Dovete parlare di guerra civile

11 agosto, 2016 | 32 commenti

Il miglior modo per carpire i segreti dei padroni è ascoltare il chiacchiericcio dei servi. Così anche nel governo degli Stati, i cui rappresentanti più zelanti non distinguono l'esoterico dall'essoterico, i piani inconfessabili dalla propaganda, le trame dei pochi dall'interesse dei molti. Omnia munda mundis. Per loro la pappa del padrone è buona anche quando è avvelenata, sicché di tanto in tanto ce ne squadernano gli ingredienti. Senza malizia, né vergogna.

Il 14 ottobre 2015 il team di comunicazione del Partito Democratico alla Camera riportava le parole del deputato Enrico Borghi. L'onorevole si rallegrava del fatto che gli immigrati "si stanno sostituendo agli autoctoni nella filiera produttiva" manifestando così il senso deportazionista e destabilizzante delle politiche migratorie in corso. Meglio ancora, cioè peggio, aveva fatto un anno prima Laura Boldrini, che dalle stanze di una fondazione politica profetizzava testualmente:

Gli immigrati... sono l'avanguardia di questa globalizzazione, e ci offrono uno stile di vita che presto sarà uno stile di vita molto diffuso per tutti noi. Loro sono l'avanguardia di quello... dello stile di vita che presto sarà uno stile di vita per moltissimi di noi.

Con buona pace dei beati che ancora credessero il contrario: che cioè noi si accoglieva i disperati per offrire loro uno stile di vita più dignitoso. La voce tremebonda di Laura non lascia invece dubbi sul piano - come del resto anche i fatti.

Lasciando alla memoria dei lettori altri esempi famosi - come quello di Stefania Giannini, per il quale si è dovuto smentire, e poi cancellare dal web, il gossip della serva indiscreta - qui ci interessa una delle ultime voci dal sen fuggite: quella di Enrico Letta, il "servizievole maggiordomo dei poteri massonici" (cit. Gioele Magaldi) già primo ministro ad interim e diligente firmatario di una legge sul riordino del settore gas di cui abbiamo scritto su questo blog. Quel che carpisce ai piani alti Enrico lo spiffera, già da quando annunciava giulivo che saremmo morti per Maastricht. Oggi da Parigi discetta di terrorismo:

Dobbiamo parlare di guerra civile europea... Evidentemente gli attentati precedenti non hanno insegnato ancora abbastanza... Sì, dobbiamo imparare [a convivere con il terrore, modello Israele e] a trasformare la paura in risorsa di sicurezza. La paura deve portare alla moltiplicazione degli occhi, della difesa preventiva, della vigilanza. La prevenzione ha bisogno di un salto di qualità tecnologico e di... collaborazione tra i servizi di intelligence degli Stati. [Noi italiani non siamo] immuni. La strage di Nizza chiarisce in modo drammatico che ci siamo dentro completamente anche noi.

La parola guerra appare cinque volte nell'intervista, a partire già dal titolo: "È una guerra civile europea". Addirittura all'imperativo: dobbiamo parlare di guerra. Una disinvoltura agghiacciante, un pugno allo stomaco gratuito e apparentemente insensato da parte di chi per anni ha celebrato nell'integrazione europea il sommo garante della pace tra i popoli. Una forzatura che non può non essere voluta e progettata. Vediamo come e perché.

Sul piano retorico, l'intervista integra un classico esempio di falsa profezia, genere editoriale vieppiù praticato in cui la volontà degli attori politici è presentata nei termini neutri di un futuro inevitabile e conseguente. Ripassiamone la grammatica:

  • Regola n. 1: Spersonalizzazione del soggetto. Rispetto ai profeti del Vecchio Testamento che utilizzavano la prima persona per annunciare i messaggi di una terza (la divinità), i falsi profeti contemporanei operano all'inverso: per riferire gli intenti della prima persona - cioè di sé stessi - si pronunciano nella terza persona di fenomeni a cui attribuiscono la necessità e l'ingovernabilità propri della volontà divina.
  • Regola n. 2: Comunione con l'oggetto. Per rivolgersi in seconda persona ai propri destinatari/vittime usano invece la prima, creando così l'illusione di condividerne i destini.

Seguono esempi:

Testo originale Testo tradotto
[Banchieri:] Se gli Stati non faranno le riforme necessarie, salirà lo spread. Se gli Stati non faranno le riforme che vogliamo noi, non compreremo i loro titoli, facendo salire lo spread.
[Capi di Stato:] Il ritorno dei nazionalismi in Europa porterà la guerra. Per fermare i partiti nazionalisti, siamo disposti a trascinare l'Europa in guerra.
[Mario Monti:] La sostenibilità futura dei sistemi sanitari nazionali... potrebbe non essere garantita se non si individueranno nuove modalità di finanziamento per servizi e prestazioni. Renderemo insostenibile il sistema sanitario nazionale sottraendogli risorse, allo scopo di privatizzarlo.
[Ministri delle finanze:] Abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità. Avete vissuto meglio di quanto noi fossimo disposti a concedervi.
[L. Boldrini, cit.] Gli immigrati... ci offrono uno stile di vita che presto... sarà uno stile di vita per moltissimi di noi. ... per moltissimi di voi.

