionieri (dai rischi bassi e dai profitti certi) che lo Stato cattivo e spendaccione gli preclude attraverso il welfare.

In questa ottica, è evidente che innescare il conflitto generazionale è parte integrante della 'tecnica standard di privatizzazione' sintetizzata da Chomsky: prima mandi a ramengo il pubblico con tagli ("perché costa troppo") e inefficienze ("perché in Italia sono tutti ladri"), poi, facendo leva sul legittimo astio ingenerato nei cittadini, fai gestire il tutto al privato.

E l'equità è servita.

Rispondi

antonio martino 30 marzo, 2017 15:46

Grazie, dal profondo del cuore di un ventiduenne schifato della realtà e della stragrande maggioranza dei suoi coetanei.

Le pensioni sono il paradigma dell'insopportabile odio sociale, fondamenta dell'ordine liberista. Che un lavoratore debba versare parte del proprio stipendio (già di per sé non pari al valore da lui creato) per contributi previdenziali mi pare una barbarie, cartina tornasole dell'assenza ideologica dello Stato. D'altro canto il vecchio non è più produttivo, "assorbe" ma non crea, e quindi v'è tutto l'interesse a farlo fuori il più presto possibile. Hai visto mai che quel catorcio animalesco dell'Uomo possa mai godere della vita? Quello è un lusso riservato ai pochi aristoi del Capitale

Rispondi

roxgiuse 30 marzo, 2017 16:29

Gentile @antonio martino, sono felice che un ventiduenne come lei sia sfuggito al teatrino allegorico con il quale la classe egemone riesce a cooptare le vittime al proprio giogo e che tanto bene è stato decritto dal Pedante. In mezzo a tanti giovani ubriachi di mercato, di curve di domanda ed offerta, di meritocrazia e di colpevolizzazione delle vittime, mi piacerebbe sapere con quali letture lei è riuscito ad emanciparsi da tale coercizione ideologica.

Rispondi

F. 06 aprile, 2017 22:46

Gentile @roxgiuse,

Vivo più o meno la stessa situazione di antonio, anche se ho 25 anni.

E se devo essere sincero, ti dico che non lo so.

Vorrei saperlo anch'io perchè sono così.

Rispondi

roxgiuse 30 marzo, 2017 14:47

è la storia di sempre, nata in quel giorno di inizio estate di 36 anni fa. Finchè i diritti dovranno essere finanziati con i soldi di qualcuno questo qualcuno egoisticamente si ribellerà. La produzione di denaro fresco invece, fatto nei dovuti modi quando l'offerta è carente e i tassi di interesse sono alti, oltre a capitalizzare le produzioni spalma i costi, qualora si eccedesse e si producesse inflazione, su tutti i possessori di effetti monetari.

Rispondi