Non sfuggirà ai lettori più attenti che la grammatica della falsa profezia ricalca perfettamente quella dell'intimidazione. E in effetti i due generi coincidono in tutto salvo che nell'intenzione di chi esprime il messaggio: se latore consapevole dell'intimidazione o mero ripetitore. Per la partenogenesi dello spin, di cui parleremo in altra sede, la diffusione e l'efficacia di un'informazione falsa e/o distorta è solo in trascurabile parte da attribuirsi a chi la produce nella consapevolezza della sua falsità (lo spin doctor, o primum movens). Essa trae invece la sua vera forza dai successivi rilanci a cura di chi, credendovi senza riserve, la riformula autonomamente e la amplifica negli organi di stampa, sui social network e nelle sedi di confronto informale.

Tornando al caso, è certo possibile che l'anemico Letta non sia l'ingenuo ripetitore/delatore di una storia in cui egli stesso crede, bensì l'affidatario di un'intimidazione da recapitare ai lettori. Il physique du rôle non gli mancherebbe: ex uomo di alte cariche (quindi presumibilmente iniziato alle segrete cose), pacato fino alla letargia (quindi caro ai moderati) e da qualche tempo riciclato come docente in una specie di Bocconi francese (quindi investito dei crismi del tecnocrate). Quale che sia la sua vera identità, il senso del messaggio non cambia. Ne proponiamo nel seguito una traduzione limitatamente allo stralcio citato:

Dovete parlare di guerra civile europea. Dovete avere paura gli uni degli altri. La vostra paura è una risorsa per noi perché ci fornisce il pretesto per controllarvi, limitare la vostra libertà e la vostra privacy con nuovi strumenti di sorveglianza e integrare militarmente gli Stati. Poiché molti di voi si oppongono a queste misure, evidentemente gli attentati precedenti non vi hanno insegnato ancora abbastanza. Fino ad allora continueremo a colpirvi [opp. a creare le condizioni affinché continuiate a essere colpiti]. Anche in Italia: ci siete completamente dentro anche voi.

Non ci dilungheremo in questa sede sul ruolo propedeutico della paura e del trauma all'agenda politico-economica neoliberista. Ne ha già scritto pagine esemplari, tra gli altri, Naomi Klein in The Shock Doctrine, dove si apprende come negli ultimi 40 anni eventi materialmente e psicologicamente traumatici siano stati sfruttati, quando non deliberatamente cagionati, dai teorici del libero mercato per imporre le proprie riforme, secondo un piano d'azione esplicitamente formulato da Milton Friedman:

I seguaci della dottrina dello shock sono convinti che solo una grande discontinuità – un’inondazione, una guerra, un attacco terroristico – possa generare quelle tele vaste e bianche che così intensamente desiderano. In questi momenti malleabili, in cui siamo psicologicamente allo sbando e fisicamente sradicati, gli artisti del reale si mettono all'opera e iniziano il loro lavoro di ricreazione del mondo.

Di come l'intelligence statunitense, in mancanza di volenterosi martiri, fabbrichi a tavolino minacce terroristiche di matrice islamica per "mantenere viva la paura" abbiamo già scritto, con ampia documentazione processuale, su questo blog. Recentemente Maurizio Blondet ha evidenziato l'esistenza di casi analoghi anche in Canada, mentre il blog Voci dall'Estero ha documentato pratiche riconducibili al medesimo obiettivo da parte dei servizi segreti francesi. Lo stesso Enrico ce la butta là:

Plagiare menti deboli e portarle a gesti sconsiderati si è rivelato semplice... Abbiamo saputo più niente delle falle nella sicurezza di Bruxelles? E come è stato possibile che il camion sia entrato nell’isola pedonale di Nizza? Domande inquietanti.

Lasciamo la traduzione all'esercizio dei lettori.


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roberto buffagni 25 ottobre, 2016 13:54

Sì, però la guerra civile - a diversi gradi di intensità è un rischio reale, anzi una probabilità, perchè le etnie immigrate si organizzano in enclaves su base etnico-religiosa dove la lealtà primaria non va allo Stato ospitante, alla sua civiltà e alla sua cultura. Per governare territori caratterizzati dal multiculturalismo ci vuole un Impero, con tanto di etnia dominante, gerarchia tra le comunità, etc. (v. Impero romano e successori). Lo Stato democratico sta in piedi solo se è uno Stato nazionale dove la cittadinanza è sostanzialmente omogenea, altrimenti i conflitti etnico religiosi si traducono immediatamente in partiti politici, e il partito politico che vince le elezioni, impadronitosi delle leve dello Stato, fa fuori tutti gli altri (v. Africa, mille esempi).

E' impossibile, in Europa, "fare come Israele", perchè in Israele (uno stato che si legittima in base all'etnia e alla religione) c'è una apartheid de facto, necessitata dalla diversa dinamica demografica di ebrei e palestinesi. Il giorno in cui una testa vale un voto, in Israele, vanno al governo i palestinesi e gli ebrei se sono fortunati se ne vanno.

Qui in Europa, invece, il progetto, cosciente o meno che sia, è invece quello di dissolvere le identità sia degli autoctoni che degli allogeni, trasformandoli da cittadini in consumatori e lavoratori, e così conservando la facciata "democratica", che poi si manipola con le leggi elettorali e la disinformazione.

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Paolo 23 agosto, 2016 21:08

bisogna pubblicizzare questo blog magari facendo dei riferimenti in altri blog o forum con il link ....in modo che sia conosciuto il più possibile. E' unico nello stile ed è interessantissimo (a prescindere che se ne condivida il contenuto o meno )---->> con tutta la , scusate il termine, mer.......che c'è in giro questo è letteralmente oro colato.

Complimenti all'autore chiunque esso sia.

saluti

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Lo Smemorato 18 agosto, 2016 16:08

"Abbasseremo le tasse". Cioè: "abbasseremo le tasse alle multinazionali".

Nel caso di specie, a Ryan Air.

In questo modo, la competizione sarà ancora di più ad armi pari.

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lorenzo 19 agosto, 2016 18:41

@Lo Smemorato

a proposito di Ryanair, ho la sfiga si abitare a Bologna in un quartiere su cui passano molti aerei che devono atterrare al nostro aeroporto, che dista solo 6 km dal centro cittadino (venne costruito in anni in cui forse non si poteva immaginare Bologna come uno scalo internazionale). I geni della nostra giunta PD hanno presentato il recente accordo con Ryanair come un grande successo "economico", perché farà aumentare di circa 1500 unità i posti di lavoro. Naturalmente c'è stato, già da questa estate, un aumento esponenziale di voli, con gravi disagi per gli abitanti di alcuni quartieri, sottoposti a un inquinamento soprattutto acustico pesantissimo. Sono state raccolte 1700 firme per chiedere una soluzione, ma la risposta, da quel che so, è stata che anche 1500 posti di lavoro in più sono importanti. Un aeroporto a 6 km da centro, una compagnia aerea che vede possibilità di business, un'economia italiana ridotta a vendere il culo e la salute dei cittadini pur di fare girare un po' di soldi e lavoro. Insomma, siamo alle solite. Ci stanno trasformando in un paese del secondo o terzo mondo, che per campare deve vendere la pelle dei suoi abitanti. I media, ovvio, tutti a sottolineare il "successo" e pochissimi ad evidenziare il disagio.

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carlo lavezzari 15 agosto, 2016 18:12

Tutto giusto ma manca lo slancio finale di coraggio e onesta' :

blocchiamo gli sbarchi e rimandiamo a casa quelli che sono inopinatamente sbarcati.

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Bombadillo 15 agosto, 2016 13:58

Carissimi,

segnalo che su Libero di oggi -me lo sono trovato sotto l'ombrellone, e l'occhio è caduto sul titolo a tutta pahina- le prime 11 pagine sono interamente dedicate a I 50 motivi per lasciare l' euro. Continuano a ripeterci che uscire è impossibile, ma 5 nobel smentiscono.

Il primo motivo è Perché i trattati violentano la Costituzione. Poi Perché non dobbiamo temere inflazione e iper-inflazione, Perché svalutare non è il male assoluto, Perché per competere con la Cina non serve essere enormi, et similia.

Ora, mi rendo conto che sono tutte scoperte dell'acqua calda alle quali arrivano con un colpevole ritardo di quasi dieci anni, ma almeno ci arrivano. E con un'operazione in grande stile che squarcia il velo di omertà.

Che sia davvero l'inizio della fine?

Tom

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Aquilano 21 agosto, 2016 13:23

@Bombadillo

Ovviamente è anche la mia speranza, o meglio il mio sogno perché non credo di vederlo realizzato né in tempi brevi e neppure in modo incruento. Ritengo assolutamente improbabile che il Paese esca unilateralmente tramite la via politica per l'incapacità e gli interessi del ceto politico e dirigente, e neppure tramite un referendum che non auspico perché sembra che siamo tanti a volte uscire ma se andassimo a contarci non arriveremmo al 20%. Semplicemente gli italiani non vogliono uscire dal'€ perché uscire non si può perché glielo dice la tivvù e glielo dicono i giornali (con qualche eccezione che mi si perdoni conferma la regola).

Perciò penso che sia più probabile che noi si venga buttati fuori con disonore (anche se a ben pensarci ci devono ancora spolpare bene...) oppure che il castello crolli su sé stesso (magari in seguito a qualche sollevazione popolare; ma quando? Ma dove?). In ogni caso la questione tempo, che non gioca a favore del popolo, secondo me è difficilmente risolvibile e da qui a 5 anni noi saremo ancora tutti, allegramente?, dentro.

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Bombadillo 22 agosto, 2016 15:35

@Aquilano,

segnalo anche a te, e a tutti gli amici che leggono, che pure ieri Libero titolava contro euro e ue: ne deduco che sia così ogni giorno, e che Feltri abbia iniziato una vera e propria campagna.

Ovviamente, essendo Libero un giornale di destra economica, la cosa non è priva di contraddizioni, con i soliti "spesa pubblica brutta" e colpevolizzazione dei sindacati.

Tuttavia, è sempre meglio che niente, e comunque si potevano leggere anche pezzi in cui si sbeffeggiavano i terroristi psicologici ante-brexit, che ora ammettono di essersi sbagliati, e un articolo significativo di Becchi, contro la decisione di luglio della Corte Costituzionale di ritenere infondate le questioni sollevate in relazione al c.d. contributo di solidarietà pensionistico (quello del governo Letta).

Quindi, il bilancio mi pare positivo.

Ora, ovviamente, il punto non è Libero. Piuttosto, è che non si tratta di articoli isolati, ma di una campagna stampa martellante. E' possibile che sposti lettori, e che, in qualche modo, pure gli altri giornali inizino a riposizionarsi. Speriamo.

In fondo, non bisogna sopravvalutarli, si tratta di mere bandieruole. Se solo fiutano che il vento sta cambiando, ve li ritroverete tutti in un baleno contro l'euro.

Come col fascismo: il giorno dopo si scoprirà che erano tutti contro.

Tom

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nordeg 14 agosto, 2016 00:01

Un altro trucco ricorrente nella comunicazione liberistaconsiste nel NATURALIZZARE ciò che è CULTURALE:

ad esempio la globalizzazione viene presentata come un fenomeno naturale, quando invece è un insieme di trattati internazionali firmati da qualcuno e modifiche alle leggi ordinarie e costituzionali votate da maggioranze parlamentari.

Altro esempio: nella famosa frase di Padoa Schioppa sulla "durezza della vita" a cui vanno ricondotti i cittadini europei viziati dallo stato sociale, si fa passare per "vita" - fenomeno naturale - la ineguale distribuzione della ricchezza che è invece una caratteristica del sistema economico capitalista, il quale è una costruzione culturale inesistente in natura.

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Filipoi66 13 agosto, 2016 15:29

Carissimo Pedante, un ringraziamento sincero per la buona battaglia che conduce con io sui blog, che colpisce ogni volta, con précisione austro-elvetica, i bersagli giusti della "correttezza"politica ed economica.

Magistrale la decrittazione dei snistri messaggi espressi nella neolingua orwelliana usata dai personaggi evocati nel suo nuovo post.

Come politologo di formazione delnociana e defeliciana ho molto apprezzato la sua decostruzione del nazismo e del fascismo come "male aszoluto" che porta alla loro tabuizzazione ed in definitiva alla sottovalutaxione delle loro cause profonde ed ai meccanismi che li hanno alimentati.

Mi sono ripromesso in queste due settimane di vacanze di stampare i suoi post per studiarmeli con tutta la calma necessaria perché rappresentano una vera e propria guida alla sopravvivenza intellettuale in questo nuovo Medioevo.

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mikez73 13 agosto, 2016 00:43

A proposito di menti deboli e plagiate.

All'indomani dell'attentato di Nizza, verso le 9.30 di mattina mi capita di parlare al telefono con il Parente Piddino N.1 il quale, commentando il fatto, a un certo punto se ne esce con un pensoso "dobbiamo fare come Israele, dobbiamo israelizzarci…" io rimango alquanto interdetto, e penso "ma che c'entra?", chiedo lumi e il PP1 bofonchia qualcosa sul fatto che dobbiamo abituarci a convivere col fenomeno e bla bla bla, "come Israele come Israele"… io non indago oltre.

Al pomeriggio mi vedo con la Parente Piddina N.2, che bel bella a un certo punto se ne viene fuori con un "dobbiamo fare come Israele, il terrorismo è un fenomeno irreversibile, incontrollabile, come fai, non puoi controllare tutti, dobbiamo abituarci alla paura…" Io, basito, again. Il discorso è più articolato, più meditato. Però inizio a capire, faccio 1+1, e chiedo: "ma scusa, ma l'hai letta da qualche parte 'sta sbobba?" Al nome di Letta il mio cervello scotomizza immediatamente ogni ulteriore commento e più non dimando. Ma alla sera mi sale l'angoscia e penso: "ho a che fare con degli zombie, degli zombie…"

Alla fine sono andato a leggermi l'articolo di Letta, e scopro che non è manco un articolo, è un'intervista, e resto definitivamente basito: un'accozzaglia inverosimile di invocazioni, prescrizioni, ammonimenti, frasi senza senso senza un contesto, un attentato terroristico questo sì alla ragione umana. Bisogna imparare a convivere con il terrore, e che vuol dire? Restare chiusi in casa… penso io. No. Niente muri, casa aperta, Stato aperto. Il problema non viene da fuori. Uguale uguale a Israele, niente muri. Vabbé spendiamo soldi per tecnologie e intelligence… il nostro sistema di sicurezza. Moltiplichiamo gli occhi, che immagino non voglia dire guardare torvi gli immigrati. Eh, infatti, i terroristi sono europei. E poi non è una guerra di religione, perché? perché la maggior parte delle vittime sono di religione islamica. Logica ferrea. Ok, ma allora perché lo fanno? Boh. Il problema è il radicalismo.

L'odore del moderato, come un cadavere in putrefazione, invade le narici.

Il nulla cosmico, il vuoto pneumatico. Come una persona dotata di senno possa leggere questa roba e non ritrarsene inorridita è un mistero. E invece funziona, funziona come un jingle pubblicitario, si insinua nel cervello, lo colonizza, e lo svuota.

Ma soprattutto: il PP1 è laureato in Scienze Politiche e insegna alle superiori; la PP2 è laureata (in Storia) e insegna al Liceo (Italiano, Latino e Storia).

L'importante è informarsi.

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dhivanmukta 14 agosto, 2016 09:24

@mikez73

Zombie, è vero. Docenti, per giunta, abilitati a formare nuovi zombie.

Di palo in frasca, sebbene il concetto di 'israelizzazione' sia ben chiaro, la frase «Niente muri, casa aperta, Stato aperto. Il problema non viene da fuori. Uguale uguale a Israele, niente muri» - se si pensa al muro palestinese - lascia perplessi.

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a perfect world 15 agosto, 2016 16:55

@mikez73

I laureati sono i peggiori, forse da ragazzi han letto qualcosa e pensano di sapere... ed invece fanno solo discorsi da bar (sono laureato, circondato da ingegneri...)

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mikez73 16 agosto, 2016 16:45

@dhivanmukta

In verità "uguale uguale a Israele" era appunto il mio commento ironico al nonsense dadaista di Letta. Comunque sì, che siano insegnanti fa particolare specie, sia in quanto intellettuali che in quanto traghettatori del sapere. A giudicare dall'esperienza personale e da quel che si legge in giro bisogna ammettere, con un certo dolore, che sembrano davvero una categoria svantaggiata, diciamo così, un ceto sociale del tutto regressivo.

La spiegazione che mi son dato io è che il loro lavoro ha alcune caratteristiche che ne ottundono la possibilità di provare sulla propria pelle ciò che sta succedendo, e quindi di capire per esperienza diretta, visto che per via intellettuale a quanto pare è quasi impossibile.

Alcune caratteristiche sono condivise con il grande mondo dell'impiego pubblico (che vuol dire innanzitutto 27 fine mese garantito cascasse il mondo; 0, dicasi zero, licenziamenti o perdita di lavoro a causa della crisi - a fronte dei quasi 2 milioni del privato; e il fatto che il loro stipendio non dipende dal reddito dei loro concittadini - ancora per poco) ma le altre sono peculiari al mondo della scuola:

1 - sono del tutto al riparo dal grande dogma della concorrenza, sia interna che esterna (il problema della competitività con la Cina e la Cermania a loro gli fa un baffo)

2 - sono del tutto al riparo dalle conseguenze dell'immigrazione e della tecnologia. Non ci sono immigrati che, teoricamente, potrebbero fare il loro lavoro a salari più bassi, non ci sono software che possono rendere più efficiente e meno costoso il loro lavoro. Sempre per il momento.

3 - Non hanno rapporti conflittuali con i colleghi e non hanno rapporti gerarchici con dei superiori, hanno solo dei rapporti di potere, in senso lato, con degli inferiori, cioè gli studenti.

Praticamente sono del tutto avulsi dal mondo del lavoro come l'hanno conosciuto (cioè una merda) tutte le altre categorie negli ultimi 10/20 anni. Infatti quelli che conosco io vivono ancora come se fosse il 1986. Beati, proprio. Da questo punto di vista quelli della mia generazione sono molto più fortunati, nati e cresciuti alla fine del XX secolo, adesso ci ritroviamo a vivere a fine '800 (la grande depressione del 1870, i prodromi della grande guerra, il capitalismo in tutta la sua ferocia). Mi resta da scoprire in quale secolo vivrò la fine, indeciso tra Medioevo e Blade Runner. Vivere a cavallo di tre epoche non è da tutti.

Rispondi

dhivanmukta 16 agosto, 2016 18:33

@mikez73

Non avevo colto l'ironia, circa il muro.

Bella, l'analisi del mestiere docente.

"Vivere a cavallo di tre epoche non è da tutti" è vero. Meno male che, a differenza dei replicanti, un'anima ce l'abbiamo.

Rispondi

Carlo 18 agosto, 2016 15:56

@dhivanmukta Non credo si possa dare per scontato che i replicanti non avessere un'anima https://www.youtube.com/watch?v=A0cxa6Su9-w

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fabrizio 18 agosto, 2016 20:07

@mikez73

Tra le molte cose condivisibili, mi permetto di lanciarti un warning di fondo su come hai inquadrato lo status dei dipendenti pubblici (insegnanti compresi, su cui concordo ampiamente con te). Mi riferisco al fatto che quello dei 'diritti acquisiti' è uno dei più classici spin creati dai precarizzatori, finalizzato a far passare per privilegi le condizioni di lavoro una volta, tendenzialmente, normali per (e comunque auspicate da) tutti. Avendo così dualizzato il mercato del lavoro, possono poi sfruttare i precari e i meno garantiti come grimaldello per distruggere le condizioni che dovrebbero essere normali, facendole passare per privilegi. Non ci cascare: per quanto vivano fuori dal mondo, i dipendenti pubblici usali, finché ci sono ancora, per rivendicare un'equiparazione al rialzo, e non farti usare per contribuire a distruggere anche solo il ricordo di una diversa condizione possibile. È esattamente il tipo di operazione autodistruttiva che vogliono indurti a compiere.

Rispondi

Stefano Longagnani 19 agosto, 2016 02:24

@fabrizio

Concordo su tutto. Ho lavorato nel privato. Poi nel para pubblico (multiutility), ora sono insegnante. I colleghi mai usciti da scuola sono fuori dal mondo. Però non ci sono più imboscati nel pubblico rispetto al privato: sono dinamiche diverse. Per servizi pubblici e monopoli naturali il privato è una tragedia.

Rispondi

dhivanmukta 19 agosto, 2016 19:00

@Carlo

Innanzi tutto, grazie al Pedante per la pazienza che mostra nel pubblicare queste chiacchiere del tutto impertinenti al suo bel post.

Circa Blade Runner, grazie a te per il link ad una bellissima scena di un bellissimo film. Tuttavia penso che, se l'anima è opera divina, una creazione umana non possa esserne provvista. Piuttosto si può serenamente affermare che ogni creatura divina - se uno crede alla Creazione - sia dotata d'anima (o di un di lei equivalente).

Sul tema, sarebbe da chiedersi quale delle due anime avrà quella nefandezza che contano di fare nel prossimo anno, cioè un trapianto di testa. Stando ai testi sacri, l'anima non abbandona subito il corpo ...

Rispondi

mikez73 19 agosto, 2016 22:29

@fabrizio

Be' sì certo, sono consapevole dello spin sui diritti acquisiti come privilegi (rafforzato peraltro adesso dall'immigrazione, come ha ben esemplificato il tremebondo Rondolino con il suo post sugli insegnanti choosy a fronte di quelli che si muovono sui barconi a rischio della vita). Ma i fattori che avevo evocato io non volevano condannare un privilegio, bensì provare a spiegare un'ottusità.

Tanto per dire, negli ultimi rendez-vous di parenti piddini e amici annessi a cui partecipavo fino a qualche tempo fa, mi ritrovavo io, povero (ex) dipendente privato, a difendere l'idea stessa di Stato e Pubblico di fronte a una banda di ex-sessantottini, prossimi o già in pensione, con la bava alla bocca che latravano contro lo Stato, la spesa pubblica (cioè il loro stipendio o pensione), i fannulloni, la corruzione e la responsabilità individuale e la Sanità uno schifo e bla bla bla, al che guardandoli stupefatto mi ero reso conto che erano o erano stati tutti, tutti, dipendenti pubblici.

Nell'ordine: insegnante e preside delle medie inferiori - che quando mi vede mi saluta ancora col pugno alzato, figurarsi, insegnanti alle superiori in istituti tecnici o licei, docente di economia all'università - quella che mi aveva riso in faccia a inizio 2012 quando le avevo detto che Monti avrebbe fatto di nuovo esplodere il debito pubblico, che se ci penso ancora mi sale l'ira funesta - preside di facoltà, medici di ospedale, un primario, dirigenti di alto livello di ospedali e aziende sanitarie (sui quali però bisognerebbe fare un discorso a parte perché si rendono conto dell'imminente attacco al SSN).

Sputavano e sputano nel piatto in cui mangiano. È questo che mi fa imbestialire: fanno i floci con il culo degli altri, che accendano un cero alla madonna per averla sfangata finora ma che smettano di alzare il ditino per insegnare - alcuni per pura deformazione professionale - agli altri alcunché. Certo, erano e sono tuttora accecati da una parte dal malfunzionamento della pubblica amministrazione di cui sono testimoni in prima persona, dall'altra da una propaganda ormai trentennale contro il ruolo dello Stato.

La stessa propaganda peraltro che in questi 30 anni ha bombardato a tappeto sulla dualità tra pubblico e privato dal lato però dell'evasione, facendo di loro gli onesti e i perseguitati. Immagino che per alcuni di loro sia quasi una rivalsa. "Hai visto che ha chiuso XXX", negozio storico della mia città, e il PP mi risponde "eh con tutti i soldi che aveva fatto gli anni prima…" pensa al padrone lui, all'evasore fantasma, mica pensa ai 40 dipendenti andati a casa, che invece è il mio primo pensiero. Se fai il commerciante e i tuoi clienti rimangono senza stipendio te ne accorgi la settimana dopo, e dopo qualche anno chiudi. Loro no, e sono ancora lì che si foderano gli occhi con Repubblica, o peggio Il Manifesto.

Voglio dire, l'argomento di "usare i dipendenti pubblici" per le proprie rivendicazioni salariali è alquanto papesco, del tipo "Basta guerre!", è talmente giusto da essere innocuo, oltre che parecchio irreale: uno non va dal proprio datore di lavoro a dirgli "oh mi passi a tempo indeterminato con un aumento di stipendio perché sai, il mi babbo lavora a scuola…", qua non siamo in un dialogo a là Habermas alla ricerca della Ragione, qua siamo in guerra, vige la legge del più forte e della sopravvivenza (mia e dell'eventuale datore), per quanto adornata di rettorica e persuasione. E io di aumenti salariali ne ho chiesti, ed è sempre stata una lotta (l'ultimo, pre-Monti, è andato più o meno così: "Secondo me mi merito l'aumento e pure un livello di contratto superiore". "Tutte e due le cose non me le posso permettere, se vuoi 500 € netti fuori busta e resti dove sei, o 100 lordi in busta paga con aumento di livello" - tu cosa avresti scelto?).

Inoltre i primi a infangare anche solo il ricordo di una retribuzione decente (per gli altri) sono loro stessi, questo ceto sociale e questa fascia generazionale di vere cavallette (i babyboomers sono stati e sono il vero flagello del Welfare State), gli stessi che quando 16 anni fa avevo iniziato a lavorare e mi facevo già i primi straordinari non pagati me la menavano con i diritti dei lavoratori, con un certo compatimento anche, forse perché i ricordi della gioventù gloriosa e delle loro battaglie contro il Capitale E lo Stato erano ancora freschi, e adesso invece vanno in brodo di giuggiole per i propri studenti ormai universitari che per sfangarla devono fare tre lavoretti pagati uno peggio dell'altro. Gli stessi che quando gli dici che Uber è una porcata ti guardano ad occhi spalancati e pieni di sacro orrore virginale: "ma ma, ma come, è il progresso, non si può fermare!". Il progresso 'sta ceppa, dico io, e i tassisti? "Eh" e fanno spallucce, traduzione: cazzi loro. Per carità di patria non riferisco cosa sono riusciti a dire dei Greci la scorsa estate.

Insomma, il problema non è a valle ("quanto mi paghi") ma a monte ("oh, non c'è proprio il lavoro!"), e forse anche sulle vette del K2 (a me sembra che stia franando tutta l'architettura sociale, politica e istituzionale degli ultimi tre secoli, per cui di uno sforzo intellettuale ci sarebbe anche un urgente bisogno, invece che di spremere le meningi sui pensierini degli opinionisti o sbrodolarsi sull'ultimo romanzo di Murakami). E finché i suddetti continueranno a votare PD perché sono troppo intellettuali per tifare una squadra di calcio - proprio ora che per una volta, finalmente, con la loro squadra sono in testa al governo! - l'agonia (per gli altri) si protrarrà e la situazione rischia di diventare, se già non lo è, irrimediabile.

Rispondi

a perfect world 21 agosto, 2016 14:43

@mikez73

Diciamo che nessuna categoria di lavoratori dipendenti, ma anche di piccoli artigiani, ha capito che la lotta di classe esiste e la si sta perdendo. Il padronato, con l'aiuto di parte dello Stato e praticamente tutti i media, ha fomentato l'odio sociale fra pubblico e privato, fra grande impresa ed artigiani, ecc. Adesso il pensionato statale gioisce a veder chiudere il negozio dell'odiato evasore con casetta al mare, il quale gioisce a vedere il dipendente fannullone aspettare un anno per un'esame medico. L'aspetto piu' deprimente e' che la maggior parte di questi personaggi "vanta" studi superiori...

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mikez73 22 agosto, 2016 08:28

@a perfect world

Qui si solleva un punto cruciale. Non c'è una risposta collettiva alla crisi, solo individuale, e la famiglia è l'ultima linea di difesa - e sopravvivenza. Quelli che in teoria una coscienza della lotta di classe ce l'avevano sono i soggetti di cui parlo io, quindi stendiamo un velo pietoso. Infine, la lotta di classe va bene come principio astratto, per affermare che alla base della società (di questa società) c'è il conflitto, ci sono interessi contrapposti, ma appena si passa sul concreto iniziano i dolori: cos'è una classe? quali classi? quante? E come se ne prende coscienza? Ci vuole il solito partito d'avanguardia di intellettuali che diffonde la buona novella? La parola "padronato" la dice lunga, se nella classe dei capitalisti ci finiscono tutti i datori di lavoro siamo già alla frutta - citofonare De Cecco e Er Melanzana per chiarimenti - e infatti, siamo già all'ammazzacaffè.

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pedanteria 12 agosto, 2016 19:50

Per pura pedanteria: «inpportunamente diventato Shock Economy» sia «inopportunamente […]»!

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Bombadillo 12 agosto, 2016 18:17

Caro Pedante,

complimenti per il post. Divertentissimo il 'gioco' delle traduzioni: solo quando scrivi 'che vogliamo noi', riferito ai banchieri e alle loro riforme, io avrei più precisamente scritto, 'che convengono solo a noi'. Giusto per evitare che qualche anima candida cada nell'errore di ritenere che i banchieri vogliono certe riforme per una questione ideale, di principio o, magari, per far andare meglio l'economia e stimolare la crescita. No, i banchieri vogliono brutalmente le riforme che convengono solo a loro, e che sono sconvenienti per tutti gli altri attori economici, sia lavoratori che pure imprenditori.

Per il resto, che dire?

Meglio Putin che Trump.

Non sappiamo se Trump vincera, e non sappiamo se, una volta presidente, manterra la promessa di smettere di destabilizzare l'europa, il nord africa e il vicino oriente (purtroppo, però, siamo certi che, se vincera la Clinton, gli eventi precipiteranno ulteriormente).

Siamo sicuri, altresì, del ruolo che già oggi sta svolgendo Putin, di contenimento delle forze del caos e della dissoluzione.

Da ultimo, mi ha molto colpito leggere sul blog (fides et forma) di un amico (Francesco Colafemmina), che credevo inattivo per via di una triste vicenda giudiziaria, del recente viaggio di Putin sul Monte Athos (realtà 'estrema' che conosco personalmente e che rappresenta il cuore dell'ortodossia ), dove pare sia stato accolto con onori 'imperiali'.

I monaci dell'Athos hanno compreso il ruolo di Putin.

Sotto questo speciale punto di vista, forse potremmo parlare, non di guerra, ma comunque di scontro tra due religioni. Che però non sono l'islamica e la cattolica (o più vagamente cristiana: ché pure i protestanti si professano cristiani), ma la sionista (distinta dall'ebraica, e con un'accezione legata alla genesi del moderno Stato e alla sua politica estera) e l'ortodossa. In questo scontro, da che parte stiano i protestanti di destra e le relative popolazioni (USA, Germania, etc.), e quelli di sinistra (c. d. cattolici), a partire dal loro capo insediatosi a Roma, mi pare sia sotto gli occhi di tutti.

Tom

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Maurizio Moretti 13 agosto, 2016 22:51

@Bombadillo

Sara' per quello che RT (Russia Today) e' l'unico canale che riesco a guardare senza dar di stomaco...

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dhivanmukta 14 agosto, 2016 09:04

@Bombadillo

Monte Athos come Agartha e Pentagono come Mordor.

Interessante. Le profezie cominciano a prender forma.

Cari saluti.

P.S. Perché tanti distnguo ["la sionista (distinta dall'ebraica, e con un'accezione legata alla genesi del moderno Stato e alla sua politica estera)"]? A buon intenditor ...

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Bombadillo 14 agosto, 2016 14:01

@Maurizio Moretti,

sarà per quello che alla mia figlioletta compero i giochi di masha e orso e non quelli dell'abominevole maialina?

Tom

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Bombadillo 14 agosto, 2016 14:22

@dhivanmukta,

sai che non ci avevo pensato?

Stando al tuo gioco, però, potremmo più precisamente dire: l'Athos come Gran Burrone, Langley come Mordor... E il Vaticano come Isengard. Del resto, Bergoglio veste pure di bianco.

Sulla seconda questione, io -che sono un grande peccatore, ma sono pur sempre un cattolico- tento, per il poco che mi riesce, di attenermi al Vangelo. Nella specie, siate prudenti come serpenti e puri come colombe.

Meglio non rischiare di essere fraintesi, quindi, e chiarire che -esattamente come nei riguardi del protestantesimo, padre del pensiero liberale nell' unico senso che conta (cioè liberista, il resto è fumo negli occhi), per me si tratta di una opposizione tutta politica, e non certo religiosa o razziale. D'altronde, molti ebrei ortodossi sono anti sionisti proprio per motivo della loro religione.

Ma questo già lo sai...

Tom

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dhivanmukta 15 agosto, 2016 11:19

@Bombadillo

Caro Tom,

poiché 'cum agitur de judaeis agitur de re gravi', è bene tacere.

Per quanto riguarda l'amato Tolkien, invece, ti segnalo una bella rubrica di Radio Spada:

http://www.radiospada.org/tag/tolkieniana/

Se già la conosci, ok. In caso contrario, non sottovalutarla al primo colpo d'occhio.

Infine, un doveroso ringraziamento al nostro dotto anfitrione (che, senza pedanteria veruna, permette agli ospiti di conversare amabilmente fra loro). Se la bontà di un blog non è dovuta solo alla qualità dei post, ma anche - seppur in assai minor misura - alla qualità dei relativi commenti, codesto è un ottimo blog.

Cari saluti a tutt'e due.

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Alessandro 11 agosto, 2016 20:22

'Plagiare menti deboli e portarle a gesti sconsiderati ci è stato semplice... Avete saputo più niente delle falle nella sicurezza di Bruxelles? E come ci è stato possibile far entrare il camion nell’isola pedonale di Nizza? Domande che vi dovrebbero inquietare.'

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Fra' Ciccio 11 agosto, 2016 18:54

Va bene, ottimo, eccellente.

Ma quella cialtrona eurista di Maga Ilda la lascerei perdere.

Fa parte del circo equestre atlantico per la manipolazione del dissenso insieme al M5S: tra l'altro è stato sponsor dei memmettari.

La libera muratoria, fino a prova contraria, è definitivamente morta con Allende.

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Il Pedante 11 agosto, 2016 21:49

@Fra' Ciccio Confesso di non conoscere il tema.

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